martedì 26 novembre 2013

Niet!

Ilva, il governo tratta coi russi arriva il decreto salva-acciaio

Arriva il decreto salva Ilva e forse arrivano anche i russi. A 24 ore dal ritorno in libertà dell'ex capo delle relazioni istituzionali del siderurgico, Girolamo Archinà, le novità per il gigante tarantino oggi potrebbero giungere da due fronti: Roma e Trieste. Mentre nella capitale si deciderà sul decreto salva Ilva, nel capoluogo friulano prenderà il via il vertice intergovernativo Italia-Russia, alla presenza del presidente Vladimir Putin. In questa sede si capirà se esiste un concreto interesse russo a investire nell'Ilva, così come presagito dal consigliere per gli affari economici e internazionali del presidente del Consiglio, Fabrizio Pagani. Nei giorni scorsi era stato il presidente della commissione bilancio, Francesco Boccia, ad auspicare l'aiuto delle banche russe su Taranto.
Ma quello di oggi potrebbe essere il giorno decisivo anche per l'accordo sul nuovo decreto salva Ilva, il quarto dall'inizio dei guai giudiziari per il gigante del siderurgico. I tecnici e i dirigenti della presidenza del Consiglio e dei ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico si sono ritrovati ieri mattina insieme ai commissari dell'Ilva per valutare la messa a punto della nuova legge. Tre gli obiettivi principali che dovrebbero essere contenuti nel decreto Salva Ilva: accelerare le procedure di autorizzazione degli enti locali per i lavori di risanamento attraverso la creazione di una commissione unica per il rilascio delle pratiche, sbloccare l'uso dei soldi sequestrati al gruppo Riva (circa un miliardo di euro) nella bonifica ed evitare di accollare sulla gestione dei commissari, subentrati nel giugno scorso ai privati, le sanzioni amministrative relative ai ritardi dei Riva. L'accordo sul provvedimento è questione di ore.
Entro domani la legge, un decreto o un emendamento, potrebbe andare al vaglio del Consiglio dei ministri. Intanto non si placano le polemiche dopo la diffusione di un nuovo video sulle emissioni di fumo causate da un incendio all'interno della fabbrica. Peacelink e Fondo Antidiossina invitano le autorità italiane "a prendere posizione rispetto a questi eventi fuori norma e preoccupanti". (RepBa)

Nessun commento: