venerdì, 17 feb 2012 - 15:18
CORRIERE DEL GIORNO
Il Consiglio comunale voterà lunedì la permuta con un edificio di proprietà del Comune
La masseria Solito è salva, ora puntiamo al recupero
di Silvano Trevisani
Finalmente la Taranto più viva, quella che tiene alla propria storia e alla propria cultura, può gioire: la masseria Solito è salva. Lunedì prossimo, infatti, il Consiglio comunale è chiamato ad approvare, al punto 6, la “Permuta della “Masseria Solito” e del relativo terreno pertinenziale con immobile di proprietà comunale sito in via Rintone n. 37, angolo via Icco 26, 28”.
Il provvedimento è stato già approvato a dalla commissione Assetto del territorio, anche da consiglieri d’opposizione. Una volta che il Consiglio avrà approvato, come fermamente ci auguriamo, la permuta, la masseria passerà alla proprietà comunale. Salvato l’immobile, bisognerà poi pensare all’immediato futuro, cioè alla messa in sicurezza del manufatto, ultimo frammento di quella che fu la masseria Salito, quindi alla sua ristrutturazione e alla restituzione alla città, per un’utilizzazione di carattere culturale: le risorse si possono anche reperire tra i fondi regionali per i nuovi musei, perché così potrebbe configurarsi, secondo le indicazioni dell’Associazione Cesare Giulio Viola, il ruolo della struttura, come museo della memoria storica della cultura tarantina.
Anche il “Corriere del giorno” saluta, naturalmente, con grande soddisfazione il provvedimento della divisione urbanistica, dal momento che aveva fatto della salvezza della masseria, una sua battaglia. Lo scorso anno si era svolto, nella nostra reazione, un forum, con la partecipazione dell’Associazione e di rappresentanti del mondo culturale, dell’associazionismo, oltre che dell’Amministrazione comunale. Proprio la strada della permuta della masseria con altre aree o immobili di proprietà pubblica era una di quelle scaturite dal dibattito, che aveva anche confermato la fondatezza storica della rilevanza che il reperto ha, pur essendo l’ultimo frammento sopravvissuto a una dissennata politica di devastazione del territorio e delle sue vestigia storiche.
Com’è noto, la masseria Solito fu acquisita, alla fine dell’Ottocento, alla proprietà della famiglia di Luigi Viola, il grande archeologo che fondò il Museo nazionale archeologico, della quale racconta diffusamente il figlio, il grande scrittore e drammaturgo Cesare Giulio Viola nel romanzo “Pater”. Proprio nell’area della masseria, lo stesso Luigi Viola ritrovò la cripta del Redentore, che era a metà strada tra la bella casina, che si trovava nell’area dell’Hotel Principe, e il corpo dell’antica masseria.
Ricordiamo che l’area nella quale ricade la masseria Solito, ultima ala della grande struttura seicentesca, che dava il nome a tutto il quartiere, era stato acquisito da un’impresa privata che vi aveva progettato la costruzione di una palazzina per appartamenti da vendere. L’impresa, che aveva ottenuto anche la licenza edilizia e il permesso di demolire l’immobile, da parte della giunta Di Bello, potrà rifarsi del danno rappresentato dal divieto di demolizione emesso dal Comune. Ricordiamo che, nei mesi scorsi, il Consiglio comunale, con un solo voto contrario, frutto forse di un equivoco, aveva approvato un ordine del giorno che impegnava l’Amministrazione a ricercare la soluzione.
Ne è entusiasta Enrico Viola, presidente dell’Associazione Culturale che da anni richiede l’intervento del Comune per scongiurare l’abbattimento dell’ultima masseria periurbana di interesse storico per essere posta lungo la via principale di uscita verso est dell’antica Taranto. “La speculazione edilizia era intenzionata a passarci sopra come un rullo compressore e distruggere un monumento significativo sotto l’aspetto storico, architettonico, topografico e letterario. Vani erano stati nel passato gli appelli di studiosi, uomini di cultura e varie espressioni di cittadini che più volte erano giunti persino a creare una barriera umana davanti alle ruspe pronte ad abbatterla. Il Consiglio Comunale sarà destinatario di grande apprezzamento degli uomini di cultura che costituiscono l’associazione e di molti cittadini che amano Taranto e la sua storia. Questa finalmente è una prova di grande sensibilità che segue ad una prima decisione di protezione adottata dal Consiglio nell’estate scorsa”.
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venerdì 17 febbraio 2012
La Masseria Solito al Comune?
venerdì, 17 feb 2012 - 15:18
CORRIERE DEL GIORNO
Il Consiglio comunale voterà lunedì la permuta con un edificio di proprietà del Comune
La masseria Solito è salva, ora puntiamo al recupero
di Silvano Trevisani
Finalmente la Taranto più viva, quella che tiene alla propria storia e alla propria cultura, può gioire: la masseria Solito è salva. Lunedì prossimo, infatti, il Consiglio comunale è chiamato ad approvare, al punto 6, la “Permuta della “Masseria Solito” e del relativo terreno pertinenziale con immobile di proprietà comunale sito in via Rintone n. 37, angolo via Icco 26, 28”.
Il provvedimento è stato già approvato a dalla commissione Assetto del territorio, anche da consiglieri d’opposizione. Una volta che il Consiglio avrà approvato, come fermamente ci auguriamo, la permuta, la masseria passerà alla proprietà comunale. Salvato l’immobile, bisognerà poi pensare all’immediato futuro, cioè alla messa in sicurezza del manufatto, ultimo frammento di quella che fu la masseria Salito, quindi alla sua ristrutturazione e alla restituzione alla città, per un’utilizzazione di carattere culturale: le risorse si possono anche reperire tra i fondi regionali per i nuovi musei, perché così potrebbe configurarsi, secondo le indicazioni dell’Associazione Cesare Giulio Viola, il ruolo della struttura, come museo della memoria storica della cultura tarantina.
Anche il “Corriere del giorno” saluta, naturalmente, con grande soddisfazione il provvedimento della divisione urbanistica, dal momento che aveva fatto della salvezza della masseria, una sua battaglia. Lo scorso anno si era svolto, nella nostra reazione, un forum, con la partecipazione dell’Associazione e di rappresentanti del mondo culturale, dell’associazionismo, oltre che dell’Amministrazione comunale. Proprio la strada della permuta della masseria con altre aree o immobili di proprietà pubblica era una di quelle scaturite dal dibattito, che aveva anche confermato la fondatezza storica della rilevanza che il reperto ha, pur essendo l’ultimo frammento sopravvissuto a una dissennata politica di devastazione del territorio e delle sue vestigia storiche.
Com’è noto, la masseria Solito fu acquisita, alla fine dell’Ottocento, alla proprietà della famiglia di Luigi Viola, il grande archeologo che fondò il Museo nazionale archeologico, della quale racconta diffusamente il figlio, il grande scrittore e drammaturgo Cesare Giulio Viola nel romanzo “Pater”. Proprio nell’area della masseria, lo stesso Luigi Viola ritrovò la cripta del Redentore, che era a metà strada tra la bella casina, che si trovava nell’area dell’Hotel Principe, e il corpo dell’antica masseria.
Ricordiamo che l’area nella quale ricade la masseria Solito, ultima ala della grande struttura seicentesca, che dava il nome a tutto il quartiere, era stato acquisito da un’impresa privata che vi aveva progettato la costruzione di una palazzina per appartamenti da vendere. L’impresa, che aveva ottenuto anche la licenza edilizia e il permesso di demolire l’immobile, da parte della giunta Di Bello, potrà rifarsi del danno rappresentato dal divieto di demolizione emesso dal Comune. Ricordiamo che, nei mesi scorsi, il Consiglio comunale, con un solo voto contrario, frutto forse di un equivoco, aveva approvato un ordine del giorno che impegnava l’Amministrazione a ricercare la soluzione.
Ne è entusiasta Enrico Viola, presidente dell’Associazione Culturale che da anni richiede l’intervento del Comune per scongiurare l’abbattimento dell’ultima masseria periurbana di interesse storico per essere posta lungo la via principale di uscita verso est dell’antica Taranto. “La speculazione edilizia era intenzionata a passarci sopra come un rullo compressore e distruggere un monumento significativo sotto l’aspetto storico, architettonico, topografico e letterario. Vani erano stati nel passato gli appelli di studiosi, uomini di cultura e varie espressioni di cittadini che più volte erano giunti persino a creare una barriera umana davanti alle ruspe pronte ad abbatterla. Il Consiglio Comunale sarà destinatario di grande apprezzamento degli uomini di cultura che costituiscono l’associazione e di molti cittadini che amano Taranto e la sua storia. Questa finalmente è una prova di grande sensibilità che segue ad una prima decisione di protezione adottata dal Consiglio nell’estate scorsa”.
CORRIERE DEL GIORNO
Il Consiglio comunale voterà lunedì la permuta con un edificio di proprietà del Comune
La masseria Solito è salva, ora puntiamo al recupero
di Silvano Trevisani
Finalmente la Taranto più viva, quella che tiene alla propria storia e alla propria cultura, può gioire: la masseria Solito è salva. Lunedì prossimo, infatti, il Consiglio comunale è chiamato ad approvare, al punto 6, la “Permuta della “Masseria Solito” e del relativo terreno pertinenziale con immobile di proprietà comunale sito in via Rintone n. 37, angolo via Icco 26, 28”.
Il provvedimento è stato già approvato a dalla commissione Assetto del territorio, anche da consiglieri d’opposizione. Una volta che il Consiglio avrà approvato, come fermamente ci auguriamo, la permuta, la masseria passerà alla proprietà comunale. Salvato l’immobile, bisognerà poi pensare all’immediato futuro, cioè alla messa in sicurezza del manufatto, ultimo frammento di quella che fu la masseria Salito, quindi alla sua ristrutturazione e alla restituzione alla città, per un’utilizzazione di carattere culturale: le risorse si possono anche reperire tra i fondi regionali per i nuovi musei, perché così potrebbe configurarsi, secondo le indicazioni dell’Associazione Cesare Giulio Viola, il ruolo della struttura, come museo della memoria storica della cultura tarantina.
Anche il “Corriere del giorno” saluta, naturalmente, con grande soddisfazione il provvedimento della divisione urbanistica, dal momento che aveva fatto della salvezza della masseria, una sua battaglia. Lo scorso anno si era svolto, nella nostra reazione, un forum, con la partecipazione dell’Associazione e di rappresentanti del mondo culturale, dell’associazionismo, oltre che dell’Amministrazione comunale. Proprio la strada della permuta della masseria con altre aree o immobili di proprietà pubblica era una di quelle scaturite dal dibattito, che aveva anche confermato la fondatezza storica della rilevanza che il reperto ha, pur essendo l’ultimo frammento sopravvissuto a una dissennata politica di devastazione del territorio e delle sue vestigia storiche.
Com’è noto, la masseria Solito fu acquisita, alla fine dell’Ottocento, alla proprietà della famiglia di Luigi Viola, il grande archeologo che fondò il Museo nazionale archeologico, della quale racconta diffusamente il figlio, il grande scrittore e drammaturgo Cesare Giulio Viola nel romanzo “Pater”. Proprio nell’area della masseria, lo stesso Luigi Viola ritrovò la cripta del Redentore, che era a metà strada tra la bella casina, che si trovava nell’area dell’Hotel Principe, e il corpo dell’antica masseria.
Ricordiamo che l’area nella quale ricade la masseria Solito, ultima ala della grande struttura seicentesca, che dava il nome a tutto il quartiere, era stato acquisito da un’impresa privata che vi aveva progettato la costruzione di una palazzina per appartamenti da vendere. L’impresa, che aveva ottenuto anche la licenza edilizia e il permesso di demolire l’immobile, da parte della giunta Di Bello, potrà rifarsi del danno rappresentato dal divieto di demolizione emesso dal Comune. Ricordiamo che, nei mesi scorsi, il Consiglio comunale, con un solo voto contrario, frutto forse di un equivoco, aveva approvato un ordine del giorno che impegnava l’Amministrazione a ricercare la soluzione.
Ne è entusiasta Enrico Viola, presidente dell’Associazione Culturale che da anni richiede l’intervento del Comune per scongiurare l’abbattimento dell’ultima masseria periurbana di interesse storico per essere posta lungo la via principale di uscita verso est dell’antica Taranto. “La speculazione edilizia era intenzionata a passarci sopra come un rullo compressore e distruggere un monumento significativo sotto l’aspetto storico, architettonico, topografico e letterario. Vani erano stati nel passato gli appelli di studiosi, uomini di cultura e varie espressioni di cittadini che più volte erano giunti persino a creare una barriera umana davanti alle ruspe pronte ad abbatterla. Il Consiglio Comunale sarà destinatario di grande apprezzamento degli uomini di cultura che costituiscono l’associazione e di molti cittadini che amano Taranto e la sua storia. Questa finalmente è una prova di grande sensibilità che segue ad una prima decisione di protezione adottata dal Consiglio nell’estate scorsa”.
mercoledì 29 dicembre 2010
E non è per l'abbacchio...
UN ALTRO TRISTE GIORNO PER TARANTO! Sta per iniziare una nuova mattanza:
TARANTO, 28 DIC - Per disposizione della Regione Puglia domani saranno uccise 650 pecore di due allevamenti di Taranto perché nelle loro carni sono state riscontrate concentrazioni di diossina superiori ai limiti previsti dalla legge. L'uccisione ha lo scopo di evitare che le loro carni siano immesse sul mercato alimentare. Per PeaceLink Taranto, "i controlli andrebbero rafforzati e intensificati, anche perché si vedono ancora pecore brucare su terreni incolti in quel raggio di 20 chilometri che la Regione Puglia ha interdetto al pascolo". (ANSA)
Fabio Matacchiera segnala:
"i giornalisti che hanno difficoltà a recarsi presso le masserie nelle zone Salina e Circummarpiccolo possono chiedere lumi per il raggiungimento di quei siti, chiamando i numeri telefonici seguenti: 3498768732 - 3381229400"
TARANTO, 28 DIC - Per disposizione della Regione Puglia domani saranno uccise 650 pecore di due allevamenti di Taranto perché nelle loro carni sono state riscontrate concentrazioni di diossina superiori ai limiti previsti dalla legge. L'uccisione ha lo scopo di evitare che le loro carni siano immesse sul mercato alimentare. Per PeaceLink Taranto, "i controlli andrebbero rafforzati e intensificati, anche perché si vedono ancora pecore brucare su terreni incolti in quel raggio di 20 chilometri che la Regione Puglia ha interdetto al pascolo". (ANSA)
Fabio Matacchiera segnala:
"i giornalisti che hanno difficoltà a recarsi presso le masserie nelle zone Salina e Circummarpiccolo possono chiedere lumi per il raggiungimento di quei siti, chiamando i numeri telefonici seguenti: 3498768732 - 3381229400"
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lunedì 19 aprile 2010
sabato 10 aprile 2010
La rabbia degli allevatori: quali perizie???
Il Comitato per Taranto si unisce alla solidarietà di Taranto libera per la famiglia Fornaro che ha subito danni materiali e morali per l'impatto dell'industria inquinante nel Tarantino.
Vincenzo Fornaro (e tutta la sua famiglia) subisce ancora oggi vessazioni materiali e morali anche da parte di chi dovrebbe invece sostenerli e aiutarli ad ottenere giustizia.
Ecco la nota scritta e diffusa da Vincenzo:
Quello che ho vissuto stasera potrebbe essere benissimo il titolo di un film...dopo una giornata di lavoro abbastanza pesante,torno a casa e dopo una doccia ristoratrice,mi siedo sul divano e comincio a sfogliare il Quotidiano di Taranto nella speranza di rilassarmi un pò ma subito un titolo a caratteri cubitali colpisce la mia attenzione immediatamente:"L'ARPA nell'Illustre persona del Dottor Assennato chiarisce che per le diossine nel fegato degli ovini non c'entrano le CRITICITà LOCALI"...Ma come,mi chiedo stupito,il Procuratore con tutte le varie perizie non riesce ancora ad individuare e stabilire le responsabilità dell'inquinamento e il Dottor Assennato ha già risolto il caso!!!!!Mi dico è proprio un "genio" il Dottore...mi addentro allora nella lettura dell'articolo in modo più approfondito per capire come abbia fatto il "professore" a giungere a questa conclusione....mi districo tra una montagna di dati e note a me "povero profano" abbastanza incomprensibili quando una frase mi colpisce molto:"verosimilmente la sorgente di diossina è di tipo diffuso,legata non a sorgenti attuali ma all'inquinamento storico,incluso il pesante inquinamento di FINE OTTOCENTO"....Incredibile!!!!!!Io che avevo sempre sostenuto che le grandi industrie erano venute a d inquinare i terreni della nostra Masseria,che è stata costruita proprio alla fine dell'ottocento,vengo miseramente smentito dal "Professore" il quale afferma verosimilmente che proprio mentre i miei bisnonni costruivano alla fine dell'ottocento la "Masseria" c'era già qualcuno che avvellenava i terreni,l'aria,l'acqua.....e che grazie a questi avvellenatori a distanza di un secolo le nostre povere capre e pecore si sarebbero contaminate e sarebbero state poi condannate a morte per aver avuto la colpa di pascolare su quei terreni,respirare e bere....Incredibile quest'uomo è un genio,alla magistratura non sono bastati 2 anni e mezzo di indagini ma Lui ha già brillantemente risolto il caso....questa è solo la metà dell'articolo non ho finito di leggerlo perchè la nausea ha preso il sopravvento e non sono riuscito ad andare avanti ma una domanda vorrei porla all'Esimio Professore Assennato:"NOI ALLEVATORI SECONDO LEI DA CHI DOBBIAMO ESSERE RISARCITI VISTO CHE L'INQUINAMENTO RISALE ALLA FINE DELL'OTTOCENTO..."?????????????????
Vincenzo Fornaro, Allevatore - Masseria Carmine
Vincenzo Fornaro (e tutta la sua famiglia) subisce ancora oggi vessazioni materiali e morali anche da parte di chi dovrebbe invece sostenerli e aiutarli ad ottenere giustizia.
Ecco la nota scritta e diffusa da Vincenzo:
Quello che ho vissuto stasera potrebbe essere benissimo il titolo di un film...dopo una giornata di lavoro abbastanza pesante,torno a casa e dopo una doccia ristoratrice,mi siedo sul divano e comincio a sfogliare il Quotidiano di Taranto nella speranza di rilassarmi un pò ma subito un titolo a caratteri cubitali colpisce la mia attenzione immediatamente:"L'ARPA nell'Illustre persona del Dottor Assennato chiarisce che per le diossine nel fegato degli ovini non c'entrano le CRITICITà LOCALI"...Ma come,mi chiedo stupito,il Procuratore con tutte le varie perizie non riesce ancora ad individuare e stabilire le responsabilità dell'inquinamento e il Dottor Assennato ha già risolto il caso!!!!!Mi dico è proprio un "genio" il Dottore...mi addentro allora nella lettura dell'articolo in modo più approfondito per capire come abbia fatto il "professore" a giungere a questa conclusione....mi districo tra una montagna di dati e note a me "povero profano" abbastanza incomprensibili quando una frase mi colpisce molto:"verosimilmente la sorgente di diossina è di tipo diffuso,legata non a sorgenti attuali ma all'inquinamento storico,incluso il pesante inquinamento di FINE OTTOCENTO"....Incredibile!!!!!!Io che avevo sempre sostenuto che le grandi industrie erano venute a d inquinare i terreni della nostra Masseria,che è stata costruita proprio alla fine dell'ottocento,vengo miseramente smentito dal "Professore" il quale afferma verosimilmente che proprio mentre i miei bisnonni costruivano alla fine dell'ottocento la "Masseria" c'era già qualcuno che avvellenava i terreni,l'aria,l'acqua.....e che grazie a questi avvellenatori a distanza di un secolo le nostre povere capre e pecore si sarebbero contaminate e sarebbero state poi condannate a morte per aver avuto la colpa di pascolare su quei terreni,respirare e bere....Incredibile quest'uomo è un genio,alla magistratura non sono bastati 2 anni e mezzo di indagini ma Lui ha già brillantemente risolto il caso....questa è solo la metà dell'articolo non ho finito di leggerlo perchè la nausea ha preso il sopravvento e non sono riuscito ad andare avanti ma una domanda vorrei porla all'Esimio Professore Assennato:"NOI ALLEVATORI SECONDO LEI DA CHI DOBBIAMO ESSERE RISARCITI VISTO CHE L'INQUINAMENTO RISALE ALLA FINE DELL'OTTOCENTO..."?????????????????
Vincenzo Fornaro, Allevatore - Masseria Carmine
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giovedì 8 aprile 2010
L'ENI fa il botto
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mercoledì 24 marzo 2010
SALVIAMO LA MASSERIA SOLITO
UN EDIFICIO DEL 1600 E' A RISCHIO ABBATTIMENTO!
Sito nel quartiere Tre Carrare-Battisti (per vederla su Google Map clicca qui), a poche decine di metri dalla "Cripta del Redentore" il complesso edilizio oggi noto come le cui tracce risalgono agli inizi del '600, nel 1717 fu concesso in enfiteusi al reverendo Domenico Antonio Solito - illustre esponente del "Clero Tarantino" - alla cui famiglia rimase a lungo, fornendo il nome a tutta la contrada - prima di passare a Luigi Viola.
La Masseria Solito è fuor di dubbio un bene "storico - culturale" per la Città di Taranto, e come tale riteniamo che vada salvaguardata. Ma nel silenzio assordante di una Città distratta, nella quale vige la disinformazione, ieri è stata autorizzata proprio la demolizione di questo stabile.
Ci chiediamo perché si vuole demolire un "pezzo di storia" cittadino così, a cuor leggero, senza essersi posti il minimo dubbio di liceità. Come mai il suddetto complesso edilizio non è stato mai sottoposto alla CAT e dunque al Consiglio Comunale? Perchè questa masseria non ha avuto lo stesso trattamento riservato al palazzo di via Acclavio?
A nulla sono valsi gli appelli di consiglieri comunali, comitati, semplici cittadini che sono intervenuti, in più occasioni , per chiedere alle istituzioni preposte un intervento autoritario per fermare la scriteriata richiesta di demolizione della “Masseria SOLITO”, avanzata dagli attuali proprietari per procedere alla realizzazione di un fabbricato per civile abitazione. Anche se abbandonata ed ignorata da 30 anni, rimane pur sempre un importante "Sito Storico" di non trascurabile interesse. Occorre ricordare e ribadire che già nel 1996 era stato chiesto - senza risposta alcuna - l’intervento del Sindaco e della Sovrintendenza a protezione-tutela dello "storico reperto", atteso che come ribadito all’art.10 del recente Codice dei beni culturali, lo stesso è piuttosto un bene da tutelare, anche nel caso in cui non sia stato fatto oggetto di "procedimento di dichiarazione di interesse culturale" da parte della Sovrintendenza.
Ci auspichiamo che la locale Sovrintendenza vorrà quanto prima assumere le iniziative di propria specifica competenza, atteso che: "sono beni culturali oggetto di tutela" : <>.
Appare dunque e tra l'altro assolutamente inspiegabile che, si continui ad ignorare quanto disposto dal successivo art.. 21 "sono subordinati ad autorizzazione del Ministero":
a) la demolizione delle cose costituenti beni culturali, anche con successiva ricostituzione...
Nel ritenere che sia quanto mai opportuno garantire l'incolumità dell'intera struttura - rigettando ed non autorizzando progetti atti alla sua demolizione - invitiamo il Sovrintendente ad intervenire per "imporre d'ufficio" gli interventi conservativi previsti dall’art.33 del Codice dei beni culturali - interventi conservativi che si possono agevolmente realizzare atteso tra l'altro la possibilità del concorso pubblico alle relative spese.
Nell’auspicare che si proceda piuttosto ad un suo recupero funzionale destinandola pittosto ad un utilizzo sociale - culturale,
C H I E D I A M O
- al sig. Sindaco di sospendere ogni atto inerente l'inopinata - insana richiesta di demolizione;
- alla Sovrintendenza di voler considerare la possibilità di inserire il manufatto nell’elenco dei beni da sottoporre a TUTELA;
- al Difensore Civico di "DIFENDERE "... un bene di pubblico interesse e dunque COMUNE ... "anche se privato".
La Masseria potrebbe essere salvata atteso la rilevanza Storica e con l'ausilio di Enti e/o istituti privati ristrutturata e destinarla ad un uso d'interesse pubblico – sociale.
In una città che lotta per il diritto di vivere in un ambiente sano e in salute è quanto mai vitale preservare le alternative di sviluppo che offre il territorio e una fra queste è di certo lo sviluppo del turismo storico-culturale. La demolizione di questo edificio, anziché la sua restaurazione, è l’ennesima violenza su un territorio ricco di storia che ha già perso molto e non merita di essere colpito ancora.
Per ora questa richiesta è sostenuta da comuni cittadini non organizzati, dall'Osservatorio per la Legalità, dagli Amici di Beppe Grillo di Taranto, dal Comitato Cittadino Taranto Futura, dal comitato contro l'inquinamento Taranto libera, dal Comitato per Taranto. Chiunque voglia aggiungere il proprio sostegno può scrivere una mail a lastoriaditarantononsitocca@gmail.com. Se sarà necessario far partire una sottoscrizione ve ne daremo comunicazione.
Sito nel quartiere Tre Carrare-Battisti (per vederla su Google Map clicca qui), a poche decine di metri dalla "Cripta del Redentore" il complesso edilizio oggi noto come
La Masseria Solito è fuor di dubbio un bene "storico - culturale" per la Città di Taranto, e come tale riteniamo che vada salvaguardata. Ma nel silenzio assordante di una Città distratta, nella quale vige la disinformazione, ieri è stata autorizzata proprio la demolizione di questo stabile.
Ci chiediamo perché si vuole demolire un "pezzo di storia" cittadino così, a cuor leggero, senza essersi posti il minimo dubbio di liceità. Come mai il suddetto complesso edilizio non è stato mai sottoposto alla CAT e dunque al Consiglio Comunale? Perchè questa masseria non ha avuto lo stesso trattamento riservato al palazzo di via Acclavio?
A nulla sono valsi gli appelli di consiglieri comunali, comitati, semplici cittadini che sono intervenuti, in più occasioni , per chiedere alle istituzioni preposte un intervento autoritario per fermare la scriteriata richiesta di demolizione della “Masseria SOLITO”, avanzata dagli attuali proprietari per procedere alla realizzazione di un fabbricato per civile abitazione. Anche se abbandonata ed ignorata da 30 anni, rimane pur sempre un importante "Sito Storico" di non trascurabile interesse. Occorre ricordare e ribadire che già nel 1996 era stato chiesto - senza risposta alcuna - l’intervento del Sindaco e della Sovrintendenza a protezione-tutela dello "storico reperto", atteso che come ribadito all’art.10 del recente Codice dei beni culturali, lo stesso è piuttosto un bene da tutelare, anche nel caso in cui non sia stato fatto oggetto di "procedimento di dichiarazione di interesse culturale" da parte della Sovrintendenza.
Ci auspichiamo che la locale Sovrintendenza vorrà quanto prima assumere le iniziative di propria specifica competenza, atteso che: "sono beni culturali oggetto di tutela" : <>.
Appare dunque e tra l'altro assolutamente inspiegabile che, si continui ad ignorare quanto disposto dal successivo art.. 21 "sono subordinati ad autorizzazione del Ministero":
a) la demolizione delle cose costituenti beni culturali, anche con successiva ricostituzione...
Nel ritenere che sia quanto mai opportuno garantire l'incolumità dell'intera struttura - rigettando ed non autorizzando progetti atti alla sua demolizione - invitiamo il Sovrintendente ad intervenire per "imporre d'ufficio" gli interventi conservativi previsti dall’art.33 del Codice dei beni culturali - interventi conservativi che si possono agevolmente realizzare atteso tra l'altro la possibilità del concorso pubblico alle relative spese.
Nell’auspicare che si proceda piuttosto ad un suo recupero funzionale destinandola pittosto ad un utilizzo sociale - culturale,
- al sig. Sindaco di sospendere ogni atto inerente l'inopinata - insana richiesta di demolizione;
- alla Sovrintendenza di voler considerare la possibilità di inserire il manufatto nell’elenco dei beni da sottoporre a TUTELA;
- al Difensore Civico di "DIFENDERE "... un bene di pubblico interesse e dunque COMUNE ... "anche se privato".
La Masseria potrebbe essere salvata atteso la rilevanza Storica e con l'ausilio di Enti e/o istituti privati ristrutturata e destinarla ad un uso d'interesse pubblico – sociale.
In una città che lotta per il diritto di vivere in un ambiente sano e in salute è quanto mai vitale preservare le alternative di sviluppo che offre il territorio e una fra queste è di certo lo sviluppo del turismo storico-culturale. La demolizione di questo edificio, anziché la sua restaurazione, è l’ennesima violenza su un territorio ricco di storia che ha già perso molto e non merita di essere colpito ancora.
Per ora questa richiesta è sostenuta da comuni cittadini non organizzati, dall'Osservatorio per la Legalità, dagli Amici di Beppe Grillo di Taranto, dal Comitato Cittadino Taranto Futura, dal comitato contro l'inquinamento Taranto libera, dal Comitato per Taranto. Chiunque voglia aggiungere il proprio sostegno può scrivere una mail a lastoriaditarantononsitocca@gmail.com. Se sarà necessario far partire una sottoscrizione ve ne daremo comunicazione.
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lunedì 22 marzo 2010
Confronto in masseria
Mercoledì 24/03/2010 ore 10,30, presso la Masseria Carmine, si terrà un incontro con la stampa e con i candidati alle elezioni regionali che vorranno partecipare. Lo scopo dell'evento è quello di presentare la proposta di legge per il risarcimento agli allevatori danneggiati dall'inquinamento da diossina. Siete tutti invitati ad esserci!Per chi non conosce la strada l'appuntamento è alle ore 10,00 presso la Basile Petroli, alle spalle del Seminario.
Non mancate!
giovedì 18 marzo 2010
E abbattiamole 'ste masserie! Comune smemorato!
In una città dove le pecore si abbattono e si smaltiscono come rifiuti speciali ha senso conservare le masserie?
Un premio allora alla coerenza di Comune e Soprintendenza che acconsentono ad eliminare alla radice la storia di Taranto, città ex-agricola ed ex-marina!
Un premio anche alla coerenza dell'arch. Conte che, dopo aver criticato le scelte del Comune di salvare il pregevole stabile di inizio Novecento di via Acclavio (per il quale lui era progettista della palazzina da costruire in sua vece...), ora chiede lo stesso trattamento per la masseria! Siamo quantomeno felici di questa conversione sulla via di Damasco...
Ecco il suo Comunicato che sa più di reazione per una differenza di trattamento che di vero furore culturale (ma siamo sicuri di sbagliarci..) (LEGGI QUI LA DENUNCIA COMPARSA SULLA STAMPA):
Nel SILENZIO ASSORDANTE di una Città DISTRUTTA... perchè DISTRATTA, nella quale vige la ferrea OMERTA', dove chiunque è autorizzato ad urlarti addosso: fatti i "c.. tuoi che è meglio"... ecco che devono essere i cittadini a rivoltarsi, perchè le istituzioni SE NE LAVANO LE MANI....TUTTI SE NE FREGANO, e si scrollano di dosso le responsabilità.
Non si ha idea delle telefonate che sto ricevendo........ sembra infatti che abbiano deciso di DEMOLIRE la Masseria SOLITO, già quella di via Plateja che come ben saprete risale al 1500.
Tutti negano d'averne decretato la fine... per intanto il cartellone di cantiere è ESAUSTIVO !!! Chi avrebbe firmato dunque quell'Autorizzazione?
- CERVELLERA si limita a scrivere : Mi sono opposto con tutte le mie forze da assessore all'edilità. Non lo sono più da un anno e non so cosa sia successo. Comunque sono contrario.
- Enzo La Gioia scrive : Io non sono più dirigente, in precedenza avevo legato il tutto al parere della Sovrintendenza.
Vabbè...... ma allora di chi la responsabilità? Chi ha firmato quell'atto scellerato? Perchè non è stato mai sottoposto alla CAT e dunque al Consiglio Comunale?
Pare che addirittura sia stata emessa un'ORDINANZA SINDACALE che in caso d'inottemperanza minacciava i LAVORI in DANNO..... Quando mai il Comune ha emesso ORDINANZE, quando le ha eseguito in danno?
E dunque rispetto a via Acclavio s'è praticato il solito : Due pesi... due misure !!!
Perchè non ha avuto lo stesso trattamento riservato a via Acclavio? Perchè non la si è portata all'attenzione del consiglio comunale?
Si potrebbe proporre di trasferire il diritto alla edificazione riservato a quel terreno, in altra zona della Città, per non danneggiareil proprietario. La Masseria potrebbe essere salvata atteso la rilevanza Storica e con l'ausilio di Enti e/o istituti privati ristrutturata e destinarla ad un uso d'interesse pubblico-sociale.
Chi può faccia qualcosa...
FACCIAMO COMPRENDERE ALL'AMMINISTRAZIONE CHE NON SI POSSONO DEMOLIRE DETERMINATI MANUFATTI...INNANZITUTTO CHE SI DEVE UTILIZZARE LO STESSO METRO, LA STESSA MISURA.
GRAZIE PER QUANTO RIUSCIRETE A FARE...INTERVENITE PRESSO IL SINDACO E/O L'ASSESSORE.
FACCIAMO PARLARE STAMPA E TELEVISIONI PER QUANTO ALLA VICENDA DI VIA ACCLAVIO, CHE RISPETTO ALLA MASSERIA HA CONOSCIUTO ALTRO EPILOGO.
PURTROPPO A TARANTO MANCANO .....LE REGOLE... QUELLE CERTE, valide per tutti !!!
RITENETE SIA UTILE UN RICORSO AL TAR ???
Nevio CONTE
Un premio allora alla coerenza di Comune e Soprintendenza che acconsentono ad eliminare alla radice la storia di Taranto, città ex-agricola ed ex-marina!
Un premio anche alla coerenza dell'arch. Conte che, dopo aver criticato le scelte del Comune di salvare il pregevole stabile di inizio Novecento di via Acclavio (per il quale lui era progettista della palazzina da costruire in sua vece...), ora chiede lo stesso trattamento per la masseria! Siamo quantomeno felici di questa conversione sulla via di Damasco...
Ecco il suo Comunicato che sa più di reazione per una differenza di trattamento che di vero furore culturale (ma siamo sicuri di sbagliarci..) (LEGGI QUI LA DENUNCIA COMPARSA SULLA STAMPA):
Nel SILENZIO ASSORDANTE di una Città DISTRUTTA... perchè DISTRATTA, nella quale vige la ferrea OMERTA', dove chiunque è autorizzato ad urlarti addosso: fatti i "c.. tuoi che è meglio"... ecco che devono essere i cittadini a rivoltarsi, perchè le istituzioni SE NE LAVANO LE MANI....TUTTI SE NE FREGANO, e si scrollano di dosso le responsabilità.
Non si ha idea delle telefonate che sto ricevendo........ sembra infatti che abbiano deciso di DEMOLIRE la Masseria SOLITO, già quella di via Plateja che come ben saprete risale al 1500.
Tutti negano d'averne decretato la fine... per intanto il cartellone di cantiere è ESAUSTIVO !!! Chi avrebbe firmato dunque quell'Autorizzazione?
- CERVELLERA si limita a scrivere : Mi sono opposto con tutte le mie forze da assessore all'edilità. Non lo sono più da un anno e non so cosa sia successo. Comunque sono contrario.
- Enzo La Gioia scrive : Io non sono più dirigente, in precedenza avevo legato il tutto al parere della Sovrintendenza.
Vabbè...... ma allora di chi la responsabilità? Chi ha firmato quell'atto scellerato? Perchè non è stato mai sottoposto alla CAT e dunque al Consiglio Comunale?
Pare che addirittura sia stata emessa un'ORDINANZA SINDACALE che in caso d'inottemperanza minacciava i LAVORI in DANNO..... Quando mai il Comune ha emesso ORDINANZE, quando le ha eseguito in danno?
E dunque rispetto a via Acclavio s'è praticato il solito : Due pesi... due misure !!!
Perchè non ha avuto lo stesso trattamento riservato a via Acclavio? Perchè non la si è portata all'attenzione del consiglio comunale?
Si potrebbe proporre di trasferire il diritto alla edificazione riservato a quel terreno, in altra zona della Città, per non danneggiareil proprietario. La Masseria potrebbe essere salvata atteso la rilevanza Storica e con l'ausilio di Enti e/o istituti privati ristrutturata e destinarla ad un uso d'interesse pubblico-sociale.
Chi può faccia qualcosa...
FACCIAMO COMPRENDERE ALL'AMMINISTRAZIONE CHE NON SI POSSONO DEMOLIRE DETERMINATI MANUFATTI...INNANZITUTTO CHE SI DEVE UTILIZZARE LO STESSO METRO, LA STESSA MISURA.
GRAZIE PER QUANTO RIUSCIRETE A FARE...INTERVENITE PRESSO IL SINDACO E/O L'ASSESSORE.
FACCIAMO PARLARE STAMPA E TELEVISIONI PER QUANTO ALLA VICENDA DI VIA ACCLAVIO, CHE RISPETTO ALLA MASSERIA HA CONOSCIUTO ALTRO EPILOGO.
PURTROPPO A TARANTO MANCANO .....LE REGOLE... QUELLE CERTE, valide per tutti !!!
RITENETE SIA UTILE UN RICORSO AL TAR ???
Nevio CONTE
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domenica 7 marzo 2010
Fegato amaro...
Comunicato di Altamarea sull'ordinanza per la distruzione dei fegati ovicaprini
Con ordinanza n. 176 la Regione Puglia ha imposto il “sequestro e la distruzione sistematica di tutti i fegati degli ovi-caprini regolarmente macellati presenti negli allevamenti insistenti entro un raggio di 20 km dall’area industriale di Taranto”. Il provvedimento si è reso necessario in conseguenza degli esiti allarmanti scaturiti dalle analisi effettuate, nei mesi scorsi su alcuni allevamenti, dal Dipartimento di prevenzione della Asl/TA. Nel merito Altamarea era già intervenuta sollevando forti preoccupazioni e richiedendo interventi da parte degli enti preposti
L’ordinanza impone altresì, nel suo art. 2, “il divieto di pascolo sui terreni non aventi destinazione agricola ricadenti, entro un raggio di non meno di 20 km attorno dell’area industriale di Taranto.”.
L’ordinanza è l’indice della gravità nella quale versa il territorio in termini di inquinamento e di contaminazione dei terreni con tutte le ripercussioni sulla catena alimentare e, di rimando, sulla tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Il provvedimento conferma l’urgenza di provvedere alla pianificazione di radicali ed urgenti interventi di bonifica e risanamento ambientale del territorio che, necessariamente, devono costituire una priorità nelle politiche ambientali di Governo e futura amministrazione regionale.
Urgente, altresì, è l’approvazione di provvedimenti di sostegno al reddito degli allevatori colpiti da questa e dalle ordinanze precedenti in attesa di un risarcimento in sede civile. Le analisi effettuate dall’Arpa sulladispersione di diossina, PCB ed IPA in rapporto alla direzione dei venti costituiscono un importantissimo tassello per individuare eventuali responsabilità nel merito. Addebitamento delle responsabilità su cui Altamarea ripone la sua fiducia nella magistratura affinchè sia accertata in tempi celeri.
Taranto, 6 marzo 2010. IL COORDINAMENTO DI ALTAMAREA
Con ordinanza n. 176 la Regione Puglia ha imposto il “sequestro e la distruzione sistematica di tutti i fegati degli ovi-caprini regolarmente macellati presenti negli allevamenti insistenti entro un raggio di 20 km dall’area industriale di Taranto”. Il provvedimento si è reso necessario in conseguenza degli esiti allarmanti scaturiti dalle analisi effettuate, nei mesi scorsi su alcuni allevamenti, dal Dipartimento di prevenzione della Asl/TA. Nel merito Altamarea era già intervenuta sollevando forti preoccupazioni e richiedendo interventi da parte degli enti preposti
L’ordinanza impone altresì, nel suo art. 2, “il divieto di pascolo sui terreni non aventi destinazione agricola ricadenti, entro un raggio di non meno di 20 km attorno dell’area industriale di Taranto.”.
L’ordinanza è l’indice della gravità nella quale versa il territorio in termini di inquinamento e di contaminazione dei terreni con tutte le ripercussioni sulla catena alimentare e, di rimando, sulla tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Il provvedimento conferma l’urgenza di provvedere alla pianificazione di radicali ed urgenti interventi di bonifica e risanamento ambientale del territorio che, necessariamente, devono costituire una priorità nelle politiche ambientali di Governo e futura amministrazione regionale.
Urgente, altresì, è l’approvazione di provvedimenti di sostegno al reddito degli allevatori colpiti da questa e dalle ordinanze precedenti in attesa di un risarcimento in sede civile. Le analisi effettuate dall’Arpa sulladispersione di diossina, PCB ed IPA in rapporto alla direzione dei venti costituiscono un importantissimo tassello per individuare eventuali responsabilità nel merito. Addebitamento delle responsabilità su cui Altamarea ripone la sua fiducia nella magistratura affinchè sia accertata in tempi celeri.
Taranto, 6 marzo 2010. IL COORDINAMENTO DI ALTAMAREA
venerdì 5 marzo 2010
Ecco i risultati del monitoraggio wind select all'Ilva
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mercoledì 3 marzo 2010
Requiem per gli innocenti
TARANTO...AD UN ANNO DALLA MATTANZA
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A chi dà una mano?
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martedì 2 marzo 2010
Fischia il vento, urla la diossina dall'Ilva!
Da dove viene la diossina? Altamarea invita la magistratura ad acquisire le ultime analisi ventoselettive dell'Arpa nella Masseria Fornaro
Sono estremamente significativi i dati della diossina emersi con le analisi “ventoselettive” dell’Arpa nella Masseria Fornaro, dove sono state abbattute le pecore e le capre contaminate da diossina.
Erano analisi che avevamo richiesto alla vigilia della grande manifestazione del 28 novembre contro l’inquinamento a Taranto, chiedendo che venisse utilizzata un’apparecchiatura molto sofisticata: il WindSelect.
I dati sono i seguenti: quando il vento soffiava dall’area industriale dove sorge l’Ilva verso la masseria sono stati riscontrati 206,8 fentogrammi per metro cubo di aria. Quando invece il vento soffiava in direzione opposta, ossia dalla masseria verso l’Ilva, la diossina è scesa a 69,8 fentogrammi per metro cubo di aria. Quindi i tre quarti della diossina sono stati riscontrati quando il vento proveniva dall’area industriale.
Sono dati molto evidenti e non sembrano lasciare molti dubbi sulla direzione da cui proviene la diossina.
Un fentogrammo è un millesimo di miliardesimo di grammo. E tuttavia il valore complessivo di 206,8 fentogrammi, sulla base della letteratura scientifica, è molto elevato. I valori non dovrebbero superare i 100 fentogrammi (e, sulla base di normative più restrittive, i 40 fentogrammi).
A ciò vanno associati i consistenti valori mensili di diossina rilevati con il deposimetro Arpa posizionato da tempo sulla masseria.
Un altro dato molto interessante rinvenuto nella analisi dell'Arpa è quello dei PCB (policlorobifenili) le cui emissioni persistono nonostante siano stati rimossi i trasformatori con PCB (apirolio).
A questi dati di aggiungono quelli degli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) che servono ulteriormente a “tracciare” la direzione da cui proviene l’inquinamento.
La differenza è netta: quando il vento soffiava dall’Ilva alla Masseria Fornaro il WindSelect ha rilevato IPA totali per 1418 nanogrammi a metro cubo. Quando il vento soffiava dalla Masserie Fornaro verso l’lva gli IPA scendevano a 56 nanogrammi a metro cubo.
Stessa cosa è avvenuta per il componente più cancerogeno degli IPA, il benzo(a)pirene, il cui valore è salito da 0,3 a 2,48 nanogrammi a metro cubo quando i venti sono passati dalla direzione masseria-Ilva alla direzione Ilva-Masseria.
Abbiamo quindi tre conferme (diossina, IPA e benzo(a)pirene) che servono a tracciare in modo chiaro ed evidente la direzione di provenienza degli inquinanti. Di fronte all’evidenza di tali numeri riteniamo utile e opportuno che la magistratura acquisisca i rapporti di prova dell’Arpa e li utilizzi per le sue indagini, anche per effettuare altre indagini ventoselettive nel caso vi fossero altri dubbi sulla direzione della provenienza della diossina rinvenuta nell’aria controllata.
Per il pubblico che non conosca nello specifico le sostanze chimiche citate, vogliamo sottolineare che tali sostanze, di cui Altamarea ha chiesto l'analisi, sono tutte cancerogene e possono entrare nella catena alimentare, avvelenandola.
Altamarea ritiene utile la divulgazione di questi dati, attualmente inediti, per il loro altissimo interesse sociale.
Altamarea, Coordinamento cittadini e associazioni di Taranto
Sono estremamente significativi i dati della diossina emersi con le analisi “ventoselettive” dell’Arpa nella Masseria Fornaro, dove sono state abbattute le pecore e le capre contaminate da diossina.
Erano analisi che avevamo richiesto alla vigilia della grande manifestazione del 28 novembre contro l’inquinamento a Taranto, chiedendo che venisse utilizzata un’apparecchiatura molto sofisticata: il WindSelect.
I dati sono i seguenti: quando il vento soffiava dall’area industriale dove sorge l’Ilva verso la masseria sono stati riscontrati 206,8 fentogrammi per metro cubo di aria. Quando invece il vento soffiava in direzione opposta, ossia dalla masseria verso l’Ilva, la diossina è scesa a 69,8 fentogrammi per metro cubo di aria. Quindi i tre quarti della diossina sono stati riscontrati quando il vento proveniva dall’area industriale.
Sono dati molto evidenti e non sembrano lasciare molti dubbi sulla direzione da cui proviene la diossina.
Un fentogrammo è un millesimo di miliardesimo di grammo. E tuttavia il valore complessivo di 206,8 fentogrammi, sulla base della letteratura scientifica, è molto elevato. I valori non dovrebbero superare i 100 fentogrammi (e, sulla base di normative più restrittive, i 40 fentogrammi).
A ciò vanno associati i consistenti valori mensili di diossina rilevati con il deposimetro Arpa posizionato da tempo sulla masseria.
Un altro dato molto interessante rinvenuto nella analisi dell'Arpa è quello dei PCB (policlorobifenili) le cui emissioni persistono nonostante siano stati rimossi i trasformatori con PCB (apirolio).
A questi dati di aggiungono quelli degli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) che servono ulteriormente a “tracciare” la direzione da cui proviene l’inquinamento.
La differenza è netta: quando il vento soffiava dall’Ilva alla Masseria Fornaro il WindSelect ha rilevato IPA totali per 1418 nanogrammi a metro cubo. Quando il vento soffiava dalla Masserie Fornaro verso l’lva gli IPA scendevano a 56 nanogrammi a metro cubo.
Stessa cosa è avvenuta per il componente più cancerogeno degli IPA, il benzo(a)pirene, il cui valore è salito da 0,3 a 2,48 nanogrammi a metro cubo quando i venti sono passati dalla direzione masseria-Ilva alla direzione Ilva-Masseria.
Abbiamo quindi tre conferme (diossina, IPA e benzo(a)pirene) che servono a tracciare in modo chiaro ed evidente la direzione di provenienza degli inquinanti. Di fronte all’evidenza di tali numeri riteniamo utile e opportuno che la magistratura acquisisca i rapporti di prova dell’Arpa e li utilizzi per le sue indagini, anche per effettuare altre indagini ventoselettive nel caso vi fossero altri dubbi sulla direzione della provenienza della diossina rinvenuta nell’aria controllata.
Per il pubblico che non conosca nello specifico le sostanze chimiche citate, vogliamo sottolineare che tali sostanze, di cui Altamarea ha chiesto l'analisi, sono tutte cancerogene e possono entrare nella catena alimentare, avvelenandola.
Altamarea ritiene utile la divulgazione di questi dati, attualmente inediti, per il loro altissimo interesse sociale.
Altamarea, Coordinamento cittadini e associazioni di Taranto
martedì 16 febbraio 2010
Piccoli campion(ator)i!
Ecco il video di un'attività promossa all'interno dell'Istituto Cabrini che promuove tra gli studenti dell'indirizzo chimico la sensibilità scientifica applicata alla conoscenza del territorio!
Conoscere per fare qualcosa!
E se il dubbio non fosse venuto ai cittadini, sai quanti piatti di orecchiette con il pecorino alla diossina o gnumerelli tossici!
Fasi preliminari del campionamento di aria e di suolo
Visita alla masseria " Carmine " Taranto
Conoscere per fare qualcosa!
E se il dubbio non fosse venuto ai cittadini, sai quanti piatti di orecchiette con il pecorino alla diossina o gnumerelli tossici!
Fasi preliminari del campionamento di aria e di suolo
Visita alla masseria " Carmine " Taranto
giovedì 1 ottobre 2009
venerdì 7 agosto 2009
Taranto in masseria

QUESTA SERA SERATA SPECIALE SUL CASO TARANTO ALLA MASSERIA LOJAZZO (WWW.LOJAZZO.IT TRA VILLA CASTELLI E CEGLIE MESSAPICA).
INTERVERRANNO:
- CARLO VULPIO, AUTORE DI ROBA NOSTRA E LA CITTA' DELLE NUVOLE E PATRIZIO MAZZA DELL'OSPEDALE MOSCATI.
- SEGUIRA' UNA MOSTRA DI ARTE CONTEMPORANEA ISPIRATA AI TERRIBILI DATI STATISTICI DI TARANTO E PROVINCIA
- INFINE DIBATTITO PUBBLICO DI CHIUSURA
sabato 4 luglio 2009
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