lunedì 28 gennaio 2013

L'abitudine alle brutture che genera il degrado: le (ir)responsabilità degli amministratori

E' stata oramai archiviata  da politici e amministratori locali, come se fosse questione risolta, la brutta pagella data a Taranto a novembre scorso dal Sole 24 ore che  la posizionava  in coda alla classifica sulla qualità della vita e faceva del capoluogo jonico la città italiana in cui si vive peggio.


Ma a rinfrescare la memoria, del cattivo amministratore come quella del più attivo cittadino, è il paesaggio tarantino.

Non quello incantevole di un dolce tramonto su morbide e selvatiche colline di intatta macchia mediterranea...

A rinfrescare la memoria è il paesaggio fatiscente di un quartiere periferico, come "Paolo VI", dove è possibile respirare e "vivere" a pieni polmoni l'aria inquinata che fuoriesce dal complesso industriale, oltre che l'incuria e la negligenza di tanti, tra cui amministratori locali e dirigenti pubblici.



Da mesi il quartiere è lasciato allo sbando: cumuli di erbacce, di "carcasse" di alberi sradicati e rami recisi, sono stati abbandonati tra marciapiedi e strade. tra i responsabili c'è certamente l'Amiu.
Nel sito dell'Azienda municipalizzata, si legge che le operazioni di rassetto per la riqualificazione del territorio sono state ultimate il 12 novembre. Ma da quella data in poi, nonostante le diverse sollecitazioni arrivate a voce agli stessi operatori Amiu dagli abitanti del quartiere, sui  rifiuti da loro stessi depositati per strada, e poi abbandonati, nessuna risposta nè tanto meno un'azione concreta volta alla pulizia e disinfestazione del quartiere è pervenuta a noi abitanti.
Perchè oramai le zone del quartiere interessate dal degrado necessitano di una disinfestazione, resasi indispensabile dal momento in cui ai cumuli di erbacce "è stato permesso" che si aggiungessero rifiuti ingombranti e pericolosi come l' amianto.
Esistono inoltre altre zone, strade e piazzali, addibite a discariche, vicine alle abitazioni, dove oltrettutto sono presenti i cartelli con tanto di scritta "divieto di discarica".

Se, come scritto sempre nel sito dell'Amiu,  l’obiettivo della stessa Azienda fosse stato quello di "dare continuità a quanto si è realizzato, attraverso un programma di ordinaria e costante manutenzione e di diserbo dei luoghi rassettati", ci si domanda come mai non si è dato seguito a quanto disposto.
Perchè le zone in questione non sono state più ripulite?
E ci si domanda inoltre come verranno smaltiti e trattati i rifiuti classificati come speciali?
Verrà effettuato uno smaltimento adeguato per ogni tipo di rifiuto trovato nelle discariche abusive?
Ed inoltre chi controlla che le essenziali e più elementari regole di igiene urbana vengano rispettate?
A tal proposito si porta alla luce un fatto che si ripropone ogni anno.
Soprattutto in questo periodo, ma non solo, in cui si avvicina la tradizionale giornata di San Giuseppe, i bambini sono soliti frequentare queste vere e proprie discariche - con tutti i danni per la loro salute che ne posso conseguire - per raccogliere materiale in legno (tavole, resti di armadi, sedie..) al fine di realizzare il Falò per la notte del 19 marzo. Per questa ragione, gli stessi bambini svuotano interi cassonetti dell'indifferenziata che utilizzeranno poi per la raccolta del materiale da bruciare.

I rifiuti così gettati per strada, si accumulano  a quelli già presenti (come ben rappresentato nelle immagini qui sotto riportate) procurando all'ambiente ed al quartiere un danno di immagine e di decoro, nonchè un danno per la salute pubblica e l'igiene.

C'è evidentemente una "tendenza in atto ad abituarsi alle brutture" come dimostrano anche i bambini del quartiere che nel loro intento di imitare i grandi non fanno altro che ripetere gli errori di chi invece di tutelare l'ambiente lo "distrugge".

Nessun commento: