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martedì 23 febbraio 2010

Aspettando il primo marzo

Vogliamo accompagnare i giorni che ci separano dalla manifestazione per gli stranieri in italia con alcuni brani di cultura straniera che da sempre ci hanno arricchito.
Diversità è ricchezza!

Da bambino
ero riccamente povero
vedevo lo splendore del sole,
da adulto
sono poveramente ricco
non vedo più il mondo.
Quando le tenebre della morte
verranno a prendermi
lo faranno in assoluto silenzio.
La strada la mia vita
la casa la mia morte
(Romanipè)

martedì 16 febbraio 2010

Conosci il prossimo tuo

Chi ha paura degli “zingari”?
di Gabriele Roccheggiani
La loro presenza diventa emergenza. Sgomberi di campi Rom che diventano persecuzioni, impediscono ogni dialogo. Non facile: nell’ex impero sovietico sono stati stabilizzati ai margini della società, appartamenti-ghetto e lavori africani. La loro cultura resiste in Italia da sei secoli e non può essere affrontata solo dalla polizia
LEGGI L'ARTICOLO

lunedì 26 maggio 2008

L'intolleranza e la memoria corta

Uno dei grandi problemi dell'ignoranza abissale che sta corrodendo la nostra civiltà è la memoria corta.
L'esperienza del male, non dura neanche una generazione.
Non c'è più memoria che si tramanda e non c'è cultura che resta a monito per il futuro. La magistra vitae è stanca.
- Le guerre, quando si dichiarano, sono sempre lampo e indolore... (poi la realtà è sempre stata un'altra).
- Il populismo chiassoso e arrogante vince sempre sulla pacata misura della saggezza... (Cassandra e Laoconte ci seguono sorridendo dalle pagine dell'Iliade)
- la pancia vince sempre sulla mente se quest'ultima è abituata a digiunare
- Gli altri sono sempre gli altri
- Il territorio degli altri è sempre un altro territorio


"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare."

(Bertold Brecht)

sabato 24 maggio 2008

Guerra tra poveri

Follia antizigana in Italia. 
Notizia dell'ultima ora. Il Gruppo EveryOne ha concluso la prima fase
delle le proprie indagini relative alla presunta rapitrice di Ponticelli.

Oltre alla conferma che si tratta di una montatura, Angelica è risultata
essere una giovane slava e non una Romnì. Non è la prima volta che reati
commessi da altre etnie (ma nel caso di Angelica si conferma anche la sua
estraneità ai fatti delittuosi che le sono stati attribuiti) vengono
addossati ai Rom al fine di giustificarne la persecuzione.

Il caso di Angelica, ragazza Rom accusata del tentato rapimento di una
bambina di sei mesi avvenuto a Napoli, nel quartiere Ponticelli, è una
montatura.

La testimonianza di Flora Martinelli, la madre della bambina, del padre di
lei Ciro e dei loro vicini di casa è falsa
. Il Gruppo EveryOne ha indagato
accuratamente sull'evento che ha scatenato una vera e propria caccia al
Rom, che da Napoli si è diffusa a macchia d'olio in tutta Italia. "Fin
dall'inizio le dinamiche del rapimento non ci hanno convinto, perché chi
conosce la palazzina in cui sarebbe avvenuto il reato sa che è
praticamente inaccessibile, sia per il cancello che per l'attenta
sorveglianza degli inquilini
", affermano i leader del Gruppo EveryOne
Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. Vi sono poi discordanze
fra le testimonianze della Martinelli, di suo padre e dei vicini. La donna
in un primo momento ha dichiarato che la porta del suo appartamento
sarebbe stata forzata, poi ha ricordato di averla lasciata aperta. Dopo
aver notato la porta aperta, la madre sarebbe andata a controllare la
culla, quindi sarebbe tornata verso il pianerottolo dove avrebbe sorpreso
- passati almeno venti secondi - la ragazzina Rom con la sua piccola in
braccio. Non solo: avrebbe avuto ancora il tempo di raggiungerla e
strapparle la bambina. Quindi la Rom si sarebbe mossa al rallentatore,
consentendo a nonno Ciro di raggiungerla, afferrarla e schiaffeggiarla al
piano di sotto. Alcuni dei vicini hanno riferito alle autorità che
Angelica aveva ancora la bambina in braccio, quando l'hanno fermata. Ma
non basta, perché nei giorni precedenti al fatto, gli inquilini della
palazzina si erano riuniti più volte, con un solo ordine del giorno: come
ottenere lo sgombero delle famiglie Rom accampate a Ponticelli. Dopo
queste analisi di massima, il Gruppo EveryOne - che può contare su
attivisti e organizzazioni locali - ha effettuato ulteriori accertamenti,
sia presso il carcere, dove un funzionario, dopo aver ascoltato le ipotesi
che scagionavano la presunta rapitrice, ammetteva:

"Avete ragione, anche noi siamo in difficoltà, perché questo non è un
evento diverso da tanti altri, ma qualcuno ha voluto trasformarlo in un
caso nazionale". Gli inquilini di Ponticelli fanno blocco: i Rom non li
vogliono più. Qualcuno però, mostra qualche scrupolo di coscienza, ma ha
paura, perché le pressioni sono forti e mettersi contro il comitato di
Ponticelli è pericoloso.

"Angelica, in realtà, conosceva una delle famiglie
che abitano in via Principe di Napoli, dove è avvenuto l'episodio",
continuano gli attivisti del Gruppo EveryOne, "ha suonato al citofono ed è
stata notata da alcune inquiline. Pochi istanti dopo è scattata la
trappola e la furia dei condomini si è scatenata contro di lei, che è
stata raggiunta in strada, afferrata, schiaffeggiata e consegnata alla
polizia. Vi sono testimoni che conoscono la verità e due di loro sono
disposte a parlare al giudice. E' importante che l'avvocato Rosa Mazzei,
che difende la ragazza Rom, non si faccia intimidire e sostenga la verità
in tribunale". Un attivista di Napoli suppone che la linea di difesa
potrebbe essere, invece, quella di ammettere il furto, ma non il tentato
rapimento. Le conseguenze del caso di Ponticelli, con l'eco mediatica
promossa da quotidiani e network, sono state gravissime e sono un indice
evidente di come sia necessario abbandonare razzismo e xenofobia per
riscoprire la strada dei diritti umani.

Adesso è importante che le organizzazioni locali per i diritti dell'uomo
vigilino sulla serenità di Angelica, che subisce pressioni gravi e
intollerabili. Salvaguardare la tranquillità della ragazza significa
salvaguardare la verità sul caso di Ponticelli, che è la tragica verità di
un'altra ingiustizia, di un'altra calunnia, di altre disumane violenze
subite dal popolo Rom in Italia, già colpito da emarginazione e
segregazione, vessato da provvedimenti iniqui. Gli attivisti del Gruppo
EveryOne concludono con alcune considerazioni che dovrebbero far
riflettere: "Da anni lanciamo l'allarme riguardo alla campagna razziale in
corso in Italia. Grazie all'appoggio di forze politiche transnazionali
attive nel campo dei diritti umani e civili, abbiamo ottenuto Risoluzioni
europee e documenti-guida da parte delle Nazioni Unite, che ammoniscono
l'Italia contro le sue politiche razziali. I Rom in Italia non sono
criminali, ma famiglie in difficoltà. Su 150 mila 'zingari' presenti nel
nostro Paese, 90 mila sono bambini. La speranza di vita media dei Rom, qui
da noi, è di soli 35 anni, contro gli 80 degli altri cittadini. La
mortalità dei bimbi Rom è 15 volte superiore a quella degli altri bambini.
Sono numeri che esprimono una persecuzione
. Riguardo alla criminalità Rom,
essa non ha un'incidenza rilevante, come dimostrano i dati del Ministero
degli Interni e le aggressioni nei confronti di italiani sono praticamente
inesistenti".

"Il caso di Giovanna Reggiani fu un'altro grande inganno,
perché il presunto omicida, Romulus Mailat, non è Rom, ma un romeno di
etnia Bunjas, che non ha nulla a che vedere con i popoli 'zingari'.
L'abbiamo documentato, a suo tempo, agli inquirenti e alla stampa, ma il
nostro dossier scientifico non fu preso in considerazione. Il razzismo fa
comodo a uno stuolo di persone, a partiti politici e media, alla
criminalità organizzata, che muove miliardi di euro ogni anno. A questo
proposito, ricordiamo che i Rom coinvolti in delitti agiscono quasi sempre
per ordine di criminali mafiosi italiani, i quali - a causa
dell'emarginazione e della segregazione in cui versano i 'nomadi' - li
hanno ridotti in schiavitù. Lo sanno le autorità, lo sanno i politici e
sarebbe ora che lo sapessero tutti i cittadini italiani".


http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/18_Follia_antizigana_in_Italia._EveryOne_sul_rapimento_di_Napoli.html

Parliamo di ROM

L'eurodeputata rom Viktoria Mohacsi (Eldr) dopo la visita di due giorni negli insediamenti di Roma e Napoli. "Ecco le mie denunce al Parlamento"

'Blitz nei campi rom e bimbi spariti' L'accusa dell'inviato Ue all'Italia

"Razzie di poliziotti senza spiegazioni". Non esiste "una vera politica sull'immigrazione". "Perché non avete mai chiesto l'accesso ai finanziamenti per l'integrazione?"
di CLAUDIA FUSANI


ROMA - Parla a Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento europeo, Commissione dei diritti umani. Parla di quello che ha visto in questi due giorni visitando i campi rom tra Roma e Napoli. E lancia contro l'Italia un grave atto di accusa: violazione dei fondamentali diritti umani, bambini di cui si sono perse le tracce, razzie notturne della polizia. Vittoria Mohacsi, l'eurodeputato rom di origine ungherese è arrivata in Italia venerdì sera inviata dal suo partito (Eldr) per capire cosa sta succedendo in Italia tra annunci di deportazioni e di rimpatri di massa. Ospite del Partito Radicale sabato ha visitato due campi nella capitale (Castel Romano e Casilino 900, circa 1400 persone) e domenica è stata Napoli, dove l'intolleranza verso i rom è emergenza sociale e di sicurezza dopo gli incendi appiccati nel campo di Ponticelli. "E' tutto bruciato, le persone sono state sfollate e messe al sicuro durante la notte, una scena desolante" dice l'europarlamentare ospite di un convegno dei Radicali nella sede di Torre Argentina. Stasera pronuncerà il suo atto di accusa al momento raccolto in appunti in un quaderno rosa a disegni cachemire. Il cahier des dolehances si sviluppa lungo due direttrici. La prima di carattere politico e denuncerà la "totale assenza" in Italia di una politica per l'immigrazione. La seconda riguarda le denunce che gli stessi rom hanno rappresentato all'europarlamentare europea.

La difficoltà di avere dati certi. Purtroppo, ha spiegato l'eurodeputata di origini rom, 33 anni e tre figli, "
ho avuto molta difficoltà ad avere dati e numeri attendibili sulla comunità rom in Italia" un fatto grave di per sè perchè dimostra che c'è scarsa conoscenza del fenomeno. Le informazioni più certe sono state fornite dall'Opera nomadi: "In Italia ci sono circa 200 mila rom di varie etnie di cui solo 80 mila sono residenti in Italia. Degli altri centoventimila la maggioranza sono semillegali. Soprattutto non esistono dati su quale era la situazione prima dell'ingresso nella Ue di Romania e Bulgaria" i paesi dove vive la maggior concentrazione rom. Il problema vero è che di tutte queste persone non esiste una banca dati che dica da quanto tempo sono qui, la nazionalità, manca un identikit della comunità.

"L'Italia non ha una politica sull'immigrazione". L'assenza di dati certi dimostra che manca il presupposto per la soluzione di ogni problema: la conoscenza. "L'Italia non ha una politica sull'immigrazione, non ha mai riconosciuto i rom neppure come minoranza linguistica e non ha una politica per le minoranze etniche. Ho incontrato persone che vivono qui anche da quaranta anni e ancora non hanno uno straccio di documento". Secondo Mohacsi l
a politica dell'Italia con gli stranieri è "assurda": "Non si base su legami geografici ma su vincoli di sangue (la cittadinanza viene data non in base allo ius soli ma in base allo ius sanguinis ndr); molti dei 120 mila senza documenti hanno ancora passaporti con la dicitura Jugoslavia che tutti sappiamo non esistere più". Adesso la politica del governo sembra orientarsi verso i rimpatri di massa ma "la maggior parte di queste persone non ha patria. Sono cittadini europei che sarebbero trasbordati da un posto all'altro. Fare quello che vuol fare l'Italia significa solo spostare il problema". L'Italia "non riconosce agli immigrati i diritti fondamentali: l'istruzione, la casa, l'assistenza sociale e sanitaria".

"Si sentono come se fossero a Auschwitz". I campi sono in condizioni "orribili" , le persone vivono in baracche di lamiere, in mezzo ai rifiuti e ai topi, senza acqua corrente e senza luce. "Non ci sono servizi di alcuno tipo nelle vicinanze - racconta l'europarlamentare - . A Castel Romano su mille persone, 5 forse 6 hanno la cittadinanza. Una donna mi ha detto che si sente come se fosse ad Auschwitz...". Una citazione che non deve sembrare casuale. Durante la seconda guerra mondiale furono uccisi 500 mila zingari vittime del reich e dei folli progetti di dominazione razziale. Molti di loro furono deportati e sterminati proprio ad Auschwitz. Nella lingua gitana si chiama Porrajmos, significa "divoramento" e indica la persecuzione.

"Le razzie dei poliziotti". Nel suo viaggio nei campi Mohacsi ha soprattutto ascoltato. "
Al campo Casilino 900 - dice - mi hanno raccontato che ogni 3 o 4 giorni verso mezzanotte arrivano pattuglie di poliziotti in divisa e armati. Non chiedono nulla, semplicemente picchiano. Ogni volta portano via circa 20 persone che scompaiono per 48 ore. Li tengono in celle dove vengono picchiati. Poi li rilasciano. Mi è stato assicurato che chi viene portato via non ha precedenti e non è ricercato".

"I bambini scomparsi". E' un altro punto agghiacciante del resoconto che l'eurodeputata fa a Strasburgo. "A Napoli la situazione è ancora peggiore. L'avvocato dell'Opera nomadi mi ha detto che da due anni sono state perse le tracce di dodici bambini accusati di accattonaggio. Questi ragazzini sembrano spariti nel nulla, non esiste neppure un pezzo di carta. Ho incontrato un nonno di 60 anni disperato perchè non sa più nulla di suo nipote". Se ribatti che i minori vengono spesso usati dai genitori per rubare, scippare, furti in casa, una vera e propria piaga, la risposta di Mohacsi è: "Bisogna punire chi delinque e tenerlo in carcere. Non far sparire i bambini".

"Chi indaga sulle molotov?". Dopo il fatto della ragazza di 16 anni accusata di voler rapire un bambino, le razzie dei poliziotti "sono aumentate". "Ho chiesto - insiste Mohacsi - tramite l'avvocato dell'Opera nomadi cosa la giustizia stesse facendo e mi ha detto che non risultano inchieste. Nè sulla ragazza accusata di voler sequestrare un bambino, nè su chi ha lanciato le molotov contro i campi e li ha incendiati".

"L'Italia chiede i fondi Ue". L'eurodeputato sa di maneggiare una questione difficile, scivolosa e delicata. Sa che quella dei rom è "un'emergenza sociale" in tutta Europa. Ma occorre tentare, provare a distinguere il bene dal male, il buono dal cattivo. Guai generalizzare. Provarci è un obbligo per un paese civile. "Alcuni paesi come Repubblica Ceca, Spagna, Romania, Bulgaria hanno ottenuto 250 milioni di euro dalla Ue per i progetti di integrazione delle popolazioni rom. Perchè l'Italia non ha mai chiesto l'accesso a questi finanziamenti?". Perchè serve un progetto. E forse non c'è mai stato.

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/sicurezza-politica4/accuse-italia/accuse-italia.html