sabato 16 marzo 2013

Il buffone smascherato?

COMUNICATO: Arpa Puglia comunica alla Procura inadempienze dell'Ilva e il potere politico si preoccupa

L'assessore all'ambiente della Provincia di Taranto Giampiero Mancarelli ha chiesto al ministro Clini di intervenire "con la necessaria tempestività"  sugli enti di controllo "con l'obiettivo di non alimentare, seppure indirettamente, confusione nell'opinione pubblica  tarantina". La lettera è stata inviata anche alla Regione Puglia.
Questa richiesta di intervento dell'assessore Mancarelli "per coordinare gli organi di controllo" (come scrive l'assessore) avviene dopo che l'Arpa Puglia ha constatato la non esecuzione di varie prescrizioni dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) da parte dell'Ilva.
L’Aia, firmata dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini il 26 ottobre 2012, non è al momento rispettata e questa dichiarazione è contenuta in un documento ufficiale che l’Arpa avrebbe inviato come comunicazione di reato (1) alla Procura il mese scorso. Le firme sono quelle di Giorgio Assennato, Massimo Blonda e Simona Sasso, rispettivamente direttore generale, direttore scientifico e funzionario di Arpa Puglia.
Anche noi - con una scrupolosa verifica delle prescrizioni dell'Aia - siamo giunti alla conclusione che l'AIA (benché carente) non sia applicata in parti molto importanti.
Siamo davvero stupiti che l'assessore Mancarelli, anziché essere preoccupato della non attuazione dell'AIA, sia preoccupato degli organi di controllo che stanno facendo il loro dovere di verifica, e a cui va assicurata una piena autonomia. All'Arpa Puglia spetta uno "status" di ente terzo. L'Arpa deve essere indipendente dal potere politico e soprattutto dal ministro Clini che, peraltro, ha dichiarato che "al momento non risultano inadempienze" da parte dell'Ilva per l'AIA, nonostante l'Arpa Puglia affermi che gli impianti continuino ad inquinare, in violazione delle prescrizioni dell'AIA stessa.

Fabio Matacchiera - presidente Fondo Antidiossina Taranto
Fulvia Gravame - responsabile nodo di Taranto PeaceLink
Alessandro Marescotti - presidente di PeaceLink

Ecco il testo integrale della lettera di Mancarelli:
Ill.mo Sig. Ministro
la comunità ionica sta seguendo con comprensibile trepidazione l’avviato percorso di ambientalizzazione dello stabilimento Ilva di Taranto. In poco tempo, e con il concorso di tutti gli attori sociali e istituzionali coinvolti, stiamo dimostrando che il corso dello storia può cambiare. Parlo di storia perché tutti insieme stiamo scrivendo una nuova pagina per Taranto e per la Terra Ionica. Il tempo giudicherà i nostri atti ma per ciò che è stato fatto sinora possiamo ritenerci – almeno questa è la mia considerazione – moderatamente soddisfatti.
E proprio al fine di non inficiare l’unità di intenti che ci accomuna e che, a vario titolo, ci obbliga ad operare con il massimo senso di responsabilità, Le chiedo, Signor Ministro, di intervenire con la necessaria tempestività per coordinare l’operato di tutti gli enti di controllo con l’obiettivo di non alimentare, seppure indirettamente, confusione nell’opinione pubblica tarantina.
Beninteso, il nostro intento è comunicare con tempestività e trasparenza tutti i risultati rivenienti dalle attività di rilevazione e monitoraggio; e tuttavia, avvertiamo anche l’obbligo morale, prima ancora che politico e istituzionale, di non lanciare alla popolazione messaggi equivoci o peggio ancora contraddittori che rischiano di delegittimare proprio il prezioso e insostituibile lavoro degli enti di controllo cui è demandato il compito di effettuare le opportune verifiche. (QI)

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