giovedì 16 gennaio 2014

Bocciato il sindaco che non c'è

“Governance pool 2013″ – Stefàno ultimo: la zavorra è l’immobilismo


La radiografia annuale sui sindaci d’Italia realizzata dal quotidiano economico Sole 24 Ore quest’anno è semplice da leggere: si salva chi non si nasconde, chi ha il coraggio di decidere e spiegare le proprie scelte. Nel sondaggio condotto dalla Ipr Marketing, il sindaco di Taranto è all’ultimo posto, centunesimo in classifica, gradino che divide con la sua collega di Alessandria. Su di lui solo il 40% degli intervistati si è espresso a favore e dal giorno dell’elezione, in rapporto, ha perso il 29,7% dei consensi. Non è una questione geografica: il sindaco di Bari, Michele Emiliano, è sul podio, al secondo posto. I baresi gli danno ancora il 66 per cento dei consensi, più in alto di lui solo Alessandro Cattaneo di Pavia con il 68 per cento. L’ex magistrato pugliese è premiato da una politica che a volte può piacere, altre no, ma è chiara ed ha la capacità di non sottrarsi al confronto. Stesso vale per Cattaneo. I due hanno in comune l’abilità di comunicare le loro scelte e quelle delle loro amministrazioni, tanto che il primo cittadino di Pavia e quello di Bari sono ospiti abituali dei principali talk-show italiani.
Il risultato non piacevole del sindaco di Taranto non va personalizzato e va diviso in due. Ezio Stefàno esce da una lunga malattia che lo ha tenuto lontano dalla scena cittadina e politica nel momento più delicato del suo mandato e paga, come tutti gli altri amministratori, il clima generale di sfiducia generato dall’anti-politica. A farlo arrivare in fondo alla classifica, però, non sono le vicende personali che meritano rispetto e silenzio ma il non aver preso decisione sui grandi temi della città: l’ambiente, il futuro post-acciaio e il divario tra il Borgo cittadino tenuto come un salotto e la periferia semi-abbandonata.
Eppure, aiutato da un’onda di fiducia nel futuro arrivata dopo oltre 3 anni di dissesto del Comune, il medico di sinistra eletto nel 2007, ben voluto anche dall’area conservatrice della città, aveva fatto sperare in un cambiamento radicale. La sensazione di immobilismo pesa nella classifica anche più dell’avviso di garanzia che gli è arrivato il 30 ottobre 2013 nell’ambito dell’inchiesta sui fatti Ilva, “Ambiente svenduto”, per abuso e omissioni in atti d’ufficio (per la Procura non ha adoperato tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei cittadini). Il sindaco di Taranto non è certo l’unico ad aver ricevuto un atto giudiziario tra i 102 sindaci finiti sotto la lente della società di indagini statistiche Ipr Marketing e, nonostante questo, molti indagati occupano posti in cima alla graduatoria.
La soluzione sta nel dar retta a chi chiede ai sindaci il rapporto di “uno-a-uno”: una spiegazione pubblica per ogni decisione importante, medicina amarognola ma salutare. (CdG)

Nessun commento: