lunedì 1 luglio 2013
Alla faccia dei Tonti...
Stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti e basata anche su una perizia, la realizzazione dell’opera sarebbe avvenuta in violazione delle norme edilizie, paesaggistiche e ambientali e senza le necessarie autorizzazioni da parte della Regione. Inoltre, per la costruzione dell’immobile, sarebbero state occupate abusivamente aree demaniali.
Nell’inchiesta diretta dal pm Enrico Bruschi sono indagate 14 persone fra dirigenti, funzionari del Comune di Taranto, tecnici e imprenditori (da quanto si è appreso non ci sono politici) che hanno avuto un ruolo nell’iter amministrativo iniziato nel 2004.
Il provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza emesso dal magistrato inquirente dovrà essere convalidato dal gip.
La vicenda è finita sotto la lente d’ingrandimento della magistratura in seguito ad alcuni esposti presentati da cittadini e associazioni ambientaliste che hanno segnalato la presenza di quello che molti definiscono un ecomostro in considerazione delle sue dimensioni e della collocazione. (CdG) Il provvedimento, frutto di un'accurata attività peritale ordinata dal suddetto magistrato ha origine dagli esposti inviati in Procura dall'avv. Enzo Gigante e da Carmine de Gregorio.
giovedì 24 novembre 2011
La differenziata? Ce la spartiamo noi...
Solito slogan per soliti amici di amici che ci mangeranno... pardòn lavoreranno.
Vedremo!
Raccolta differenziata dei rifiuti, via al progetto con il coinvolgimento dei Comuni
Concertazione e collaborazione istituzionale: su questi due presupposti la Provincia di Taranto ha perfezionato tre progetti di formazione. Il primo per la sensibilizzazione alla raccolta differenziata dei rifiuti, il secondo per contrastare il fenomeno la dispersione scolastica, il terzo rivolto agli studenti per favorirne l'educazione sanitaria e la prevenzione della malattie sessualmente trasmissibili.
Questa mattina sono stati il presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido e l'assessore provinciale alla Formazione e al Lavoro, Luciano De Gregorio, ad illustrare i dettagli dei diversi percorsi formativi. Braccio operativo dell'Amministrazione provinciale sarà la società Taranto Isolaverde, in particolare per quanto riguarda il progetto sulla raccolta differenziata. A questo proposito è stato infatti siglato un protocollo di intesa con gli assessorati all'Ambiente e al Lavoro. La Provincia di Taranto coinvolgerà tutti i 29 comuni di Terra Ionica per sensibilizzare i cittadini ad una gestione responsabile dei rifiuti. In termini di differenziata – è stato rilevato questa mattina da Florido e De Gregorio – registriamo ancora un livello molto basso, certamente c'è molto da fare e sarà utile coinvolgere soprattutto gli studenti e le nuove generazioni. La dotazione finanziaria per questo progetto è di 315mila euro; previsto il monitoraggio continuo delle attività con una rendicontazione trimestrale all'insegna della trasparenza e della correttezza istituzionale.
Per le altre due azioni formative le risorse complessivamente a disposizione sono 165mila euro: 100mila per la lotta alla dispersione scolastica, 65mila euro per l'educazione sanitaria degli studenti degli istituti superiori di Terra Ionica.
Ma l'occasione è servita al presidente Florido anche per comunicare agli organi di informazione un altro dato positivo riguardante l'attività amministrativa svolta in questi ultimi anni: secondo uno studio pubblicato sul quotidiano economico "Il Sole 24 Ore, la Provincia di Taranto si attesta tra le Amministrazioni provinciali meno indebitate, occupando un lusinghiero decimo posto in questa speciale classifica.
La più indebitata, Cosenza, registra un indebitamento pro capite di 591,1 euro mentre il dato di Taranto è di 51,4 euro.
All'incontro con i giornalisti hanno partecipato anche Gerardo Giusto e Francesco Cannata, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Taranto Isolaverde. (Provincia)
mercoledì 19 gennaio 2011
Taranto: riattivato il secondo inceneritore
Riattivato l'inceneritore "pubblico" dell'Amiu, con una aggiustatina di 200 mila euro (fonte la gazzetta di Taranto in allegato) che si vanno a sommare ai 600 mila euro spesi per farlo ripartire la prima volta, (prima dello sforamento dell'anno appena passato).
Sabato, al convegno sulla salute, incalzato dalle domande dei cittadini, l'assessore all'ambiente del Comune di Taranto lamentava una mancanza di fondi per far partire la raccolta differenziata (parliamo di quella stradale e non il porta a porta) in un rione e non in tutta la città.
Con 800mila euro quanta raccolta differenziata porta a porta si poteva organizzare?
Non c'è rispetto per questo territorio!!!
E quegli ignoranti della Gazzetta parlano di energia (ovviamente copiando acriticamente i comunicati stampa dell'AMIU)!!!
Complimenti alla "combriccola" di Stefàno, Romeo, De Gregorio e Pucci, grazie per tutta la diossina, i rifiuti speciali e le nanoparticelle cancerogene che ci donate con le vostre falsità! Vergognatevi!!!
venerdì 29 gennaio 2010
Ringraziamo Stefàno, Romeo e De Gregorio e Pucci
"L'inceneritore avvelena il latte materno"
Il Coordinamento Gestione Corretta dei Rifiuti interviene sul caso di Pistoia.

Cosa stiamo aspettando?
Ci piacerebbe mettere di fronte tutti gli amministratori e i politici che abbiamo incontrato e ascoltato, ma che finora non hanno mosso un muscolo, con le mamme di Pistoia, il cui latte materno presenta elevati tassi di diossina.
Latte avvelenato, che passerà ai loro bambini e noi non osiamo nemmeno pensare alle conseguenze.
Vorremmo sentire da questi amministratori quale sia la loro giustificazione, quello che ancora si inventerebbero per difendere un inceneritore che mina uno dei più preziosi alimenti dell'umanità.
Il latte di una mamma.
Montale, provincia di Pistoia, dove è in funzione un modernissimo inceneritore, e nessun altro impianto che consenta di creare qualche alibi.
I campioni di latte arrivano da mamme che abitano nella zona di ricaduta dell'impianto, quelle ricadute che per Enia praticamente non esistono e sono infinitesimamente minuscole.
L'inquinante è il tristemente noto policloroibifenile, un termine intricato con il quale faremo bene ad avere confidenza.
I profili emissivi (che sono le impronte digitali delle sostanze inquinanti) sono identici a quelli che avevano già regalato al territorio i polli alla diossina, gli stessi indicati dal gestore come emissioni dell'impianto.
Eppure a Pistoia le istituzioni si esprimettero con affermazioni che oggi suonano in modo stridulo, come una campana a morte: “totale assenza di PCB nelle emissioni”.
Ma non le istituzioni hanno fatto emergere questo dramma.
No, sono stati i comitati locali di cittadini ad effettuare uno screening volontario con un laboratorio accreditato.
Inutili erano stati gli inviti e poi gli appelli alle maestranze affinché la salute dei cittadini fosse monitorata.
Un brivido ci corre nella schiena perché ci sembra di assistere in anteprima a situazioni del futuro di Parma, se l'inceneritore previsto a Ugozzolo sarà davvero portato a termine.
Un filma già visto, con la solita e molto italiana sequela di “ve lo avevamo detto” quando tutto è già accaduto e il danno è ormai arrecato.
Viva l'Italia dei cittadini onesti.
Coordinamento Gestione Corretta dei Rifiuti
mercoledì 9 dicembre 2009
giovedì 23 aprile 2009
Inquinatori incapaci... Rassegna stampa
lunedì 23 marzo 2009
Qualche autorevole parere sugli inceneritori...
Riceviamo da un lettore e pubblichiamo volentieri questo intervento di Patrizia Gentilini sui grandissimi pericoli degli inceneritori con il suo commento:
A Taranto non è abbastanza imponente l'impronta ecologica della città...
Si parla anche di termovalorizzatori. Per chi è paziente e motivato può guardare l'intero video, altrimenti dal 40° minuto in poi ci si può rendere conto di quello
che sta vivendo la città...
Peccato che le pecore sono morte altrimenti anche loro sarebbero
state in grado di fare un' adeguata Valutazione di Impatto Ambientale.
domenica 22 marzo 2009
Come si cambia.....
Ad esempio, un anno e mezzo fa il vicepresidente dell'Amiu affermava:

mentre il Dott. De Giorgi concludeva il suo commento all'incontro col Prof. Montanari affermando che:
"Chi pensa di arrivare a "rifiuti zero" bruciando i rifiuti, pensa ancora di trovarsi di fronte ad un popolo bue che si puo’ confondere mantenendolo nella disinformazione e distraendolo con le stupidità di questa campagna elettorale. Ma il bene comune oggi la gente sa cos’è e saprà sempre di più come difenderlo."
Già.
Come si cambia... (leggete qua sotto)
sabato 21 marzo 2009
Le foto dello scandalo!
Invece di aprire al dibattito il tavolo è stato saturato di tecnicismi inutili fino alle dieci di sera e poi la maggior parte degli intervenuti è andata via.
Il sindaco, l'assessore all'ambiente, Nello De Gregorio, Roberto de Giorgi e la cupola AMIU sono stati fischiati da tutti i cittadini!
L'assessore Romeo continuava a sostenere che non era ancora deciso niente ma poi è stato sbugiardato quando è venuto fuori il bando che l'AMIU ha reso pubblico per dare in gestione l'inceneritore! Romeo si è zittito e con la coda tra le gambe ha dichiarato che non ne sapeva niente! Ma come? Parliamo di un ente del Comune e per di più su un tema ambientale così importante e l'assessore all'ambiente non ne sa niente? Vergogna!
Di fronte a tanto consigliamo vivamente al sindaco Stefano e all'assessore Romeo di valutare seriamente le loro dimissioni, considerando che hanno perso giorno dopo giorno il rapporto di fiducia con la base.
PS... non si sono neanche accorti della bandiera che i cittadinivi hanno attaccato al tavolo! Vogliamo respirare aria pulita nella nostra amata città, non polvere e veleno di rifiuti bruciati!!!
Presto metteremo in rete i video dello scandalo!
venerdì 9 gennaio 2009
Florido urla e De Gregorio, sotto sotto, ci riflila un altro inceneritore!
Intanto ecco De Gregorio che si rivela finalmente e dichiara, come diciamo noi da anni, che LA RIAPERTURA DEL VECCHIO INCENERITORE DI RIFIUTI DI TARANTO SERVE SOLO PER DARE SOLDI ALL'AMIU!Proprio l'AMIU che è stata una delle prime aziende che ha contribuito a devastare e dissestare, in epoca Di Bello, il Comune di Taranto.
E differenziata e compostaggio languono da mesi e mesi senza alcun progresso...
Ai cittadini oltre al danno di vecchi dirigenti impuniti e assunzioni in odore di clientela, anche la beffa dell'inquinamento da diossina, polveri sottili, ceneri tossiche da respirare per incrementare ancora di più tumori e malattie mortali.
Vale così poco la nostra salute?
De Gregorio vergognati!
Ecco altre amenità:


martedì 6 gennaio 2009
2009 salta il primo "cetriolo" per gli "ortolani" tarantini!
E mentre migliaia di camionate di rifiuti sono pronte a riversarsi nella Provincia di Monnezzopoli per tenere pulito il Salento del turismo e della pizzica (ovviamente non occorre supporre quale sarà la risposta della giunta Florido... sempre "prona" ai comandamenti dall'alto, soprattutto se dello stesso colore politico), a casa nostra, Luciano De Gregorio, consigliere di Statte, si preoccupa di fare la romanzina ai cittadini che sporcano le campagne.E Vico che fa? Dopo un mese si ricorda della legge contro la diossina e ricompare improvvisamente a predicare cosa: la salute? No; il rispetto dell'ambiente? No; il rispetto delle leggi? No; la dignità e la sicurezza dei lavoratori? Noooooo!!! E' sbucato in periodo elettorale per raccontare la solita favola del dialogo! Aaaaah già, il dialogo! Grazie Vico, ci mancava il dialogo! Rendiamo grazie a Vico!
E speriamo che torni dov'è stato tutti questi giorni!
Intanto chiudiamo con un editoriale del Corgiorno sulle solite schifezze di vecchia e nuova destra che, ovviamente, invece di pensare a cittadini e territorio si preoccupa di fare tramacci elettorali...




lunedì 24 novembre 2008
De Gregorio l'Inceneritore!
Sorvola su diossina cancerogena e mortale ed evita di parlare di nanoparticelle e ceneri tossiche... però non dimentica di dire: sai quanto si guadagna a bruciare i rifiuti!
E' una vergogna che interessa non solo l'AMIU ma anche tutti gli amministratori di Comune, Provincia e Regione che appoggiano questo ennesimo disastro ambientale sulla pelle dei cittadini!
Quei soldi sanno forse di code ai centri oncologici e aziende di agricoltori, di allevatori e di operatori turistici che chiudono?
Prima di leggere l'articolo-vergogna, consigliamo di leggere questi dati:
"Con inceneritori aumenta rischio tumori"
Diossina e Tumori
«Di rifiuti bruciati si può anche morire»
“INCENERIRE I RIFIUTI RESTA UNA FOLLIA”
Report: L’ORO DI ROMA
Taranto, al via l'inceneritore. (FABIO VENERE La Gazzetta del Mezzogiorno)TARANTO - Ultimi ritocchi prima del varo dell’inceneritore. Nel’impianto sulla via per Massafra si stanno sistemando gli ultimi tasselli prima di far ripartire dopo venti mesi di forzato stop le due linee che smaltiranno una parte importante dei rifiuti solidi urbani di Taranto. Prima, la data. Se non ci saranno ulteriori ostacoli, la struttura di proprietà dell’Amiu potrebbe essere messa nuovamente in esercizio entro metà dicembre. Poi, le cifre. Le due linee dell’inceneritore potranno smaltire complessivamente circa 160 tonnellate al giorno di rifiuti anche se per arrivare a questa soglia ci vorranno almeno sette-dieci giorni dopo aver riacceso l’impianto stesso. E così, considerata la quota di rifiuti... differenziata che viene raggiunta ogni giorno il Comune di Taranto, attraverso l’Amiu spa, ridurrà fortemente il quantitativo di rifiuti da conferire alla discarica Cisa di Massafra. Si passerà, infatti, dalle attuali 320 tonnellate al giorno alle future 150.
Un bel risparmio per Palazzo di città se si considera che, in virtù della recente sentenza del Consiglio di Stato, il Comune paga alla Cisa 85 euro (più Iva) per ogni tonnellata di rifiuti trasportata dai mezzi dell’Amiu alla discarica massafrese. E, quindi, questa volta, il traguardo sembra davvero vicino.
Il vicepresidente dell’Amiu, Nello De Gregorio, lo dice apertamente. I tecnici, che mostrano in anteprima alla «Gazzetta» l’impianto, lo confermano. Parlare della prossima riapertura dell’inceneritore genera, o meglio può generare, spauracchi e timori legati a possibili rischi per l’ambiente. Ma l’equazione inceneritore di Taranto=aumento emissioni di diossina, non solo non risponde tecnicamente alla realtà ma rischia di rallentare, interrompere il percorso del ciclo integrale dei rifiuti che l’azienda sta cercando di disegnare.
E’ lo stesso De Gregorio, supportato dai tecnici, ad usare parole chiare: «Prima di tutto non possiamo avere dei dati precisi sino a quando l’impianto rimane fermo. Facciamolo, quindi, ripartire e poi vediamo. Detto questo, ci sono tre livelli diversi, tre sistemi che intervengono per segnalare il superamento dei parametri previsti dalla legge».
... E quel rifiuto porterà soldi in cassa. Necessari.
lunedì 10 novembre 2008
Morire di incenerimento
Oggi più che mai: pecunia non olet!
Sono stati resi noti i risultati definitivi della ricerca condotta da La Veille Sanitarie in Francia nelle popolazioni residenti in prossimità di impianti di incenerimento. I risultati preliminari erano stati presentati nel novembre 2006 ed avevano riguardato 135.567 casi di cancro insorti nel periodo 1990-1999 su una popolazione di circa 2.5 milioni di persone residente in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990. Lo studio aveva considerato l’esposizione a diossine valutate in diversi percentili, trovando un aumento del rischio coerente col crescere dell’esposizione; in particolare nelle aree più esposte l’ aumento del rischio era: sarcomi + 12.9% in entrambi i sessi, linfomi non Hodgkin + 8.4% , cancro al fegato +9.7 %, cancro alla mammella +6.9%, tutti i cancri nelle donne +4%. Orbene, le preoccupazione già a suo tempo emerse dai risultati preliminari, si sono ulteriormente rafforzate davanti ai risultati definitivi conteggiati a marzo 2008 e che evidenziano i seguenti incrementi: sarcomi + 22%, linfomi non Hodgkin + 12% in entrambi i sessi + 18% nelle femmine, cancro al fegato +16%, tutti i cancri nelle donne +6% ed ancora, dato in precedenza non rilevato, incremento del rischio di incidenza per mieloma multiplo in entrambi e sessi +16% e per i maschi addirittura + 23%. Oltretutto, a detta degli autori, il picco non è ancora stato raggiunto! Ricordiamo che anche lo studio condotto sulla popolazione di un quartiere di Forlì (Coriano) esposta a due impianti di incenerimento ( rifiuti urbani e ospedalieri) aveva evidenziato gravi danni per la salute specie nel sesso femminile con aumento statisticamente significativo del rischio di morte per tutte le cause e soprattutto per tutti i tumori (in particolare mammella, colon, stomaco). Lo studio di Forlì, ricordiamo, aveva valutato l’esposizione a metalli pesanti (altro inquinante tipico degli inceneritori) e non può non destare particolare attenzione il fatto che studi indipendenti, condotti con metodi diversi, abbiano comunque portato a risultati fra loro così paragonabili. La particolare suscettibilità del sesso femminile agli inquinanti emessi da questi impianti è facilmente comprensibile se si pensa, ad es., che la concentrazione di diossine nel sangue delle donne di Seveso, anche a distanza di anni, era dalle due alle tre volte superiore a quella riscontrata nei maschi, che pure erano stati esposti al medesimo evento: le caratteristiche biologiche, metaboliche, endocrine rappresentano evidentemente un fattore discriminante di particolare rilievo.
D’ altra parte è ben noto che proprio nel sesso femminile, anche nel nostro paese, si registra una crescente incidenza di cancro che, secondo i dati dell’ Associazione dei Registri Tumori Italiani (AIRTUM) presentati proprio per l’ 8 marzo 2008, è dell’ 1% annuo, indipendentemente dalla età. Tutte queste considerazioni, al pari di quelle che si fanno per la salute infantile, sono però parole al vento: nessuno se ne cura ed invece di passare dalle parole ai fatti- ovvero intraprendere azioni concrete per ridurre l’ immissione di sostanze tossiche ed inquinanti nell’ ambiente facendo Prevenzione Primaria - si continua solo ad esprimere buone intenzioni o a “ monitorare” i danni che si continuano a recare.
Da questo punto di vista la gestione dei rifiuti è a dir poco paradossale: da tempo abbiamo capito che i “rifiuti” (o meglio i “materiali post-consumo”) sono risorse, ma, se anche fossero una “malattia”, come viene costantemente propagandato, la “cura” che ci viene prospettata, ovvero il loro incenerimento, è molto peggiore del male, dal momento che ogni processo di combustione trasforma materiali di per sé inerti in composti altamente tossici e nocivi, con danni che sono oggi dettagliamente calcolabili.
Sul sito http://ec.europa.eu/research/headlines/news/article_05_10_21_en.html dell’UE è oggi possibile, inserendo alcuni parametri emissivi (NOx, SO2, PM10, VOC..) l’ altezza dei camini ecc. quantificare i danni alla salute e all’ ambiente per ciascuna fonte. Per fare un esempio, ogni anno emissioni simili a quelle dell’ inceneritore di Brescia, secondo tale software che –si badi bene- considera solo una parte degli inquinanti emessi, causerebbero una perdita economica pari a 1.480.000 Euro!Che altro resta da dire? Il problema dei rifiuti è, in assoluto, il più semplice da risolvere, se solo si facessero scelte coraggiose e chiare: dalla raccolta “porta a porta” al recupero effettivo dei materiali post-consumo. Ma fino a che rimangono i cassonetti stradali, che altro non sono che mini discariche all’ aperto, e fino a che lo stesso gestore gestisce sia la raccolta differenziata che l’ incenerimento e guadagna tanto più brucia, rivendendo a prezzo triplicato la poca energia prodotta, come sperare che si inverta la rotta? Solo la nostra follia può pensare che sia vantaggioso incenerire carta, legno, plastica…preziose materie che poi dobbiamo produrre ex.novo abbattendo alberi od estraendo petrolio.
Allo stato attuale il 98.2% di tutti i rifiuti urbani può essere recuperato come materia, e, per chi ancora non lo sapesse, anche i materiali poli-accoppiati e gli stessi pannoloni diventano – tramite processi di estrusione, senza formazione di alcun inquinante - sabbia sintetica utilizzata in edilizia o per manufatti plastici. In pratica il “secco non riciclabile” che prima andava alla discarica o all’ incenerimento ad un costo medio di 120 Euro a ton, viene venduto al prezzo di 80 Euro a ton sotto forma di sabbia sintetica! Non è utopia, non succede chissà dove, succede nel nostro paese, per la precisione presso ad es. il Centro Riciclo di Vedelago (TV). Qui, senza sovvenzioni pubbliche, si sono creati posti di lavoro stabili e sicuri, senza nocività né per i lavoratori né per l’ambiente. Impianti simili si possono realizzare ovunque in pochi mesi e con investimenti che sono almeno un decimo inferiori rispetto a quelli necessari per realizzare un inceneritore che tratti la stessa quantità di materiali e, fortunatamente, in diverse parti del nostro paese amministratori accorti hanno già imboccato questa strada virtuosa.
Se dunque è possibile evitare queste inutili e costose fabbriche di veleni senza il ricatto occupazionale, ma anzi creando lavoro e ricchezza, è facile capire perché non solo cittadini e comitati si sono mobilitati, ma anche centinaia di migliaia di medici in Europa - dal Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese, ai Medici Irlandesi, alla Federazione degli Ordini dell’ Emilia Romagna - sono scesi in campo per chiedere una moratoria sulla loro costruzione.Ma ancora una volta, proprio all’ interno del mondo scientifico e medico, le voci indipendenti dai grossi poteri economici/finanziari faticano a farsi ascoltare.
Quante sofferenze e quanti morti ancora saranno necessari perché finalmente si aprano gli occhi ed i rifiuti cessino di essere risorse solo per chi, incenerendoli, accede, in un mercato drogato, ai vergognosi incentivi che solo l’ Italia riconosce ai “fuochisti” di turno?Patrizia Gentilini
martedì 28 ottobre 2008
Quando l'ambientalismo è interessato...

Continuano le tribolazioni per il buon vecchio Nello, peregrino delle assemblee ambientaliste prima di trovare una ben più comoda poltrona...e scopriamo che, in tempo di vacche magre, l'Amiu può permettersi lauti compensi!
...e si torna a parlare di incenerimento...respirate, tarantini, respirate!
...e producete monnezza, ché (per alcuni) è oro!
mercoledì 22 ottobre 2008
INCENERITORE E AMIU

Ancora uno scempio ambientale perpetrato ai danni dei tarantini, sull'onda mediatica dell'emergenza rifiuti.
Apprendiamo con sconcerto, infatti, l'annuncio del vicepresidente dell'Amiu, Nello De Gregorio, della riattivazione dell'inceneritore di Taranto prevista per la fine di novembre.
Le motivazioni ambientali, sanitarie ed economiche per rigettare l'idea dell'incenerimento come "buona pratica" per lo smaltimento dei rifiuti sono tantissime ed hanno portato i maggiori paesi europei e diversi comuni del nord-Italia ad attivare procedure di dismissione degli inceneritori in favore di tecnologie che non prevedono la combustione dei rifiuti e, soprattutto, di una capillare ed efficiente raccolta differenziata.
In sintesi, l'incenerimento dei rifiuti sviluppa fumi altamente tossici, contenenti diossine e polveri ultrafini estremamente pericolose ed impossibili da filtrare poiché molto più piccole dei famosi PM10.
Il problema delle nanopatologie, ossia delle malattie determinate da polveri sottili, fini ed ultrafini non può più essere trascurato, soprattutto in una città malata come Taranto.
Bisogna inoltre chiarire che l'incenerimento non rappresenta un'alternativa alla discarica: un inceneritore "a griglia" come quello di Taranto, infatti, produce almeno 200 kg di ceneri per tonnellata di rifiuto bruciato, che dovranno poi essere stoccate in discariche speciali con costi esorbitanti sia in termini ambientali che economici.
E' bene che i cittadini di un comune in crisi finanziaria sappiano che l'incenerimento è in assoluto la procedura di smaltimento dei rifiuti più costosa, con enormi aggravi sulla già altissima Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, a tutto vantaggio dei gestori (in questo caso, l'Amiu).
Ciò che ci sconcerta di più, però, è la volontà di aggirare la normale procedura autorizzativa, cioè l'AIA, attraverso lo strumento dell'esercizio provvisorio. "L'Amiu è tranquilla, va avanti", afferma De Gregorio, con l'assenso dell'avvocatura della Regione Puglia.
Bisognerebbe ricordare a De Gregorio, che prima di ottenere la sua carica era strenuo sostenitore dalla raccolta differenziata e acerrimo nemico degli inceneritori, che l'AIA non è uno strumento nato solo per garantire le tutele ambientali ma soprattutto per permettere ai cittadini di portare nelle "stanze dei bottoni" le loro proposte e le loro obiezioni.
Sarebbe il caso che un'Amministrazione Comunale che cerchi realmente di segnare un punto di svolta nella storia della città di Taranto applicasse le migliori soluzioni a disposizione per risolvere il problema dei rifiuti, e non accettasse passivamente soluzioni obsolete, dannose e costose per la comunità. Le soluzioni ad alta tecnologia per lo smaltimento dei rifiuti esistono, e nessuna di esse passa attraverso l'incenerimento.
I paesi moderni investono nel settore dei rifiuti orientandosi verso il recupero che permette di creare, soprattutto in una realtà arretrata come quella meridionale, centinaia di posti di lavoro, trasformando letteralmente in oro ciò che l'AMIU vuole bruciare e spargere nell'ambiente.
Ci chiediamo come questa Amministrazione, nel pieno della battaglia per ottenere dalla grande industria il rispetto dell'ambiente e della salute, possa consentire l'attivazione dell'inceneritore ed accettare che la bocca dei cittadini venga ancora una volta tappata dalle "procedure semplificate" e per mere ragioni economiche.
Chiediamo quindi al Sindaco Ippazio Stefano, in qualità di massimo tutore della salute dei tarantini, di ascoltare la voce dei cittadini e di intervenire al più presto per bloccare l'ennesima "fabbrica dei veleni" nel nostro territorio.
Per il Comitato per Taranto
Peppe Cicala
Giulio Farella
Alessandro Marescotti
Angelo Miccoli
Piero Mottolese
Luigi Oliva
Antonietta Podda
lunedì 20 ottobre 2008
Brucia Troia, brucia!
Se tutti gli ambientalisti e i rifondaroli fossero così!
Ah, ricordiamo con nostalgia quando lo si vedeva girare per le assemblee con la cartellina piena di sogni di una differenziata porta a porta e del guadagno per Taranto e per l'AMIU del riciclaggio totale...!
"Come si cambia" diceva una canzone!
E intanto Gaetano Carrozzo avanza qualche dubbio su certi fondi e consulenze... Chissà?
P.s. e se il nostro "nellone" tornasse a scrivere qualche "rilevantissima" pubblicazione storica sulla Taranto d'altri tempi fantastici invece di aiutare i privati a soffocare la Taranto del presente e del futuro di diossina e polveri sottili?
Un pò di carta stampata in più... ma sai quanta salute?

...oops, e intanto a Grottaglie e Fragagnano si "mangiano" il tal quale del "Grande Salento"!
In attesa che "nellone" lo faccia bruciare nel "nuovo" inceneritore vecchio di 30 anni!

...no comment...
mercoledì 30 luglio 2008
No all'inceneritore dell'AMIU!
lunedì 28 luglio 2008
Comunicato stampa del Comitato per Taranto
Ancora un vecchio inceneritore. Quanto (poco) vale la salute dei cittadini?
La politica delle emergenze e dei dissesti, ancora una volta, riversa sulla salute dei cittadini e sulla salubrità del territorio, decenni di inettitudine programmatica ed incapacità di rappresentare gli interessi di una comunità.
Le ultime dichiarazioni di Gaetano Carrozzo, del gruppo dei Riformisti, che si lamenta del mancato avvio dell'inceneritore di rifiuti dell'AMIU, sono emblematiche di una classe politica che si mostra vecchia dentro, preoccupata di difendere interessi e lobby, e soprattutto completamente impermeabile verso il bene comune.
L'inceneritore in questione è un impianto con tecnologia vecchia di trent'anni, altamente inquinante, che non rientra nelle caratteristiche richieste dalla Comunità Europea per il trattamento dei rifiuti ai fini del recupero materiale ed energetico.
Ricordiamo che questo impianto, del tipo "a griglia", produce diossina, pcb e particolato micro- e nanoscopico altamente pericoloso per la salute dei cittadini e per l'impatto sulle colture e le attività circostanti.
Non a caso, nessuna delle realtà agricole di quella zona, presso cui insiste anche l'inceneritore di Massafra, può ottenere il marchio biologico.
Su La Repubblica di venerdì 16 maggio si legge che 435 ricerche scientifiche internazionali provano un aumento spaventoso di tumori e nascite malformi in prossimità dei termovalorizzatori.
I Medici Ambientalisti, oncologi, hanno inviato al Parlamento Europeo una lettera in cui si legge "Con questa lettera aperta vogliamo ribadire con forza che l'incenerimento è l'ultimo dei rimedi da adottare nella scala delle priorità per lo smaltimento dei rifiuti.
E' una pratica che inevitabilmente produce sostanze nocive e cancerogene e che non risolve il problema: almeno un terzo della quantità trattata si trasforma in ceneri (una parte delle quali altamente tossica) che sono a loro volta da sistemare in discariche e finiranno per perdersi nell'ambiente."
Sul piano economico, quindi, l'inceneritore produce ceneri di rifiuto bruciato che dovranno essere stoccate in discariche speciali, con costi esorbitanti e altissimo rischio per l'ambiente. Inoltre, per essere economicamente conveniente, l'impianto deve essere sostenuto con fondi esterni (sovvenzioni locali e soprattutto il famigerato cip 6, la tassa per il recupero e il riciclaggio applicata sulle bollette energetiche che l'Italia ha "girato" criminalmente verso l'incenerimento, meritando una procedura di infrazione della Comunità Europea e le ire dei cittadini per il pagamento di un obolo alla classe industriale).
Infine, l'impianto deve essere a regime continuo, ovvero deve bruciare ogni giorno un'altissima quantità di rifiuti!
Qualche settimana fa, abbiamo denunciato che, nonostante l'emergenza dichiarata anche qui in Puglia, la Regione ha accolto 30.000 tonnellate di rifiuti campani che ha prontamente rigirato all'inceneritore di Massafra, attualmente l'unico di una certa dimensione attivo in Puglia. Se aggiungiamo l'immondizia del bacino di Lecce che viene portata in discarica nel tarantino e i rifiuti speciali che legalmente o meno giungono nella nostra provincia, ci rendiamo conto che un ennesimo impianto del genere non può che significare la definitiva promozione di Taranto a "monnezzaio d'Italia", con buona pace della salute e dell'immagine territoriale, già distrutta da industrie pericolose e inquinanti e dalla politica corrotta del dissesto.
La risposta di Nello De Gregorio, prima alfiere del riciclaggio, poi convertitosi improvvisamente all'incenerimento, è peraltro offensiva per tutta la comunità tarantina. Laddove l'Europa ci multa per aver attivato l'inceneritore di Massafra senza Valutazione di Impatto Ambientale che coinvolgesse la cittadinanza, si arriva a scusarsi delle "lungaggini burocratiche" e a promettere di fare i bravi per accendere la fiammella del rogo di spazzatura al più presto.
Non è un caso, in tutto questo universo di traffici di monnezza, se Taranto è la provincia più arretrata nel campo del riciclaggio, con una percentuale persino più bassa di Napoli.
In una realtà di crisi e disoccupazione, il riciclaggio, rappresenta una risorsa che invece di polverizzare e distribuire sui cittadini i rifiuti, li trasforma in materiali da utilizzare in infiniti modi e genera un circuito virtuoso di sviluppo economico e crescita occupazionale favorendo la piccola e media impresa. Lo stesso De Gregorio,prima di cambiare idea, aveva diffuso un piano in cui dimostrava il guadagno di questa pratica a livello locale. Tutto ciò agli interessi dei grandi industriali non piace e, a quanto pare neanche ai partiti maggiori che a destra come a sinistra, ne assecondano le politiche speculative alimentando la psicosi dell'emergenza.
E' gravissimo che da chi dovrebbe aiutare la città a risollevarsi da questo mare di veleni e ad ottenere dalla grande industria il rispetto dell'ambiente e della salute dei cittadini, si solleciti e si prometta ancora una volta l'attivazione dell'ennesimo impianto altamente inquinante e solo per mere ragioni di cassa.
sabato 26 luglio 2008
Vergogna!!!

I politici e gli amministratori, ancora una volta, pensano alla grana e ci regalano... un mare di monnezza!






