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giovedì 5 febbraio 2015

Veramente dal basso

Comunicato stampa: Comitati di quartiere Città Vecchia – Paolo VI – Salinella, Casa Occupata Via Garibaldi 210

Taranto – Ci riprendiamo ciò che ci appartiene: nuovo progetto di autorecupero in Città Vecchia

I compagni e le compagne dei Comitati di quartiere e della Casa occupata “Via Garibaldi” di Taranto informano la cittadinanza che sono iniziati i lavori di autorecupero di un ulteriore spazio dello stabile del civico nº 210. I lavori prevedono la messa in sicurezza, la realizzazione dell’impianto idraulico ed elettrico, il rifacimento delle murature, il piastrellamento dei pavimenti ed il ripristino dei servizi igienici dello spazio su detto. Il luogo sarà adibito a iniziative sociali, culturali e politiche e, in quest’ottica, costituirà un altro pezzo della Città Vecchia restituito alla cittadinanza. I lavori si svolgeranno senza il patrocinio di nessuna associazione, ente o forma istituzionale, né con fondi provenienti da bandi di alcun genere.
Attraverso l’autorganizzazione e l’autofinanziamento, questo nuovo spazio andrà ad affiancare la Biblioteca Popolare e l’intero stabile (già recuperato e sottratto alle politiche speculative) in un progetto di riappropriazione del patrimonio edilizio abbandonato dell’isola, tenendo in dovuto conto la voce e le reali esigenze degli abitanti.
La necessità di un programma che possa rendere nuovamente disponibile il nostro patrimonio materiale nasce dall’esigenza di contrastarne l’abbandono e l’indifferenza determinati da chi dovrebbe agire per gli interessi generali della collettività e fino ad oggi ha agito per salvaguardare profitti particolari e privati. Dai vicoli chiusi ai crolli, al rispristino parziale del manto stradale per il “Giro d’Italia” fino all’inutile monumento al Carabiniere, si è spesa una quantità notevole di soldi pubblici che non ha interessato per nulla la reale soluzione dei problemi della Città Vecchia.
Crediamo, invece, che la rinascita di quest’ultima debba passare necessariamente dalla partecipazione alle scelte dei suoi abitanti, coloro che ne rappresentano il vero tessuto sociale, che vivono nei vicoli e discutono insieme dei problemi e della quotidiana precarietà della vita senza aspettare di lasciarsi calare dall’alto l’ennesimo Piano Straordinario.
Pertanto, invitiamo tutti/e a sostenere, con la pratica del fare, questo progetto, e a riprenderci ciò che ci è stato fraudolentemente sottratto in più di quarant’anni di politiche di presunto risanamento.
SOSTENIAMO LA LOTTA DAL BASSO! SOSTENIAMO LE OCCUPAZIONI! DIFENDIAMO CITTÀ VECCHIA!

sabato 24 gennaio 2015

Il terrorismo non è solo quello dei mitra e dei coltelli


TARANTO SVEGLIATI, SINDACO DIMETTITI


Comunicato stampa del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

Qualcuno sta facendo un brutto gioco. Siamo solidali con i lavoratori, che da mesi non percepiscono stipendio ma non possiamo permettere che vengano bloccate le arterie principali della città. Chiediamo le dimissioni del sindaco per incompetenza amministrativa. È gravissimo che abbia consegnato le chiavi della città a pseudo lavoratori (di cui invitiamo a verificare la reale operatività aziendale) che poi, guidati da sindacalisti pensionati, hanno bloccato la città. Sono incredibili i parallelismi con quanto accadde nell'estate del 2012 per ricattare la magistratura. Come allora, non è stato proclamato lo sciopero ma i lavoratori sono stati messi in libertà. Contemporaneamente, le aziende indispensabili all'attività dell'Ilva non si sono fermate un giorno, dai trasporti al servizio mensa. È lo stesso ricatto di tre anni fa con la città presa in ostaggio.
Cosa fare allora? Noi invitiamo tutti i lavoratori dell'indotto a proclamare uno sciopero e ad andare ad occupare la fabbrica. Saremo al loro fianco per pretendere l'unico decreto utile per salvare davvero le sorti della città e degli operai: un decreto salva lavoratori e quindi salva Taranto. L'unica soluzione è il fermo di tutte le fonti inquinanti, il finanziamento delle bonifiche con l'impiego di tutti gli operai dell'Ilva e dell'indotto. Non si facciano più strumentalizzare dai sindacati, dai politici e dagli imprenditori che vogliono solo manipolarli affinché l'Ilva continui a produrre senza alcuna solida prospettiva economica (e sostenibilità ambientale).
Ricordiamo che dall'ultimo decreto sono spariti la copertura parchi e il rifacimento dell'Afo 5. È un segnale eclatante di cosa si voglia che accada in quello stabilimento. Perché allora continuare a farsi strumentalizzare da chi gioca continuamente al ribasso? Perché i vostri attuali capi sindacali non vi permettono di spostare nella fabbrica la vostra protesta visto che le aziende è da essa che avanzano soldi e non dalla città?
Date una risposta a queste domande e capirete molte cose di ciò che sta accadendo a Taranto, facendovi pagare un prezzo altissimo. Osservate i movimenti di certi partiti e personaggi della politica che aspirano avidamente a un risultato pieno alle prossime elezioni regionali.
Il Comitato nei prossimi giorni consegnerà provocatoriamente al primo cittadino un mazzo di chiavi, simbolicamente di un monastero, un pacco di buste per lettere e una penna. Il nostro sarà un esplicito invito al Sindaco a dimettersi immediatamente e andarsi a chiudere laddove non possa più nuocere a nessuno.

sabato 15 febbraio 2014

Officine dentro la città!

 
Questa mattina le Officine Tarantine, composte da diverse realtà territoriali, stanche della situazione che colpisce indistintamente il territorio tarantino, hanno indetto una mobilitazione che nasce dall'esigenza di costruire un futuro diverso per tutti i cittadini di questa città.
La mobilitazione è partita da via Di Palma presso il parcheggio AMAT ed è culminata in Piazza della Vittoria con un breve dibattito tra cittadini ed esponenti delle associazioni che sostengono questa manifestazione.
LE OFFICINE TARANTINE VANNO TUTELATE  E NON SGOMBERATE!
Ecco alcune foto dell'evento, verso il quale va il sostegno del Comitato per Taranto.

















Per saperne di più sullo sgombero dei giorni scorsi:

OfficineTarantine. Quando la radice selvaggia è sana. (F. Rana - Sblocnotes)
 
Insistentemente, mi stanno chiedendo, chi emigrato all’estero, chi a Taranto impegnato nelle sue attività: Ma qual è la vera storia di “Officine Tarantine”? “Come è iniziata?”. Nelle cronache di questi giorni, ci è finito solo il delirio del tentativo di sgomberare e molti hanno scoperto di non sapere nulla di questa storia di occupazione e di provocazione culturale civile. 
Io l’avevo raccontata, nei miei articoli pubblicati su Nuovo Quotidiano di Puglia, la storia di questi ragazzi. L’avevo fatto: nelle edizioni del 4 novembre 2013, dopo l’occupazione degli ex Baraccamenti Cattolica di Taranto, area della Marina ceduta al Demanio e poi in custodia provvisoria al Comune di Taranto; tre mesi dopo l’occupazione, il 2 febbraio 2014; il 6 febbraio 2014 in occasione della presentazione dei risultati sull’assenza di amianto nel teatro dei baraccamenti occupati; ed infine il 13 febbraio 2014 raccontando il tentativo di sgombero gestito da Prefettura/Questura come caso di ordine pubblico. 
Nella zona dei baraccamenti, i primi di novembre, c’eravamo io ed Alessio Mattiuzzo ed altri del gruppo, in maniche corte, a chiacchierare. Via via, l’attenzione verso questo luogo, grazie ai social network è aumentata, fino poi alla frenetica giornata vissuta raccontando lo sgombero, annullato, e la scelta delle forze dell’ordine di cambiare strategia e non eseguire l’ordinanza sindacale del 22 Novembre 2013...

venerdì 7 febbraio 2014

E due!

Taranto, centri sociali: avviato lo sgombero dell'ex Martellotta


E' arrivato lo sgombero dell’ex scuola Martellotta a Taranto. Tutto come anticipato e previsto, nonostante le resistenze dei ragazzi del Mestiza.
È iniziato con striscioni e tetti occupati il giovedì del collettivo che aveva occupato l’ex plesso scolastico.
Ad arrivare per primi sul luogo sono stati gli agenti della polizia municipale. Niente da fare, i ragazzi non accettavano – e tuttora non accettano – l’ordinanza del Comune. Campeggiava uno striscione sul quartiere Taranto 2: “Nella vita non dobbiamo accettare niente che sia contro la nostra felicità”. Ieri sul posto anche digos e carabinieri. Dopo una lunga e combattuta mattinata, l’ex Martellotta veniva sgomberata. I ragazzi del collettivo, però, sono riusciti a strappare una firma all’assessore comunale alle Politiche giovanili. Ieri, infatti, tra Gionatha Scasciamacchia e i rappresentanti del Mestiza è stato siglato un accordo scritto, una sorta di protocollo d'intesa con cui il Comune si è impegnato a costruire il bando che porterà all'assegnazione insieme alle realtà del territorio. Il bando sarà indetto dalla direzione dei Servizi sociali del Comune di Taranto. 


Sulla tempistica non ci sono date certe ma, probabilmente, entro un mese si arriverà alla pubblicazione ufficiale. Poi comincerà un’altra storia, con l’auspicio che su quella struttura non vincano nuovamente degrado e abbandono. Il Comune, riconoscendo il percorso di occupazione dei collettivi politici che dal 2008 a oggi ha portato alla riqualificazione della struttura consegnata al degrado, ha messo nero su bianco che attraverso il bando pubblico si garantirà la valenza sociale e politica dei progetti vincitori. (Quotidiano)

giovedì 26 dicembre 2013

Rigenerazioni e visioni

DAL 26 AL 29 DICEMBRE, COMITATO DI QUARTIERE CITTÀ VECCHIA, CASA OCCUPATA VIA GARIBALDI 210
presentano:
RIGENERAZIONE URBANA?  DA VICOLI CHIUSI A SPAZI APERTI!



Quattro giorni di iniziative di controinformazione sulle pratiche da operare nei territori segnati dalle speculazioni edilizie e dalla colonizzazione dell'industria pesante.
Le iniziative creano una cornice appropriata per l'inaugurazione della BIBLIOTECA POPOLARE (c/o via Garibaldi 210) che nasce dalla volontà degli occupanti di via Garibaldi 210 di continuare il percorso di rivalutazione storico e culturale cominciato con l'occupazione del 25 Agosto.
In questa dimensione va letta la mostra fotografica vicoli chiusi, un intenso susseguirsi di scatti sulle pratiche istituzionali di 'valorizzazione' dei vicoli pulsanti di storia della meravigliosa e abbandonata città vecchia. Mostra che ambisce ad evolversi e completarsi mediante scatti sulle pratiche di autorganizzazione ed autorecupero che speriamo si diffondano sempre di più in tuto il territorio tarantino. Una strada per realizzare questa ambizione verrà segnata il 28, presso la biblioteca popolare, quando la mostra verrà arricchita dagli scatti sul recupero del ex-ostello della gioventù rendendo evidente cosa intendiamo per SPAZI APERTI

-26 DICEMBRE 2013:
VIDEOPROIEZIONE 'URBAN II:" LA GRANDE TRUFFA"
+ ZIO UMBERTO DJ-SET (PUNK-ROCK-
PROGRESSIVE).

-27 DICEMBRE 2013: MOSTRA FOTOGRAFICA "VICOLI CHIUSI" + CENA POPOLARE.

-28 DICEMBRE 2013: APERTURA BIBLIOTECA POPOLARE + MOSTRA FOTOGRAFICA "VICOLI CHIUSI E SPAZI APERTI( DAL DEGRADO ALL'AUTORECUPERO)" + APERITIVO MUSICALE.

-29 DICEMBRE 2013: PRESIDIO AL MERCATO VIA DI MEZZO, ORE 10.00, "BASTA CROLLI, BASTA POLITICI" + PROIEZIONE SULLA TARANTO NEGLI ANNI '60  " L'INIZIO DELLA SIDERUGIA" + BRUSCA DJ SET.

26 E 27 COMITATO DI QUARTIERE CITTA' VECCHIA.
28 E 29 BIBLIOTECA POPOLARE CASA OCCUPATA VIA GARIBALDI 210.

INIZIO INIZIATIVE ORE 18.00.

domenica 3 novembre 2013

Il VERO laboratorio urbano autogestito?

Occupati gli ex Baraccamenti Cattolica


Determinazione e amore per la propria terra sono i principali motivi per cui i giovani di “Officine Tarantine”, un comitato di una cinquantina di ragazzi, noncuranti delle norme amministrative, hanno occupato uno degli edifici demaniali di proprietà del Comune di Taranto per proporre alla città la riappropriazione di quei luoghi abbandonati al degrado.
Nonostante lo scorso 22 ottobre abbiano interpellato il sindaco Stefàno, mediante richiesta scritta per la concessione di un locale, il comitato non ha ricevuto alcun riscontro.
Forte delle sue convinzioni, “Officine Tarantine” non demorde.
«Sapevamo che non avrebbe portato a nulla coinvolgere il sindaco. – argomentano Saverio e Piero, due ragazzi aderenti al comitato- L’idea è quella di occupare il locale per il ripristino dell’area e la messa in sicurezza a porte aperte, fare volantinaggio per presentare la nostra iniziativa e coinvolgere più gente possibile».
Detto questo, l’associazione ha reso chiaro nella sua carta d’intenti i progetti che intende sviluppare, qualora l’amministrazione promuovesse il loro progetto sociale.
L’idea nasce dalla volontà di riqualificare i posti che non sono fruibili alla cittadinanza. Una tra tutti, l’area degli ex Baraccamenti Cattolica in via Di Palma che “Officine Tarantine”, si impegnerebbe personalmente con opere di volontariato autofinanziato, a rimettere in sicurezza e ristrutturare, rendendo così il posto accessibile a tutti.
«Vogliamo attuare laboratori periodici – spiegano- con il proposito di formare il cittadino con attività funzionali alla creazione del proprio futuro».
Le principali attività promosse da “Officine Tarantine”, la falegnameria e la ciclofficina 3R(Ricicla Riusa Rivaluta) i cui prodotti realizzati verrebbero esposti e venduti per l’autofinanziamento dell’area utilizzata. Poi ancora si vuol organizzare la mensa popolare, laboratori artistici e teatrali e creare una libreria popolare, alla portata di tutti, che punti alla raccolta di testi letterari in disuso o in giacenza nelle scuole.
«Proporremo anche eventi socio culturali – fanno sapere dal comitato – affinché questo spazio diventi luogo di aggregazione e confronto, facendo rivivere la città ai tarantini. Il progetto avrà come principio fondamentale la collaborazione di tutti i cittadini per la rivalutazione culturale di questa splendida città».
E se il loro progetto, certamente nobile ma azzardato, venisse bocciato, «pazienza, avremo comunque pulito e ridato vita a uno dei tanti luoghi dimenticati in città», dicono.
L’ultima parola ora spetta al Comune.
Storietarantine - Emanuela Perrone

sabato 2 novembre 2013

Nascono le Officine Tarantine (di cultura)!





In data 02/11/2013 si è costituito spontaneamente il movimento Officine Tarantine formato prevalentemente da giovani mossi dallo spirito di riappropriazione di spazi abbandonati e inutilizzati, al fine di recuperarli e restaurarli per svolgere attività laboratoriali di tipo artigianale artistico eculturale. La voglia di restituire tali luoghi all'intera cittadinanza nasce dall’ esigenza di impegnarsi a svolgere un percorso di sensibilizzazione che rafforzi una nuova coscienza civica ecologica e sostenibile.
Tale spazio situato nei pressi di via Crispi e via Di Palma, nascosto al pubblico poiché circondato dalle palazzine ex marina militare e dal parcheggio A.M.A T, oltre che essere abbandonato al degrado risulta sconosciuto alla maggioranza dei cittadini . Per questi motivi le Officine Tarantine ha l’obiettivo di ripristino e recupero per poi restituirlo alla cittadinanza che soffre già da tempo per l'indifferenza spasmodica generale diventata ormai causa della decadenza sociale di Taranto. L’opera nasce proprio in questa struttura demaniale perché rappresenta la reale alternativa alla mono-cultura industriale dell'acciaio e della difesa militare che da anni hanno deteriorato il nostro territorio abbandonandolo e schiavizzandolo.
Per non finire incastrati nei lunghi iter burocratici di lobby e favoritismi ,che spesso si affidano a mediocri progetti fatti di cementificazione, abusivismo e malaffare, le OFFICINE TARANTINE si impegna ad offrire questo spazio a chiunque vorra’ intraprendere un duro cammino verso la realizzazione di nuove idee e progetti da sviluppare insieme il futuro della città.
Rinnoviamo a tutti i concittadini l’ invito a visitare tali luoghi e a sposare questa causa comune, verificando con i propri occhi quali tesori ci hanno nascosto e dai quali deve ripartire il riscatto sociale collettivo tarantino.