domenica 24 gennaio 2010

Vo(g)liamo alt(r)o!

VOLANTINO DISTRIBUITO DAI RAGAZZI DEL CSOA CLORO ROSSO IN PIAZZA DELLA VITTORIA DURANTE L'INIZIATIVA DEL COMITATO PER VENDOLA


“Vogliamo tutto e subito” era lo slogan usato sui volantini che venivano distribuiti ai cancelli della Fiat di Mirafiori quando, a cavallo tra gli anni 60 e 70, collettivi studenteschi e comitati di operai reclamavano con forza nuove leggi in materia sindacale e di sicurezza.
Sono passati quasi quarant’anni da quel periodo e le classi politiche, locali e nazionali, che si sono susseguite hanno completamente smontato quel concetto, ribadendo fino alla noia che “volere” è eccessivo, ma “volerlo anche subito” è addirittura utopia.
E’ caso della città di Taranto.
Per oltre quattro decenni, imprenditori e amministratori locali, ci hanno fatto credere che essere la città con il più alto tasso di morti bianche e di malattie polmonari fosse una normalità, un giusto prezzo da pagare sull’altare del profitto di pochi anzi, di pochissimi.
Per fortuna, quell’incantesimo nefasto si è rotto e la città, da oltre due anni, si è svegliata da un torpore e reclama, giustamente, quel “volere”, il diritto alla salute negato da troppo tempo.
Grazie alla spinta delle due grandi manifestazioni di AltaMarea, il governo regionale, per la prima volta nella storia, ha approvato una legge che stabilisce i limiti precisi delle emissioni tossiche degli impianti industriali e, ignorando quelli altissimi consentiti dalle normative italiane, si allinea, finalmente, alle normative della maggior parte dei paesi industrializzati.
Tuttavia, pur riconoscendo il merito al presidente Vendola di aver operato in discontinuità con il passato, questa legge non è sufficiente.
Chiediamo, infatti, che in caso di vittoria alle primarie, si ponga tra le priorità della sua campagna elettorale il controllo 24 h su 24 h sulle emissioni di diossina, presente nell’articolo 3 della legge regionale ma non rispettato dall’ILVA, che potrebbe operare una mera “diluizione dei fumi con aria pulita” durante i controlli, per poi ritornare a inquinare quando i tecnici dell’ARPA tornano a casa la sera.
Noi, della tanto sbandierata ambientalizzazione, non sappiamo che farcene.
Vogliamo un nuovo modello di sviluppo in città, e lo vogliamo subito!

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