venerdì 15 marzo 2013

Se n'è accorta anche l'ISPRA: l'Ilva sbuffa da tutti i pori

...e per fortuna che il Ministero del Circo Clini ha detto che va tutto bene!


Taranto, ispettori Ispra nelle cokerie Ilva: emissioni oltre i limiti

Emissioni fuori legge dall’Ilva, in particolare dalle cokerie. A segnarlo, per ora solo al ministero dell’Ambiente in attesa di inviare una circostanziata relazione alle autorità competenti, è l’Ispra a seguito della tre giorni di ispezione (dal 5 al 7 marzo) compiuta nell’Ilva per verificare lo stato di attuazione degli interventi strutturali e gestionali previsiti dalla nuova Aia. Gli ispettori dell’Ispra, in particolare, avrebbero accertato alcune violazioni dei limiti emissivi prescritti dalla nuova Autorizzazione integrata ambientale. I funzionari dell’Isti - tuto superiore per la protezione e la ricerca ambientale fanno riferimento al «rispetto della durata delle emissioni visibili durante il carimento della miscela nelle batterie 3-4-5-6-9-10 della cokeria perché i tempi sono quasi sempre superiori ai 30 secondo previsti».
Inoltre, non vengono rispettate «le prestazioni emissive per il parametro polveri nel reparto cokefazione con il superamento del limite di 20 microgrammi di concentrazione di polveri per le batterie 9-10 della cokeria, con particolare accentuazione al superamento nella giornata di wind days verificatosi il 3 marzo. Per le batterie 3-4-5-6 ora ferme, sono stati inoltre verificati il superamento dei limiti emissivi prima della chiusura».
I tecnici dell’Ispra censurano, inoltre, «l’emissione di particolato con il flusso di vapore acqueo in uscita dalle torri di spegnimento 1 e 2, asservite alle batterie 3-4 e 5-6 della cokeria non più in esercizio, emissione superiore ai limiti prima della fermata delle batterie; superamenti sono stati registrati anche per la torre di spegnimento 7 asservita alle batterie 11-12, attualmente in funzione, esaminando i monitoraggi mensili delle emissioni diffuse di polveri». L’Ilva, insomma, continua ad inquinare, visto che dopo la comunicazione di notizia di reato fatta dall’Arpa alla Procura della repubblica a metà febbraio e ancora coperta da diversi omissis, ora anche l’Ispra segnala la violazione dei limiti emissivi previsti dalla nuova Autorizzazione integrata ambientale.
Tutta da verificare è la perseguibilità penale del «nuovo» inquinamento considerato che la legge salva-Ilva di fatto consente all’azienda di utilizzare gli impianti per 36 mesi dal rilascio dell’Aia, senza incorrere nel rischio di vederseli sequestrare senza facoltà d’uso come avvenne il 26 luglio scorso, quando fu eseguito il provvedimento firmato dal gip Patrizia Todisco che decise così di porre fine alle emissioni, causa di malattie e morte per operai e cittadini. (GdM)

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