venerdì 8 gennaio 2010
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"Stiamo imparando sulla nostra pelle che l’organismo che distrugge il suo ambiente distrugge sé stesso" Bateson Gregory, Verso un'ecologia della mente, Adelphi, 1976
Pubblicato da
Comitato per Taranto
a
15:19
Argomenti amiu, blandamura, centro raccolta rifiuti, raccoltadifferenziata, Taranto
Speech by ReadSpeaker
Petizione per gli allevatori
Il Comitato per Taranto, dal 18 giugno 2007, è un gruppo aperto di cittadini, indipendente, apartitico e senza fini di lucro, che intende collaborare per migliorare le condizioni ambientali e culturali della propria città.
Per contatti diretti chiama 380.7587924 o scrivi a comitatopertaranto@yahoo.it
Clicca sui nomi per visualizzare le schede delle industrie presenti.
CEMENTIR -
ENI S.P.A. -
EDISON SPA -
ITALCAVE SPA -
ECOLOGICA SUD
Taranto è città fragile: Taranto è città ad alto rischio ambientale. Intendiamo per questa ragione impegnarci, con forza, tenacia, e determinazione per tutelare Taranto e il territorio jonico. Siamo fortemente decisi a “prenderci cura” della nostra città che è destinata a morire se lasciata nelle mani dell’indifferenza e della negligenza.
Taranto ha bisogno di noi e anche di te, di tante e più forze, di tante e più energie che la tutelino, e che preservino il suo fragile territorio.
«Un giorno, però, qualcuno ha cominciato a guardare il cielo con una maggiore curiosità, poi con un più forte sospetto, infine con rabbia. ...dentro quelle nuvole di cui nessuno si era mai accorto, o che nessuno aveva mai voluto vedere, si annidava un nemico che fa paura solo a nominarlo.» (Da Carlo Vulpio, La città delle nuvole. Viaggio nel territorio più inquinato d'Europa, Edizioni Ambiente, 2009
1 commenti:
Condivido tutto ciò che è stato così bene argomentato nell'articolo. Sono una cittadina residente da molti anni nella zona limitrofa all'area in questione, ma sono anche una cittadina che da oltre venti anni si adopera nella raccolta differenziata dei rifiuti, chiedendosi come mai non sia ancora possibile riciclare le pile, le cartucce delle stampanti, gli oli alimentari, ecc.
Sviluppare in modo ottimale la raccolta dei rifiuti differenziati è un obbligo morale e civile che riguarda tutti noi, ma ritengo che sia un obbligo anche quello di trovare un luogo più consono a tale attività, il parco archeologico nacque con ben altri propositi ed ora vige in uno stato di totale abbandono. Nel corso degli anni abbiamo assistito all’abbattimento di una parte degli alberi della pineta di Via Ancona per permettere la realizzazione dell’Università LUMSA, all’abbattimento di una parte degli alberi (piantati a spese degli abitanti della zona) per consentire la realizzazione di un distributore di carburanti sempre in Via Ancona, a cosa altro dobbiamo ancora rinunciare? La zona in questione, oltre ad essere densamente popolata, considerando la grande quantità di torri presenti, è l’ultima rimasta ad avere un polmone verde. Invece di preservarla vogliamo continuare a distruggerla?
Sindaco, come sua elettrice le chiedo di intervenire per evitare questo ennesimo gesto sconsiderato.
Cordiali saluti.
Anna Rita
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