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domenica 12 agosto 2012

Disinteressati?

All'appello manca SEL il cui padrone Vedola ha dichiarato ambiguamente e maliziosamente: "Credo che corrisponda al comune sentimento di preoccupazione, non poter comprendere in modo univoco quale sia, secondo la magistratura, il destino dell'Ilva. Se siamo dinanzi ad un provvedimento irreversibile di spegnimento della fabbrica oppure se siamo invece dinanzi ad un percorso di prescrizioni da rispettare". 
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Ricordiamo anche che:  "il gruppo Riva, mediante le due controllate Riva Fire e Ilva, ha dato a Forza Italia ben 245 mila euro e altri 98 mila al solito Bersani. Il ministro dello Sviluppo economico è un asso pigliatutto: per la campagna elettorale del 2006 da solo ha collezionato oltre 480 mila euro di contributi".
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Ilva di Taranto ultime notizie, PdL e PD uniti contro l’ambiente

«Vi è una grave e attualissima situazione di emergenza ambientale e sanitaria in cui versa il territorio di Taranto – si legge nel provvedimento del giudice Todisco -, imputabile alle emissioni inquinanti (convogliate, diffuse e fuggitive) dello stabilimento Ilva e segnatamente di quegli impianti ed aree del siderurgico sottoposti a vincolo cautelare». Il giudice di Taranto ha inoltre rimosso da ogni incarico di “custode” l’attuale presidente dell’Iva Ferrante. L’azienda ha subito presentato ricorso.
«La decisione del Gip di Taranto è grave, illogica e contraddittoria - ha attaccato Osvaldo Napoli del Popolo della Libertà -. Si comprende la necessità di tutelare un bene come l’ambiente, interesse generale e di tutti. Si comprende meno invece l’insistenza sul blocco produttivo dell’Ilva che lesiona un interesse non meno generale, visto che riguarda il lavoro di migliaia di operai oltre che gli interessi dell’Italia nel settore dell’acciaio. L’idea di mettere l’ambiente contro il lavoro risente di una visione ideologica. La decisione del Gip è anche un giudizio negativo sul decreto – ha aggiunto il vicepresidente dei deputati del PdL – con cui il Governo ha stanziato somme rilevanti per la bonifica dell’area». Napoli ha lodato la decisione dell’Ilva di impugnare l’atto.
Stefano Fassina del PD ha espresso le stesse preoccupazioni del collega pidiellino Osvaldo Napoli e ha giudicato irrituale e molto preoccupante il provvedimento del Gip di Taranto poiché sono in gioco le prospettive di un’azienda strategica e il futuro di decine di migliaia di lavoratori. Il ministro dell’Ambiente del Governo Monti, Corrado Clini, ha auspicato il proseguimento del percorso di risanamento degli impianti.
Il responsabile welfare e lavoro dell’Italia dei Valori, Maurizio Zipponi, ha criticato la posizione del PD in quanto la magistratura di Taranto, in tutte le sue istanze sta tentando di applicare la legge italiana anche dentro l’Ilva, permettendo all’azienda di ristrutturarsi, mettendo in sicurezza gli impianti con la cessazione dell’inquinamento dell’aria, della terra e del mare. «Sin dall’inizio la magistratura ha sopperito alla totale assenza delle istituzioni - ha dichiarato Zipponi – sul dramma che oggi stanno vivendo i lavoratori dell’Ilva e le loro famiglie. Non dovrebbe mai capitare di porre un lavoratore nella condizione di scegliere fra il lavoro e la propria vita. Se si è arrivati a questo punto è perché chi doveva agire non lo ha fatto, a partire dal Governo italiano. E’ necessario che l’enormità degli utili realizzati fino ad ora dai Riva siamo impiegati per bonificare l’ambiente. Ad oggi abbiamo visto utilizzare solo soldi pubblici, impegnati dal Governo e dalla Regione. Non è pubblico il piano di ristrutturazione dell’azienda – ha concluso – e i tempi di intervento, così come non è chiara la quantità di denaro che il gruppo Riva impegnerà ma, soprattutto, non esistono le garanzie e le penalità necessarie in questi casi, qualora l’azienda non ottemperasse agli impegni presi».
I Verdi hanno apprezzato il nuovo provvedimento del gip di Taranto. Il leader Angelo Bonelli ha affermato che la scelta dell’Ilva di impugnare la decisione del Gip è gravissima e dimostra che l’azienda è alla ricerca di una scorciatoia per evitare le prescrizioni della Procura e confermate dal Tribunale del riesame. «Quella di Taranto è un emergenza gravissima – ha asserito Bonelli -, probabilmente il più grave disastro ambientale e sanitario della storia della nostra Repubblica. Per difendere le ragioni dei cittadini di Taranto che da decenni sopportano nella loro vita il peso dell’inquinamento che provoca malattia e morte, siamo pronti a scendere in piazza».
(Politica24)
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Allarmati i sindacati: «La sorte di 20mila lavoratori non può essere oggetto di palleggio fra giudici»
I sindacati tornano sul piede di guerra, anche se ci sono posizioni differenti. Da un lato Fim e Uilm ritengono «incomprensibile» il nuovo provvedimento del gip Patrizia Todisco e si dicono pronti a nuove forme di protesta «per salvare la fabbrica e il lavoro». Si ipotizza un ritorno in strada dei lavoratori, scioperi, anche nuovi blocchi stradali. «Pensiamo anche a nuove forme di protesta» ha dichiarato il segretario generale provinciale della Uilm Talò, mentre il collega della Fim Cisl, Mimmo Panarelli ha parlato di «provvedimento abnorme» e di «incomprensibile attacco».
  Differente la posizione del segretario generale provinciale della Fiom Cgil, Donato Stefanelli, per il quale «non è il momento di commentare provvedimenti dei giudici. È, invece, il momento di mantenere il sangue freddo, la lucidità. Incontriamo prima l’azienda e ricordiamo che più che alle proteste bisogna pensare agli investimenti che l’Ilva deve fare per rendere gli impianti eco-compatibili». «La sorte dell’ambiente di Taranto e di 20mila lavoratori non può essere oggetto del palleggio tra diversi livelli della magistratura, prima tra procura e Tar, ora tra gip e Tribunale del riesame». Lo dichiara Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim Cisl secondo cui «la gran parte delle aree sequestrate può essere bonificata e riqualificata senza interrompere la produzione. Il lavoro sulle linee gas e polveri e sull'agglomerato si può fare con gli impianti in marcia».
  «Il provvedimento del gip, arrivato prima delle motivazioni del provvedimento del Tribunale del fiesame – dice il segretario della Federazione metalmeccanici – sembra non tener conto del percorso avviato e soprattutto della necessità che prosegua secondo gli obiettivi di ambientalizzazione». «Bisogna avere chiaro – aggiunge – che la fermata della cockeria è talmente delicata e complessa da essere rarissima. Qualsiasi percorso costruttivo ha bisogno della responsabilizzazione e della partecipazione attiva dell’impresa». «Se il nemico da battere – dice ancora Bentivogli – è l’inquina - mento e non la produzione dell’acciaio, si ha bisogno della competenza e dell’espe - rienza di chi conosce il ciclo di produzione, delle risorse finanziarie di Ilva, di individuare le misure gestionali, impiantistiche e tecnologiche che Ilva dovrà adottare per risanare gli impianti e rispettare gli obiettivi e gli standards di qualità ambientale stabiliti dalle leggi e dalle direttive europee».
  «L'ordinanza del Gip è tipica di questo paese: in Italia quando una strada è pericolosa non la si mette a norma - conclude – si attacca un cartello che avverte il pericolo o si chiude la strada per deresponsabilizzare i responsabili e farne pagare gli oneri della chiusura a chi ne deve fruire. Noi non ci stiamo e lunedì (domani, ndr) valuteremo le modalità del riavvio della mobilitazione». (GdM)

venerdì 7 maggio 2010

Alla faccia dell'Italia dei "valori"!!!

E i valori di benzoapirene?
Bell'inizio per Nicastro...




LORENZO NICASTRO : “BENZO(A)PIRENE E RADIOATTIVITA’, A TARANTO E BRINDISI NESSUN ALLARME”


Il neo assessore all’ecologia della Regione Puglia Lorenzo Nicastro (IdV), minimizza sugli sforamenti, rispetto ai limiti di legge, del potente cancerogeno segnalati dalle centraline del quartiere Tamburi di Taranto e sulla presenza di radioattività pericolosa sul territoriodelle due città.
Le dichiarazioni di Nicastro arrivano nel giorno dell’annuncio del sindaco del capoluogo jonico, Ezio Stefàno, di voler rivolgere alla magistratura una denuncia per per conoscere quali responsabilità esistono per i danni alla salute dei cittadini e ll’ambiente causate dalla grande industria e da chi ha omesso di controllare.
Critiche alle parole dell’assessore all’ecologia arrivano da Maurizio Portaluri, direttore dell’Unità Operativa di Radioterapia dell’Asl di Brindisi e appartenente a “Medicina Democratica”.


Radioattività, Nicastro a Portaluri: "approfondiremo"


Oggi, presso la Direzione Generale dell’ARPA, l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha partecipato all’evento finale di presentazione dei risultati delle verifiche effettuate dai Commissari UE sulle reti di monitoraggio della radioattività ambientale nella macro-area DELLE Regioni Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Campania, ai sensi del D.lgs. n.230/1995 e ss.mm.ii.
Alla presenza dei rappresentati del Ministero dell’Ambiente, delle altre Regioni interessate e delle relative ARPA, e dell’ISPRA, i Commissari UE hanno rappresentato le valide capacità professionali ed impiantistiche esaminate, con un particolare elogio alla Regione Puglia relativamente alla specializzazione dimostrata in materia di spettrometria gamma.
A fronte di tali apprezzamenti, l’Assessore Nicastro ed il Direttore Generale dell’ARPA, Prof. Assennato, nell’ottica di una efficace collaborazione tra le singole reti regionali di monitoraggio, hanno promosso la candidatura della Regione Puglia quale centro di coordinamento della macroarea interessata. Tanto anche alla luce dell’imminente istituzione del Centro Regionale Aria presso l’Ospedale “Testa” di Taranto.
“Pur essendo così bravi sulla radioattività ambientale ribadiamo il nostro no al nucleare in Puglia, tant’è che oggi la Giunta Regionale ha conferito mandato all’Avv. V. Triggiani di impugnare innanzi alla Corte Costituzionale il D.lgs. 31/2010 recante la disciplina della localizzazione, realizzazione ed esercizio di impianti per la produzione di energia nucleare sul territorio nazionale”, così ha sottolineato l’Assessore Nicastro che ha anche voluto cogliere l’occasione per rispondere ai chiarimenti richiesti dal Dott. Portaluri in merito al comunicato stampa del 6/05/2010: “gli esiti della verifica i spettiva dei Commissari UE non si riferiscono a specifici risultati di misurazioni, bensì alla dotazione di un programma regionale di controlli in materia di radioattività su matrici ambientali ed alimentare”.
Riconoscendo, ad ogni modo, l’indubbia rilevanza delle osservazioni espresse dal Dott. Portaluri, anche sotto il profilo della salute pubblica, l’Assessore Nicastro si impegna a richiedere alla competente ARPA approfondimenti di merito per le aree ad elevato rischio ambientale. (brundisium)

domenica 14 febbraio 2010

Bella di notte?


Delle foto spettacolari su come fumano di notte le ciminiere dell’Ilva di Taranto sono state diffuse stamani dall’ambientalista tarantino Fabio Matacchiera. Le immagini che ritraggono un paesaggio dantesco che neppure un fotomontaggio avrebbe potuto impressionare così tanto, sono state scattate l anotte scorsa dall’ex consulente ambientale del Comune di Taranto già autore di numerose denunce documentate contro l’inquinamento industriale. La tesi di Matacchiera, comprovata dalle eloquenti immagini, è che il siderurgico “ingrani” la marcia della produzione nelle ore notturne, quanto le attenzioni e gli occhi dei tarantini sono minori, per rallentarla di giorno.

Ecco il breve testo che accompagna le foto in questione:


«Di notte inquina lo stabilimento Ilva, ecco cosa è successo la notta passata. Richiesto l’intervento dei carabinieri di Taranto. Foto scattate da me, utilizzando una macchina fotografica ad elevata risoluzione alla presenza di diversi testimoni e di un finanziere della Legione di Trieste che è qui a Taranto temporaneamente (anche lui in possesso delle stesse foto fatte con la sua macchina fotografica). Anche da Faggiano e da San Giorgio Jonico è stato possibile vedere questo scempio. Si tutelino almeno i bambini. Abbiate pietà almeno per loro. Questa mattina il cielo era di colore rosso viola.(La voce di Manduria)

Su queste dichiarazioni il componente del Dipartimento Tutela del Consumatore di Italia dei Valori chiede che siano monitorati costantemente i livelli di sostanze nocive presenti nell'aria di Taranto anche nelle ore notturne. Ah, queste elezioni!

Aria inquinata, preoccupanti i fenomeni fotografati durante la notte a Taranto. Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori, ha raccolto le foto inviate da alcuni cittadini (in apertura, foto di Fabio Matacchiera), "che dimostrano la presenza di enormi quantità di fumi che fuoriescono da fonti industriali". "Non sappiamo se alla presenza di fumo corrisponda anche uno sforamento dei livelli di guardia dell'inquinamento atmosferico - precisa - ma esprimiamo comunque preoccupazione per uno 'spettacolo' a dir poco sconcertante che ha investito tutto il Salento".
Pertanto D'Agata chiede che siano monitorati costantemente i livelli di sostanze nocive presenti nell'aria di Taranto ed anche quindi nelle ore notturne. "Respirare aria pulita è un diritto fondamentale per la salute e il benessere di tutti e soprattutto per i più piccoli per i gravi rischi per l'infanzia derivanti da una mal'aria - aggiunge - è' il momento di passare dalla presa d'atto alle azioni possibili. Al ministro dell'Ambiente chiediamo di farsi garante della salute della popolazione e dei lavoratori tarantini facendo in modo che lo stabilimento dell'Ilva venga riautorizzato con prescrizioni che prevedano tempi certi e serrati per l'ammodernamento dell'impianto e per la riduzione delle emissioni a partire dagli inquinanti più pericolosi per la salute, come le diossine, i furani e gli Ipa".(Il tacco d'Italia)

martedì 25 novembre 2008

EMERGENZA SANITARIA A TARANTO!

I deputati dell'Italia dei Valori Pierfelice Zazzera e Antonio Palagiano hanno rivolto un'interrogazione al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, chiedendo se non ritenga opportuno la necessità di dichiarare lo stato di emergenza sanitaria a Taranto, alla luce dei rilevamenti sulle emissioni di diossina dello stabilimento siderurgico Ilva.
I due deputati sottolineano che, dal rapporto dell’Inventario Nazionale delle emissioni, a Taranto si accumulerebbe il 92% della diossina emessa in atmosfera e che inoltre vi sarebbe stato un incremento di emissioni dai 71,5 grammi del 2002 ai 91,5 grammi del 2006.
Zazzera e Palagiano rilevano che tutto questo contrasterebbe con i dati ufficiali del Ministero della salute, le cui analisi in puglia dal 2002 al 2007 avrebbero fornito risultati entro la norma sulle emissioni di diossina. (Fonte Telenorba)