venerdì 9 ottobre 2009

Buongiorno Stefàno!

LUNEDÌ SARÀ PRONTA LA DELIBERA NELLA QUALE IL COMUNE CHIEDERÀ TAGLI ALLA PRODUZIONE ENERGETICA PER RIDURRE LE EMISSIONI DI ANIDRIDE CARBONICA
Centrale Eni, Stefàno in trincea: «Perché a Mantova costruiranno un impianto che non inquina e a Taranto no?»

• «Mantova avrà una centrale turbogas di Enipower e il presidente Giovanni Locanto dice che l’impianto sarà il meno inquinante in Italia. E perché a Taranto no?». Ezio Stefàno, senza paracadute, scivola tra le pieghe del caso. Il sindaco sa che il solco può essere profondo. Lunedì in giunta arriva la delibera d’intenti in cui il primo cittadino chiederà all’azienda petrolifera la dismissione della vecchia centrale e la costruzione di una nuova «con minore potenza, quella necessaria al fabbisogno Eni; purché l’impatto ambientale sia minore soprattutto per le emissioni di anidride carbonica».
Stefàno sa che in giunta e in maggioranza fiorirebbero distinguo, mugugni, altolà, ma è pronto a sfidare le ire dei vecchi industrialisti vestiti di nuovo.
Le strade sono due: la delibera potrebbe non approdare in Consiglio e rimanere nelle segrete stanze della giunta senza, o quasi, traccia di dissenso.
Oppure potrebbe arrivare in aula: il primo cittadino è sicuro comunque «di trovare una maggioranza» anche se il discorso è stato appena sfiorato nei conciliaboli con la stampa.
Di certo è iniziata per il sindaco la guerra d’autunno. Stefàno ha da un lato la serrata marcatura dei mastini partitici veteroindustrialisti camuffati da moderni pontieri dell’eco-compatibilità; dall’altro una città che rischia di morire (lì dove non è già morta cifre sui tumori alla mano).
Perciò sventolava ieri il testo della Gazzetta di Mantova on line con l’intervista a Locanto e allontanadosi masticava tra sé: «Al nord una centrale Eni meno inquinante. Perché a Taranto no?». [fulvio colucci, La Gazzetta di Taranto, VII]

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