sabato 2 febbraio 2013

Fame di soldi in casa Riva..

L’azienda torna alla carica con nuova istanza: chiesto il dissequestro di 600mila tonnellate di prodotto
http://www.bolognatg24.it/wp-content/uploads/2012/11/Zio-Paperone.jpgNuova richiesta dell’azienda per ottenere il dissequestro dei prodotti finiti.
I legali del siderurgico hanno sollevato ai custodi giudiziari delle banchine una eccezione riguardante il materia prodotto prima del 26 luglio e fermo nel porto usato dall’Ilva. La richiesta riguarda  – stando a fonti aziendali – di circa 600.000 tonnellate di prodotto, per un valore di circa 300 milioni di euro.  In buona sostanza, nella richiesta viene spiegato che il prodotto sfornato dalla ferriera prima di quella data non potrebbe essere assoggettato al vincolo  dei materiali che incombe sui depositi del siderurgico. È una nuova mossa dell’azienda dopo il no del gip Patrizia Todisco al dissequestro del materiale. Sotto chiave complessivamente un milione e 700.000 tonnellate di acciaio. Il gip nei giorni scorsi ha rigettato la richiesta dell’Ilva di revocare il sequestro preventivo dei prodotti finiti e semilavorati giacenti sulle banchine del porto, finalizzando il ricavato della vendita al pagamento degli stipendi e alle opere di ambientalizzazione previste dall’Aia. La richiesta era stata avanzata dall’Ilva il 22 gennaio scorso sulla base della legge 231 “Salva-Ilva”. La merce sotto sequestro, secondo l’azienda, ammonta ad un totale di milione e 800 mila tonnellate circa per un valore commerciale di un miliardo di euro. (Gianni Svaldi - corgiorno)

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