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mercoledì 16 ottobre 2013
martedì 10 gennaio 2012
domenica 11 dicembre 2011
Il porto di Taranto, scalo strategico?
Il porto di Taranto, scalo strategico
Il prossimo Consiglio dei ministri, convocato per il 12 dicembre, inserirà Taranto nel core network dei porti strategici. Nella struttura rientreranno solo 9 scali su 29 autorità portuale. Questa conferma scioglie ogni dubbio in ordine alla realizzazione della Piastra logistica. Lo ha dichiarato il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera, rispondendo alle domande dell’on. Ludovico (Pd), durante l’audizione dinanzi alla VIII Commissione.
Il parlamentare ionico ha rivolto tre precise questioni al rappresentante del Governo: il rifinanziamento del nodo ferroviario di Bari; la collocazione del porto ionico nel “core network” e la modifica dell’orario ferroviario di Trenitalia, in vigore da domani, che penalizza fortemente il capoluogo ionico.
Sul nodo ferroviario di Bari, Passera ha detto che oggi incontrerà congiuntamente al Ministro Barca (Coesione territoriale), le regioni meridionali dell’ Obiettivo Convergenza sui Fondi strutturali e la Regione Puglia per recuperare le risorse già destinate al “nodo di Bari” con l’impegno di presentare ed approvare al prossimo Cipe il progetto e la sua cantierizzazione.
Un’altra rassicurazione è giunta in ordine al porto di Taranto. «Lo scalo ionico – ha detto Passera – sarà inserito nel “core network” lungo il quale agiscono le principali direttive di trasporto europeo. In virtù di ciò questi porti assumono precedenza nella realizzazione dei grandi progetti strutturali e infrastrutturali». Le parole del ministro, secondo Vico, sono quindi una garanzia per la realizzazione della Piastra Logistica.
Nessuna buona notizia, invece, per i treni. Nel suo intervento l’on. Vico ha sottolineato che l’orario ferroviario di Trenitalia che decorre da domani, penalizza il territorio ionico. Per questo ha chiesto al Governo di garantire i treni a lunga percorrenza lungo la dorsale adriatico-jonica ed in particolare per Taranto. «Collegamenti – ha ricordato il parlamentare del Pd – che rischiano di tagliare il Sud dal Nord e dall’Europa e in aperta violazione del diritto universale del cittadino alla mobilità».
Su questo aspetto, purtroppo il ministro Passera non ha assunto alcun impegno. Nonostante ciò Vico spera che l’orario possa essere modificato anche dopo il suo avviamento.
Nell’attesa di cambiamenti, Trenitalia ha ufficialmente comunicato l’entrata in vigore del nuovo orario scaturito da «una nuova organizzazione che ha consentito di evitare, con la realizzazione degli hub di Bologna Centrale, il taglio di questi servizi, soppiantati in Europa dai voli low cost, penalizzati da un crollo vertiginoso di viaggiatori e di ricavi e da costi di gestione insostenibili, in assenza di adeguate risorse pubbliche».
Trenitalia conferma che «rimarranno sei le corse tra Lecce e Roma. Tre Frecciargento nella fascia del mattino, con partenza da Lecce alle 5.45 e alle 11.53 e alle 8.45 da Roma, e tre nel pomeriggio, alle 14.45 e alle 17.45 da Roma e alle 16.50 da Lecce. I Frecciargento della rotta Roma – Puglia fermeranno – in tutte e due le direzioni – a Caserta, Benevento, Foggia, Bari, Barletta, Brindisi e Lecce».
Inoltre, «l’EurostarCity diventa Frecciabianca, la terza Freccia di Trenitalia, e punta ad esportare anche sulle linee convenzionali alcuni dei plus caratteristici dei Frecciarossa e Frecciargento: qualità, frequenza, velocità. Saranno 6 le corse giornaliere tra Lecce e Milano, 2 quelle tra Lecce e Torino, 10 le corse tra Bari e Milano e 2 quelle tra Taranto e Milano. Più servizi a bordo treno e un’attenta riconfigurazione del sistema delle fermate intermedie migliorano qualità e velocità su tutta la rotta Milano – Puglia, con recuperi sui tempi di viaggio che arrivano fino ai 20 minuti tra Milano e Bari (da 7.57 a 7.37) e ai 15 minuti tra Bologna e Bari (da 5.45 a 5.30)». (Corgiorno)
Il prossimo Consiglio dei ministri, convocato per il 12 dicembre, inserirà Taranto nel core network dei porti strategici. Nella struttura rientreranno solo 9 scali su 29 autorità portuale. Questa conferma scioglie ogni dubbio in ordine alla realizzazione della Piastra logistica. Lo ha dichiarato il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera, rispondendo alle domande dell’on. Ludovico (Pd), durante l’audizione dinanzi alla VIII Commissione.
Il parlamentare ionico ha rivolto tre precise questioni al rappresentante del Governo: il rifinanziamento del nodo ferroviario di Bari; la collocazione del porto ionico nel “core network” e la modifica dell’orario ferroviario di Trenitalia, in vigore da domani, che penalizza fortemente il capoluogo ionico.
Sul nodo ferroviario di Bari, Passera ha detto che oggi incontrerà congiuntamente al Ministro Barca (Coesione territoriale), le regioni meridionali dell’ Obiettivo Convergenza sui Fondi strutturali e la Regione Puglia per recuperare le risorse già destinate al “nodo di Bari” con l’impegno di presentare ed approvare al prossimo Cipe il progetto e la sua cantierizzazione.
Un’altra rassicurazione è giunta in ordine al porto di Taranto. «Lo scalo ionico – ha detto Passera – sarà inserito nel “core network” lungo il quale agiscono le principali direttive di trasporto europeo. In virtù di ciò questi porti assumono precedenza nella realizzazione dei grandi progetti strutturali e infrastrutturali». Le parole del ministro, secondo Vico, sono quindi una garanzia per la realizzazione della Piastra Logistica.
Nessuna buona notizia, invece, per i treni. Nel suo intervento l’on. Vico ha sottolineato che l’orario ferroviario di Trenitalia che decorre da domani, penalizza il territorio ionico. Per questo ha chiesto al Governo di garantire i treni a lunga percorrenza lungo la dorsale adriatico-jonica ed in particolare per Taranto. «Collegamenti – ha ricordato il parlamentare del Pd – che rischiano di tagliare il Sud dal Nord e dall’Europa e in aperta violazione del diritto universale del cittadino alla mobilità».
Su questo aspetto, purtroppo il ministro Passera non ha assunto alcun impegno. Nonostante ciò Vico spera che l’orario possa essere modificato anche dopo il suo avviamento.
Nell’attesa di cambiamenti, Trenitalia ha ufficialmente comunicato l’entrata in vigore del nuovo orario scaturito da «una nuova organizzazione che ha consentito di evitare, con la realizzazione degli hub di Bologna Centrale, il taglio di questi servizi, soppiantati in Europa dai voli low cost, penalizzati da un crollo vertiginoso di viaggiatori e di ricavi e da costi di gestione insostenibili, in assenza di adeguate risorse pubbliche».
Trenitalia conferma che «rimarranno sei le corse tra Lecce e Roma. Tre Frecciargento nella fascia del mattino, con partenza da Lecce alle 5.45 e alle 11.53 e alle 8.45 da Roma, e tre nel pomeriggio, alle 14.45 e alle 17.45 da Roma e alle 16.50 da Lecce. I Frecciargento della rotta Roma – Puglia fermeranno – in tutte e due le direzioni – a Caserta, Benevento, Foggia, Bari, Barletta, Brindisi e Lecce».
Inoltre, «l’EurostarCity diventa Frecciabianca, la terza Freccia di Trenitalia, e punta ad esportare anche sulle linee convenzionali alcuni dei plus caratteristici dei Frecciarossa e Frecciargento: qualità, frequenza, velocità. Saranno 6 le corse giornaliere tra Lecce e Milano, 2 quelle tra Lecce e Torino, 10 le corse tra Bari e Milano e 2 quelle tra Taranto e Milano. Più servizi a bordo treno e un’attenta riconfigurazione del sistema delle fermate intermedie migliorano qualità e velocità su tutta la rotta Milano – Puglia, con recuperi sui tempi di viaggio che arrivano fino ai 20 minuti tra Milano e Bari (da 7.57 a 7.37) e ai 15 minuti tra Bologna e Bari (da 5.45 a 5.30)». (Corgiorno)
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venerdì 12 febbraio 2010
martedì 18 agosto 2009
Per quanto ancora saremo gli ultimi?
COMUNICATO STAMPA
Taranto ancora ultima in classifica in Italia per differenziata e verde
Nei giorni scorsi è stata diffusa dall'Istituto Nazionale di Statistica la relazione sugli "Indicatori ambientali urbani, anno 2008".
Nella "Classifica di attenzione all'ecocompatibilità", stilata per i comuni capoluogo di provincia italiani, Taranto risulta essere 52esima, con un calo di 11 posizioni rispetto al 2007, a fronte di una generalizzata tendenza al miglioramento.
Nelle singole tabelle dei fattori, per Taranto, si rilevano una serie di carenze più o meno gravi, dovute principalmente ad una gestione amministrativa inefficiente, che si ritorce a danno della salute pubblica e del territorio.
1) TRASPORTI.
Calo progressivo dal 2005 della domanda di trasporto pubblico;
2) ENERGIA.
Assenza di un Piano Energetico Comunale, assenza totale di sistemi solari o eolici per l'alimentazione di strutture pubbliche, incremento notevole del consumo di gas metano (+30% contro 7,5% nazionale) e di energia elettrica (1,9% contro 0,1% nazionale);
3) RUMORE.
Nessuna relazione biennale sullo stato acustico (dovuta per i comuni superiori a 50mila abitanti), assenza di un Piano di Risanamento Acustico o di centraline fisse di rilevamento, mancanza di interventi di bonifica per mitigare l'impatto del rumore (asfalto fonoassorbente o barriere acustiche);
4) VERDE.
Assenza di un Piano del Verde Urbano e di un censimento della consistenza del verde pubblico, calcolo della densità di verde per superficie mai effettuato, verde urbano stimato in 0,2 mq per abitante (stazionario dal 2000) che ci colloca all'ultimo posto assoluto in Italia (media nazionale di 93,6 mq x ab);
5) ACQUA.
Razionamento dell'acqua potabile e depurazione delle acque nere per il 90% della popolazione;
6) ARIA.
Diminuzione delle centraline di monitoraggio rispetto al 2006 (da 5,7x100kmq a 5,2xkmq), riduzione del numero di inquinanti rilevati (da 10 a 6), superamenti del limite di sicurezza per la popolazione prevalentemente nelle stazioni di rilevamento in area industriale (con buona pace dei fantasiosi teorici della matrice residenziale e veicolare dell'inquinamento a Taranto);
7) RIFIUTI.
La raccolta differenziata costituisce il 6,6% del totale dei rifiuti, con incremento rispetto all'anno precedente molto inferiore rispetto alla crescita media nazionale. Rispetto al 28,5% italiano, Taranto si colloca agli ultimi posti (in dettaglio i valori per tipologia di rifiuto in rapporto al dato italiano espressi in chilogrammi per abitante: carta 23,5 contro 65,4; vetro 5,2 contro 9,3; plastica 2,0 contro 9,3; metalli 0,3 contro 5,4; organici 2,6 contro 52; altro 6,5 contro 21,4).
Se alcuni di questi dati sono comunque diffusi più o meno generalmente soprattutto nelle regioni centro-meridionali, altri sono gravissimi e richiedono una risposta immediata da parte di chi negli ultimi anni ha vantato sensibilità ambientale senza produrre effetti significativi o peggiorando la situazione.
In particolare, in una realtà come Taranto è tragico rilevare che a fronte di un sistema industriale tra i più inquinanti al mondo si riduca il numero delle centraline e dei veleni rilevati anziché aumentare i controlli per la sicurezza dei cittadini e per la salubrità dell'aria. Non è un caso, infatti, che le uniche rilevazioni utili siano affidate molto saltuariamente all'ARPA e che nei ripetuti casi di incidenti segnalati dalla cittadinanza alle autorità, non si sia avuta alcuna informazione a posteriori, e men che meno allarmi o avvisi nel corso degli sversamenti di grandi quantità di sostanze tossiche in aria e acqua.
Come non condannare la congenita mancanza di spazi verdi per i cittadini e di piantumazioni nel territorio comunale (e la devastazione delle poche superstiti fatta ad opera di manutentori incompetenti) che ci fa essere vergognosamente ultimi rispetto ad una media quasi cento volte superiore? Come non parlare di una città che fino ad oggi continua a speculare sul mattone e condanna i cittadini a vivere in una gabbia di cemento senza possibilità di respirare e di godere dei minimi standard urbani di vivibilità?
Una nota particolare - senza dimenticare però le gravi inefficienze nei trasporti pubblici, nell'energia e nella fornitura e depurazione idrica - va, infine, al tema scottante della gestione dei rifiuti.
I numeri della raccolta differenziata parlano chiaro della politica speculativa di un'amministrazione che, da un lato condanna l'inquinamento e dall'altro brucia e sotterra materiali preziosi distribuendoli nella terra, nell'acqua e nei polmoni dei suoi cittadini. Il raggiro alla città, operato dei gestori e dei loro consulenti, viene smascherata da dati numerici assoluti che chiariscono (si vedano i dati bassissimi di raccolta differenziata dei materiali "infiammabili ad alto rendimento" come plastica, carta e organico) come l'orientamento comunale, non solo contrasti con la riconosciuta capacità di generare benessere e posti di lavoro di una raccolta porta a porta seria, ma incentivi le speculazioni economiche dei gruppi lobbistici che intascano le tasse (tra le più alte d'Italia) pagate dai cittadini per seppellire e incenerire rifiuti diffondendo polveri sottili, diossine, liquami e altri veleni.
L'abitudine ai dati sconfortanti e ad un rapporto imbarazzante con le capacità amministrative nazionali, non devono produrre rassegnazione e assuefazione nei tarantini.
Per questa ragione, il Comitato per Taranto chiede che le amministrazioni comunale e provinciale rendano conto di quanto fatto negli ultimi mesi per invertire la tendenza al dissesto ambientale e l'aggravarsi del distacco già evidente rispetto a comuni e provincie virtuose nazionali.
In particolare, chiediamo che il Comune di Taranto, non si celi dietro il paravento di un apparente dialogo, manifestamente interessato e opportunista, con la cittadinanza (si veda, ad esempio la conferenza stampa organizzata in fretta e furia senza promozione e consultazione reale, in occasione dell'annuncio della riapertura forzata dell'inceneritore AMIU, un impianto cancerogeno e tossico osteggiato da tutti i cittadini nella manifestazione del 29 novembre). Chiediamo che gli amministratori adottino autentiche politiche virtuose di consultazione e partecipazione. Questo vuol dire che, nel caso della raccolta differenziata, invece di permettere a consulenti esterni di dichiarare che le associazioni ambientaliste sono oligofreniche e che i cittadini sono incivili, si parta innanzitutto dal rispetto della cittadinanza tutta e si convochi una serie di incontri per discutere pubblicamente luci e ombre di una gestione disastrosa dei rifiuti urbani.
Una gestione sottosviluppata come quella attuale dei temi ambientali nella "città dei veleni" produce inevitabilmente malcontento e reazioni a volte incivili da parte di cittadini sottoposti ad un ambiente frustrante e malsano. La svolta può venire soltanto riconoscendo e promuovendo un rapporto sincero e trasparente: una realtà ancora troppo distante dal nostro Comune che auspichiamo cambi al più presto.
Ambiente_Istat2009
martedì 5 maggio 2009
Le strade del coke...
Da dove proviene e dove va questo coke? E perchè viaggia sui tir in strada?
Si ribalta tir di carbone. Chiusa la Matera-Taranto
A causa del ribaltamento di un autotreno, che trasporta carbon-coke, è interrotta da circa due ore la statale 7 “ Appia”, che collega Matera a Laterza (Taranto) in prossimità dello stabilimento della Italcementi: il conducente è rimasto illeso. Il ribaltamento del mezzo, avvenuto per cause da accertare, ha provocato file nei due sensi di marcia per circa un chilometro. Sul posto sono intervenute pattuglie della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco, che si stanno adoperando per spostare il mezzo e liberare la sede stradale invasa dal carbone. (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Si ribalta tir di carbone. Chiusa la Matera-Taranto
A causa del ribaltamento di un autotreno, che trasporta carbon-coke, è interrotta da circa due ore la statale 7 “ Appia”, che collega Matera a Laterza (Taranto) in prossimità dello stabilimento della Italcementi: il conducente è rimasto illeso. Il ribaltamento del mezzo, avvenuto per cause da accertare, ha provocato file nei due sensi di marcia per circa un chilometro. Sul posto sono intervenute pattuglie della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco, che si stanno adoperando per spostare il mezzo e liberare la sede stradale invasa dal carbone. (La Gazzetta del Mezzogiorno)
venerdì 1 maggio 2009
Ecoincentivi per l'acquisto delle biciclette!
Il Ministero dell'Ambiente ha deciso di allargare per la prima volta i contributi all'acquisto per le due ruote anche alle classiche biciclette a pedali.
L'incentivo, che in precedenza era vincolato solo all'acquisto di biciclette a pedalata assistita, è pari al 30% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 700 euro, ed è senza obbligo di rottamazione. Il fondo messo a disposizione dal Ministero è di 8.750.000 euro da erogare nel corso del 2009.
Soddisfatta la Fiab che da anni si batte perchè gli incentivi venegano estesi alle normali biciclette: "Rivolgiamo pubblicamente un plauso al Ministero dell'Ambiente e al Presidente dell'ANCMA perché per la prima volta potranno beneficiare degli incentivi anche coloro che acquisteranno le bici normali, quelle che vanno avanti grazie alla sola forza muscolare e che fanno spostare ogni giorno migliaia di persone o consentono loro di fare cicloturismo, un business assolutamente eco-compatibile. L'iniziativa rappresenta sicuramente un importante sostegno concreto anche al mercato delle biciclette e al senso di autostima di produttori e negozianti di bici, fino a ieri esclusi dagli aiuti governativi. Speriamo che si ripetano altri interventi pubblici a supporto del settore biciclette, perché siamo certi del successo del provvedimento".
Per poter usufruire degli incentivi è sufficiente fare una scelta all'interno del listino predisposto dal ministero, che prevede prezzi ed entità del contributo. Fatta la scelta è sufficiente presentarsi presso un rivenditore autorizzato. Ogni persona potrà acquistare un massimo di tre biciclette, presentando il codice fiscale o la partita iva.
(AAM Terranuova)
L'incentivo, che in precedenza era vincolato solo all'acquisto di biciclette a pedalata assistita, è pari al 30% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 700 euro, ed è senza obbligo di rottamazione. Il fondo messo a disposizione dal Ministero è di 8.750.000 euro da erogare nel corso del 2009.
Soddisfatta la Fiab che da anni si batte perchè gli incentivi venegano estesi alle normali biciclette: "Rivolgiamo pubblicamente un plauso al Ministero dell'Ambiente e al Presidente dell'ANCMA perché per la prima volta potranno beneficiare degli incentivi anche coloro che acquisteranno le bici normali, quelle che vanno avanti grazie alla sola forza muscolare e che fanno spostare ogni giorno migliaia di persone o consentono loro di fare cicloturismo, un business assolutamente eco-compatibile. L'iniziativa rappresenta sicuramente un importante sostegno concreto anche al mercato delle biciclette e al senso di autostima di produttori e negozianti di bici, fino a ieri esclusi dagli aiuti governativi. Speriamo che si ripetano altri interventi pubblici a supporto del settore biciclette, perché siamo certi del successo del provvedimento".
Per poter usufruire degli incentivi è sufficiente fare una scelta all'interno del listino predisposto dal ministero, che prevede prezzi ed entità del contributo. Fatta la scelta è sufficiente presentarsi presso un rivenditore autorizzato. Ogni persona potrà acquistare un massimo di tre biciclette, presentando il codice fiscale o la partita iva.
(AAM Terranuova)
mercoledì 29 aprile 2009
Arsenico e vecchi cassonetti...Rassegna stampa
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giovedì 15 gennaio 2009
Slimport, e che è?
(ANSA) Un investimento totale di oltre 32 milioni di euro, piu' di 40 partner industriali e scientifici, 10 tra porti e interporti coinvolti: sono le credenziali di Slimport, il Sistema per la gestione di logistica e sicurezza per l'intermodalita' portuale finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, nell'ambito del 'Programma Industria 2015 - Mobilita' Sostenibile'. A sperimentare Slimport saranno innanzitutto le Autorita' Portuali, dal momento che i porti sono il principale punto di raccordo tra il trasporto via mare e i trasporti via gomma e ferroviari sulla terra ferma, connessi anche agli altri nodi, quali interporti, piattaforme logistiche, retroporti. ''La conferma dell'interesse destato dal progetto - e' detto in una nota - viene dal coinvolgimento nella sperimentazione dei porti di Trieste, Genova, Savona, Taranto, Bari, Gioa Tauro, La Spezia, Brindisi, oltre agli Interporti della Toscana Centrale (Prato) e di Bologna''. ''Il consolidamento e l'ampliamento della rete dei fruitori, con l'ingresso di gestori di altri nodi del trasporto di rilevanza nazionale - conclude la nota di Slimport - favorira' la standardizzazione del sistema''.
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