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giovedì 30 luglio 2015

Sciolto un operaio, se ne fanno altri!

Afferma Natalia Luccarelli, la vedova di Alessandro Morricella, l'operaio morto lo scorso giugno sull'Afo2: "Il casco gli si è fuso in testa. Si immagini la plastica bianca mescolata alla carne umana. Pensa che una giacchetta alluminizzata con i bottoni fino alla coscia potesse salvarlo? Sarebbe morto comunque".



 

Ilva, così Morricella scompare dalle slide

Sono state surreali le audizioni sull'Ilva tenutesi ieri sera in Commissione Ambiente e Attività produttive riunite alla Camera.
Surreali le informazioni ricevute, surreali le risposte che non scioglievano i dubbi, surreale l'atteggiamento dell'Inail e dei sindacati.
Lo sblocco di un'area che era stata sequestrata per ragioni di sicurezza potrà interferire con chi si troverà a lavorare in quell'ambiente? Lo abbiamo chiesto all'Inail, che semplicemente non ha saputo risponderci.
All'Asl abbiamo chiesto se

giovedì 9 gennaio 2014

Accade in parlamento

Ilva, 350 emendamenti all’esame della commissione Ambiente (Camera)

Se l’Ilva non dovesse applicare l’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) si procederà ad una “pianificazione economica alternativa” per i comuni di Taranto e Statte. E’ quanto prevede un emendamento (art. 9-bis) presentato dal Movimento 5 Stelle al decreto sulle emergenze ambientali e industriali (il così detto Terra dei Fuochi ma che dispone anche sull’Ilva), all’esame della commissione Ambiente della Camera. Si tratta, in sostanza, di una proposta “paracadute” nel caso in cui l’AIA non venga applicata oppure per far fronte a “problemi del mercato dell’acciaio” e al “grave stato di crisi occupazionale della città di Taranto e Statte”.
In questo caso, il ministero dello Sviluppo economico convoca a Taranto – entro 60 giorni dalla conversione dal decreto – una “procedura di consultazione e confronto delle proposte di riconversione e riqualificazione nell’area di crisi industriale complessa di Taranto” della durata di 24 mesi. Obiettivo della consultazione sarà definire una proposta di pianificazione economica alternativa, nel pieno rispetto ambientale e della salute delle popolazioni. Infine, oltre alla pubblicazione on-line dei documenti, si dovranno indire nell’arco dei 24 mesi dei referendum di consultazione popolare senza quorum, nei Comuni di Taranto e Statte.
Ma nei 350 emendamenti presentati al testo, ce ne sono anche altri riguardanti l’Ilva. Come l’esenzione dal ticket sanitario per almeno 5 anni per gli abitanti di Taranto e Statte (richiesto dal Comitato “Cittadini Liberi e Pensanti” nell’audizione in commissione Ambiente alla Camera martedì scorso), l’esenzione dal pagamento dell’Imu sulla prima casa per tre anni per i cittadini residenti in determinati quartieri di Taranto e a Statte (le compensazioni toccano anche rifiuti, acqua ed energia). Ma tra le proposte di modifica al decreto ci sono anche quelle che prevedono il ritorno della figura del Garante e il possibile riesame dell’AIA in base alla Valutazione del danno sanitario.
Infine, sia per Taranto e Statte che per la Terra dei Fuochi, sono stati presentati emendamenti per l’integrazione allo studio Sentieri dell’Istituto superiore di Sanità per le aree inquinate, messa in sicurezza d’urgenza dei terreni e bonifica ambientale dei siti, tecniche di telerilevamento, maggiore attenzione alle falde d’acqua eventualmente contaminate, analisi chimiche, mappatura e costituzione di una banca dati dei terreni agricoli “sani”, utilizzo delle forze dell’ordine a presidio del territorio. Ma gli emendamenti, una volta approvati dalla commissione Ambiente, dovranno passare dalle forche caudine della Camera e del Senato. Il che non lascia adito a grandi speranze. (inchiostroverde)

sabato 21 settembre 2013

Offesi col padrone, si fidano del suo servo!

Solite boiate dal comune di quaquaraquà!


Ilva: Commissione Comunale,”Ormai i Riva incompatibili con Taranto”

“Ormai la famiglia Riva e’ incompatibile con la citta’. Non ci fidiamo piu’. Ora abbiamo una figura di garanzia rappresentata dalla gestione commissariale”. E’ la valutazione fatta in una conferenza stampa dalla commissione Ambiente del Comune di Taranto che ieri ha incontrato il sub commissario dell’Ilva, Edo Ronchi, il quale ha fra l’altro presentato l’innovazione che il siderurgico sta sperimentando: produrre sino a 2 milioni di acciaio l’anno, su una quota complessiva di 8 milioni, usando pallets di ferro preridotto al posto dell’agglomerato di minerali e metano al posto del carbon coke. Una riconversione che potra’ permettere un drastico abbattimento delle emissioni inquinanti e che la commissione dei consiglieri comunali ha sostanzialmente apprezzato. 
“Il nuovo sistema di produzione dell’acciaio da parte dell’Ilva di Taranto – ha precisato l’assessore all’Ambiente del Comune di Taranto, Vincenzo Baio – comportera’ un abbattimento rilevante di Co2, di polveri sottili e di idrocarburi policiclici aromatici, questi ultimi due fra gli inquinanti piu’ pericolosi”. Baio ha quindi valutato positivamente il fatto che l’Ilva “da 15-20 giorni abbia avviato una sperimentazione che utilizza ferro preridotto al posto dell’agglomerato di minerali e metano al posto del carbon coke. L’annuncio fatto ieri dall’azienda e’ importante, noi, pero’, lo verificheremo con i fatti”. L’assessore all’Ambiente del Comune di Taranto ha anche aggiunto che l’Ilva interverra’ per ridurre le emissioni acustiche dei “cannoni” installati nei parchi minerali che, con un potente getto d’acqua misto a sostanze particolari, evitano lo spargimento delle polveri. E’ stato affrontato anche il tema delle discariche del siderurgico chieste dall’Ilva per far avanzare i lavori della bonifica e ora oggetto di una norma specifica all’interno del decreto legge sulla Pa varato nelle scorse settimane dal Governo. “Ronchi ci ha detto – ha precisato ancora Baio – mi dimetto se le discariche non dovessero essere sicure sotto il profilo ambientale e costruite secondo i migliori standard”.
“La tecnologia presentata ieri dall’Ilva e’ sicuramente interessante – ha commentato Cosimo Panarelli, segretario Fim Cisl Taranto – ma noi vogliamo approfondirla meglio”. “Ho appreso dell’innovazione dai media – ha aggiunto – perche’ il commissario dell’Ilva, Enrico Bondi, al tavolo sindacale nazionale del 2 settembre non ne ha fatto cenno. Noi vogliamo anzitutto capire che impatto, anche occupazionale, ha quest’innovazione una volta che andra’ a regime. Inoltre, se viene garantita la qualita’ della ghisa cambiando sistema di produzione dell’altoforno. Pensiamo, pero’ – ha concluso il sindacalista – che quest’innovazione sara’ meglio descritta nel piano industriale dell’Ilva che Bondi presentera’ a meta’ novembre”.

martedì 9 agosto 2011

Schizofrenia ambientale? Un paio di informazioni utili.

Perchè Legambiente non ha contestato per voce dei suoi più alti rappresentanti in parlamento le norme salvaIlva???

L’uomo “dell’Ilva di Taranto, ha una probabilità altissima di ammalarsi di cancro, e quindi, di morire. Per lui, sarebbe il male minore, ma per i suoi cari, una vera tragedia. Un uomo, può donare la sua vita per nobili ideali, ma non per gli sporchi interessi di quattro papponi ignoranti e inquinatori. L’uomo “dell’Ilva di Taranto, spesso non sà..
E sarebbe il caso possa morire.. ma prima “SAPERE”. Il male e il bene.. l’ambientalismo la “TUTELA AMBIENTALE” eccola qui snocciolata in poche righe:

Nella Commissione Ambiente del Senato capogruppo del PD è Roberto Della Seta, già PRESIDENTE DI LEGAMBIENTE.

Sul sito del Senato si legge: “Il Senatore DELLA SETA (PD) rileva che, in considerazione della correttezza formale del recepimento della direttiva 2008/50/CE, l’atto del Governo in esame non presenta rilievi critici”. E alla Camera dei Deputati come è andata a finire? Il Decreto salva-Ilva è passato in soli 10 minuti in Commissione Ambiente, dove siede l’ex PRESIDENTE DI LEGAMBIENTE, attualmente PRESIDENTE ONORARIO l’On. ERMETE REALACCI. “Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con condizioni e con osservazioni presentata dal relatore”, si legge nel resoconto del sito della Camera dei Deputati. Ecco.. LEGAMBIENTE manifesta contro..: “Ci siamo rotti i polmoni”. E se io fossi un Tarantino, non mi indignerei per l’ILVA, neanche per la diossina, forse neanche per la morte. Io ci resterei veramente male con questi che fanno i cortei.. financo i BLIZ:
“Ci siamo rotti i polmoni”. Blitz di Legambiente all’Ilva …abbiamo lanciato un chiaro messaggio al Governo affinché modifichi profondamente il decreto del 13 agosto introducendo nuovamente le norme ben più rigorose vigenti in precedenza – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente..

Un CHIARO MESSAGGIO se lo saranno mandati da soli ? Magari anche a ERMETE REALACCI loro presidente onorario? Eccolo qua il Presidente onorario: La bella politica unisce il paese. Oltre 2000 piazze in festa per Voler bene all’Italia

Eccolo qua il Presidente Onorario di LEGAMBIENTE: .. un gruppo di dirigenti ed ex dirigenti di Legambiente che hanno messo in atto un SISTEMA in grado di condizionare non solo la politica ma anche l’economia italiana nel settore delle energie alternative.

Elemento di primo piano, pare sia Ermete Realacci. Deputato PD, fondatore degli Ecodem, fondatore della fondazione Symbola, Presidente onorario di Legambiente ecc.. Subito dopo Realacci vi sono i senatori PD (Ecodem) Roberto della Seta e Francesco Ferrante.

Ermete Realacci è a capo di una piccola fondazione di cui, in un modo o in un altro, fanno parte anche Diego Della Valle, Carlo De Benedetti e Alessandro Profumo.

La città avvelenata – L’Ilva immette nell’atmosfera un quantitativo pari al 90% di tutte le diossine italiane di origine industriale e all’8,8% del totale europeo. MA L’ ILVA di Taranto “E’” SALUBRE!.. Sono i “CAMINETTI“!!!!! l’Europa, sanziona i caminetti di Torchiarolo!!!!!!!!!!! La mortalità per tumori aumenta a Tochiarolo , la causa è il Pm 10 non certo prodotto dall’impianto di Cerano, della Montedison o dall’incenertore di rifiuti speciali di Surbo, la causa, quella vera , per cui l’Europa sanziona il Comune del brindisino…..sono i caminetti? Un altro art. No al Carbone su Arpa e i caminetti di Torchiarolo giustamente leggo: potremmo forse pensare che 30 anni fa i camini non inquinavano ed oggi invece si, perché a rigor di logica sicuramente trent’anni fa l’uso dei camini era di gran lunga superiore ad oggi. Polveri sottili, a Torchiarolo Comune vieta di accendere stufe a legna e caminetti

Questo è l’ AMBIENTALISMO?.. Ecco ora l’UOMO di Taranto sà. Non cambia nulla, muore lo stesso ma almeno muore senza i tamburelli, i girotondi e le parole belle, i “CHIARI MESSAGGI AL GOVERNO”.. Muore senza le “nacchere” ambientaliste e col caminetto acceso. . Nacchere che a questo punto spaventano più di un cancro..

PIERO IANNELLI

giovedì 17 febbraio 2011

Benzoapirene in Regione: una voce di dentro

Precisazione da parte del consigliere regionale Patrizio Mazza in merito alla seduta della V Commissione Ambiente riunita in data 16 Febbraio in Consiglio Regione Puglia

In merito alla votazione che si è tenuta giorno 16 Febbraio u.s. in V Commissione Ambiente del Consiglio Regione Puglia riguardo il ddl “Misure urgenti in merito al contenimento dei livelli di benzo(a)pirene nell’area di Taranto”il sottoscritto motiva la propria astensione dal voto sulle modifiche alla legge in quanto cambiata rispetto al testo originale nella narrativa dell’articolo 3.
In paticolare, al comma 2, il testo ora recita che occorrerebbe “l’accertamento del pericolo per la salute” quando invece il sottoscritto ha dichiarato che: “ non occorre alcuna dimostrazione o accertamento che il benzo(a)pirene lede alla salute laddove vi sia uno sforamento di 1 nanogrammo di Benzoapirene; gli effetti lesivi per la salute pubblica sono acclarati e riconosciuti già dall’Organizzazione Mondiale della Sanità .
L’aggiunta delle parole “presenza di un accertato pericolo di danno” rispetto a quanto riferito nel testo originario pongono un accento dubitativo, ed anche se sembra non stravolgano in sé la narrativa del testo inducono, in caso di effettivi sforamenti, a porre l’accento sul fatto che “occorra l’accertamento” cioè la dimostrazione dell’effettiva pericolosità per la salute. In questi termini il vero spirito della legge risulta tradito in quanto deve essere rigorosamente inteso a tutela dei cittadini tutti senza lasciare scappatoie giuridiche per chi la legge la deve rispettare.
Il tentativo di blitz sulla legge mediante l’inserimento degli emendamenti è stato effettuato dal consigliere della Pdl Arnaldo Sala, ma ciò non esclude che vi sia anche qualche compiacenza di frange della sinistra che adotta atteggiamenti fin troppo accomodanti su queste tematiche.
Dr. Patrizio Mazza

mercoledì 15 settembre 2010

Franzoso... una garanzia!

A Sua Eccellenza il Prefetto di Taranto, dr.ssa Carmela Pagano
A Sua Eccellenza il Questore di Taranto, dr. Giuseppe Mangini
A tutte le redazioni giornalistiche

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: CONTROLLORI IN AFFARI CON I CONTROLLATI? L’On. Pietro Franzoso a capo della commissione ambientale. Presunta incompatibilità del suo incarico. Richiesta di revoca/dimissioni.
Apprendo con grande stupore che a Taranto è arrivata una commissione bicamerale d'inchiesta, per verificare eventuali illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, presieduta dall’ On. Gaetano Pecorella e guidata dal segretario, On.Pietro Franzoso. Con altrettanto stupore, apprendo che tale commissione dovrà occuparsi soprattutto del controllo dei rifiuti prodotti nell’area industriale di Taranto e precisamente nel triangolo ILVA – ENI – CEMENTIR. Tale commissione sta incontrando, nella sua ufficialità, i massimi vertici istituzionali, quali Prefetto di Taranto, Questore di Taranto, Procuratore Generale della Repubblica di Lecce, Comandanti regionali della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale e della Legione Carabinieri e del Noe di Bari.
Le perplessità sono forti ed emergono dalla presunta incompatibilità del ruolo istituzionale che riveste l’on Franzoso, a capo di tale commissione ambientale, con quello di marito della titolare della ditta metalmeccanica IRIS s.r.l. con sede a Torricella. Come è ormai noto, infatti, tale ditta ha diversi capannoni all’interno dell’Ilva e con quest’ultima ha rapporti di affari.
Anche in questo caso, i “controllori” sono in affari con i “controllati”?
Chiedo, pertanto le dimissioni o la destituzione dall’incarico dell’On. Franzoso, al fine di non generare dubbi e perplessità da parte dell’opinione pubblica, circa l’attendibilità degli esiti delle indagini di cui tale commissione si dovrà occupare. Specialmente in questo periodo, i cittadini hanno bisogno della MASSIMA TRASPARENZA e di risposte CHIARE e CERTE sulla grave e reale situazione ambientale del capoluogo jonico.

Taranto 15 settembre 2010
Prof. Fabio Matacchiera, Presidente Fondo Antidiossina Taranto Onlus)

sabato 31 luglio 2010

Si muoveranno?

ALTAMAREA IN PRESSING SULLA COMMISSIONE AMBIENTE E SANITA' E SUL SINDACO DI TARANTO

Il 30 luglio 2010 una robusta (12 persone) delegazione di “AltaMarea contro l’inquinamento – Coordinamento di Cittadini ed Associazioni di Taranto” ha incontrato la Commissione ambiente e sanità del Comune di Taranto. La seduta della Commissione aveva all'OdG "Monitoraggio questioni ambientali legate al nostro teritorio".
Il Presidente Pugliese ha dato appuntamento alla Commissione e ad Altamarea per la prima settimana di settembre in funzione della preparazione di un Ordine del Giorno, auspicabilmente condiviso da maggioranza e minoranza, da presentare come indirizzo del Consiglio Comunale, rappresentativo delle istanze del movimento civico e concernente l'intero panorama delle industrie del territorio.Ha inoltre aggiunto che alcuni consiglieri avvocati ritengono opportuno che l'Amministrazione nomini avvocati esclusivi per le questioni del risarcimento danni. Ha quindi invitato Altamarea ad illustrare il documento presentato come "Agenda per la seduta della Commissione ambiente del 30 luglio", articolato in tre punti.
Il primo punto riguarda la "Interruzione dei termini per il risarcimento danni". Taranto e provincia necessitano di grandi bonifiche, che significano risorse e lavoro. In aggiunta alle risorse rinvenienti da fondi nazonali ed europei sono reperibili quelle ottenute dagli "inquinatori", nel rispetto del principio "chi inquina paga". Una opportunità è rappresentata dalla condanna di Ilva già comminata in sede penale e confermata dalla Cassazione che consente di chiedere i danni in sede civile. Il Giudice civile non deve dimostrare il danno, già dimostrato in sede penale, ma deve solo stabilire l'entità del danno subito. La preoccupazione di Altamarea sta nel fatto che la cosa possa finire in prescrizione, in quanto il termine ultimo per la richiesta di risarcimento danni in sede civile è il 23 ottobre 2010. Per scongiurare tale pericolo è sufficiente inviare agli interessati, con una semplice raccomandata, l'Atto interruttivo di cui Altamarea ha indicato i punti salienti.
Il secondo punto riguarda le questioni già presentate da Altamarea nella precedente riunione del 22 giugno u.s., rimaste prive di risposta. Esse concernevano: a) il destino dell'Ordinanza Sindacale del 7 giugno relativa alle immissioni di benzo(a)pirene rilevate nella centralina di via Machiavelli; b) la verifica della distanza tra l'abitato e gli impianti industriali a "rischio di incidente rilevante"; c) la caratterizzazione e bonifica del quartiere Tamburi. Su questi temi il Presidente Pugliese si è impegnato a fissare un incontro con il Segretario Generale del Comune perchè venga indicato il Dirigente e la struttura comunale in grado di dare le risposte alle questioni poste da Altamarea. Il presidente Pugliese ha invitato Altamarea a designare due o tre suoi membri che parteciperanno all'incontro con il Segretario Generale. Altamarea ha accolto con favore l'invito riservandosi di indicare i nominativi dopo una consultazione interna. Altamarea ha colto l'occasione per invitare la Commissione a verificare se un’area come quella dell’ex Lido Azzurro, dichiarata inagibile per presenza di amianto, è il luogo adatto dove portare i bambini del quartiere Tamburi a cui è vietato giocare in piazza.
Il terzo punto riguarda i provvedimenti che il Sindaco dovrebbe prendere alla luce dei nuovi dati sul benzo(a)pirene dei mesi da gennaio a maggio 2010. Altamarea ha rifatto la storia degli ultimi avvenimenti, che hanno visto un sostanziale arretramento della Regione Puglia rispetto alle posizioni precedentemente esposte. Altamarea ha inoltrato alla Regione le integrazioni alla diffida già mandata al presidente Vendola a fine maggio, precostituendo così le condizioni per poter bussare, in caso di inadempienze, a porte dove i cittadini di buon senso non vorrebbero bussare per far rispettare le leggi proprio dalle Istituzioni. La posizione di Altamarea è che il Sindaco ha il potere autonomo per tutelare la salute dei cittadini e gli è chiesto di esercitarlo. Sul piano dei provvedimenti di dettaglio fa fede la nota prot. 0030325 del 21 giugno 2010 di ARPA Puglia (a firma del Direttore scientifico dr. Blonda e del Responsabile U.O. Aria dr. Giua) che ha fornito a tutti gli interessati (Ministero dell’ambiente, Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto, Enti Tecnici centrali e periferici, Ilva e Procuratore della Repubblica di Taranto) i richiesti suggerimenti su "Potenziamento delle attività di monitoraggio dell'aria" e su "Possibili misure per una riduzione del livello di benzo(a)pirene nell'aria". Alla luce di tutto ciò, Altamarea chiede che il Sindaco di Taranto, indipendentemente da quanto farà la Regione Puglia, tuteli la salute dei cittadini con provvedimenti immediati. Qualora non dovesse adempiere ai propri obblighi così come qui richiesti, ci vedremo costretti ad agire in giudizio anche in sostituzione del Comune di Taranto, rimasto eventualmente inerte, per la tutela del nostro diritto alla salute e a un ambiente salubre e per l’interesse collettivo alla tutela della salute e dell’ambiente del Comune di Taranto.
Al termine dell'incontro, tre membri di Altamarea hanno consegnato all'ufficio protocollo del Comune il documento illustrato alla Commissione e l'istanza al Sindaco sull'atto interruttivo della prescrizione. Fatta questa operazione, i tre membri di Altamarea sono stati ricevuti dal Sindaco al quale hanno anticipato il contenuto dei documenti. Il Sindaco si è impegnato a chiedere immediatamente il parere dell'ufficio legale del Comune sul'atto interruttivo e a comunicare ad Altamarea le proprie decisioni la prossima settimana.
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Agenda per la seduta della Commissione Ambiente del Comune di Taranto del 30 luglio 2010 con all’OdG “Monitoraggio questioni ambientali legate al nostro territorio”


1. Questioni poste nella precedente seduta del 22 giugno 2010, inviate al Sindaco con PEC e rimaste senza risposta


1.1 Ordinanza Sindacale del 7 giugno 2010 sul benzo(a)pirene

L’Amministrazione Comunale non ha contestato le inadeguatezze nei “Premesso”, nei “Riferimenti normativi” e negli “Ordina”, né le carenze negli “Aspetti giuridico/amministrativi”, né le insufficienze nei “Contenuti tecnici” per inappropriati provvedimenti.

Oltretutto i termini posti a Ilva nell’Ordinanza sono scaduti e non è nota alcuna azione da parte del Sindaco.

Quanto poi alla pretesa di Ilva di stabilire essa di che cosa si deve occupare la “Commissione ambiente” del Comune di Taranto abbiamo consultato il Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale ed abbiamo letto (pag. 13) che la V Commissione permanente – Ecologia e ambiente ha competenza in materia di Progetti speciali, Igiene e Sanità: sulla sanità l’inquinamento di origine industriale ha fortissime ripercussioni.

1.2 Rischio di Incidente Rilevante - Verifica della distanza tra impianti ed abitato.

Abbiamo chiesto al Comune di fornire al più presto alla popolazione (art. 22 del D.Lvo 334/1999) le informazioni relative ai rischi che essa corre per la presenza sul territorio di aziende sottoposte a “Rischio di Incidente Rilevante”. Non siamo a conoscenza di iniziative dell’Amministrazione in merito.

Abbiamo chiesto che il rappresentante del Comune di Taranto nella Commissione IPPC garantisca personalmente alla cittadinanza di Taranto di avere verificato in sede di istruttoria IPPC/AIA la distanza tra l’abitato dei Tamburi e gli impianti/infrastrutture Ilva “a rischio di incidente rilevante” e di assicurare che tale distanza è assolutamente nei limiti fissati nel “Piano di emergenza Industrie a rischio” redatto dalla Prefettura di Taranto. Non siamo a conoscenza dei risultati di tali verifiche.

1.3 Caratterizzazione e bonifica del rione Tamburi.

Alla luce della grande quantità di interrogativi scaturiti dall’esame delle poche notizie apprese dalla stampa, abbiamo chiesto di consentirci di esaminare e discutere con i tecnici responsabili del procedimento l’intero incartamento relativo alla caratterizzazione e bonifica del rione Tamburi. Non è stato possibile, nè a noi e neanche a qualche Consigliere, di conoscere persino il nome del Responsabile del procedimento. Esprimiamo la più viva sorpresa per un tale stato di cose e ripetiamo che non ci può essere negato il diritto di conoscere il piano generale di caratterizzazione, il piano generale e particolare di bonifica, chi ha vinto l’appalto della prima fase dei lavori, quando inizieranno veramente i lavori, con quale programma, per quali strade, ecc.

Chiediamo, inoltre, che questa Commissione verifichi se un’area come quella dell’ex Lido Azzurro, dichiarata inagibile per presenza di amianto, è il luogo adatto dove portare i bambini del quartiere Tamburi a cui è vietato giocare in piazza.

1.4 Richieste di risarcimento danni da parte del Comune

Abbiamo chiesto che il Comune di Taranto, ed anche la Provincia, avviino le due richieste di risarcimento in sede civile dei danni in seguito a condanne penali di responsabili Ilva: la 1^ richiesta, ex art. 82, comma 4 del Codice di Procedura Penale, è di risarcimento per tutti i danni di natura ambientale, patrimoniale e morale attestati nella sentenza 389/2005 della Corte di Cassazione; la 2^ richiesta è di risarcimento per i danni ambientali provocati dal cattivo funzionamento delle “cokerie” Ilva, che comportò la condanna penale in primo e secondo grado di responsabili Ilva, assolti poi, per prescrizione dei termini, dalla Corte di Cassazione che però ha lasciato aperta la porta per il risarcimento dei danni in sede civile. In merito c’è stata anche la sollecitazione del Consiglio Comunale con votazione quasi unanime. Non è dato di sapere a che punto è il lavoro dei legali del Comune.



2. Provvedimenti del Sindaco dopo i nuovi dati sul benzo(a)pirene nel 2010


2.1 ARPA Puglia, con nota prot. 0034347 del 12 luglio 2010, ha comunicato al Sindaco di Taranto che nei primi cinque mesi del 2010 il valore medio mensile di benzo(a)pirene nel quartiere Tamburi di Taranto è salito a circa 3 nanogrammi a metro cubo. Il valore di legge da non superare per il benzo(a)pirene è di 1 nanogrammo a metro cubo con concentrazione calcolata su base annua come media di tutte le rilevazioni mensili. Il dato comunicato da ARPA Puglia, relativo ai mesi da gennaio a maggio 2010, non è quello definitivo del 2010, ovviamente. Tuttavia, pur ipotizzando per assurdo che nei successivi 7 mesi da giugno a dicembre le immissioni di benzo(a)pirene nella centralina di via Machiavelli risultassero zero, la media annuale del 2010 sarebbe comunque pari a 1,25 ng/mc. E’ lapalissiano, quindi, affermare già oggi, senza tema di smentite, che il valore di legge fissato dalla normativa vigente sarà superato anche nel 2010, come si temeva.

2.2 A fronte di questa situazione assolutamente inaccettabile e insopportabile, la Regione Puglia, anziché operare con l’urgenza promessa, intende avviare il cosiddetto “monitoraggio diagnostico” che, secondo noi, sarà solo un procrastinare, ingiustamente e per un tempo indefinibile, l’attivazione di provvedimenti seri ed efficaci per abbattere le immissioni di benzo(a)pirene, terribile cancerogeno, nell’area urbana di Taranto. Ci è parso di capire che anche il Comune di Taranto intende assecondare l’orientamento dilatorio della Regione Puglia.

2.3 AltaMarea ribadisce ancora una volta che per Taranto la normativa vigente dal 1° gennaio 1999 stabilisce che l'obiettivo di qualità per il benzo(a)pirene è di 1 nanogrammo a metro cubo. Tale assunto è stato condiviso proprio dalla Regione Puglia che nella nota prot. AOO 089 del 29.06.2010 – 0008737, a firma dell’assessore Nicastro, inviata a Ministero dell'ambiente, ARPA Puglia, Provincia di Taranto e Sindaco di Taranto, sostiene che a Taranto c'è "un'emergenza ambientale dovuta al superamento dell'obiettivo di qualità per i livelli di benzo(a)pirene". Questo fatto importante è un successo di AltaMarea, che vede riconosciute ufficialmente le proprie argomentazioni, per cui le concentrazioni rilevate nell’area urbana di Taranto dovevano rimanere assolutamente al di sotto di tale valore da almeno 10 anni. La suddetta norma ha valore cogente e si applica ad un inquinante che è classificato dallo IARC (Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro) al vertice della pericolosità in quanto è sicuramente cancerogeno (classe 1).

2.4 AltaMarea ritiene che nessun cavillo giuridico possa confutare la verità conclamata che la responsabilità dello sforamento del benzo/a)pirene rilevato nella centralina di via Machiavelli sia della cokeria Ilva e ribadisce, pertanto, che è l’azienda che ha il dovere di dichiarare cosa intende fare per far sì che per il benzo(a)pirene sia rispettato finalmente l’obiettivo di qualità di 1 ng/mc nelle centraline urbane. Tocca ai dirigenti Ilva, che non sono privi di conoscenze siderurgiche, trovare a qualunque costo i rimedi per abbattere le proprie emissioni di benzo(a)pirene in quantità tale che la concentrazione rilevata in tutte le centraline dell’area urbana di Taranto sia al massimo uguale all’obiettivo di qualità di 1 ng/mc. E se l’Ilva non è in grado di trovare provvedimenti e tecniche idonee a rispettare tale obiettivo di qualità, deve rassegnarsi a fermare la cokeria.

2.5 Con nota prot. 0030325 del 21 giugno 2010, ARPA Puglia (a firma del Direttore scientifico dr. Blonda e del Responsabile U.O. Aria dr. Giua) ha fornito a tutti gli interessati (Ministero dell’ambiente, Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto, Enti Tecnici centrali e periferici, Ilva e Procuratore della Repubblica di Taranto) i richiesti suggerimenti su "Potenziamento delle attività di monitoraggio dell'aria" e su "Possibili misure per una riduzione del livello di benzo(a)pirene nell'aria".

2.6
La proiezione matematica dei morti collegati alla quantità di benzo(a)pirene presente nell’atmosfera e rilevata nella centralina urbana con valori superiori all’obiettivo di qualità, numero di morti evincibile dalla relazione di ARPA Puglia del 4 giugno 2010, non consente a nessuno, e innanzitutto a nessuna delle Amministrazioni Pubbliche coinvolte, di tergiversare o eludere provvedimenti su fatti così gravi ed urgenti.

2.7 Alla luce di tutto ciò, si chiede che il Sindaco di Taranto, indipendentemente da quanto farà la Regione Puglia, tuteli la salute dei cittadini con provvedimenti immediati. Qualora non dovesse adempiere ai propri obblighi così come qui richiesti, ci vedremo costretti ad agire in giudizio anche in sostituzione del Comune di Taranto, rimasto eventualmente inerte, per la tutela del nostro diritto alla salute e a un ambiente salubre e per l’interesse collettivo alla tutela della salute e dell’ambiente del Comune di Taranto.

3. Interruzione dei termini per il risarcimento danni
Dato il protrarsi indefinito del lavoro dei legali dell’Amministrazione sulla richiesta di risarcimento danni, chiediamo al Sindaco di Taranto di interromperne i termini con una semplicissima comunicazione, come da istanza allegata.

lunedì 12 luglio 2010

Salute, inquinamento e informazione

L’I N I Z I AT I VA : «TARANTO LIBERA» INCONTRA LA COMMISSIONE AMBIENTE DEL COMUNE E PROPONE UNA CAMPAGNA INFORMATIVA SULLA CONTAMINAZIONE DA INQUINANTI.

La presenza di sostanze inquinanti al quartiere Tamburi, pericolose per la salute, è arcinota. Informare la popolazione dei rischi derivanti dalla contaminazione, accertata in alcune zone del quartiere e per la quale il Comune procederà alla bonifica, diventa una priorità «democratica». La commissione Ambiente del Comune ha accolto la proposta dell’associazione «Taranto libera» di promuovere una campagna d’informazione che diffonda la conoscenza sulle sostanze inquinanti e sui rischi per la salute dei cittadini. A muovere «Taranto libera», si legge in una nota, l’idea che «le amministrazioni pubbliche ed in particolare i servizi che si occupano di prevenzione hanno la fondamentale funzione di garantire che tale processo comunicativo avvenga senza discriminazioni senza allarmismi e secondo criteri di interesse generale. Emerge la necessità di dotarsi di una strategia di comunicazione che diventa fondamentale per campagne di informazione del pubblico sui rischi o per cercare di modificare comportamenti che possono incidere sulla salute». La commissione Ambiente tornerà a riunirsi nei prossimi giorni e tornerà ad ascoltare «Taranto libera» di cui ha apprezzato l’iniziativa e lo spirito che l’anima. A questo punto agli ambientalisti toccherà mettere a punto un progetto e presentarlo all’organismo comunale guidato da Gabriele Pugliese. Alla riunione di venerdì scorso era presente la responsabile di Arpa Taranto, Maria Spartera, che ha confermato la presenza degli inquinanti rilevati ai Tamburi. L’iniziativa di «Taranto libera» prevede il coinvolgimento delle scuole e di eventuali sponsor e c’è il sostegno e la disponibilità a collaborare al progetto dell’Associazione culturale pediatri nella persona di Anna Maria Moschetti. Gli obiettivi sono molteplici: «Informare e migliorare le conoscenze – spiegano gli ambientalisti in una nota – per dare facoltà di scelta. Promuovere la salute. Modificare o rinforzare i comportamenti non a rischio. Negoziare su questioni controverse o su punti di vista diversi. Comunicare l’incertezza e favorire la partecipazione e il processo di corre sponsabilità. Valutare il ritorno da parte del pubblico per essere sicuri che il messaggio sia stato capito, monitorare l’esito della campagna informativa». Sullo sfondo, ma in realtà è centrale, rimane la questione di quanto e come la presenza industriale possa aver contribuito all’inquinamento dei terreni. Sarebbe interessante sapere, a questo punto, cosa pensino proprio le industrie circa l’opportunità di informare la popolazione sui rischi per la salute derivanti dalle sostanze ritrovate nei terreni ai Tamburi. E se fosse poi peregrino pensare anche a un loro contributo sulla delicata questione. In fondo quando si parla di «responsabilità sociale» si allude anche a questo.

Fulvio Colucci , Gazzetta del Mezzogiorno, 12 luglio 2010.

martedì 1 giugno 2010

Serve un ambientalismo PD!!!

Ed ecco il colmo: il partito che da quando è nato non fa che perdere consensi, quello che ha inventato il "riformismo inerte", propone la stessa ricetta ai cittadini indignati proprio dalla loro incapacità!
Leggere per credere...

domenica 7 dicembre 2008

Altamarea continua...

Il fiato sul collo agli amministratori dà i suoi frutti...
Con il sostegna di tutta la cittadinanza continueremo a difendere salute e dignità!

venerdì 5 dicembre 2008

Il DDL passa la commissione ambiente regionale!

E questa agenzia ci spiega chi spinge pro e chi rema contro. Ma si era capito, ricordiamocelo tutti!

(ASCA) - Bari, 5 dic - Il capogruppo di Forza Italia, Rocco Palese, ha motivato l'astensione in commissione sottolineando delle perplessita' circa i tempi, ''forse si possono anticipare le date - ha detto - sono disponibile a votare la legge in aula, se riuscite a fornire assicurazioni su questa mia incertezza circa la scadenza del 31 dicembre del 2010, perche' sono convinto che esistano gli spazi per poterla anticipare. Visti gli obiettivi proposti dalla legge di prevenzione e tutela della salute del territorio e' evidente che attendiamo dal governo regionale anche risposte di natura finanziaria da esplicitare in aula per il risanamento ambientale complessivo della citta' di Taranto''.

Pietro Lospinuso (An Pdl), ha chiesto rassicurazioni al governo sulla eventualita' che le procedure per la riduzione delle emissioni dell'Ilva non producano danni peggiori della diossina stessa.
L'assessore ha sottolineato che al momento l'Ilva non ha presentato alcun progetto ''e non esiste nemmeno un crono programma, attendiamo con interesse. '' - ha detto.

''Una legge assolutamente necessaria per la salvaguardia della salute pubblica - ha detto l'esponente della sinistra democratica, Michele Ventricelli - visti i dati registrati dall'Arpa Puglia sull'inquinamento ambientale causato dall'emissione di diossina dall'Ilva di Taranto, che a questo punto, dovra' adeguarsi a quanto previsto dal protocollo di Aarhus ratificato dallo Stato italiano con legge nel 2006''.

Anche il neoassessore al bilancio, Michele Pelillo, ha manifestato la sua soddisfazione per ''l'importante iniziativa legislativa che riguarda tutta comunita' jonico-salentina. Questa legge ristabilisce l'equilibrio fra diritto al lavoro e diritto alla salute. E' una buona notizia soprattutto per i cittadini di Taranto''.

Diossina: si va a BARI!

Aggiornamento: abbiamo appena appreso che il disegno di legge sarà discusso in consiglio regionale il 16 dicembre anziché il 9 come dichiarato fino a ieri.

Noi ci saremo!!!

Intanto comunichiamo che la commissione ambiente della Regione ha approvato questa mattina il ddl. Il passo più grosso è fatto!


Ecco il testo del precedente comunicato stampa:


Altamarea ne è la dimostrazione, la gente di Taranto e soprattutto i giovani, oggi non ci stanno più alle promesse, la marcia dei 20.000 ne è stata la dimostrazione.

La gioia di essere tarantino e l'euforia di condividere ,uniti, per la prima volta un obbiettivo comune come quello di liberare la città dai veleni, è stata la più bella dimostrazione di affetto verso la città.

L'onda della marea ha scosso i cuori e le coscienze e sono proprio quelle coscienze a cui la città ancora una volta fa appello, perché la strada per raggiungere la nuova dignità è ancora lunga.

Il prossimo 9 Dicembre, con il tuo aiuto, Altamarea sarà di nuovo per le strade, ma questa volta a Bari, presso la sede della Regione in via Capruzzi, a difendere il sacrosanto diritto alla salute.

Infatti, in occasione del Consiglio Regionale si affronterà la discussione sul disegno di legge antidiossina e TU cittadino ci devi essere.

Tu cittadino, noi tarantini, dobbiamo continuare ad essere presenti, soprattutto quando si devono affrontare scelte importanti che segnano il nostro futuro e quella della Legge Regionale antidiossina, lo è!

Il risanamento ambientale è una priorità non più non più rinviabile, sia per la tutela della nostra salute, ma anche perché quello a cui dobbiamo aspirare è il rilancio di una economia eco-compatibile.

Per questo, Altamarea il 9 Dicembre sarà a Bari, perché fino a quando non riuscirà a far rispettare la dignità e la salute della città , non si arrenderà.
Saranno a disposizione dei partecipanti n° 6 autobus gratuiti, in partenza dalla Concattedrale alle ore 07.30 del 9 Dicembre.
Per prenotazioni invia una mail con oggetto "Prenotazione posti", i posti saranno assegnati fino ad esaurimento.
Se ti vuoi unire ancora una volta all'onda, contattaci inviando una mail a: altamareataranto@gmail.com
o collegati al sito http://groups.google.it/group/altamareanews dove troverai tutte le informazioni per raggiungere Bari .

giovedì 4 dicembre 2008

Domani discussione in commissione sul DDL diossina: TARANTO CI SARA'!


Domani, venerdì 5 novembre, in Regione Puglia, Via Capruzzi 212, Bari, si riunirà a porte chiuse la Commissione Ambiente Regionale che sta facendo le audizioni per il disegno di legge sulla diossina.
Cittadini ed associazioni hanno deciso di esserci e di fare sentire la loro presenza in un momento in cui si discute del nostro futuro!
Appuntamento alle 7 davanti alla Concattedrale e poi partenza per Bari dove saremo ricevuti prima dell'incontro. Portate striscioni e mascherine!!!

In concomitanza con i lavori della 5° Commissione Ambiente (sala riunioni 2° piano) che esaminerà il disegno di legge regionale sulla diossina, "Altamarea", comitato spontaneo di associazioni ambientaliste e cittadini promotore dal grande corteo di sabato scorso sull'ambiente a Taranto, invita i giornalisti a partecipare alla conferenza stampa che si terrà venerdì mattina alle ore 11,30 a Bari presso la sede della Regione Puglia in Via Capruzzi 212. Durante la conferenza stampa saranno esposte le ragioni del sostegno di AltaMarea alla legge regionale e le iniziative ulteriori che Altamarea proporrà ai cittadini per la tutela dell'ambiente a Taranto.

Intanto stiamo organizzando i pullman per presidiare la Sede della Regione martedì 9 dicembre, quando il consiglio regionale voterà definitivamente il disegno di legge. Partecipate!

Pelillo all'attacco!

Diossina / Pelillo: 'Risposte evanescenti dell'ILVA in commissione ambiente

L'assessore al bilancio della Regione Puglia, Michele Pelillo, ha fatto sapere circa l'audizione dell'ILVA in commissione ambiente nell'iter procedurale che sta affrontando il DDL sulle diossine.
L'assessore ha dichiarato: 'Risposte evanescenti e prive di fondamento scientifico quelle giunte per voce del rappresentante della grande industria, il quale non ha apportato alcun elemento interessante alla corposa produzione tecnico scientifica già redatta dall'ARPA Puglia. Quando si parla di salute dei cittadini e di inquinamento non ci si può basare su ipotesi non supportate scientificamente e ad oggi gli unici dati che hanno rilevanza ed attendibilità sono quelli derivanti dalla puntuale attività di ricerca scientifica operata dall'estate scorsa dai responsabili di ARPA Puglia, sotto la guida del professor Giorgio Assennato'.
L'assessore ha fatto saper di aver posto due questioni alla grande industria: 'Innanzitutto sorprende verificare che solo sulla spinta forte dell'azione dell'ARPA e dell'imminente legge regionale l'Ilva abbia ritenuto perseguibile la strada dell'urea per abbattere, sebbene in maniera parziale, le emissioni di diossina. Ci si chiede perché mai sebbene con l'applicazione delle nuove tecnologie questo obiettivo è da tempo perseguibile, nulla sia stato fatto sino ad oggi?'. Inoltre l'assessore ha posto il risalto sulla 'paventata difficoltà dell'Ilva ad adeguarsi al secondo step previsto dalla legge regionale, ovvero il rispetto dei limiti europei entro il 2010'.
Secondo Pelillo 'le argomentazioni proposte a tal proposito dall'ILVA non sono state supportate da evidenze tecnico-scientifiche ma il tutto è lasciato a valutazioni e considerazioni dell'azienda, non sostenute da piani di fattibilità validati scientificamente o da esperienze pregresse similari in altre parti d'Europa'. L'assessore conclude augurandosi 'che non si perda più tempo prezioso perché la politica ha un obbligo morale nei confronti non solo dei 20mila che sabato hanno sfilato per le strade di Taranto, ma anche delle generazioni future alle quali abbiamo il sacrosanto dovere di lasciare in dono un ambiente più salubre e una città vivibile'. (Ambientenergia)

lunedì 1 dicembre 2008

Primo incagliamento per il DDL diossina!

Oggi, in Regione si è svolta l'audizione in commissione ambiente di Ilva e Confindustria riguardo al disegno di legge sulla diossina.
In quell'incontro, Archinà svestiva i panni del rappresentante dell'Ilva che aveva accusato (guardacaso, come il "ministro" Prestigiacomo) la Puglia di far chiudere l'impianto in quattro mesi e indossava il vestito più leccato di rappresentante di Confindustria che conferma la possibilità di scendere sotto i 2,5 nanogrammi/mc (ma come non si rischiava la chiusura?) però porta umilmente in Regione la "supplica" del paròn di dare un po' più di tempo (caspita, più di 4 anni!!!) per raggiungere gli 0,4 ng/mc!
Cioè, in parole povere, in base ai conti che si era fatto il paròn, si vuole continuare a buttare diossina a secchi (rispetto ai limiti europei) fino all'imposizione di Aarhus del 2014!
In base a questa "proposta", dal momento che comunque, entro il 2014 la diossina deve scendere sotto gli 0,4 ng/mc, il Disegno di Legge della Regione non serve a niente!!! (se sommiamo 4 anni più l'immancabile anno di proroga a 2009, otteniamo, fatalità, proprio 2014!)
Potenza della retorica! Adesso ci chiediamo se gli amministratori abboccheranno!

Rassegna stampa

Una precisazione doverosa rispetto al primo articolo: NESSUNA ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA E' STATA CONVOCATA DALLA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA REGIONE PUGLIA... tanto per capirci oggi SOLO ILVA, CONFINDUSTRIA E SINDACATI SONO DI CASA IN REGIONE!
Cominciamo bene...