martedì 5 novembre 2013

L'eccellenza assennata dei Tamburi a casa dei Vendolini. Botta e risposta sulla stampa



Sulla base dei dati io dico che la qualità dell’aria ora al rione Tamburi di Taranto è eccellente”.
Sono le parole pronunciate il 24 ottobre scorso da Giorgio Assennato, direttore generale dell’Arpa Puglia, annoverato tra i 53 indagati nell’inchiesta sull’Ilva di Taranto.

Il dirigente il 30 ottobre è stato accusato di favoreggiamento a seguito delle pressioni su di lui esercitate dal governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, indagato per concussione, perché ammorbidisse le sue posizioni sull’Ilva. Neppure una settimana prima dell’informazione di garanzia, Assennato ha partecipato alla conferenza “Ilva, tra salute, ambiente e lavoro”, organizzata dalla sezione tarantina di Sel. E le sue parole inequivocabili sullo stato ambientale del rione Tamburi hanno scatenato vibranti proteste e durissime contestazioni tra il pubblico. “E’ uno scandalo dire queste cose”, ha urlato qualcuno. “Non lo dico io, lo dicono i dati. E sono dati trasparenti”, ha replicato il funzionario, visibilmente imbarazzato nella ridda delle grida di dissenso. E alla fine ha sbottato: “Guardate che non ho nessuna paura. Comunque, vi dico che sono un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni. E chiedo alle forze dell’ordine, se presenti, di identificare chi ha parlato, perché risponderà delle accuse infamanti che fa”. Il monito non ha sortito gli effetti sperati, ma al contrario ha arroventato la bagarre e scatenato un “buuh” all’unisono. “Basta, io non ho paura di nessuno” – ha rincarato Assennato – “né di chi alza la voce, né di chi alza le mani. Dico sempre che qualche anno fa telefonarono ai miei e dissero: ‘I fascisti hanno fracassato la testa a tuo figlio’. Per fortuna non era vero, ma mia madre si spaventò. Non ho certamente paura di due teppistelli locali, non ho assolutamente paura” (Gisella Ruccia-Fattoquotidiano)


Taranto, Assennato (Arpa Puglia): "L’aria è eccellente (fischi) quando le cokerie sono spente"

"Quando io dico, sulla base dei dati, la qualità dei dati è eccellente, è evidente, sono chiuse sei batterie (cokerie) su dieci". Lo ha affermato, il 24 ottobre scorso, Giorgio Assennato direttore generale dell’Arpa Puglia alla conferenza “Ilva, tra salute, ambiente e lavoro” organizzata dalla sezione tarantina di Sel. Fa discutere il modo, però, il modo in cui è stato presentato il video elaborato da il fatto quotidiano.it, senza citarne la fonte da cui ha tratto le immagini. Per dare profondità all’argomento e restituirne il senso al lettore, riportiamo il discorso del direttore dell’Arpa Puglia Assennato fino al punto in cui arriva la contestazione, rimandando alla parte della querelle all’articolo di Gisella Ruccia del fatto quotidiano.it, per poi nuovamente riportare la parte finale del discorso omessa, relativa cioè ai dati della qualità dell’aria.
Non possiamo affrontare il problema (quello della qualità dell’aria di Taranto, ndr)- ha introdotto Assennato - se non chiariamo il contesto. Un contesto particolarmente non piacevole poiché è stato affrontato dal Governo a colpi di decreti legge, con una serie di misure imposte dall’esterno sulla città e anche sulle istituzioni. Non è stata una bella logica. Questi provvedimenti si inseriscono in una lunga logica di decisioni “romane” caratterizzate esattamente dal contrario di quanto si dovrebbe fare. Si dovrebbe fare trasparenza, pianificazione, crono programmi, e invece si fa il contrario. Nell’ultima legge (Legge n. 89 del 4 agosto 2013), il compito dei tre esperti, secondo una riduttiva impostazione ministeriale, si limita a definire gli spostamenti dei tempi di prescrizione dell’Aia dell’Ilva. Cioè cambiare l’Aia dell’Ilva, allungandone i tempi di prescrizione in funzione della constatata incapacità dell’Ilva a rispettarne i limiti temporali. I tre esperti hanno fatto anche questo, e all’Arpa Puglia non piace, perché non sufficientemente motivato, ma hanno anche inquadrato la situazione in un modello concettuale unitario che lega ambiente e salute, che lega l’ambiente di lavoro all’ambiente di vita. Ora tutto questo dovrà essere recepito dal Piano Industriale. E quello che definirà le prospettive sarà il piano industriale, e finché non lo vedremo, non sapremo. Quello che vediamo ora, dunque, è una realtà distorta. Quando io dico, sulla base dei dati, la qualità dei dati è eccellente, è evidente, sono chiuse sei batterie (cokerie) su dieci.
(Fischi e bagarre, leggi se sei interessato l’articolo del fatto quotidiano).
“Ovviamente quando si chiudono le cokerie - ha infine affermato Assennato - i livelli di benzopirene si abbassano ai livelli di soglia” consentiti dalla legge. I nostri dati (quelli dell’Arpa Puglia, ndr) – ha detto Assennato – piacciono quando mostriamo dei dati “alti” di benzopirene, ma vanno accettati “anche quando mostriamo dei dati “bassi”.
“E’ ovvio che sono bassi – ha infine spiegato – sono chiuse le cokerie! Quando si chiudono le cokerie si abbassa il benzo(a)pirene. Anche le polveri sottili (Pm10) sono molto basse, analogamente perché sono chiuse le cokerie”.
Quando il fattoquotidiano.it. non sussiste. L’articolo di Gisella Ruccia, offre una limitata e parziale, omettendo i motivi per i quali sarebbe “eccellente” la qualità dell’aria. La giornalista del Fatto Quotidiano.it, nell’articolo che ha pubblicato ieri sera, ha dimenticato di inserire tutte le frasi più rilevanti dal punto di vista “giornalistico” che “tecnico”, sulla qualità dell’aria nel quartiere Tamburi di Taranto che emergono nel video, (ri)tagliato e montato in modo tale da non farne comprendere il senso. Per acquisire profondità rimandiamo alla fonte originale, pubblicato su you tube da Massimo Turco, “SEL Taranto 24 /10 /13 Prof Giorgio Assennato ARPA Puglia”.
Eco dalle città riporta, tra i commenti scaturiti dall’articolo, quello dell’internauta “Taranto” che riesce non solo a restituire il senso dell’accaduto, ma anche a portare avanti il dibattito sulla qualità dell’aria a Taranto:
«Credo che Assennato abbia qualche problema di comunicazione: un giorno afferma che "la qualità dell'aria è eccellente", un altro giorno invece afferma che le attuali misure ambientali sono totalmente falsate "dal fatto che ora c'è la chiusura degli impianti di 6 batterie su 10 delle cokerie dell’Ilva e quindi in qualche modo il dato ambientale è drogato. La valutazione sanitaria sulla base di dati ovviamente positivi, legati alla chiusura degli impianti è priva di senso". Se dicesse entrambe le cose lo stesso giorno, farebbe chiarezza e non genererebbe confusione. Chissà quando potrà spiegare come mai le misurazioni degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici, ndr) in continuo all'interno dello stabilimento ancora non funzionano». (Ecodallecittà)

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