martedì 30 giugno 2009

Un sit in per Taranto che vuole respirare!

In occasione dell'inaugurazione del nuovo impianto ad urea, quello che dovrebbe consentire di ridurre le emissioni di diossine e di rientrare quindi nei parametri imposti dalla legge regionale, è fissata per domani 1 luglio davanti ai cancelli della direzione dell'Ilva una conferenza stampa, seguita da un sit in.
Cittadini e associazioni insieme saranno di fronte ai cancelli dell'Ilva a partire dalle 9.45 per chiedere l'applicazione del "campionamento in continuo", ossia del controllo 24 ore su 24 dei fumi.
Rivendichiamo come un risultato della nostra pressione di cittadini l’adozione delle tecnologie di dimezzamento della diossina. Senza la costante mobilitazione dei cittadini e delle associazioni, culminata nella manifestazione del 29 novembre 2008 con 20 mila persone in piazza, non vi sarebbe stata l'approvazione della legge regionale sulla diossina e non vi sarebbe stato l’avvio delle modifiche agli impianti che buttano diossina sulla città.
Ma questo è solo il primo passo, frutto della martellante campagna di opinione della società civile che ha trovato diffusione anche grazie ai giornalisti e ai media più sensibili alla questione.
Occorre fare passi ulteriori e andare verso l'adozione delle "migliori tecnologie disponibili".
Poniamo una precisa richiesta: il “campionamento in continuo” della diossina, che già si effettua in altre parti d’Italia e d'Europa.
E al Gruppo Riva e al Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, di cui si prevede domani la presenza nello stabilimento siderurgico, vogliamo ricordare che siamo in Europa e chiediamo anche per Taranto e la Puglia il rispetto dei diritti elementari riconosciuti a tutti i cittadini europei.
Riteniamo che un serio sistema di controllo continuativo, che sorvegli le emissioni anche di notte, rappresenti l'unica garanzia per la città, che quanto liberato in atmosfera corrisponda in ogni momento ai valori imposti dalla legge e che gli impianti atti ad abbattere gli inquinanti siano sempre attivi con la massima efficacia.
Intendiamo inoltre ricordare a chi governa che la tutela della salute degli operai e dei cittadini deve venire prima di ogni cosa.

All'iniziativa parteciperanno cittadini e associazioni - comitati che stanno aderendo in queste ore: Associazione 12 giugno - AIL Taranto - Amici di Beppe Grillo Taranto - Arci Taranto - Comitato Per Taranto - Libera Taranto- Greenpeace Taranto - Peacelink

AIA Ilva rimandata all'anno venturo?

Ilva, assessore Puglia: Determinante fattore Gianni Letta. Per l'Aia allo stabilimento di Taranto ci vorranno altri 6 mesi

“E’ un fatto importante – direi storico – quello che si è determinato a Taranto dove ciò che sembrava fino a pochi mesi fa impossibile è diventato praticabile: con l’entrata in funzione dell’impianto che si inaugura domani verranno dimezzate le emissioni da diossina che passeranno a 2,5 nanogrammi”. Così al VELINO l’assessore all’Ecologia della Regione Puglia Michele Losappio che ripercorre le tappe del duro braccio di ferro che ha portato la regione a sottoscrivere cinque mesi fa un accordo con Palazzo Chigi sull’inquinamento all’Ilva di Taranto. “In quella trattativa che è passata attraverso uno scontro politico e sociale durissimo è stato determinante il fattore umano e in particolare la mediazione del sottosegretario Gianni Letta che ha riconosciuto almeno in parte le ragioni della Puglia sottovalutate fino a quel momento dai ministri per i Rapporti con le regioni e l’Ambiente, Fitto e Prestigiacomo”.

La trattativa sull’Ilva di Taranto ha portato a un breve slittamento dei termini prescritti dalla legge regionale pugliese sul livello delle emissioni da diossina tollerate negli impianti industriali a fronte dell’entrata in funzione (entro oggi 30 giugno 2009) di un impianto con la tecnologia dell’urea che consente di abbattere drasticamente le emissioni. “E’ solo una tappa del percorso delineato dalla legge regionale approvata a marzo di quest’anno che prevede un ulteriore abbassamento dei livelli di inquinamento entro il giugno del 2010 quando verrà applicato un indice di riferimento (0,4 nanogrammi) adottato in Europa ma anche in Canada e negli Stati Uniti” dice ancora l’assessore Losappio che sottolinea come questo obiettivo “non potrà essere centrato solo con il funzionamento dell’impianto all’urea. Entro la fine di quest’anno l’Ilva deve presentare un piano di progetto tecnico che individui le soluzioni per arrivare a quell’obiettivo. Spero che l’azienda capisca che sono finiti i tempi del ricatto occupazionale e che non può più dettare unilateralmente le condizioni per operare a Taranto: nel caso in cui il piano non sia congruo lo bocceremo, ma siamo fiduciosi. Del resto – spiega ancora l’assessore all’Ecologia della regione Puglia – nel 2007 la società ha fatto utili per 300 milioni. Poi c’è stata la crisi e del resto sono stati messi in cassa integrazione 6500 operai su 13 mila. Ma questo non è un fattore strutturale non impedisce l’adattamento dello stabilimento industriale rispetto al requisito minimo indicato dalla legge, soprattutto per un’azienda che vuole restare nel lungo periodo”.

Eppure l’inaugurazione dell’impianto di domani non scongiura l’apertura di un dossier nei confronti dell’Italia da parte dell’Unione europea. “Credo che per il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale (la cosiddetta Aia che consente agli impianti di proseguire nelle proprie attività) ci vorranno come minimo altri sei mesi: l’autorizzazione la rilascia il ministero dell’Ambiente, ma è un iter molto complesso in cui devono ancora essere affrontate delle questioni centrali come quella dei parchi minerari. Questo vuol dire, rispetto al rilascio atteso per il 31 marzo scorso, che siamo a rischio infrazione”, dice ancora l’assessore all’Ecologia che non rinuncia polemizzare con il ministro dell’Ambiente. “Solo quando il ministro affronterà con noi i nodi delle bonifiche in Puglia, dei progetti disattesi sul fotovoltaico e l’idrogeno saremo lieti di registrare una svolta, auspicabile, nei rapporti istituzionali. Ora mi sembra prematura anche perché con domani, se il ministro verrà come annunciato, sarà la prima volta che viene in Puglia nonostante le promesse che aveva fatto in più occasioni nel passato”. (Velino)

Correva l'anno 2008, primo dell'era Ticali

Era il 30 ottobre 2008!
Riportiamo un pezzo di intervista, per Radio Popolare Salento, a Dario Ticali imberbe ingegnere siciliano, appena eletto Presidente della Commissione AIA, dopo l'annullamento da parte della Prestigiacomo della precedente commissione.

Ticali "per quanto riguarda il cronoprogramma Le posso dire che noi rispetteremo quello che organi superiori e quindi i ministeri e così via, a seguito di accordo di programma Stato Regioni pubblicato su sito internet, ci hanno obbligato a seguire, e quindi noi rispetteremo i tempi previsti che sono stati stabiliti dall'accordo di programma"
Podda: "e quindi i tempi previsti indaicano la scadenza marzo 2008?"
Ticali: "marzo 2009"
Podda: "mi scusi marzo 2009 esatto!"
(....)
Podda: "La precedente commissione è stata rimossa perchè - secondo quanto dichiarato dalla Ministra Stefania Prestigicomo - lavorava con scarsa produttività:voi cosa vi proponete di fare?"
Ticali: "di avere una migliore produttività, perchè non sarà comunque difficile ritengo visto che quella era proprio scarsa, insomma."
Podda: "Ma mancano solo cinque mesi al rilascio dell'AIA, pensate che possano bastare?"
Ticali: "ci dobbiamo riuscire. se possono bastare lo decidono i Ministeri, visto che c'è un accordo stato regioni. noi rusciremo a rispettare i tempi che ci sono stati imposti"

A questo punto ci chiediamo: perchè non li rispettano questi termini? Forse perchè l'Ilva rischierebbe di chiudere? E perché rischierebbe di chiudere? Perchè non è compatibile con la normativa europea sull'inquinamento?

Arriva la Presti?

E noi ci saremo, con o senza il ministro!

Un popolo di "poeti", burocrati e tirocinanti... Ma chi lavora con competenza?

Puntuale come l'influenza d'inverno ecco lo show sulla Città Vecchia che ci propina in pompa magna i disegnetti che surrogano l'inerzia secolare di uffici pubblici inadeguati ed impreparati.
E allora via la naftalina dalle vecchie glorie premiate ad Amsterdam nel 1975, fuori i vestiti buoni per i tecnici impolverati nelle chiacchiere vecchie e largo alle pacche sulle spalle e ai sorrisi di circostanza per inscenare la solita commedia della "svolta epocale", dell'interesse rinato, dell'impegno concreto...





Solo due note e un paio di rivelazioni caratterizzano il solito scenario da bocciofila del salone degli specchi:
1) la competenza dell'assessore Barbanente che ai parrucconi, pelati e baffoni indaffarati a coprirsi di chiacchiere e a bussare denari ha replicato che non c'è trippa per gatti; che il piano di risanamento è vecchio e la sua stessa concezione è da tempo superata; che la Regione ha messo a disposizione strumenti normativi adeguati (certo per un comune virtuoso ed attrezzato, non per Taranto, forse...) ad affrontare il problema; che le chiavi dell'intervento sono nel coinvolgimento dei privati sotto il controllo pubblico (ovviamente pubblico competente ed organizzato..., mah, vedi sopra) e soprattutto nella progettazione partecipata che parta ed arrivi alla gente, alla cultura del luogo, alla società locale, secondo modelli che a Taranto sono attuati soltanto da pochi sparuti gruppi (ovviamente tenuti ben distanti dagli uffici pubblici per timore che allontanino polvere e mosche...);


2) l'intervento di Giovanni Guarino, scomodo testimone e coscienza storica della Città Vecchia che, in pochi minuti, ha bollato le conversazioni da bar degli assessori e annessi grandi e piccini, come l'eterno dejavù dei pasticcioni intrallazzati di sempre;

3) per chi si chiedeva ancora con quale competenza l'assessore Pierri conduca la sua ostinata battaglia tra rane e topi, all'indomani di questo convegno abbiamo finalmente la risposta: è un poeta!

4) lo stesso assessore ha anche rivelato quali sono gli unici cittadini della Città Vecchia le cui condizioni gli destano preoccupazione, eccoli in foto:














Ed ecco invece la Città Vecchia del 2009, con la sua gente generosa e piena di dignità ma abbandonata in un ambiente colpevolmente ferito a morte.
Questo è lo scenario reale di analisi strampalate condotte da neolaureati con la digitale in offerta, e grandi tecnici muniti di laserscanner per disegnare le già evidenti crepe nel tufo e coprire, ancora per qualche altro mese, le crepe della coscienza.
Ci volevano queste squadre di "geni"?


Acqua sporca e pulita



lunedì 29 giugno 2009

Domande retoriche? Speriamo di no...


L'eros e la politica ai tempi dell'Ennesima Repubblica

Tra i vari rinvenimenti dispersi nei siti istituzionali è spuntato questo reperto di sette mesi fa. Si tratta di un'interrogazione parlamentare su Taranto (riportata sotto), formulata dal Pdl a firma di Gabriella Carlucci (foto) il 13 novembre 2008, alla vigilia - guarda caso - della grande manifestazione di Altamarea del 29 novembre 2008. Si tratta del periodo in cui le trasmissioni televisive, sull'onda di Malpelo, facevano "lo struscio" per via d'Aquino alla ricerca di sopravviventi tarantini con il loro show di morti e mutilati da raccontare all'italia ignara e annoiata di fine autunno.
Un occasione imperdibile per chi ha "il fiuto dello spettacolo"...
Non sappiamo quali siano i rapporti tra le due "ammirabili" donne implicate (Carlucci-Prestigiacomo), di sicuro possiamo affermare che nulla ha prodotto, neanche il gossip giornalistico di un litigio tra vip-ladies.
Occasione persa per il grande reality tarantino all'ombra della morte.

Interrogazione Carlucci

Brucia un deposito di olii tossici a Palagiano

Un incendio è divampato stamane verso nel deposito di olio industriali e solventi dell'azienda 'Lubritalià, in una zona rurale nei pressi della stazione ferroviaria di Palagiano (Taranto). Sul posto diversi mezzi dei vigili del fuoco, volontari della protezione civile, vigili urbani e carabinieri. I tecnici dell'Arpa hanno eseguito dei campionamenti per verificare la tossicità dei fumi che si sono sprigionati. La zona circostante è stata evacuata a scopo precauzionale. Per diverse ore l'incendio ha tenuto in apprensione la popolazione, preoccupata dalla densa nube di fumo nero che era visibile anche dalla lontana statale 106 jonica. Il procuratore della Repubblica Franco Sebastio ha aperto un'inchiesta su cause ed eventuali responsabilità del rogo.(Unionesarda)

Ignoranza e speculazione non guardano in faccia a nessuno!

La pratica è ormai prossima ad approdare in consiglio comunale. Sarà proprio l’assemblea dei consiglieri a decidere il destino di Palazzo Berardi, lo storico edificio sul quale incombono le ruspe. Il progetto presentato dalla società Lo. Co. Costruzioni prevede infatti la sua demolizione e la costruzione al suo posto di un palazzo di sette piani per civili abitazioni. L’altezza non dovrebbe discostarsi da quella attuale e la stessa società ha proposto una nuova versione del progetto con la facciata resa più simile a quella attuale. Anche la nuova declinazione non ha tuttavia superato l’esame della Soprintendenza, che ha già bocciato due volte il progetto. Il parere non è vincolante, ma certamente non ha lasciato indifferente l’opinione pubblica e gli stessi consiglieri comunali, divisi trasversalmente sul destino da assegnare ad una delle più originali testimonianze dell’architettura che si affermò a Taranto nei primi anni del ‘900.
Stretto fra due mostri partoriti dalla cultura delle brutture tipica degli anni ‘60-70, il palazzotto che fu della famiglia Berardi conserva ancora fregi, come talamoni e cariatidi, via via cancellati dagli attuali canoni estetici. Ma non è finita, perché all’interno, anche se ridotti a ruderi, ci sono ancora i locali che ospitavano vecchie botteghe artigiane, tipiche del Borgo del secolo scorso.
Quel palazzo, quindi, non è solo un esempio di stile ma è anche una testimonianza storica della Taranto che fu. Quella città operosa, pre-industriale, che non aveva ancora conosciuto i malesseri sociali provocati dal grande ma caotico sviluppo dell’industria e dell’urbanistica. Tutto questo potrebbe essere buttato giù, se solo il consiglio comunale dovesse dare il via libera al progetto di sostituzione edilizia. Purtroppo Taranto paga l’assenza di una vera politica di riqualificazione urbanistica, l’assenza di regole certe.(Tasera)

domenica 28 giugno 2009

Italia dei Malori

sabato 27 giugno 2009

TuttoMunnezza (Gianni e il buon governo del territorio...altrui)

TarantOggi dedica la pagina ambientale ai rifiuti. E lo fa condividendo i nostri dubbi (in realtà, le nostre sono certezze: non lo vogliamo, fa male, è una truffa, si faccia la differenziata SERIA!) sul CDR della Provincia...che mentre pensa a come appiopparci nuovi inceneritori, sotto una patina di finta partecipazione e appresso ai suoi consulenti inceneritoristi, si tappa occhi, naso e orecchie mentre gli "amici del grande salento" ci riempiono di munnezza!
devono tutelare il turismo, LORO...

venerdì 26 giugno 2009

"U' chiangia-chiange"!

Crisi: Riva (Ilva), industria acciaio e' ferma

"Nel corso dell'anno e' salito il costo del minerale di ferro. Nell'ultimo trimestre c'e' stato il crollo dovuto alla crisi".
Lo ha detto il presidente dell'Ilva, Emilio Riva, in un'intervista a Repubblica, riferendosi ai dati del 1* trimestre del 2009, dove il fatturato e' crollato del 42% rispetto al 2008, e l'acciaio prodotto e' sceso del 36%.
"La Fiat e' in ripresa - ha aggiunto - e qualche ordine arriva da li', ma siamo lontani dai livelli di 6 mesi fa. I beni durevoli sono fermi. L'impiantistica e la produzione di macchine sono a zero", ha aggiunto.
"Qualcuno ha preso a comprare - afferma Riva -, ma ci arrivano ordini da 200 tonnellate, che impieghiamo un'ora a produrre. E' come se avessero finite le scorte di panse, ma ordinassero una baguette per volta".
"Ho riserve sufficienti fino alla primavera 2011 - ha concluso - a quel punto non so cosa faranno produttori e consumatori. Siamo in una situazione drammatica, ma spero di sbagliarmi". (borsaitaliana)

TAR-TAR


giovedì 25 giugno 2009

La moda del CDR-Q

Nel dibattito sul piano provinciale dei rifiuti scoppia la moda del CDR-Q, ovvero il Combustibile Derivato dai Rifiuti di Qualità elevata. Pare il toccasana che risolve tutti i problemi: non inquina, non grava sulla spesa per lo smaltimento, produce energia che viene addirittura definita "rinnovabile".
Per sfatare questo mito basta informarsi velocemente ed in 3 minuti si viene a scoprire che:

- Non è vero che non inquina ma semplicemente inquina meno dal momento che è più selezionato. E' ovvio! Però inquina anche quello! sia in termini di emissioni sia in termini di smaltimento delle ceneri (ricordiamo che i rifiuti non scompaiono negli inceneritori ma diventano ceneri ovvero rifiuti speciali altamente inquinanti da smaltire nelle care vecchie e nuove discariche di cui è pieno il tarantino)

- Come combustibile ha un rendimento superiore al CDR ma notevolmente inferiore ai combustibili fossili per cui viene usato in co-combustione e la sua convenienza è derivata dall'assimilazione "illegale" a fonte rinnovabile che apre le porte (in Italia) ai finanziamenti da cip6 e altri aiuti di stato agli speculatori

- Dal momento che il 50% del CDR-Q viene da biomasse ed il resto da rifiuti misti, si tratta in ogni caso di un materiale che, se assimilato ad un combustibile industriale e sovvenzionato, sarà richiesto dalle aziende e avvallerà l'apertura di nuovi inceneritori con la scusa del minore impatto. Oltre agli effetti sulla salute, ciò comporterà un ostacolo fortissimo verso lo sviluppo di un sistema di raccolta differenziata efficace. In questo modo si brucia ricchezza che altrimenti ricadrebbe sulle classi meno abbienti a favore di industriali e speculatori.

- Visti i precendenti storici e l'attualità di quotidiane denunce di cittadini e aperture di inchieste, non è possibile, in un Paese dove i controlli sono semplicemente ridicoli e le sanzioni inesistenti, fidarsi dell'effettiva qualità e della composizione di questa miscela.

- l'uso del CDR-Q nei cementifici (che non sono soggetti ai limiti di emissioni e ai controlli degli inceneritori) apre la porta ad una pista d'oro per il riciclaggio di rifiuti tossici e l'incenerimento con grave danno per l'ambiente e la salute

- certo, bisogna fare attenzione perchè la monnezza e gli escrementi sono sicuramente "rinnovabili", dal momento che se ne producono continuamente, ma questo non centra niente con il concetto di fonte rinnovabile per la produzione energetica. La sentenza della corte di Giustizia Europea emessa il 22 dicembre 2008 a proposito della causa C‑283/07 (riportata sotto) e resa nota qualche giorno fa, chiarisce appunto che l’Italia non deve adeguare i rifiuti e il ferro a materie prime e che nel caso dei primi questi non sono da bruciare nei termovalorizzarori come fossero metano o carbone.
I rifiuti sono e restano tali e non vale “trasformarli” per legge in qualcosa che non sono, solo per destinarli ad un termovalorizzatore e la Corte ribadisce che:

Ebbene, il CDR‑Q, anche se corrisponde alle norme tecniche UNI 9903‑1, non possiede le stesse proprietà e caratteristiche dei combustibili primari. Come ammette la stessa Repubblica italiana, esso può sostituire solo in parte il carbone e il coke di petrolio. Peraltro, le misure di controllo e di precauzione relative al trasporto e alla ricezione del CDR‑Q negli impianti di combustione, nonché le modalità della sua combustione previste dal decreto ministeriale 2 maggio 2006, dimostrano che il CDR‑Q e la sua combustione presentano rischi e pericoli specifici per la salute umana e l’ambiente, che costituiscono una delle caratteristiche dei residui di consumo e non dei combustibili fossili.

Ancora una volta i cosiddetti termovalorizzatori non servono a produrre energia ma a bruciare rifiuti essendo nient'altro che pericolosissimi inceneritori. Comunque si voglia chiamarle, le balle che ci andranno a finire dentro sono solo un ammasso di rifiuti (e come tali andrebbero trattati) e non carburante!

Corte Europea_causa C 283 07

La monocultura dell'acciaio vale ancora per il porto!

Questo articolo dimostra che tutte le "visioni strategiche" sul porto come volano di sviluppo alternativo all'industria siderurgica sono ancora molto più "visioni" che "strategiche".

Crisi dell’acciaio, nel porto di taranto 775 navi in meno

La crisi del settore dell’acciaio pesa fortemente sul porto di Taranto, che nei primi cinque mesi ha registrato una flessione del 37,3% di arrivi e partenze. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno sono arrivate e partite 775 navi in meno, dalle 170 in meno a gennaio (-39,6%), alle 193 in meno di maggio (-42,9%), passando attraverso i cali ulteriori di febbraio, marzo ed aprile. Il ridotto traffico del naviglio non ha inciso sul settore del trasporto container, che è cresciuto nel periodo del 10,1%.
La punta massima si è registrata ad aprile con un incremento su base annua del 25,3%. Questo incremento non corrisponde però ad un parallelo aumento delle merci trasportate nei container. Lo scompenso del primo trimestre (-23,3%) sì integra con i miglioramenti del secondo trimestre (+25%). Ma, soprattutto nei primi tre mesi, i container hanno viaggiato in prevalenza vuoti. La ragione del dato statistico sta nella centralizzazione a Taranto dei servizi con navimadre di Evergreen nel Mediterraneo. A Taranto è andata in picchiata anche la movimentazione delle merci varie, in particolare, coils e lamiere. Nel primo trimestre la flessione è stata del 66,8%, ad aprile e maggio del 62,1%. In particolare, flessione gli sbarchi di materie prime, crollati del 96,5% a gennaio fino al -91,4 di maggio. (Shippingonline)

Ma siamo sicuri che l'Ilva vada "al minimo"?

Di giorno, forse. Ma la notte,... che notte!

E a Taranto? Tutto tace... e inquina

"A Cornigliano investo fino all'ultimo euro"
Emilio Riva e la crisi: primo semestre 2009 drammatico, ma ripartiremo
di Enrico Pedemonte


Conferma che manterrà le promesse sottoscritte nel 2005 quando firmò l´accordo di programma che gli garantiva la concessione su un milione di metri quadrati a Cornigliano. Assicura che entro il 2010 concluderà la costruzione dei nuovi impianti di produzione. Ma Emilio Riva, alla vigilia della presentazione del bilancio 2008, che Repubblica ha letto in anteprima (vedi intervista a pagina 26 dell´edizione nazionale), non manifesta ottimismo.
La crisi drammatica che ha colpito il settore a partire dal settembre scorso ha ridotto i profitti dell´Ilva del 44 per cento (da 877 a 503 milioni di euro). E i conti dei primi mesi del 2009 sono drammatici. La produzione trimestrale è scesa in un anno da 4,7 a tre milioni di tonnellate, e nel secondo trimestre crollerà a due. Questa congiuntura, la più drammatica nella vita dell´83enne capitano d´industria, ha spinto Riva a ridurre la produzione del 70 per cento e a mettere in cassa integrazione migliaia di dipendenti: 1100 su duemila a Genova, 4.300 su quasi 12 mila a Taranto.
Per ora Riva non vede spiragli nel futuro. Ma pensa che alla fine, quando la crisi sarà finita, l´Ilva sarà più solida dei concorrenti, con impianti nuovi costruiti utilizzando i pingui profitti degli ultimi anni e un indebitamento a lungo termine che non incrina la solidità del gruppo. «Entro la fine dell´anno prossimo tutti gli impianti in cantiere a Genova saranno ultimati. Saremo pronti a ripartire. E avremo un treno di laminazione da due milioni di tonnellate nuovo di zecca». Riva conferma la centralità di Genova nella strategia industriale dell´Ilva: «Il nostro stabilimento è in una posizione straordinaria, tra porto e autostrada, che ci consente di guardare alla Francia meridionale, e contemporaneamente ci apre le strade del Belgio, della Germania, del Nord Europa».
Quando le nebbie della crisi si saranno diradate Riva prevede che i lavoratori all´opera nello stabilimento genovese saranno nuovamente duemila. Ma sottolinea di non avere preso alcun impegno in questo senso. Fa notare che il mestiere di imprenditore impone un´attenzione continua all´ammodernamento degli impianti e alla loro automazione: «Quando ho cominciato a lavorare, per una colata ci volevano sei ore, ora siamo a 17 minuti. In molti impianti che stiamo rimodernando: dove c´erano sei pulpiti con sei persone, ora ne basta un solo, con un operaio che lavora al riparo di una cabina con aria condizionata».
Riva conferma di essere interessato alla costruzione di una centrale elettrica nell´area di Cornigliano che dovrebbe prendere il posto della vecchia e inquinante centrale a carbone che sorge accanto alla Lanterna. Ne sta discutendo con Enel e negli ultimi mesi l´ipotesi che il nuovo impianto sia simile a quello, a carbone, recentemente inaugurato a Civitavecchia, ha fatto più volte capolino nei contatti con l´ente elettrico e le amministrazioni locali. Riva dice di non essere interessato a diventare un venditore di energia elettrica, ma solo di avere nei pressi degli stabilimenti l´energia necessaria al loro funzionamento. Guarda al futuro. La concessione scade tra 56 anni e in un recente incontro con Repubblica si era detto certo che nel 2065 la famiglia Riva, e l´Ilva, saranno ancora lì. A meno che qualcuno non metta sul tavolo diversi miliardi di euro per rilevare azienda e concessioni. Perché «il mondo è metà da vendere e metà da comprare», ci dice Riva. E lui, nei prossimi anni, è più probabile che compri. (La Repubblica)

La regione gioca a nascondino?

Comunicato stampa del comitato Vigiliamo per la Discarica

Ennesima istanza di chiarezza e trasparenza rivolta da Vigiliamo per la discarica alla Regione in merito alla deroga ai parametri di accettabilità dei rifiuti chiesta da Ecolevante spa

Il Comitato Vigiliamo per la discarica ha rivolto un’istanza al dirigente del settore Ecologia e Ambiente della Regione Puglia.
Nell’istanza si afferma di aver appreso da notizie di stampa che sarebbe in corso un procedimento, istruito tramite conferenza di servizi, che riguarda la discarica Ecolevante s.p.a. sita nel territorio del Comune di Grottaglie.
E che tale procedimento avrebbe ad oggetto una non meglio precisata deroga ai parametri di accettabilità dei rifiuti in discarica, per l’esame della quale la stessa conferenza di servizi sarebbe stata rinviata a data da destinarsi.
Il comitato ha rilevato nell’istanza ancora una volta la totale mancanza di trasparenza da parte della Regione Puglia dal momento che dell’apertura di questo importante procedimento non è stata data notizia in nessuna forma notizia da parte dell’Ente regionale.
Infine, nel riservarsi di adire ogni autorità competente, il comitato Vigiliamo per la discarica ha chiesto:
• di conoscere l’oggetto del procedimento in questione;
• di accedere agli atti del medesimo procedimento;
• che siano pubblicati nel sito internet della Regione Puglia tutti gli atti di questo procedimento;
• di conoscere la data in cui saranno convocate tutte le successive conferenze di servizi;
• di non adottare alcuna decisione senza aver previamente consentito la possibilità di proporre osservazioni all’interno del medesimo procedimento e di conoscere l’esito del procedimento stesso.

Handicap? Chiamate i vigili

Barriere "motorie"

La differenza non c'è ma si vede!

Pubblichiamo su segnalazione di F.R.
Aggiungiamo solo che molti cittadini ci hanno segnalato che dalle parti di Corso Italia sono scomparsi molti cassonetti della pseudodifferenziata.
Certo, se l'AMIU apre gli inceneritori comunali che differenziamo a fare?


"La gente diffenzia, e chi raccoglie?????
Foto scattate il 24 giugno in via Pitagora e via Anfiteatro dopo aver dovuto l'ennesima volta rinunciare a gettare i rifiuti differenziati (nessun limite orario).
Questa scena si ripropone molto spesso. Molto. In aggiunta alla pessima condizione dei cassonetti preposti ed al fatto che qualche teppistello ci lascia anche quello che non va lasciato, qualche volta....
"

Il TAR autorizza la "Provincia della monnezza"!

Viene solo da osservare che, di fronte ad una rete di legami ed interessi occulti e trasversali, senza la forza di volontà della gente espressa attraverso la partecipazione e il voto, raramente i procedimenti giudiziari possano tutelare i cittadini, ed il territorio diventa come la celebre "graziosa" di via del Campo, cantata da De Andrè!
Non vogliamo sminuire il lavoro serio e indispensabile svolto dalle associazioni e di comuni per cercare di difendere legalmente i loro diritti. Condividiamo con loro questa strada e li sosteniamo con ottimismo anche in questo momento di amarezza. Chi manca colpevolmente è invece chi, pur avendo la possibilità di informarsi e di partecipare, ignora e si rinchiude in casa lasciando il proprio paese alla mercè delle speculazioni!

Sentenza del Tar: legittime le discariche di rifiuti speciali a Taranto e Grottaglie

Sono stati respinti due ricorsi proposti dal Comitato Vigiliamo per la discarica ed un ricorso proposto dai Comuni di Taranto, Fragagnano, Lizzano, Faggiano e Monteparano.
Sono legittime le Autorizzazioni Integrate Ambientali rilasciate dalla Regione Puglia alle società Vergine ed Ecolevante per l’esercizio dell’attività di discarica di rifiuti speciali non pericolosi rispettivamente nel Comune di Taranto e nel Comune di Grottaglie.
E’ questo l’effetto di tre sentenze depositate nei giorni scorsi dalla Prima Sezione del TAR di Lecce (Presidente Ravalli, Estensore Viola) con le quali sono stati respinti due ricorsi proposti dal Comitato Vigiliamo per la discarica ed un ricorso proposto dai Comuni di Taranto, Fragagnano, Lizzano, Faggiano e Monteparano.
Il Giudice leccese, condividendo le tesi difensive svolte per le due società dagli Avv.ti Pietro Quinto e Luigi Quinto, ha ritenuto conformi a legge le autorizzazioni rilasciate e l’attività di discarica esercitata sia sotto il profilo procedimentale sia sotto il profilo sostanziale.
Il TAR ha in particolare rilevato come la partecipazione di tutti i Comuni ricorrenti alla conferenza dei servizi rappresenti la migliore garanzia di trasparenza e che tutte le richieste dagli enti formulate nel corso dell’istruttoria siano state sempre riscontrate se pertinenti all’oggetto del procedimento.
Il Giudice – ha commentato l’Avv. Luigi Quinto – ha altresì evidenziato come le problematiche relative all’impatto ambientale dei due impianti siano state diffusamente affrontate e positivamente risolte in sede di Valutazione di impatto ambientale con argomentazioni che non sono state superate dai rilievi dei comuni ricorrenti.
In buona sostanza – secondo il TAR – i due impianti in questione non possono in alcun modo costituire fattore di rischio per l’ambiente e la salute dei cittadini in quanto perfettamente compatibili e rispettose del quadro normativo esistente. (Sudnews)

martedì 23 giugno 2009

Il sindaco e i giochi di Pucci

Sabato 27 giugno p.v. alle ore 10,30, nel salone degli specchi di Palazzo di Città, insieme al Presidente dell'AMIU dott. Pucci, il sindaco di Taranto terrà una conferenza stampa per illustrare la nuova rimodulazione dei servizi, sia diurni che notturni, dell'AMIU

Le associazioni e i rifiuti

MERCOLEDI' 24 GIUGNO ALLE ORE 17.30 PRESSO L'ISTITUTO ALBERGHIERO DI LEPORANO (EX BATTERIA CATTANEO, INCROCIO TRA LA LITORANEA E VIALE KENNEDY) incontro sul piano provinciale dei rifiuti.
L'incontro è promosso da AltaMarea ed organizzato dall'associazione ANTA (Associazione nazionale tutela ambientale) la cui sede è sita proprio presso l'istituto alberghiero. L'appuntamento mira sia ad approfondire ulteriormente le varie voci del piano e sia per verificare la possibilità di sottoscrivere un documento comune da presentare il giorno dopo all'assemblea indetta dalla Provincia (vedi post sottostante) nell'ambito delle procedure di V.A.S.
La presentazione di documenti già formulati da associazioni potrebbe mercoledì pomeriggio facilitare l'eventuale convergenza di posizioni.

Rifiuti di Provincia: terza conferenza di Piano

La Terza Conferenza Consultiva di Piano relativa al Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani - procedura di valutazione Ambientale Strategica - è convocata il giorno giovedì 25 giugno 2009 alle ore 9.30, presso il Salone di rappresentanza della Provincia di Taranto, Via Anfiteatro 4, Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani di Taranto

Programma:
09:30 Registrazione dei partecipanti e degli eventuali interventi
10:00 Saluti
Giovanni Florido - Presidente della Provincia di Taranto; Michele Conserva - Assessore all’Ambiente della Provincia di Taranto; Massimo Blonda - Direttore Scientifico ARPA Puglia
10:30 Illustrazione della Proposta di Piano
Michele Notarnicola – Politecnico di Bari
11:00 Illustrazione del Rapporto Ambientale Definitivo, Domenico Gramegna – Direzione Scientifica ARPA Puglia
11:15 Intervento della Regione Puglia, Servizio Regionale Rifiuti e Bonifiche
11:30 Dibattito e proposte, Moderatore – Attilio Tornavacca

Chimica critica

LA PROTESTA I SINDACATI CHIMICI: L’AZIENDA TORNI AD INVESTIRE
Raffineria Eni sciopero il 24

Mercoledì prossimo sciopero di otto ore anche alla raffineria Eni di Taranto nell’ambito di uno sciopero generale di otto ore che riguarderà tutte le realtà del gruppo petrolifero. Lo annuncia in un comunicato la Filcem, il sindacato dei lavoratori chimici della Cgil, che rilancia a sua volta un nota delle tre organizzazioni di categoria.
«Saranno 240.000 i lavoratori ad incrociare le braccia in tutto il Paese - annunciano i sindacati -. Previsti a Roma presidì alla presidenza del Consiglio, alla sede dell'Eni e a Milano presso la sede di Federchimica».
«Le conseguenze della crisi - accusano le federazioni dei chimici e dell'energia Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil che hanno proclamato lo sciopero - sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto nel settore chimico-farmaceutico: riorganizzazioni, licenziamenti, aumento a dismisura della cassa integrazione, mobilità, possibili chiusure di stabilimenti, mancate conferme di lavoratrici e lavoratori a tempo determinato, oltre a migliaia di addetti “a rischio” nell'indotto e nelle aziende in appalto».
«Così come per Fiat e Alitalia, la chimica - rilevano i sindacati - non è da meno: rivendichiamo da tempo un intervento diretto del Governo italiano, un piano industriale serio di rilancio del settore e l'apertura di un immediato confronto tra le parti (istituzioni, imprese, sindacati) “affinchè si passi dalle parole ai fatti e il Paese torni concretamente a ragionare sul futuro della chimica». (La Gazzetta del mezzogiorno, 22giu09)

Legge diossina, ancora chiacchiere e l'Ilva continua...

Pagano (PdL): legge regionale della Puglia troppo restrittiva e ostacola Ilva Taranto

Una legge regionale della Puglia causa difficoltà operative al centro siderurgico di Taranto. Almeno secondo il deputato Alessandro Pagano (PdL) che ha posto un'interrogazione in merito ai limiti fissati dalla legge della Regione Puglia n. 44 del 2008 per le emissioni nell'aria di diossina e furani da parte di insediamenti industriali siderurgici che ostacola l'attività del centro siderurgico di Taranto. Secondo Pagano " il centro siderurgico di Taranto si stava dotando delle migliori tecnologie disponibili per mitigare il proprio impatto ambientale": quindi l'applicazione della legge regionale "produce l'effetto di porre il centro siderurgico in gravi difficoltà produttive ed occupazionali e nell'impossibilità di sostenere la concorrenza delle altre aziende siderurgiche europee e mondiali". Motivi, ad avviso del deputato, validi, ai sensi dell'articolo 127 della Costituzione, per sollevare la questione di legittimità Costituzionale della legge regionale della Puglia n. 44 del 2008, dinanzi alla Corte costituzionale.
All'interrogazione ha risposto il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto (nella foto). Pubblichiamo quì di seguito una sintesi della risposta.
La legge regionale della Puglia n. 44 del 2008 ha dettato norme, che, finalizzate alla tutela della salute, dell'ambiente e del territorio, pongono limiti alle emissioni in atmosfera di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani. Essa, in particolare, individua l'ambito di applicazione e dei valori limite di emissione nell'atmosfera per i gas di scarico e detta disposizioni in materia di vigilanza e controllo, imponendo ai gestori degli impianti, fonte di emissione di detti gas, di elaborare un piano per il campionamento dei gas di scarico e di presentano all'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Puglia (ARPA). I limiti massimi di emissione delle specifiche sostanze inquinanti previsti dalla norma regionale sono apparsi sensibilmente più bassi (0,4 nanogrammi a metro cubo) rispetto a quanto stabilito dalla normativa nazionale contenuta nel codice dell'Ambiente di 10 nanogrammi. Sulla base di tali norme, a partire dal 1o aprile del 2009, gli stabilimenti in esercizio, come quello dell'Ilva di Taranto, avrebbero dovuto abbattere le emissioni dal livello attuale fino a 2,5 nanogrammi al metro cubo. Le previsioni regionali sono apparse particolarmente problematiche in considerazione del fatto che l'imposizione di limiti così restrittivi in tempi brevi avrebbe comportato la probabile chiusura di impianti e stabilimenti produttivi, con la inevitabile perdita di numerosi posti di lavoro e quindi con un forte impatto sul tessuto economico e sociale della zona. Per tali ragioni è pervenuto un articolato esposto da parte dell'Ilva di Taranto. Dopo numerosi incontri di mediazione si è pervenuti a un accordo che ha posto le basi per la modifica di alcune parti della legge regionale che consentono di calcolare il valore delle emissioni su base annuale attraverso una procedura basata su almeno tre campagne di misurazione annuale: il valore di emissione derivato da ciascuna campagna sarà ottenuto decurtandolo dell'incertezza pari al 35% del valore stesso. Entro la fine del 2009 l'Ilva, da una parte, ed il Ministero dell'Ambiente e l'Arpa regionale, dall'altra, produrranno uno studio di fattibilità congiunto sull'adeguamento del sito di Taranto ai valori d'emissione stabiliti dalla legge regionale.
Sulla base di detto Accordo, il Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2009 ha quindi deliberato la non impugnativa della legge regionale(Impresa mia).

La poesia del lavoro

Un pò di cultura del lavoro.
Ecco la scheda del libro: "Tuta blu" di Tommaso Di Ciaula - "Un Poeta del Sud."

Tommaso Di Ciaula, operaio metalmeccanico tornitore in una industria a sei chilometri da Bari è l'autore e il protagonista di questo libro. Si tratta di una sorta di autobiografia non recente, tanto che il libro ha letteralmente fatto il giro del mondo - dall'Unione Sovietica al Mecciso - anche in versione teatrale e di recente è stato riproposto in una nuova edizione in contemporanea in Francia, Italia e Spagna.
Nella prefazione, Paolo Volponi così scrive: "L'urgenza che muove questo libro è sprigionata da due condizioni esistenziali che accompagnano e spaccano la vita di Tommaso Di Ciaula.
La prima è la sua condizione di contadino pugliese", la seconda, scrive Volponi "è il suo essere operaio, con un timbro sulla tuta blu, e tanti altri timbri". Un libro che, non solo per la storia, ma anche per il ritmo della scrittura, ha un respiro poetico, un lirismo contenuto e a volte compresso che non indebolisce ma anzi rafforza il carattere di denuncia delle condizioni di lavoro e dei rapporti di produzione, nel 1978, quando questo libro venne scritto. E oggi?
Alla luce delle recenti vicende legate alla Fiat ma, più in generale, al processo di "dismissioni" che attraversa l'intera industria non solo in Italia e all'affermarsi di un liberismo autoritario e senza interstizi, le vicende illustrate dal tornitore pugliese non appaiono però datate, riferite ad una antropologia dispersa, ma vengono invece messe a verifica e trovano una loro cruda conferma.
Attraverso immagini smozzicate che paiono aforismi, attraverso descrizioni liriche che paiono schiaffi, il libro restituisce il respiro profondo di una storia non conclusa (calabresi.net).

Losappio tra gravine e steppe

Mercoledì 24 giugno, dalle ore 10, l’Assessore all’Ecologia, Michele Losappio, parteciperà presso la Villa Frammarino (nel Parco Lama Balice di Bari) ad un Convegno promosso dalla Regione sulle biodiversità e sull’esperienza dei Parchi e delle aree protette in Puglia.
L’incontro si concluderà con una tavola rotonda alle ore 11 con la presenza oltre che dell’Assessore dell’attore e regista Alessandro Langiu, del Presidente APT Fianco Chiarello, del Direttore del Parco dell’Alta Murgia Fabio Modesti. Prima della tavola rotonda verrà sottoscritta la convenzione del Progetto GRASTEPP fra Regione, Parco Alta Murgia, Provincia di Taranto, Comune di Gravina, Museo Orto Botanico.
Il provvedimento, nell’aderire all'Accordo di Programma Quadro per la tutela della Bio-diversità finanziato con i fondi previsti dalla delibera CIPE n. 19/2004, approva e fa proprio il Progetto "Grastepp: tra gravine e steppe - azioni per la conservazione della biodiversità in due aree protette della regione Puglia" predisposto dall'Ufficio Parchi e Riserve naturali.Pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Puglia, n. 5 del 10 gennaio 2007, la deliberazione di Giunta regionale, n. 1961 del 20 dicembre 2006.
Al dirigente dell'Ufficio Parchi e Riserve Naturali dell'Assessorato all'Ecologia, ing. Francesca Pace, oltre alla sottoscrizione dell'Accordo di Programma Quadro proposto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stato conferito il mandato a predisporre gli atti e gli adempimenti consequenziali.

domenica 21 giugno 2009

Il restauro della Città Vecchia...

Basta poco per restaurare la vita di un quartiere e ridare ai suoi abitanti la loro dignità...
Ci vuole amore e rispetto per una cultura del vivere che nella Taranto nuova è sempre stata incompresa, osteggiata ed emarginata.
Un tassello di dialogo tra due realtà è stato aggiunto grazie alla partecipazione come forma di progettazione sostenibile.
E su tutto la piccola grande Festa della Musica e la danza dei bambini...
Una lezione per l'assessore alla Città Vecchia, per i politici e gli "architetti di regime"... tristemente, routinariamente, assenti!





Taranto crocevia di viaggi...

Dal momento che siamo al primo posto in Italia per l'ospitalità ai rifiuti stranieri, che c'è di male se da qualche tempo anche al porto si stanno organizzando pacchetti turistici per viaggi da e per la Cina? Ovviamente di rifiuti "speciali"!

Taranto, rifiuti diretti ad Hong Kong. Sequestrati 7 container

Il porto di Taranto si conferma crocevia di un traffico internazionale di rifiuti speciali.
I finanzieri del gruppo di Taranto, guidati dal tenento colonnello Cosimo D’Elia e del capitano Nicola D’Alessandro, in collaborazione con i funzionari della dogana, hanno sequestrato nelle ultime ore circa 155 tonnellate di rifiuti speciali costituiti da materiale plastico con destinazione finale Hong Kong.
Quattro persone sono state denunciate all'autorità giudiziaria. Si tratta di tre imprenditori pugliesi – un intermediario, uno spedizioniere e un esportatore – e un uomo d’affari cinese, già coinvolto in precedenti sequestri al pari di uno degli imprenditori finiti nel mirino dei finanzieri e dei funzionari della dogana.
I rifiuti speciali, provenienti dal settore agricolo, erano stivati all'interno di sette container provenienti da una società pugliese che opera nel settore ambientale.
I rifiuti non avevano ricevuto il previsto trattamento preliminare per il loro successivo recupero, non avevno le autorizzazioni prescritte dalla vigente normativa per l’esportazione di rifiuti speciali di plastica né, stando a quanto accertato dagli inquirenti, erano destinati ad un apposito impianto di riciclo.
La destinazione finale, infatti, era un anonimo ufficio ubicato in un business center di Hong Kong e dunque sicuramente avrebbero preso, una volta giunti nel porto di quella città, un’altra via: o la stessa Cina oppure qualche altra nazione orientale.
Il materiale sequestrato - prevalentemente teli di plastica utilizzati per coprire i tendoni di uva e altro materiale dello stesso tipo impiegato da alcune grosse aziende agricole pugliesi - doveva essere smaltito in discarica invece è divenuto, con una abile operazione documentale, merce da rivendere, in violazione delle norme ambientali.
Dall'inizio dell'anno, le Fiamme Gialle hanno sequestrato presso lo scalo marittimo di Taranto 20 container contenenti complessivamente 485 tonnellate di rifiuti speciali destinati all'estero.
Sul fenomeno, che va assumendo dimensioni sempre più rilevanti, si sono accesi i riflettori anche della magistratura tarantina che intende fare piena luce su quello che è diventato un business ormai planetario. (di MIMMO MAZZA per La Gazzetta del Mezzogiorno)

Eppur si muove?

Diossina a Taranto, da fine mese via a nuovi limiti

Non vi dovrebbe essere nessun tipo di problema per la puntuale applicazione del primo «step» della legge regionale sulle diossine, a partire dal 30 giugno. Una commissione di tecnici della Regione Puglia e di esperti Arpa Puglia hanno compiuto un sopralluogo nello stabilimento Ilva di Taranto per verificare la costruzione dell’im - pianto Urea che entrerà in funzione il prossimo 30 giugno per abbattere le immissioni di diossine così come previsto dalla legge regionale 8/2009. “L'impianto, composto da due silos, – informa una nota dell’assessore regionale all’Ambiente, Michele Losappio – dovrà interagire con le linee di agglomerazione, delle quali attualmente è in funzione solo quella 'D’ ed è completo sia per la parte fisica che per quella elettronica”.
“Ci sono, dunque, – conclude Losappio – le condizioni per una reale riduzione delle diossine sotto il controllo di Arpa”. Rimanendo in argomento, va detto che nei giorni scorsi si è svolto a Bari l’incontro tra l’assessore Losappio ed una delegazione di “Alta Marea ”. L’incontro è stato richiesto all’indomani delle dichiarazioni rilasciate, nel corso di un convegno, dal direttore dell’Arpa Puglia Giorgio Assennato per il quale l’Arpa rischiava di ritrovarsi a breve nuovamente a corto di risorse e personale. «Negli ultimi anni - si legge in una nota stampa diffusa da “Alta Marea” - l’Arpa era stata finalmente posta nelle condizioni di poter adempiere ai suoi compiti di controllo ambientale dopo anni in cui era stata colpevolmente relegata a scatola vuota. I recenti provvedimenti del Governo, in materia di contrazione della spesa pubblica con relativo blocco delle assunzioni, aveva però determinato pesanti contraccolpi sull’Arpa. L’agenzia rischiava la paralisi proprio nel procinto di iniziare la campagna di monitoraggio sulla diossina sugli impianti Ilva a partire dal 1° Luglio».
Nell’incontro l’assessore Losappio ha fornito rassicurazioni. La Regione sfrutterà alcuni spiragli previste dalle norme governative in materia di spesa sanitaria per sopperire alla grave crisi a cui l’Arpa sarebbe andata incontro per carenza di personale e di risorse. L’Arpa potrà quindi bandire i concorsi programmati e rinnovare i contratti a termine. Non solo. Potrà anche usufruire dei due milioni di euro stanziati dalla Regione per interventi nelle aree industriali pugliesi che erano stati congelati poiché in gran parte non spendibili senza lo sblocco delle assunzioni. Altro importante impegno assunto dalla Regione è stata la conferma del sostegno al progetto di centro di eccellenza in materia di inquinamento dell’aria da realizzarsi a Taranto presso l’ospedale “Testa”. La sua realizzazione, che vedrebbe il coinvolgimento di vari enti come Arpa, Asl, Spesal, CNR e Università, costituirebbe un importante laboratorio di ricerca sulle problematiche dell’inquinamento del territorio, di monitoraggio ambientale e strumento di intervento in caso di emergenza. La sua collocazione a ridosso dell’area industriale costituirebbe un importante presidio contro l’inquinamento industriale.(La Gazzetta del Mezzogiorno)

sabato 20 giugno 2009

Come sarà il futuro? Parliamo di bonifiche e corruzione

(AGI) - Genova, 18 giu. - Sono 30 gli indagati nell'ambito dell'indagine su corruzione, turbativa d'asta e false fatturazioni, condotta dal pm genovese Francesco Pinto nell'ambito dell'operazione di riconversione industriale che riguarda le aree ex Ilva e l'ex oleificio Gaslini di Genova Cornigliano. I fatti risalgono al 2007 e avvennero sotto la seconda giunta dell'ex sindaco Giuseppe Pericu. Tra gli indagati figurano l'imprenditore delle demolizioni e riconversioni Gino Mamone, l'ex consigliere comunale Ds Massimo Casagrande, l'ex assessore dell'attuale giunta comunale Paolo Striano e l'imprenditore Capparelli della ditta Fontessa. A Mamone sono contestati le ipotesi di reato di turbativa d'asta, corruzione e falsa fatturazione. Di corruzione sono indagati Casagrande, Striano (anch'egli consiglire comunale di maggioranza sotto la giunta Pericu) e Capparelli. L'indagine prende le mosse dalla cosiddetta "Mensopoli", l'inchiesta del pm Pinto che porto' in carcere tra gli altri anche l'ex braccio destro dell'attuale sindaco di Genova Stefano Francesca e alle dimissioni di due suoi assessori, Massimiliano Morettini e Paolo Striano. Secondo gli inquirenti Mamone era a capo di un cartello di imprese che riusciva a spartirsi gli appalti delle conversioni industriali in atto a Cornigliano, come detto nelle aree ex Ilva e ex oleificio Gaslini. Mamone, inoltre, e' indagato di avere sottratto denaro al fisco emettendo fatture per sponsorizzazioni di squadre ciclistiche, in realta' mai avvenute.

Né uomini nè animali vivono felici sotto le ciminiere...

Malattie e denutrizione, decine di cani morti vittime di un canile municipale di Taranto
All'origine della vicenda una querelle tra comuni e gestore e della mancanza di fondi

STATTE (TARANTO) - Un centinaio di cani morti sono stati trovati in un crepaccio, in avanzato stato di putrefazione, vicino al canile di Statte (Taranto) da agenti del Corpo forestale. L'intervento della forestale è stato predisposto in seguito alla denuncia di un'autocolonna di volontari del corpo di polizia ecozoofila dell'Associazione Unione Democratica, partiti da Roma con l'obiettivo di portare nel canile di Statte cibo e medicinali. Nella struttura municipale ci sono 600 cani malnutriti ospitati in precarie condizioni igieniche.
Il canile di Statte era nato per ospitare 200 cani, invece ne ospita 600: 490 da Taranto e gli altri da Massafra e da Statte. I cani dal mese di marzo sono in difficoltà perchè i Comuni interessati hanno cessato di sovvenzionare il canile per irregolarità nelle autorizzazioni e di struttura riscontrate dalla Ausl.
Inoltre, nel frattempo, per il Comune di Taranto è stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario, mentre è stata avviata una vertenza tra il responsabile del canile, Angelo Raffaele Russo, e l'ente civico.
Tutti i cani, secondo una prima ricognizione fatta dalla polizia ecozoofila, sembrerebbero affetti da malattie anche gravi come leshmaniosi e tumori. Dopo aver appreso della notizia del ritrovamento di numerosi cani morti, il sindaco di Taranto Ezio Stefano si è recato personalmente nella struttura insieme al personale dell'Ausl, anche per avviare iniziative che scongiurino il rischio di epidemie. La polizia ecozoofila ha anche informato la procura della Repubblica.(La Repubblica)

venerdì 19 giugno 2009

Floridezza e ranuncoli

In un'intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno (Taranto, p.IV) riguardo all'ambiente Florido ha dichiarato:
"...
L’ambiente è uno dei temi cruciali di questa campagna elettorale. Il leit motiv del centrodestra è questo: “Florido taccia visto che ha ritirato la costituzione di parte civile nei processi contro l’Il va ”. Accusa pesante.
«Accusa ridicola e demagogica. Subito dopo la firma del primo Atto d’intesa, l’ex presidente della Regione, Raffaele Fitto, padrone del centrodestra pugliese, convocò nel suo ufficio il sottoscritto; l’ex sindaco di Taranto, Rossana Di Bello; l’ex sindaco di Statte, Giuseppe Mastromarinoe Riva. Fu lui a dirci che, visto che si era sottoscritta un’intesa, era necessario ritirare la costituzione di parte civile. Questi sono i fatti. E poi, sull’am - biente non accetto lezioni. Cinque anni fa, l’Arpa era un oggetto sconosciuto ora, grazie alla Provincia, ha i mezzi per conoscere i livelli di inquinamento».

Questione discariche, anche qui, ci sono spesso continui scambi di accuse.
«Ed anche qui, solo tante falsità. Gli ampliamenti delle discariche di Grottaglie, Fragagnano e Statte sono stati decisi nel maggio 2004 dalla giunta Rana poco prima che mi insediassi. Io non ho dato l’ok ad alcun ampliamento. Queste società hanno avuto il via libera dopo diverse sentenze della magistratura amministrativa».

Sull'ambiente, Rana invece, a p.V è più prolisso:
"E le grandi imprese?
«Da loro voglio che rispettino soprattutto le norme per la sicurezza sul lavoro e la tutela dell’ambiente. C’è bisogno di rigore su questo».
"

Tutto qui?

Passeggiate siderurgiche

Diossine, sopralluogo all'Ilva di Taranto
Una nota dell’assessore regionale all’Ambiente, Michele Losappio, informa che una commissione di tecnici della Regione Puglia e di esperti Arpa Puglia, ha compiuto un sopralluogo nello stabilimento siderurgico
BARI - Una commissione di tecnici della Regione Puglia e di esperti Arpa Puglia hanno compiuto un sopralluogo nello stabilimento Ilva di Taranto per verificare la costruzione dell’impianto Urea che entrerà in funzione il prossimo 30 giugno per abbattere le immissioni di diossine così come previsto dalla legge regionale 8/2009.
"L'impianto, composto da due silos, – informa una nota dell’assessore regionale all’Ambiente, Michele Losappio – dovrà interagire con le linee di agglomerazione, delle quali attualmente è in funzione solo quella "D" ed è completo sia per la parte fisica che per quella elettronica”. “Ci sono, dunque, – conclude Losappio – le condizioni per una reale riduzione delle diossine sotto il controllo di Arpa”. (La Gazzetta del Mezzogiorno)

giovedì 18 giugno 2009

Come si rivitalizza la Città Vecchia


Sabato 20 Giugno 2009 c/o Largo San Gaetano (Taranto), il Comune di Taranto con l’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Puglia in collaborazione con la Rete Bollenti Spiriti (le realtà locali Arcinota, Artesia, Comitato Quartiere Paolo VI, Edizioni N.B., Laboratorio Circo Nomade, LABuat, NoMedia, Pachamama, Punto A Capo e Teatro del Mare), presentano:

“Musica in Città Vecchia”

In occasione della “Festa Internazionale della Musica” e in concomitanza con la conclusione dei lavori di ristrutturazione relativi al “Cantiere Maggese”, Largo San Gaetano si trasformerà in un “Teatro” all’aperto che accoglierà una variegata serie di eventi culturali.

Programma della serata:

h 18.00 La serata si aprirà con una “merenda” per i bambini del Quartiere e per quanti altri vorranno partecipare.
Verrà animata da Zio Cataldo alias Cataldo Scatigna, da Ciccioclown e dal Circo Nomade
h 20.00 Allestimento dello slargo antistante la chiesa di S.Gaetano ad opera del progetto vincitore Principi Attivi - Labuat "Laboratorio Urbano Architettura Taranto", con installazioni ed elementi di arredo urbano con materiale di recupero.
h 21.00/21.30 I Pachamama sfileranno tra i vicoli della Città Vecchia
h 21.30/22.30 Performance teatrale “Riflessioni dei ragazzi del Comitato di Quartiere Paolo IV” a cura del Teatro del Mare.
h 22.30 La serata procederà con il concerto di: Sciamano e Robertotto, SFC, Kiss My Town e Fido Guido
h 01.00 FINE
Service audio/luci: Artesia – servizi per l’arte e lo spettacolo
Media partner: Radio Popolare Salento

Altamarea strappa promesse a Losappio

Saranno mantenute? Speriamo!

Comunicato stampa di Altamarea
INCONTRO CON L’ASSESSSORE LOSAPPIO PER POTENZIAMENTO ARPA DOPO ALLARME DEL PROF. ASSENNATO

Si è svolto ieri a Bari l’incontro tra l’assessore regionale all’ambiente Losappio ed una delegazione di “AltaMarea” composta da Leo Corvace, Maria Giovanna Bolognini, Gemma Leotta ed Annalisa Tanzarella. L’incontro è stato richiesto da “AltaMarea” all’indomani delle dichiarazioni rilasciate, nel corso di un convegno, dal direttore dell’Arpa Puglia Giorgio Assennato per il quale l’Arpa rischiava di ritrovarsi a breve nuovamente a corto di risorse e personale. Negli ultimi anni l’Arpa era stata finalmente posta nelle condizioni di poter adempiere ai suoi compiti di controllo ambientale dopo anni in cui era stata colpevolmente relegata a scatola vuota. I recenti provvedimenti del Governo, in materia di contrazione della spesa pubblica con relativo blocco delle assunzioni, aveva però determinato pesanti contraccolpi sull’Arpa. L’agenzia rischiava la paralisi proprio nel procinto di iniziare la campagna di monitoraggio sulla diossina sugli impianti Ilva a partire dal 1° Luglio.
Nell’incontro l’assessore Losappio ha fornito rassicurazioni. La Regione sfrutterà alcuni spiragli previste dalle norme governative in materia di spesa sanitaria per sopperire alla grave crisi a cui l’Arpa sarebbe andata incontro per carenza di personale e di risorse. L’Arpa potrà quindi bandire i concorsi programmati e rinnovare i contratti a termine. Non solo. Potrà anche usufruire dei due milioni di euro stanziati dalla Regione per interventi nelle aree industriali pugliesi che erano stati congelati poiché in gran parte non spendibili senza lo sblocco delle assunzioni.
Altro importante impegno assunto dalla Regione è stata la conferma del sostegno al progetto di centro di eccellenza in materia di inquinamento dell’aria da realizzarsi a Taranto presso l’ospedale “Testa”. La sua realizzazione, che vedrebbe il coinvolgimento di vari enti come Arpa, Asl, Spesal, CNR, università costituirebbe un importante laboratorio di ricerca sulle problematiche dell’inquinamento del territorio, di monitoraggio ambientale e strumento di intervento in caso di emergenza. La sua collocazione a ridosso dell’area industriale costituirebbe un importante presidio contro l’inquinamento industriale.

Ascolta l'intervista a Leo Corvace su Radio Popolare Salento

Finchè c'è terra a Grottaglie, i rifiuti sono i (soli) benvenuti!



Comunicato stampa di Vigiliamo per la discarica
Come le istituzioni scatenano la sindrome nimby

Non può più esserci alcun dubbio: il Commissario delegato all’emergenza ambientale, Vendola, e il Presidente della Provincia di Lecce, Pellegrino, con la complicità del Presidente della Provincia di Taranto, Florido, hanno fatto di tutto per tutelare la sindrome Nimby (not in my back yard, “non nel mio cortile”) che affligge da oltre due anni gli amministratori della Provincia di Lecce più che i salentini.
Se infatti nella Provincia di Lecce non risulta che sia stata mai autorizzata nessuna discarica per rifiuti speciali cosiddetti non pericolosi, né, per ragioni elettorali e per “promesse” già fatte, si è mai voluto continuare a smaltire i rifiuti urbani prodotti in Salento ad esempio nella discarica di Nardò e si è inoltre voluto mantenere l’altra “promessa” di chiudere la discarica di Ugento, nella Provincia di Taranto, in soli nove mesi, sono state autorizzate nuove discariche per ben 8.092.298 (ottomilionizeronovantaduemiladuecentonovantotto) metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi.
A completamento di questa tutela della sindrome Nimby che sembra affliggere la Provincia di Lecce, il Commissario delegato all’emergenza ambientale, Vendola, con frequenze sempre più brevi, ma sempre più continue, insiste nel voler iniettare extra ordinem, cioè al di fuori delle regole ordinarie, rifiuti salentini in terra jonica.
Tutto ciò con disprezzo totale e nemmeno malcelato dei cittadini della Provincia di Taranto.
Questo è un modo inaccettabile di amministrare la cosa pubblica, e l’ambiente e la salute dei cittadini della Provincia di Taranto.

mercoledì 17 giugno 2009

La città delle nuvole su google!



Sarà un caso ma, su segnalazione del validissimo amico Franco, abbiamo constatato che Google non smette di stupirci con la sua velocità nell'aggiornare le informazioni in rete.
Ecco che, proprio mentre incalza il dibattito sollevato da Vulpio con il libro "La città delle nuvole" (vedi nella barra laterale), la potente casa americana ha aggiornato le sue foto aeree coprendo la Città Vecchia di... nuvole!!!

Un eccesso di zelo giornalistico?
Un messaggio al fumoso assessore Pierri e al suo sindaco?
Una nuova simbologia sincretica ambiente-territorio?

a voi la scelta... intanto gustatevi quest'immagine e il relativo collegamento (finchè dura), cliccando qui

Diossina e vento, connubio perfetto!


La pecora nera...

Spulciando nel web, capita sempre più spesso di imbattersi nella"bestia nera" del rapporto con la cultura e il territorio.
Un esempio tragico e malvagio di scelleratezza ambientale e di violenza ignorante.
Uno spettro si aggira per l'Europa pronto a minacciare con il suo modello amministratori e città intere: è TARANTO!!!
Hai quanto è triste e vera questa miseria... s'i' fosse foco..., direbbe qualcuno!
Leggere per credere:

Presentata la Carta Archeologica di Velletri
(Velletri - Attualità) - Una partecipazione senza precedenti quella riservata alla presentazione del lavoro di Manlio Lilli. La sala Micara gremita, ha lasciato piacevolmente stupefatti gli stessi relatori che hanno commentato positivamente la massiccia affluenza. Un pubblico composto non solo da addetti ai lavori e rappresentati della politica ma semplici cittadini orgogliosi di un'opera che dà finalmente lustro alla città e alla sua storia. L'organizzazione dell'Aiv, capitanata da Sportelli e sponsorizzata dal Gruppo Di Silvio ha fatto da cornice all'evento. Una presentazione gestita da Tiziana Mammucari di Radio Antenne Erreci, ha avuto in apertura l'intervento di Monsignor Apicella che ha sottolineato l'importanza per un'enorme opera che aiuterà a valorizzare, apprezzare e difendere il patrimonio archeologico di Velletri, una «terra che può dare ancora tanto se debitamente amata».
Interessante anche l'intervento di Paolo Di Silvio che ha affermato che «la Cultura è patrimonio di tutti e parte integrante del tessuto sociale». Il contributo è continuato sottolineando l'importante ruolo storico archeologico di Velletri e la naturale «opportunità per l'economia della nostra città attraverso la promozione di itinerari archeologici collegati a quelli eno-gastronomici». Un importante accenno alla devastazione di un territorio meraviglioso come quello di Taranto, avvelenato dalla diossina delle industrie è un monito che non deve essere dimenticato. Attraverso invece "dinamiche virtuose" si può scoprire ed utilizzare il nostro "oro nero": la nostra storia.
Leggi l'articolo completo

Diossina: il parere degli esperti

Giornata di studio sulle tecniche di monitoraggio delle diossine: i ricercatori chiedono un campionamento in continuo e più risorse per gli enti

martedì 16 giugno 2009

Com'è il dopo Ilva?

Torna sotto la regia del Comune la riqualificazione di Cornigliano. Il sindaco Marta Vincenzi assume la presidenza della società per Cornigliano succedendo nella carica al presidente della Regione Claudio Burlando. Il passaggio è stato deciso oggi dal consiglio di amministrazione della società, riunitosi a Villa Bombrini. Accanto ai confermati Burlando, Giovanni Calisi e Carlo de Romedis, è entrato a far parte del cda, oltre alla Vincenzi, Roberto Levaggi, in rappresentanza della Regione. «Si è fatto un lavoro molto importante di cui si incominciano a vedere i risultati» ha dichiarato Burlando, facendo il punto dell’operato della società a tre anni dalla consegna delle aree dall’Ilva. «Le azioni svolte finora - ha affermato Vincenzi - vanno nella direzione giusta. Ringrazio il presidente Burlando, che ha gestito in questi anni la presidenza della società». Fra i primi risultati visibili vi sarà, in luglio, l’apertura al pubblico, con un programma di manifestazioni culturali, del giardino di Villa Bombrini. È stato inoltre deciso che 20 mila metri quadrati davanti alla villa, sulle aree ex Ilva, diventeranno il polmone verde di Cornigliano. Per il rifacimento delle facciate di Cornigliano saranno poi erogati contributi a fondo perduto del 40%. In autunno la palazzina ex direzione Ilva ospiterà un «cineporto», cioè un centro servizi per la produzione audiovisiva, emanazione della film commission. La società, in collaborazione con Film Commission, ha inoltre dato vita ad una sorta di `distretto´ delle piccole imprese del settore audio-visivo, collocate a Villa Bombrini. Per quanto riguarda le infrastrutture, giovedì il comitato portuale dovrà deliberare sulla consegna delle aree della strada di scorrimento a mare e il cantiere inizierà non appena ultimato il progetto esecutivo da parte dell’impresa che ha vinto l’appalto. A breve, infine, si aprirà il tavolo di lavoro Comune-Regione per l’ospedale di Ponente e per l’offerta di servizi territoriali Sampierdarena, Centro-ovest, Ponente e Valpolcevera. (Secolo XIX)

Venghino signori a fare il bagno!

LITORANEA DEI MICENEI: DEPURATORE AL COLLASSO. SCARICO IN MARE DI LIQUAMI

CODICI INVIA ACCESSO AGLI ATTI AI COMUNI DI LEPORANO E PULSANO E AGLI ENTI INTERESSATI

Si sono rivolti agli sportelli di Codici Taranto, i cittadini della ‘Litoranea dei Micenei’ che hanno creato un comitato spontaneo per combattere su una questione che colpisce loro da vicino ma che interessa tutti.
Si tratta dei due sistemi di depurazione tra i Comuni di Leporano e Pulsano. Il vecchio impianto costruito negli anni 80 è al collasso e presenta due anomalie.
La prima riguarda la fuoriuscita costante di liquami dai tombini di via La Fontana, con l’immissione degli stessi nella condotta Trigna, quella che termina sulla spiaggia del Gabbiano. Se la tracimazione dei liquami in via La Fontana è stata parzialmente limitata con l’installazione di una pompa adescante che limita la portata della rete fognaria in corrispondenza di via La Fontana, resta ancora un tombino in via Lago Maggiore che presenta la stessa anomalia.
La seconda questione riguarda il recapito finale del vecchio depuratore il quale è costituito da una condotta che termina sulla scogliera in via Litoranea dei Micenei dalle parti del ristorante “La Barca” senza che le acque nere siano depurate opportunamente. Attualmente nulla si è fatto invece per risolvere o quantomeno limitare il problema.
Il nuovo depuratore è costato ad oggi circa 20 milioni di euro . È stato finanziato mediante il decreto del 20 ottobre 1997 e per altri 1.250.000,00 a completo carico della Regione Puglia con il decreto n. 06 del 12/01/2007.
Ancora oggi, il depuratore non è in funzione e non esiste un piano ufficiale a riguardo: delle parti risultano già fatiscenti ed altre sono state rubate e non è ancora pronto il recapito finale che consiste nel convogliamento dei reflui depurati in uscita dal depuratore nel canale maestro che sfocia nel Mar Piccolo. (puglialive)

Superprofitti alternativi

Energia alternativa, il business su cui investire
Pubblicato da Gordon Gekko in Energia, In Evidenza. Martedì, 16 Giugno 2009.

Sempre più l’energia rinnovabile sta diventando un business centrale e sempre meno marginale. Se ne sono accorti anche in Borsa, quando nelle ultime sedute due titoli, Uni Land e Alerion, hanno messo a segno guadagni in doppia cifra perché le aziende sono entrate nel business del fotovoltaico.

Uni Land è un’azienda attiva nel settore immobiliare e dei terreni edificabili. Ha appena raggiunto un accordo per la realizzazione di un parco eolico di 36 Mw nel Comune di Monghidoro, in Emilia Romagna. La convenzione ha una durata di 35 anni e può essere prorogata di altri 35 anni. L’importo complessivo per l’intera costruzione sarà di circa 57 milioni di euro. La notizia non è passata inosservata sul mercato azionario e il titolo alla fine della seduta ha messo a segno un balzo del 10%. Da inizio anno il titolo ha messo a segno una performance dell’80%
Ma non è una eccezione. A poche ore dall’accordo di Uni Land ecco che esce la notizia che Alerion Clean Power, società quotata alla Borsa Italiana e attiva nel settore delle energie rinnovabili, raggiunge un accordo per realizzare a Castellaneta, in provincia di Taranto, di uno dei più grandi impianti fotovoltaici d’Italia con una potenza complessiva di 14 Mw. Il valore complessivo dell’impianto comporterà un investimento di circa 50 milioni di euro, che verranno finanziati tramite project financing. All’uscita della notizia il titolo ha fatto segnare un balzo del 7% e dall’inizio dell’anno l’azione ha messo a segno un rialzo del 25% circa.
Quindi per i prossimi mesi sarà interessante seguire con attenzione l’andamento non solo di questi titoli, ma anche delle azioni di società che hanno a che fare con le energie alternative, come fotovoltaico, energia eolica, e carburanti alternativi. La Borsa Italiana ancora scarseggia di presenze in questo settore, ma le Borse estere, in particolare americana, abbondano di aziende concentrate su questo business. (Vostrisoldi)

Ma perchè spediscono i rifiuti pericolosi in Cina?

Ecco un esempio:

Marilena Colagiacomo Azienda del frusinate denunciata per traffico di rifiuti transfrontaliero a seguito del sequestro, nel porto di Taranto, di ben 43 tonnellate di rifiuti plastici altamente tossici. L'operazione, condotta dai carabinieri del Noe, nucleo operativo ecologico di Lecce in collaborazione con il personale dell'Ufficio Antifrode della locale agenzia delle Dogane è riuscita a smantellare, ieri mattina, un traffico che si protreava da tempo e a finire nella rete degli investigatori una impresa di demolizioni di auto del nostro territorio. I rifiuti plastici, costituiti da polimeri di materie plastiche frammisti a rottami metallici, contenevano sostanze oleose, provenienti da demolizioni di autoveicoli. Il carico era pronto per essere spedito in Cina, con documentazione che falsamente li classificava come rifiuti di imballaggi in plastica. Dopo aver bloccato la spedizione oltrefrontiera ed apposto i sigilli ai due container, i carabinieri hanno denunciato alla Procura di Taranto, per traffico transfrontaliero di rifiuti, il legale rappresentante della società di provenienza dei rifiuti, che ha sede nella nostra provincia. Inoltre è stato richiesto l'intervento dei tecnici dell'Agenzia Regionale Protezione Ambiente Puglia per procedere ad un campionamento dei rifiuti al fine di verificarne la pericolosità. I materiali, come quelli, sottoposti a sequestro dai militari dell'Arma, sono classificati come rifiuti speciali, da smaltire, perciò, con una procedura specifica ma sicuramente più onerosa per l'azienda che, invece, per risparmiare, preferisce spedire il carico in Cina per essere lavorato ed occultato. Nel Paese del Sol Levante, infatti, il materiale tossico viene triturato e utilizzato, in particolare, come «riempimento» di altri oggetti, come, ad esempio, i giocattoli che poi vengono venduti in Italia con il marchi «Made in Cina». Ma stavolta, i militari del Noe, rilevando - vista la destinazione - un quoziente di rischio del carico elevato, hanno passato i container allo scanner e hanno scoperto che quelli che dovevano essere dei semi lavorati in realtà erano rifiuti altamente tossici. Anche questa operazione si inquadra nel protocollo di intesa stipulato tra il Comando carabinieri per la tutela dell'ambiente e l'Agenzia delle Dogane con la finalità di monitorare e verificare il fenomeno della spedizione all'estero di rifiuti. (Il tempo)

Vogliamo il Grande Fratello sulle emissioni di diossina

Intervento in vista del convegno di Taranto del 16 giugno sulle tecniche di monitoraggio

Noi riteniamo che l'Ilva e tutti gli impianti che producono diossina debbano essere continuamente sorvegliati da un "Grande Fratello" che non smetta di vigilare un solo minuto, 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno
15 giugno 2009 - Alessandro Marescotti

IL CONVEGNO. Il Convegno a Taranto sulle diossine è particolarmente importante perché si parlerà della tecnica del "campionamento continuo", ossia di quel "controllo totale" sui fumi che PeaceLink e le altre associazioni ambientaliste hanno richiesto come condizione imprescindibile a cui vincolare la concessione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

lunedì 15 giugno 2009

Le regole del mare per tutti

Libero accesso agli arenili alemno ogni 150 metri e pugno di ferro con gli operatori che utilizzano lavoratori in nero. Sono due delle principali norme contenute nell’ordinanza balneare del 2009, approvata dalla Regione e in vigore sia negli stabilimenti che nelle spiagge libere della costa pugliese.
«Il testo raffina e recupera il lavoro fatto in questi anni - spiega l’assessore alla Trasparenza G u gl i e l m o Minervini - perché abbiamo trovato un non facile equilibrio tra la tutela ambientale, rispetto alla quale sin dall’inizio ci siamo sempre battuti, e l’interesse degli operatori economici». I dati sono confortanti. «Sono cresciute le bandiere blu assegnate alla nostra regione - dice l’assessore al Turismo Massimo Ostillio - e anche i flussi turistici sono in aumento. Stiamo constatando dunque che la qualità paga».
Ed ecco le novità e le conferme.
DURATA DELLA STAGIONE BALNEARE - La stagione dura l’intero anno solare. Le strutture balneari sono comunque obbligate a tenere aperta l’attività almeno dal 15 maggio al 15 settembre.
AVVISI AGLI UTENTI - Tutta la cartellonistica per le informazioni di servizio agli utenti delle spiagge dovrà essere sempre ben visibile e redatta anche in lingua inglese, francese e tedesca. In tutti gli stabilimenti l’Ordinanza e l’«abaco delle informazioni al cittadino» dovranno essere affissi in luoghi ben visibili a tutti e in dimensioni minime di cm. 70x100.
SICUREZZA - Lo specchio d’acqua riservato alla balneazione si riduce da mt. 200 a mt.150 dalla riva. Lo spazio potrà essere aumentato solo con ordinanze delle singole Capitanerie in base a loro rilievi batimetrici e/o valutazioni in ordine alla sicurezza della balneazione. Lo spazio riservato alla balneazione dovrà essere segnalato da gavitelli che non potranno distare più di 25 metri fra loro.
PULIZIA DELLE SPIAGGE - Sugli arenili è permesso anche l’uso di cingolati gommati. Sugli scogli nessun mezzo. La rimozione delle alghe che si depositano a riva è autorizzata nel periodo della balneazione. Le alghe dovranno essere depositate in luoghi di stoccaggio per poi essere risistemate in loco per la loro naturale azione di rinascimento degli arenili. Potranno essere stipulati accordi tra i Comuni e i concessionari per la pulizia dei litorali e i servizi di salvataggio.
LAVORO NERO - Sanzioni finanziare fino a 10.032 euro e amministrative fino alla revoca della concessione per tutti coloro che violano le norme sul lavoro regolare. Le ammende sono versate ai Comuni di riferimento.
ACCESSO AL MARE - Confermato il libero accesso agli arenili (minimo ogni 150 metri) e il divieto di realizzare recinzioni (fronte mare sempre libero al transito). Anche le spiagge libere devono essere perfettamente fruibili dai soggetti disabili.
BARCHE E GOMMONI -Divieto di transito nelle zone riservate alla balneazione per qualsiasi tipo di imbarcazione (possono utilizzare solo i corridoi di lancio appositamente segnalati)
MUSICA -Divieto di diffusione sonora dalle ore 13,30 alle 16,00 e, comunque, i livelli di intensità acustica dovranno essere moderati. [red. reg, gazzetta del Mezzogiorno, p. 10)

Affari solari a Castellaneta

In una Borsa in difficolta’ svetta di oltre il 7% il titolo Alerion, che scambia a 0,51 euro. Il titolo e’ spinto dall’accordo che Alerion Clean Power, societa’ italiana attiva nel settore delle energie rinnovabili, ha raggiunto per realizzare a Castellaneta, in provincia di Taranto, uno dei piu’ grandi impianti fotovoltaici d'Italia con una potenza complessiva di 14 Mw. L'impianto, sviluppato completamente da Alerion, consentirà uan produzione a regime di 20 gigawatt all'anno.
Il valore complessivo dell'investimento sara’ di circa 50 milioni di euro, che verranno finanziati tramite project financing. La fine dei lavori di costruzione è prevista per il secondo semestre del 2010.(Reuters)

Rifiuti: la Cina è vicina

Circa 43 tonnellate di rifiuti plastici costituiti da polimeri di materie plastiche frammisti a rottami metallici, provenienti da demolizioni di autoveicoli, sono state sequestrate nel porto di Taranto, presso il molo polisettoriale, dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Lecce in collaborazione con funzionari dell'Ufficio Antifrode della locale agenzia delle Dogane. I rifiuti, contenenti sostanze oleose, erano in procinto di essere spediti in Cina. Dalle bolle di accompagnamento risultava una falsa attestazione che li classificava come rifiuti di imballaggi in plastica. I tecnici dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa), su richiesta dei carabinieri, hanno eseguito un campionamento dei rifiuti per verificarne la pericolosita'. Dopo aver bloccato la spedizione oltre frontiera ed apposto i sigilli ai due container contenenti la merce, i carabinieri hanno segnalato alla procura della Repubblica di Taranto, per traffico transfrontaliero di rifiuti, il legale rappresentante della societa' di provenienza dei rifiuti, che ha sede nella provincia di Frosinone. (ANSA).

Differenziata: si può

Ecco cosa un esempio di come una città riesca ad organizzare una raccolta differenziata che porti guadagno e benessere per i cittadini.
E intanto a Taranto da qualche tempo sono spariti molti cassonetti per la raccolta multimateriale... Qui solo una cosa si recupera bene: la chiacchiere dell'AMIU che da più di un anno promette "sperimentazioni" mai partite e apre inceneritori che appestano l'aria e la terra.

domenica 14 giugno 2009

La diossina fa curriculum

Il convegno sulle Tecniche di monitoraggio della diossina di martedì 16 giugno è un'occasione di formazione scientifica dei giovani universitari. Ai partecipanti verrà infatti rilasciato un apposito attestato che potranno usare per il loro curriculum vitae. Invieremo l'attestato per posta elettronica assieme agli atti del convegno in formato PDF a coloro che ne faranno richiesta e che si registreranno.
Per registrarsi occorre prenotarsi inviando una email alla segreteria del convegno all'indirizzo di posta elettronica p.mariorano@comune.taranto.it
Inoltre all'ingresso del Convegno verrà compilato dagli interessati l'apposito modulo di partecipazione.

L'inizio è alle ore 9 di martedì 16 giugno a Taranto presso l'aula magna dell'Ospedale Testa (ubicato nella zona industriale).

La domenica delle fiamme

Roghi distruggono ettari di macchia mediterranea
TARANTO – Diversi incendi hanno distrutto centinaia di ettari di macchia mediterranea in varie località della provincia di Taranto. Il rogo più violento si è sviluppato a ridosso della statale 172 Taranto-Martina Franca, in contrada Sabatini. Un denso fumo nero ha creato problemi di visibilità agli automobilisti. Sul posto cinque squadre dei vigili del fuoco e due autobotti. È dovuto intervenire anche un Canadair con lanci di liquido ritardante. A Faggiano e Statte le fiamme hanno lambito alcune abitazioni. Gli altri incendi si sono verificati a Mottola, Manduria e Maruggio.

Pseudo-università insostenibile?

Università Taranto. Per un anno stop a immaticolazioni

Rettore Corrado Petrocelli, allora, domani chiudete l’offerta formativa per il prossimo anno accademico?

«Sì, il 15 giugno - dice il rettore dell’Università di Bari - è il termine ultimo per l’approvazione generale a livello di Senato e di consiglio di amministrazione. In Senato, in realtà, abbiamo già approvato».

E quali saranno le novità per Taranto, a parte il corso in Scienze e Gestione delle attività marittime? C’era il problema della soppressione del corso di laurea in Fisioterapia…
«Come ho già detto e oggi ribadisco, bisogna tener conto che questa è una soluzione relativa solo al prossimo anno accademico ed è legata a problemi di natura logistica e quantitativa. Noi intendiamo supportare al meglio le lezioni destinate ai nostri studenti. Se non abbiamo personale docente sufficiente ed una logistica ideale, al posto di dare vita a corsi ed a lezioni non adeguate a quello che è lo standard che noi perseguiamo, è meglio operare la sospensione, ma della sola immatricolazione, creando invece più opportunità negli altri settori e nelle altre sedi vicine...

Leggi l'intervista completa di Maria Rosaria Gigante su La Gazzetta del Mezzogiorno

Territorio, infrastruture, valorizzazione: si può!

"Modugno altera Tarentum": benvenuti nel mondo delle colonie!


2°a Notte di fumo dalla centrale

Modugno 13/06/2009.
Giorno 11 giugno ore 22.30, scatta l’allarme in Città. Una nube accompagnata da un odore acre simile a pneumatici bruciati invade Modugno. E’ il panico! Centinaia di telefonate arrivano al Comitato Pro Ambiente e molti si dirigono sulla zona in cui è ubicato l’impianto. Al nuvolone assiste l’intero Consiglio Comunale che guarda allibito all’evento.
Arrivati sul posto chiediamo ai Tecnici della Sorgenia spiegazioni e ci rispondono che, come da autorizzazioni Ministeriali, stanno effettuando le prove funzionali dell’impianto prima della messa in esercizio definitiva.
Sul posto due automezzi dei vigili, ma nessuno sa chi li ha chiamati, ci riferiscono che tutto è nella norma.
Le perplessità per Noi aumentano sempre più quando scopriamo che il tecnico dell’ARPA non è presente.
Intervenuto sul posto il Sindaco della Città di Modugno chiediamo anche a Lui se la società ha comunicato l’evento relativo a questa prova. Ci risponde che non è pervenuta alcuna comunicazione nonostante i tecnici avessero affermato il contrario. Le sole comunicazioni si riferiscono alla nota della Società Sorgenia del 31 Marzo a firma del Direttore Generale che comunica ufficialmente che le prove funzionali sarebbero state effettuate a partire dal 15 Aprile 2009.
A tutto ciò inspiegabilmente nessuna dichiarazione è pervenuta dall’Ente Regionale e dall’ARPA Puglia per rassicurare la popolazione sulle sostanza immesse in atmosfera da uno dei due camini.
Certo è che sarebbe stato alquanto doveroso da parte di questi soggetti Istituzionali almeno una comunicazione tempestiva ai Comuni interessati sugli esiti delle rilevazioni effettuate dall’ARPA in merito alle emissioni, al fine di verificare il tipo di agenti inquinanti immessi in atmosfera come dichiarato nel Decreto Autorizzato del 2004. Il Monitoraggio delle emissioni per il tempo della prova avrebbe consentito di verificare il rispetto e corrispondenza delle quantità dichiarate.
La misurazione degli inquinanti presenti nell’aria, fuoriusciti dai camini poteva essere rilevata anche dalle centraline installate nell’abitato di Modugno e riportate sul mega display installato di fronte alla posta centrale. Purtroppo, nonostante i 209.000,00 Euro dei contribuenti, spesi per l’acquisto e l’installazione delle attrezzature risultano ancora non funzionanti. VERGOGNA !!! L’assessorato alle politiche ambientali che dovrebbe essere l’organo di controllo è stato completamente assente ed inefficiente durante le prove funzionali dell’impianto.
Nessuna risposta è stata fornita in tal senso ed i dubbi e perplessità aumentano sempre più in Città.
I Cittadini iniziano seriamente a porsi il problema ….cosa accadrà quanto l’impianto della centrale turbogas sarà avviato per sempre ed ininterrottamente?

Tutto quanto ci conferma l’amara verità di Irwin Bross: “quando [il governo e la classe dirigente medica e scientifica] dicono che qualcosa è sicuro e buono per te, ciò che questo significa veramente è che è sicuro o buono per loro. A loro non importa quello che succede a te (…) Se c’è qualcuno che proteggerà la tua vita e la tua sicurezza, quel qualcuno non potrai essere che tu.

Comitato Cittadino Pro Ambientem, Modugno

Africa, bel suol d'amor!

Valeva la pena di fare un pò di scena per assicurarsi un pò più di sfruttamento di quella "gentaglia nera e miserabile".
New economy per new colony!


L'Italia si aggiudica più gas e petrolio. Tecniche di marketing con il raìs
...
Verso le 11,20 il Colonnello Gheddafi ha ricevuto nel suo tendone beduino l'ad dell'Ente nazionale idrocarburi (ENI) Scaroni. Un incontro breve, durato appena venti minuti. «Sull'onda del nuovo rapporto Italia-Libia si è parlato di progetti di intesa con la Noc (National oil company, la società energetica di Stato libica ndr) in particolare per quanto riguarda il gas e la destinazione dei maggiori flussi verso l'Europa», ha riferito Scaroni dicendosi «molto soddisfatto» dell'esito del faccia a faccia.
Nel corso dell'incontro, ha sottolineato Scaroni, si è anche affrontato il tema «dell'utilizzo del gas per la produzione di energia elettrica nei Paesi a sud della Libia come, solo per citare qualche esempio, il Ciad e il Niger». Un'iniziativa che, a medio termine, avrebbe delle ripercussioni positive sul flusso di immigrati da quei Paesi in Europa. A Gheddafi ha fatto visita anche il presidente della Pirelli, Marco Tronchetti Provera, accompagnato dalla moglie Afef, entrambi incontrati anche il giorno precedente, rispettivamente nella sede di Confindustria e all'Auditorium della Musica. Tronchetti e il leader libico avrebbero parlato, tra l'altro, di possibili sviluppi per le attività del gruppo della Bicocca in Libia. Gli ultimi a incontrare l'originale capo di Stato straniero sono stati un centinaio di «rimpatriati» italiani della Libia, invitati esclusivamente a titolo personale, e ricevuti «soltanto» dopo tre ore di attesa... (Il Tempo)

sabato 13 giugno 2009

Ma che succede all'Ilva? Chi tutela i cittadini?


E' da due giorni che dall'area a caldo dell'Ilva di Taranto si sollevano altissime nuvole di fumo nero che investono i tamburi, il porto e la città vecchia.
La gente è preoccupata e le segnalazioni non ricevono alcuna risposta.
Nell'anarchia generale giornali, istituzioni e organi di controllo si girano dall'altra parte e fanno finta di niente mentre il destino quotidiano dei tarantini si gioca a dadi nelle alleanze per il ballottaggio...
Vergogna!

In difesa della propria città. La voce di Taranto a Bologna!

Bologna, irruzione di studenti tarantini al forum dell’Ilva
MARIA ROSARIA GIGANTE (La Gazzetta di Taranto, p.VI)

• “Per circa 20 minuti abbiamo preso parola per informare tutti i presenti di cosa realmente sia l'Ilva e dei danni che procura alla città di Taranto e alla sua popolazione, informazioni che, ovviamente, chi non conosce la nostra realtà, non immagina minimamente”. Irruzione degli studenti universitari tarantini fuorisede ieri presso la facoltà di Ingegneria di Bologna dove si stava svolgendo un incontro tra studenti ed il Gruppo Ilva. “Attraverso la nostra irruzione con megafono e volantini – fanno sapere da Bologna appunto - abbiamo cercato di controinformare i presenti e ribadire alla dirigenza Ilva che Taranto e i Tarantini sono stanchi del sacrificio umano cui sono sottoposti”.
Il Coordinamento dei Tarantini Fuorisede è nato qualche mese fa e sta organizzando iniziative di sensibilizzazione sulle condizioni in cui versa Taranto in varie città. “Ab - biamo riscontrato un' importante risposta sia dai tanti emigrati che si sono avvicinati al Coordinamento che da tanta gente di tutt' Italia che si è dimostrata interessata e solidale alla nostra causa”, affermano. E commentano: “Anche se lontani da Taranto ci siamo anche noi…fino all’ultimo respiro”.
La “controinfor mazione” che gli studenti fuorisede hanno voluto portare ha riferito i dati generali sull’inquinamen - to (le emissioni del 92% della diossina italiana e l’8,8% di quella europea, l’incidenza di quattro volte superiore alla media nazionale di tumori alle vie respiratorie, l’abbattimen - to dei capi di bestiame nelle aree vicine alla zona industriale, la presenza di diossina nel latte materno), i problemi legati all’occupazione (6700 operai in cassintegrazione a causa del crollo della domanda di acciaio) ed all’economia (l’in - gresso del patron Emilio Riva nella cordata che ha acquistato l’Alitalia), alla sicurezza sui luoghi di lavoro (negli ultimi 15 anni 44 operai morti), alla dignità dei lavoratori (“l’Ilva è stata condannata per mobbing ai danni di 60 lavoratori ritenuti “scomodi”). Non manca il quesito: “Perchè l’Ilva cerca personale a Bologna e non a Taranto?” La risposta: “Forse perchè i tarantini sanno cosa rappresenta l' Ilva e probabilmente nella facolta' tarantina avrebbe trovato una degna acco glienza!” Poi proseguono: “L' Ilva è responsabile di degrado sociale e precarietà, esercita un fortissimo ricatto occupazionale nei confronti dei giovani di Taranto e dell' hinterland. Ragazzi come noi ogni giorno rischiano la vita nei reparti di quell' impianto per 1000 euro al mese, permettendo al patron profitti da record- Il giovane di Taranto quando non può' emigrare ha davanti a se due scelte: morire di fame o di lavoro!” Infine gli studenti fuorisede tarantini stigmatizzano “l'Alma Mater Studiorum e i vertici della Facoltà di Ingegneria per aver permesso questo incontro. L' Università – dicono - ha dimenticato il suo compito educativo mostrandosi complice di chi costruisce il suo profitto sfruttando senza ritegno sia l'uomo che l'ambiente, senza tenere conto di alcuna morale, privando cittadini e lavoratori dei diritti essenziali.Vogliamo rispetto per Taranto, per i suoi abitanti, per la sua storia, per chi e' morto e per chi soffre nei nostri ospedali”.

«Non si può morire di lavoro»

Don Ciotti e Vendola ieri sera in piazza Garibaldi commemorano le morti bianche
Il presidente di Libera: «Un filo rosso lega le vittime del lavoro e quelle della mafia»
Vendola: «Situazione drammatica, in Italia ci sono 4 morti al giorno sul posto di lavoro»

PAMELA GIUFRÈ (Gazzetta di Taranto, p.IV)
• C'è un filo comune tra le morti bianche e le vittime della mafia. Ed è anche per questo, ma non solo, che già da due anni don Luigi Ciotti, presidente nazionale di “Li - bera”, trascorre a Taranto il 12 giugno. Dal 2003, infatti, dopo la morte dei due operai dell’Ilva Paolo Franco e Pasquale d’Ettor re, nella città dei due mari questa data è diventata il simbolo per ricordare tutti coloro che hanno perso la vita sul lavoro ed il dolore dei familiari. Per questo ieri l’as - sociazione “12 giugno” ha organizzato la seconda giornata in ricordo delle vittime sul lavoro insieme al coordinamento contro le mafie - Libera - e con la collaborazione del Comune di Taranto e della sede ionica della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari.
”Sia chi muore sul posto di lavoro che chi perde la propria vita per mano della mafia - dice don Ciotti in piazza Garibaldi - è vittima dell’ingiustizia, anche se in forme diverse. Paga la non legalità”.
Ma il 12 giugno riuscirà a spezzare la tragica catena delle morti bianche? ”Per arrivare a dire mai più vittime nei luoghi di lavoro - risponde il presidente nazionale di Libera - c'è bisogno che tutti, a tutti i livelli, si assumano le loro responsabilità. Dalla politica alle istituzioni, che devono definire e rendere operative leggi adeguate fondate sulla prevenzione e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Fino ai cittadini”.
E sulla necessità di leggi a favore dei lavoratori, “il cui valore umano ha sempre meno prezzo”, si sofferma anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, arrivato in piazza Garibaldi qualche minuto prima che la Fanfara dei Bersaglieri cominciasse a suonare l’inno d’Italia: “Ci sono in media 4 morti al giorno sul posto di lavoro e 20mila feriti gravi. La situazione è drammatica. Il mondo del lavoro ha perso il suo significato originario di nobilitare l’uo - mo. Ed è inquietante l’atteggiamento del governo centrale che propone meno controlli e sanzioni. Il diritto alla vita non può essere espulso dentro i cancelli della fabbrica”.

La voce di don Ciotti che «sgrida» i politici
[marcello cometti]
Ci sono due universi paralleli che solo in alcuni sporadici frangenti, per pura combinazione, combaciano e si sovrappongono. C’è l’universo di chi pensa che le leggi siano un optional, un fastidio, un freno per la libera intrapresa e per le sorti magnifiche e progressive dei capitani d’industria. E c’è l’universo di chi invece ritiene che le leggi siano il pilastro fondamentale dell’umana convivenza, e con esse l’eti - ca, il rispetto dell’uomo, la tutela della dignità di chiunque. Senza bugie, senza doppifondi, senza trabocchetti. In questo secondo universo abita don Luigi Ciotti, prete indomito e fustigatore di coscienza, anima limpida e mai doma, che ancora una volta ieri sera a Taranto è venuto a gridare forte lo sdegno di chi vede la vita umana ridotta a numero, ad una cifra nel gran mare delle statistiche. Al cospetto dei politici, dei sindacalisti, dei congiunti delle vittime sul lavoro, questo sacerdote scomodo ad alto voce ha richiamato un’esortazione a fare di più, a fare meglio, a non voltarsi dall’altra parte. Una lezione per tutti. Un ammonimento che non deve cadere nel nulla.

Cominciamo dai nomi... ma continuiamo!

Tamburi, la piazza cambia nome per ricordare i caduti sul lavoro
Piazza Masaccio da ieri si chiama ufficialmente Piazza 12 giu
gno
[La Gazzetta di Taranto, p. IV]

sa alla chiesa Gesù Divin Lavoratore e nel pomeriggio ha portato il suo saluto al dibattito in piazza Garibaldi. Anche quest’anno non c'era nessun delegato della Presidenza della Repubblica, ma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha mandato un suo messaggio a sostegno all’iniziativa voluta dall’associazione “12 Giugno”. Ed è intervenuto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Poi c'era, come l’anno scorso, il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido.
”Questo giorno - dice il sindaco - diventa ogni anno più importante, e questa seconda edizione dimostra la volontà di istituzionalizzare un’iniziativa simbolica per non dimenticare tutte queste persone”. Florido aggiunge: “Il tema merita un’attenzione alta e grande condivisione”.
Eppure, il presidente dell’as - sociazione 12 Giugno, Cosimo Semeraro, lamenta la scarsa partecipazione popolare: “Mi vergogno personalmente per l’assenza di tutti quei cittadini di Taranto e provincia che oggi (ieri ndr) non sono qui. Ho portato io stesso i manifesti di questa giornata ovunque, per chiedere il coinvolgimento ed il sostegno di tutti. E invece alla messa c'erano solo 26 persone e al dibattito poco più di 300. Che senso ha piangere a cose avvenute? E’ adesso che uniti dobbiamo batterci per migliorare le leggi sulla prevenzione”.
Per fortuna le statistiche dimostrano un lieve calo del numero di infortuni sul lavoro. “Nel 2007 - riferisce Cosimo Nacci, responsabile assicurativo dell’Inail - a Taranto e provincia ci sono stati 9100 infortuni. Nel 2008, 8600”.

venerdì 12 giugno 2009

Il Giornale difende Vulpio...

Nel valzer degli schieramenti Il Giornale arriva anche a difendere il "male" dei padroni pur di attaccare Grillo e Di Pietro.
C'è da sentirsi qualunquisti a sospettare un fondo di verità?
Certo che l'indignazione è tanta!
L’avvocato olbiese Giommaria Uggias, 49 anni anni, ha alle spalle una lunga militanza politica, iniziata nella Dc, proseguita sino alla Margherita ed arrivata nel Pd, dove però si è rotto il rapporto con la “casa madre”, che lo ha portato ad aderire all’Idv.
Un volto nuovo... senza dubbio che parla ai cittadini...(vedi link)
Lode alla transumanza partitocratica sarda!
Uggias ha preso 17000 voti contro i 37000 di Vulpio. Oltre la metà dei votanti sono stati malamente scippati dei loro diritti e buggerati.
In fondo è meglio che Vulpio stia fuori da queste consorterie, ma ha tutto il diritto di reclamare in nome dei suoi elettori!

«Che fretta c’era...» sorride amaro a caldo Carlo Vulpio. La sua esclusione eccellente dagli eletti Idv a Strasburgo brucia. Un’altra amarezza per il giornalista del Corriere della Sera «allontanato» per sua stessa ammissione dall’allora direttore di via Solferino, Paolo Mieli, dalle inchieste di Luigi De Magistris. L’ex pm a Strasburgo ci è andato alla grandissima, forte di oltre 380mila moti. Vulpio è rimasto vittima più che delle preferenze (37mila in 4 collegi) di un gioco di opzioni che ha portato all’elezione dell’ex Margherita Giommaria Uggias nella Circoscrizione Isole per la rinuncia di Sonia Alfano a rappresentare la «sua» circoscrizione. La figlia del giornalista ucciso dalla mafia siciliana ha scelto il Nord Est. «Una scelta tecnica - ha detto la Alfano - non politica in quanto voglio continuare a lavorare su tutto il territorio nazionale». Avesse scelto l’opzione Sicilia-Sardegna com’era forse più naturale, e non il Nord Est, Uggias (quinto dei votati) sarebbe rimasto a casa e Vulpio sarebbe andato in Europa. Il giornalista non parla, mentre Leoluca Orlando si gonfia il petto: «Siamo l’unico partito a mandare un sardo a Bruxelles, sarò in Sardegna a festeggiare con lui», ha detto il portavoce Idv. «Che fretta c’era - insiste Vulpio - perché confermare le opzioni a urne appena chiuse, quando ci sono 15 giorni di tempo per decidere». In effetti, la short list dei sette Idv è uscita in agenzia alle 17.38 minuti di martedì 9. Quando ancora le Corti d’appello non hanno neppure ricevuto le urne e iniziato il conteggio «reale» dei voti. Visto che in molti casi (nell’Idv come in altri partiti) la distanza tra eletti e non eletti è racchiusa in un pugno di voti e le sorprese sono dietro l’angolo.
La «fretta» di chiudere i giochi a urne calde non è piaciuta soprattutto agli elettori dipietristi. I sito antoniodipietro.it, italiadeivalori.it e beppegrillo.it sono letteralmente invasi da commenti di proteste per l’esclusione di Vulpio. «Vergogna, è una bestemmia, vogliamo una spiegazione della sua esclusione - si legge -. L’Idv ha puntato parecchio sulla libertà di informazione, Vulpio ci ha messo la faccia in centinaia di incontri e manifestazioni in tutta Italia, ottiene 37mila voti in tutta Italia e si preferisce far passare Uggias con 17mila voti... se vi pare giusto. Estromesso dal Corriere e da Italia dei valori, la prossima volta scordatevi il mio voto». I nomi dei prescelti, tranne Vattimo e Arlacchi, suscitano più di un dubbio. «Prima la Rame e De Gregorio, ora Uggias e Iovine, uno che sembra il Binetti dell’Idv, altro che facce nuove e giovani. Far fuori Vulpio è un bizantinismo della peggiore Dc». E ancora: «Ha pagato di suo per tenere la schiena dritta ma resta fuori, Iovine forse fa un importante lavoro di retroguardia, tipo montare i tubi innocenti e l’amplificazione a Piazza Navona e a Piazza Farnese...». E infine: «Passano i burocrati, non Vulpio. Siete feccia come tutti gli altri partiti. Ho la sensazione che dia fastidio a qualcuno. I fatti probabilmente lo confermeranno nei prossimi mesi», scrive sarcastico un altro grillino. Mentre Stanco_Mavoglio si rivolge direttamente a Grillo, e sul sito del comico genovese e rincara la dose: «Beppe, mi piacerebbe sapere cos’hai contro Carlo Vulpio»
In effetti, tranne l’estemporaneo endorsement all’ex Corriere di Grillo durante un incontro in Campania, Vulpio non ha mai goduto di buona «stampa» dipietrista, e ancora oggi sui siti il suo nome non compare. Né a lui né allo stesso Di Pietro sono andati giù certi attacchi all’establishment Idv al Sud e soprattutto - raccontano fonti interne al movimento dei grillini - Vulpio non è mai piaciuto al vero dominus dell’asse Grillo-Di Pietro: l’editore Gianroberto Casaleggio, ex amministratore delegato della controllata Telecom Webegg (venduta alla Value Partners per 43 milioni di euro) e a capo delle organizzazioni Meet-up, l’uomo dei blog di Grillo e Di Pietro, che nel 2004 convinse il comico a investire sulla Rete. Oggi la sua Casaleggio Associati è la spina dorsale del movimento, e il peso dell’editore nelle scelte politiche dei due Masanielli del web sarebbe sempre più forte. Forse tanto da decidere chi merita l’euroscranno e chi no.
(Il Giornale)

giovedì 11 giugno 2009

Gas: i cieli di Taranto sono piENI!

Le faranno 'ste piste?

PISTE CICLABILI: ACCORDO REGIONE-AQP “CICLOVIA” VALLE D’ITRIA

Come noto la possibilita’ di trasportare la bici al seguito sui treni regionali rappresenta la principale forma di intermodalita’, come esperienze nazionali ed europee dimostrano, utilizzata dai cicloturisti per raggiungere un percorso ciclabile o per allontanarvisi, contribuendo anche al successo dell’investimento. “La realizzazione della “Ciclovia dell’Acquedotto”, che sotto il profilo ambientale, paesaggistico, culturale, turistico, sociale ed economico e’ confrontabile in Italia solo alla Ciclovia dell’Adige in Trentino - dichiara l’Assessore regionale ai Trasporti Mario Loizzo - rappresenta un ulteriore passo in avanti nel processo, lento ma deciso, intrapreso da questa Amministrazione regionale, di costruzione della Rete Ciclabile pugliese quale parte essenziale della rete ciclabile europea EuroVelo e di quella nazionale BicItalia. Ci sono tutti i presupposti, infatti affinche’ la ciclovia dell’acquedotto diventi itinerario ciclabile nazionale della Rete “BicItalia” in quanto prolungamento, lungo tutta la Murgia e la Valle d’Itria, della Ciclovia n. 11 che nasce nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a cavallo tra Toscana ed Emilia Romagna, corre lungo l’Appennino ed arriva in Puglia attraversando tutto il Parco Nazionale del Gargano”. Ma non e’ tutto. “Avendo il Parlamento europeo di recentemente adottato una risoluzione finalizzata ad includere anche il progetto di Rete Ciclabile EuroVelo tra le Reti di trasporto transeuropee TEN-T - prosegue l’Assessore Loizzo - ed essendo la Puglia, nel tratto Taranto-Brindisi, attraversata dall’itinerario EuroVelo n. 5 Londra-Brindisi, gia’ oggetto di studio del progetto CYRONMED, gli Uffici dell’Assessorato si attiveranno al piu’ presto per verificare l’esistenza di nuove risorse finanziarie destinate alo scopo dalla Commissione Europea”. (AGI)

Basso consumo con controindicazioni

Entro settembre 2012 saranno messe al bando in tutta l'Unione Europea le lampadine a incandescenza per fare spazio a quelle a minor consumo energetico. Ma a quale costo?
Le lampadine fluorescenti compatte -LFC-(note come lampadine a basso consumo energetico) possono infatti provocare invece ulteriori gravi danni a fasce di popolazione affette da patologie quali il Lupus, forme di dermatite o eczema, elettrosensitivita', autismo, epilessia, emicrania, alcuni tipi di porfiria, e molte altre ancora che possono soffrire gravi e dolorose reazioni all’illuminazione a basso consumo.
Queste beneamate lampadine, distribuite a destra e manca da associazioni ambientaliste e da fornitori di energia elettrica (già questo dovrebbe far pensare), presentano purtroppo tre principali problemi:

Radiazioni Elettromagnetiche
Misurazioni eseguite dimostrano che le LFC generano potenti campi elettromagnetici a poca distanza dalla sorgente, fino ad un metro di distanza (1). Il centro indipendente di ricerche francese CRIIREM (Centre de recherche et d´information sur les rayonnements e'lectromagne'tiques) sconsiglia pertanto di utilizzare lampadine a basso consumo energetico a brevi distanze, come ad esempio per illuminare i comodini delle camere da letto o le scrivanie (2). La messa al bando delle lampadine ad incandescenza portera' quindi ad un aumento delle persone sottoposte ad alti livelli di radiazioni elettromagnetiche.
Esistono, inoltre, indicazioni che il campo elettromagnetico generato dalle LFC puo' viaggiare all'interno dei cavi elettrici esponendo le persone alla cosi' detta “elettricita' sporca” in tutta l'abitazione. Uno studio pubblicato nel giugno del 2008 dall'American Journal of Industrial Medicine segnalava che questa elettricita' sporca aumenta di 5 volte il rischio di contrarre il cancro (3).

Mercurio
Le LFC contengono da 3 a 5 mg di mercurio, una sostanza estremamente tossica per il cervello, il sistema nervoso, i reni ed il fegato. Sebbene si dica che le LFC hanno un basso contenuto di mercurio, questo quantitativo e' piu' che sufficiente a causare seri danni alla salute. In modo particolare sono a rischio le donne in stato di gravidanza ed i bambini piccoli, poiche' il mercurio influisce sullo sviluppo del cervello e del sistema nervoso del feto e del neonato.
Valutazioni eseguite dimostrano che quando una lampadina a basso consumo si rompe i vapori di mercurio si diffondono e le emissioni superano di gran lunga i livelli di sicurezza per svariate settimane dalla rottura (5). Le lampadine che non vengano smaltite correttamente potrebbero rompersi nei camion della spazzatura, diffondendo i vapori di mercurio sulla citta', o finire nelle discariche dove il mercurio puo' contaminare aria, acqua e suolo.

Radiazioni-UV
Le LFC senza il doppio guscio protettivo (ed anche alcuni tipi di lampade alogene) emettono radiazioni UV-B e tracce di UV-C. E' ben noto che questo tipo di radiazioni sono dannose per la pelle (i.e. tumore della pelle) e per gli occhi (i.e. cataratta). Diversi studi, infatti, dimostrano che le lampade fluorescenti aumentano il rischio di contrarre tumori della pelle (6).
La British Association of Dermatologists sostiene che le persone che soffrono di alcune malattie della pelle o che sono sensibili alla luce accusano un aggravamento dei loro sintomi in conseguenza dell’uso di lampadine a basso consumo energetico (7). Perfino individui senza problemi cutanei preesistenti possono sviluppare sul viso sintomi allergici e/o lesioni simili alle ustioni da sole (8).
La protezione supplementare del doppio guscio sulle LFC puo' circoscrivere il problema delle radiazioni UV, ma fintantoche' saranno vendute LFC senza doppia protezione, le razioni UV continueranno ad essere un alto fattore di rischio.
Ulteriori problemi
Altri problemi correlati all’uso delle LFC comprendono il tremolio della luce -- che puo' provocare mal di testa, affaticamento della vista e problemi di concentrazione (9) -- e l’alta percentuale della componente blu della luce che, come e' risaputo, diminuisce la produzione di melatonina, che a sua volta puo' causare disturbi del sonno, tumori, attacchi di cuore.

Cosa fare?
Ricordiamo altresì che si stanno diffondendo altre tecnologie, sicuramente più efficienti, come l'illuminazione a led, che risolvono in parte tutti questi problemi. Dobbiamo anche ricordare che la luce migliore rimane la luce naturale, che potremmo sfruttare al massimo anche all'interno delle nostre abitazioni. Per il resto potremmo continuare ad usare le lampadine fluorescenti con maggiore coscienza e parsimonia, ricordandoci di smaltirle in modo corretto. Una vecchia lampada ad incandescenza se accesa con moderazione potrà darci sicuramente una luce più calda e gradevole. Se poi volete seriamente risparmiare energia cominciamo dall'isolare bene le abitazioni, l'illuminazione per le nostre case assorbe appena il 15% dei consumi energetici. Per ridurre le emissioni è sicuramente prioritario risparmiare sull'energia necessaria riscaldamento e il raffrescamento degli edifici.

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LAMPADINE A BASSO CONSUMO ENERGETICO: QUALI RISCHI PER LA SALUTE ? Pubblicato su ICARO n. 57 - Maggio 2008

mercoledì 10 giugno 2009

Analisi politica...

Per ricordare i tempi della Di Bello.
Per ricordare agli attuali amministratori la loro distanza dai cittadini.
Soprattutto dalle classi più disagiate. La maggioranza...
Per capire come mai il degrado socioculturale di una città si traduca sempre in un nome e cognome ritornato alla ribalta nelle ultime elezioni.
La politica non ha imparato niente a Taranto.
E quando si trascura i cittadini, il populismo trionfa sempre.
Agli amministratori tarantini:

SVEGLIATEVI!!!

"SFOGO DI UNA SIGNORA DELLE CASE PARKEGGIO DEI TAMBURI TARANTO"

Una sentenza storica

La Regione Puglia sostiene l'acqua pubblica

Un comunicato dal Comitato pugliese "Acqua bene comune" sugli sviluppi della mobilitazione del 28 maggio:

Ci è finalmente giunta una comunicazione a firma del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola (in allegato), con la quale fissa un incontro [con il comitato acqua bene comune] per il prossimo 19 giugno alle ore 12,00.
Rispetto al patrocinio dato dalla Regione all’iniziativa “H2Obiettivo” di Federutility (organizzata con il sostegno della Veolia Eau) e alla prevista partecipazione, sua e dell’ass.re Introna, parla della “decisione di non partecipare né direttamente né attraverso le persone degli Assessori al seminario internazionale organizzato dall’Acquedotto con Federutility” come una maniera per segnare “in modo inequivocabile l’intenzione, nei miei poteri e doveri di rappresentanza politica della Regione che governo, di mantenere ben ferma la rotta”.
Rispetto alla candidatura della Città di Bari a ospitare il World Water Forum nel 2015 - dopo la dichiarazione del Comune di Bari - anche il Presidente della Regione dichiara espressamente che “l’interlocuzione sull’Acqua avvenga richiamandosi all’alta autorità delle Nazioni Unite” e che potrebbe “essere condivisa e supportata dal mio Governo esclusivamente nel caso che, sin dalle prossime battute, si verificassero condizioni politiche ben diverse da quelle che hanno prodotto il documento di Istanbul, ovvero se il confronto preliminare a qualsiasi formalizzazione della candidatura riconoscesse alla Regione titolo a entrare nel merito e a orientare il Forum nella direzione del riconoscimento esplicito dell’acqua quale fondamentale diritto dell’umanità […] In caso diverso, la Regione Puglia non supporterà candidature pugliesi per il World Water Forum del 2015”.
Certo, continua ad essere riproposta l’idea (già avanzata dall'ass.re Godelli) di “poter orientare" il Forum delle multinazionali (!) ma, quanto meno, – finalmente – sembra si sia aperto uno spazio di confronto ed interlocuzione che, come Comitato pugliese, chiedevamo da oltre due anni.

Margherita Ciervo

Di Pietro "tromba" Vulpio...

Ma noi continuiamo a sostenere il suo lavoro per Taranto e la sua onestà professionale. Grande Carlo!

Da Notizie-online
Non scatta il seggio nell'Europarlamento per il giornalista-scrittore altamurano Carlo Vulpio, indipendente di Italia dei valori.

Il partito di Di Pietro ha fatto le sue scelte. E rispetto alla possibilità che si liberasse per il candidato altamurano un seggio nella circoscrizione Nord-Ovest, il gioco ad incastro delle opzioni non lo ha favorito. I sette eletti di Italia dei Valori, così come reso noto dallo stesso Di Pietro sul suo sito-blog, sono Sonia Alfano, Pino Arlacchi, Luigi De Magistris, Vincenzo Iovine, Niccolò Rinaldi, Giommario Uggias e Gianni Vattimo.
Dunque Sonia Alfano non ha optato per l'elezione nella circoscrizione insulare bensì per quella di Nord Ovest. Così in quella insulare è scattato il seggio per il sardo Uggias mentre in quella Nord-Ovest i seggi sono stati assegnati ad Alfano e Vattimo. Vulpio è così il primo dei non eletti in questa circoscrizione. Ed è primo dei non eletti anche nella circoscrizione Italia centrale (dietro Rinaldi, eletto).
Questo esito non sembrava probabile ieri. Infatti all'inizio della campagna elettorale Carlo Vulpio veniva presentato insieme a De Magistris ed Alfano come uno dei candidati di spicco per portare la società civile in Europa tanto da essere presente nella lista di Idv in ben quattro circoscrizioni, in quasi tutta Italia insomma. Questa impressione si aveva ieri anche dalle stesse parole di Di Pietro che sul suo blog commentava il grandioso risultato di Italia dei valori sostenendo di portare in Europa "tutte le problematiche attinenti all'informazione, alle energie rinnovabili, all'economia diffusa, alla lotta al signoraggio e all'approfittamento del sistema bancario, ad un sistema delle imprese che rispetti le regole del gioco, alla solidarietà delle fasce sociali più deboli e ad una cultura che abbia più rispetto dei diritti umani". E proprio all'annuncio delle scelte degli eletti molti utenti sul blog di Di Pietro si chiedono perché non sia stato scelto Vulpio, ipotizzando che sia stato privilegiato il candidato sardo perché la Sardegna non ha mai avuto un europarlamentare.
Unica consolazione: a giudicare dalle parole con cui si era presentato, la mancata conquista di un seggio per Vulpio non è un dramma. Al momento della sua presentazione aveva infatto affermato che il seggio a Strasburgo era "l'ultimo dei miei pensieri". "Io ho già vinto - diceva - dal momento in cui le mie idee e questa battaglia per l'informazione libera si affermano nell'agenda quotidiana di una campagna elettorale, del dibattito pubblico quotidiano, del discorso pubblico che tutti i cittadini fanno nelle loro case quando guardano la televisione e quando leggono i giornali. Di conseguenza, se il seggio a Strasburgo verrà, saremo contenti, se non verrà lo saremo ugualmente". E da questo punto di vista, a prescindere dall'esito del voto (se delusione c'è stata comunque non è stata ancora espressa), effettivamente Vulpio è riuscito nell'obiettivo perché in una campagna elettorale solo conflittuale e molto parolaia ha portato temi di sostanza come la legalità, l'informazione libera, la magistratura lottizzata e l'inquinamento di Taranto.

martedì 9 giugno 2009

Paesaggio partecipativo? Partecipiamo e vediamo!

Lettera dell'Assessore all'Assetto del Territorio della Regione Puglia, A. Barbanente
Prot. n. 1234 /S.P.
Modugno, 05/06/2009

Oggetto: Il Piano paesaggistico territoriale regionale: attività di comunicazione e partecipazione

Gentile Signora, gentile Signore,
è in corso da alcuni mesi l’elaborazione del nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR).
Il Piano è lo strumento attraverso il quale saranno gestite la tutela e la valorizzazione dei paesaggi della Puglia.
Elaborare un piano del paesaggio, tuttavia, non è una mera operazione tecnica. Il nostro obiettivo è infatti renderla un evento nel quale la società pugliese, nelle sue diverse articolazioni, si senta effettivamente coinvolta, perché la tutela e la valorizzazione del paesaggio ci riguarda tutti come operatori delle trasformazioni territoriali, come attori delle politiche e come abitanti.
A questo scopo il PPTR, oltre ad una attività specificamente orientata ai cosiddetti “produttori di paesaggio”, con i quali si sta elaborando un Manifesto di intenti al fine di rendere coerenti le azioni di ciascun soggetto rispetto alla trasformazione del paesaggio, ha predisposto due strumenti:

1. Un Premio per le buone pratiche di tutela e valorizzazione negli ambiti del paesaggio agrario, delle opere di architettura e degli interventi urbanistici e infrastrutturali.
2. Il sito http://paesaggio.regione.puglia.it che, oltre a raccogliere i documenti del Piano, ospita una sezione interattiva (Osservatorio) grazie alla quale si possono indicare elementi e pratiche
di valorizzazione e/o di compromissione del paesaggio.

È possibile contribuire al successo di questi due strumenti di partecipazione:

A. segnalando sul sito (http://paesaggio.regione.puglia.it/osservatorio) beni ed offese al paesaggio,
pratiche di produzione del paesaggio di segno positivo o negativo;
B. candidando al premio una pratica ritenuta particolarmente meritevole; si possono scaricare i documenti del premio cliccando sull’indirizzo seguente:
http://paesaggio.regione.puglia.it/index.php/partecipazione/bando-buone-pratiche.html

Premio Buone Pratiche Pptr

Giornata di studio sulle tecniche di monitoraggio dei microinquinanti

Comune di Taranto e Arpa Puglia organizzano un convegno a cui non si dovrà mancare: si parlerà del campionamento in continuo a Taranto con i massimi esperti nazionali del settore.
Qui sotto il programma.


lunedì 8 giugno 2009

Un altro mondo è (ancora) possibile

Il Comitato per Taranto parteciperà alle iniziative organizzate dal Coordinamento NoG8 Lecce.
E’, per noi, importantissimo esserci per denunciare, ancora una volta, un sistema economico che ha permesso di inquinare, devastare e umiliare intere popolazioni. Saremo presenti anche per partecipare alla costruzione di una proposta alternativa, che non imponga più scelte dall’alto e permetta ai cittadini di decidere del loro futuro. Bisogna far sentire la voce dei Tarantini (e non solo a Lecce)!!
Di seguito il programma delle iniziative:

NO G8 ECONOMIA LECCE - Appello alla partecipazione- programma e info utili

Il vertice del G8 dell'economia si terrà il 12 e il 13 giugno a Lecce, dove verranno i ministri dell’economia degli 8 “Grandi”, i rispettivi presidenti delle banche nazionali e il presidente della BCE, la Banca Europea.
Vogliamo ribadire che i G8 non possono arrogarsi il governo dell’economia del Pianeta, né possono risolvere la crisi economica endemica che loro stessi hanno provocato.
Il Coordinamento NoG8 Lecce, costituito da una vastissima rete associativa di movimenti, di sindacati, di partiti, di realtà del mondo religioso e del volontariato, hanno indetto negli stessi giorni un contro-vertice:
- per manifestare contro quanti sono direttamente responsabili delle conseguenze disastrose della globalizzazione neoliberista.
- per analizzare cause e natura della crisi globale.
- per ragionare, nella pluralità delle idee, sulle alternative possibili.

PROGRAMMMA CONTROVERTICE LECCE 9-10-11-12 GIUGNO

PIAZZA TEMATICA
organizzata da
ForumAcqua Puglia
Forum ambiente e salute -Lecce
Associazione Popoli e Culture
BENI COMUNI Acqua- Ambiente- Energia MARTEDÌ 9 GIUGNO 2009 ore 18,30

L'iniziativa si sviluppa intorno alle seguenti tematiche:
Acqua bene comune
Il ritorno del Nucleare nuova frontiera dell’industri energetica
Il Piano Energetico Ambientale Pugliese , l’opposizione dei movimenti
Il modello di sviluppo capitalistico e ricadute su Ambiente e Salute

RELATORI
Vincenzo Miliucci - Confederazione Cobas
Antonio De Giorgi - Forum Ambiente e Salute
Maurizio Portaluri – oncologo - Medicina Democratica
Alessandra Aquino - Comitato acqua bene comune Puglia
Federico Cuscito - Comitato acqua bene comune Puglia
Gianni Carella - dipendente AQP

Mostra su Acqua Bene Comune e proiezione di filmati tematici

Per leggere il programma delle altre giornate clicca qui

Anche gli ufo preferiscono il grano alle discariche!

Ottimo esempio di giornalismo sul nulla...perché la gazzetta non si occupa, ogni tanto, del continuo "atterraggio" (o, meglio, "interraggio") dei camion di monnezza da quelle parti? (tratto e condiviso da un commento al post)

I "cerchi nel grano" spuntano nel Tarantino


MONTEIASI (TARANTO) - crop circleIn questa cittadina dell’entroterra ionico, in un campo di grano, in località Vigne del Duca, a pochi metri dal centro abitato, sono comparsi i così denominati "cerchi nel grano".
I "crop circle", per dirla all'inglese, o "pittogrammi", che è il corretto termine italiano, sono il frutto di un fenomeno ancora tutto da spiegare. Tra i primi, si sono attivati gli esperti del Cut (Centro Ufologico di Taranto) che, dopo un sopralluogo, ha però pubblicato sul proprio sito la sua tesi: il "crop circle" di Monteiasi è un falso.
Avranno ragione? Qualsiasi tesi sia la più attendibile, da ieri mattina nella cittadina (sul cui territorio sorgono, a poche centinaia di metri in linea d’aria, i capannoni di Alenia Composite per la costruzione in fibra di carbonio di parti della fusoliera dell'aereo passeggeri Boeing 787 Dreamliner).
A chi lo ha visto, il pittogramma si mostrava, ben definito in ogni suo particolare, con un diametro di circa cento metri e con cinque cerchi all’interno per comporre una figura geometrica complessa e piacevole. Crop circle nel TarantinoIn tanti hanno osservato da vicino come ogni pianta di frumento era piegata perfettamente, in senso orario e senza intaccare la flora spontanea, per "disegnare" quel fantastico motivo e ritrovarsi di fronte a qualcosa di straordinario. Che ha anche messo al galoppo la fantasia.
PAOLO LERARIO (La Gazzetta del Mezzogiorno)

domenica 7 giugno 2009

Taranto: una pattumiera davvero "speciale"

Il dato è sconcertante. Nella sola provincia di Taranto viene smaltita una quantità di rifiuti speciali, provenienti da tutta Italia, di 14 volte superiore a quella dell'intera regione Lombardia. A renderlo noto è Alessandro Marescotti di Peacelink intervenuto in sede di commissione ambiente del comune di Taranto riunitasi per discutere delle autorizzazioni integrate ambientali già concesse per le discariche Italcave di Statte, Ecolevante di Grottaglie e Vergine di Fragagnano.
Il servizio di Carlo Termite per Antennasud.

Vulpio presenta "La città delle nuvole"

Carlo Vulpio, giornalista e scrittore nato ad Altamura, presenta il suo libro "La città delle nuvole" a Taranto. Il libro è un'inchiesta su questa città, durata svariati anni, che mette in luce molti problemi della stessa e la condotta assolutamente irregolare della classe dirigente e degli imprenditori. E' un libro che attraverso le storie di chi questa città l'ha vissuta fino in fondo, sconvolge, informa e fa riflettere. Speriamo davvero che riesca a smuovere la coscienza sopita di tutti i tarantini che ormai sono rassegnati al loro ineluttabile destino. Insieme possiamo fare molto!



Seconda parte

Terza parte

Liquido, solido, aereo: aprite le porte al gas!

Tanta retorica e la solita spintarella di Pirro all'Ilva in nome del parassitismo siderurgico di Taranto...
(quotidianopuglia.it)
E’ la Puglia il punto d’arrivo nel Sud Europa del gasdotto South Stream
, al centro dell’accordo Italia-Russia, siglato nei giorni scorsi a Mosca, dall’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, e dal presidente di Gazprom, Alexei Miller.
Il gas, partendo dalla Russia e passando sotto il Mar Nero, a 2000 mt di profondità (l’appalto per il trasporto è stato già vinto da Saipem, gruppo Finmeccanica), arriverà in Bulgaria e da qui biforcherà il suo percorso: una parte andrà a Nord verso l’Austria; un’altra andrà a Sud. Passando per la Grecia e viaggiando sotto l’Adriatico avrà per terminale la Puglia. Lo ha sottolineato Mauro De Bonis, giornalista di Limes, intervenendo al 1° forum italorusso, ospitato dalla Camera di Commercio e promosso dallo Sportello Russia dell’Aicai, diretto da Rocky Malatesta, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo Russa e l’AssoApulian. De Bonis ha poi aggiunto: “L’interdipendenza eurussa si spiega così: i nostri soldi per la sua energia. Conviene ad entrambi, forse un po’ di più a noi, perché contribuendo al sostentamento e allo sviluppo della Federazione russa, ne evitiamo possibili e traumatici tracolli”. L’EuRussia comincia così a muovere i primi passi. E lo fa sul fronte energetico dando un ruolo importante all’Italia, porta d’Europa ed alla Puglia, che di quella porta è indubbiamente avamposto. “L’intesa South Stream - ha detto Evgeny Utkin, economista e giornalista russo - prevede l’ampliamento della capacità di trasporto del gasdotto da 31 a 47 miliardi di metri cubi di gas l’anno e questo farà del porto di Bari un importante hub energetico”. Non solo. “La costruzione del gasdotto – ha evidenziato Federico Pirro, professore di Storia dell’Industria all’Università di Bari – apre importanti prospettive per il territorio, ed in particolare per l’Ilva di Taranto, che ha già prodotto in passato tubi per metanodotti e oleodotti sottomarini.
E’ proprio la tenuta di queste commesse che consente all’Ilva di Taranto di ridurre la cassa integrazione”. Ma a Bari, la Russia dei grandi affari energetici, da qualche tempo è di casa. Gazprom Neft ha acquisito nelle scorse settimane un impianto che produce nel capoluogo olii e lubrificanti, di proprietà di Chevron Italia. L’Unione Europea trova nelle grandi forniture energetiche una delle sue cerniere con la Russia. “L’Europa orientale è un’opportunità per le imprese. – ha asserito Stefano Cordero di Montezemolo, docente di Economia all’Università di Firenze e presidente Academy of Italia MBAs - La prospettiva è che questo rapporto possa coinvolgere sempre di più le piccole e medie imprese. Bisogna implementare l’imprenditorialità nella Federazione e creare un sistema economico allargato, creando dei distretti industriali italiani in Russia”.

Parte marcia e torna buona...

Erano state rivendute anziché smaltite ,perché rifiuti speciali non pericolosi, 36 tonnellate di pelle provenienti dalla produzione industriale di divani di una nota azienda barese. Il carico , diviso in due container, è stato bloccato dai carabinieri del Noe e da operatori dell’Agenzia delle Dogane al porto di Taranto mentre era in procinto di partire per il porto cinese di Hong Kong.(Quotidiano)

sabato 6 giugno 2009

Uccidono la libertà di comunicazione!

Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D' Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".
Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l' apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la
Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia tutta
l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube.
Questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania.

Diffondete la notizia!

venerdì 5 giugno 2009

Rinviati a giudizio Ecolevante e Provincia

Comunicato stampa di VIGILIAMO PER LA DISCARICA

Rinviati a giudizio, per le illegittimità nelle autorizzazioni per III lotto, il rappresentante legale della Ecolevante spa dott.Boccini e il funzionario della provincia ing.Ruggieri all'epoca dei fatti dirigente dell'ufficio ambiente della Provincia. Il Giudice delle udienze preliminari dott.ssa Ingenito ha rinviato a giudizio il rappresentante legale della Ecolevante spa dott. Boccini e il funzionario della provincia ing.Ruggieri all'epoca dei fatti dirigente dell'ufficio ambiente della Provincia.
L'azione legale fu avviata da Vigiliamo per la discarica il 21 luglio 2006, con la richiesta di sequestro del III lotto, dopo che il Tribunale amministrativo di Lecce aveva accolto il ricorso di Vigiliamo per le illegittimità nelle autorizzazioni.
Vigiliamo promosse anche un'azione popolare di qualche decina di cittadini-elettori che si costituirono in sostituzione della Provincia di Taranto e del Comune di Grottaglie rimasti inerti,cioè senza prendere posizione alcuna. Tutti assistiti dagli avvocati Antonio Lupo, Rosa Lupo e Michele Mirelli.

Nel 2007 si costituì parte civile anche il Comune di S.Marzano assistito dall'avv.A.Lupo; la Pro loco Marciana di S. Marzano assistita dall'avv.Errico, e le associazioni Sud in movimento, Anpana e Lida assistite da altri avvocati.
Nella precedente udienza il GUP dott.ssa Ingenito, aveva accettato l'azione popolare richiamando una pronuncia del Consiglio di Stato in cui si legge che “la sostituzione dell’attore popolare al comune costituisce una grave limitazione all’autonomia dell’ente”; aveva rilevato, per il Comune di San Marzano che “nell’atto di costituzione sono diffusamente esposte le ragioni che giustificano la domanda di intervento del suddetto ente civico in qualità di danneggiato dai reati in contestazione”; aveva accolto le costituzioni di parte civile di Vigiliamo e delle altre associazioni sottolineando che “Le suddette associazioni, sebbene non riconosciute ai sensi dell’art.13 della legge n.349/1886, sono radicate nel territorio in cui sono avvenuti i fatti in contestazione e hanno offerto prova della continuità e rilevanza dell’azione svolta a difesa del territorio. Come è noto gli enti esponenziali di interessi collettivi possono essere danneggiati (in senso proprio) da attività lesive degli interessi di cui sono portatori; le associazioni ambientaliste sono dunque per orientamento giurisprudenziale dominante, legittimate in via autonoma e principale all’azione di risarcimento per danno ambientale, quando siano statutariamente portatrici di interessi ambientali territorialmente determinati, concretamente lesi da un’attività illecita. Nel caso di specie, infatti, è pacifico che le associazioni sopra indicate sono portatrici per loro statuto degli interessi collettivi alla tutela ambientale del luogo, e come tali sono legittimate a costituirsi parte civile per il danno ambientale, in base all’assunto accusatorio, provocato dalla illecita realizzazione della discarica”.
Il processo nei confronti del rappresentante legale della Ecolevante spa dott.Boccini e del funzionario della Provincia ing. Ruggieri inizierà con l'udienza del 5 ottobre 2009

Stavolta non si parla di Taranto.... meglio tacere... domani si vota

Campania - Sicilia - Puglia, queste regioni sono tutte accomunate da un vecchio problema irrisolto: quello dei rifiuti.
Non risorse a vantaggio del pubblico, ma profitti a vantaggio di pochi corrotti sono considerati i rifiuti che quotidianamente produciamo e che vanno a finire in discariche e inceneritori.
Ora nel Salento scoppia nuovamente la polemica - "è emergenza rifiuti" si grida a gran voce.... e qualche politico del PDl si sveglia di buon ora addirittura con l'intento di manifestare a Cavallino: ma quando mai si è visto?! forse siamo in campagna elettorale?
Sì, domani si vota e si vota anche per eleggere il nuovo Presidente della Provincia di Lecce.....



























Sul tema scottante dei Rifiuti, interessanti a questo proposito - e vi invitiamo per questo a leggerli - gli articoli tratti da LA voce dell'emergenza:
Operazione "Green", in manette docente universitario.
L'opinione di Paolo Rabitti, autore di "Ecoballe"
la nota del Prof. Ortolani sugli "arresti accademici":


Sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: riflessioni di Giovanni Forte - Segretario Generale Cgil Puglia


















Sulla nuova centrale a Gas a Cerano (Brindisi) la Regione dice NO
:




Una cura naturale...

giovedì 4 giugno 2009

Lettera ai presenti e futuri amministratori

Carlo Vulpio, come ricorderete, è stato a Taranto a presentare l'ultimo suo libro “La città delle nuvole - Viaggio nel territorio più inquinato d’Europa".

Michele del Comitato per Taranto ha letto sul palco una lettera rivolta soprattutto ai presenti e futuri amministratori :


TRE VOLTE SEVESO. QUESTA È OGGI TARANTO, MISURATA IN DIOSSINA. LO DICONO I NUMERI.
Questo scriveva Carlo Vulpio in un articolo pubblicato nel Corriere della Sera il 9/04/08. E’ passato poco più di un anno, ma la questione delle diossine non è stata ancora risolta. Nonostante sia stata approvata la buona legge regionale, ancora i tarantini sono costretti a convivere con la diossina: diossina nel formaggio, nell’acqua, nelle pecore ed ora diossina anche nelle uova delle galline in un allevamento a 7 Km dallo stabilimento dell’Ilva di Taranto, nella zona vicino all’Ipercoop, zona che ospita un quartiere densamente popolato: il quartiere Paolo VI.
La diossina è intorno a noi, la respiriamo, la mangiamo, ci conviviamo ed è in buona compagnia di metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, ossidi di azoto, zolfo, benzene in quantità da primato. E la diossina è dentro di noi: non è una novità. La domanda che ci possiamo porre non è se c’è diossina dentro di noi? Ma quanta diossina c’è dentro di noi? Nel latte delle nostre mamme? La diossina è oramai in tutto il mondo ma è lecito pensare, come dimostrano molti studi, che la diossina è più presente in quanti vivono vicino alle fonti di inquinamento. Ma chi sta facendo i controlli sul tenore di diossina nel corpo dei Tarantini a distanza di un anno di tempo? Ora si scopre che la diossina si trova nelle uova delle galline e chissà forse ne scopriremo la presenza nel sangue dei nostri bambini.
Ma questo non è dato saperlo: meglio non indagare, fare analisi, monitorare. Meglio non accendere quei focolai allarmistici che possono poi trasformarsi in cortei, manifestazioni di protesta con cui bisogna confrontarsi, e a cui bisogna dare risposte come è avvenuto dal 29 novembre 2008.
E se c’è chi è distratto e indifferente alle sorti della propria città, c’è per fortuna anche chi denuncia uno stato di intollerabile sofferenza umana: quella dei decessi, non delle povere pecore abbattute per la presenza di diossina nel loro corpo, ma dei decessi dei tarantini per tumore polmonare, ad esempio, o più semplicemente la sofferenza di quanti devono scontare quotidianamente la condanna a vita per una malattia infiammatoria cronica o acuta. E questi ultimi non sono qualche centinaio di concittadini ma stando alle ultime statistiche rappresentano la maggior parte della popolazione. Ne abbiamo almeno uno in ogni famiglia.
E’ necessario rispondere, con degli interventi immediati, ai dati forniti dall’Istituto Superiore della Sanità in un rapporto relativo a casi di tumori nel comune di Taranto. Dallo stesso emerge che per il tumore polmonare esiste “un’associazione statisticamente significativa con la distanza della residenza principale delle acciaierie”.
Chi risponde di questi dati che si traducono in decessi per inquinamento?
Servono risposte urgenti che si concretizzino in interventi concreti, come il potenziamento dell’Arpa Puglia ad esempio e la garanzia che possa continuare a funzionare senza dover elemosinare volta per volta i fondi necessari. Apprezziamo le dichiarazioni del Presidente Nichi Vendola sullo stato di criticità dell’Agenzia regionale: “tra pochi giorni ci assumeremo le nostre responsabilità”. Stiamo a contare, presidente.
Ma nel frattempo chiedo a lei, al presidente della Provincia e al nostro Sindaco, quando mai potremo leggere su un monitor da casa nostra quale e quanti inquinanti stanno emettendo in tempo reale, o quasi, ogni ciminiera industriale di Taranto? E non si venga a raccontare che ciò non è possibile perché ad Hamilton in Canada dove è presente il maggior polo industriale produttivo dell’acciaio di quella nazione, ciò lo si fa da anni.
Quando potremo leggere su un sito istituzionale quali e quanti campionamenti vengono effettuati nel nostro mare e sulla nostra produzione ittica e sui nostri mitili? E con quale esito?
E intanto noi stiamo qui a Taranto a respirare, a mangiare, bere metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, ossidi di azoto, zolfo, benzene e diossina.
Inceneritori pubblici e privati – discariche che nascono come funghi velenosissimi e si ampliano mentre la raccolta differenziata è al minimo italiano – raffinerie - cementifici – acciaierie – (antenne – un porto mercantile) ed un arsenale militare – sono questi alcuni degli impianti inquinanti con cui dobbiamo convivere e che i potenti, dall’alto con il ricatto occupazionale ci costringono a tenere privi dei sistemi elementari, necessari ad assicurare il controllo delle emissioni e della salubrità dell'ambiente circostante.
Questi potenti hanno nomi e cognomi e non sono solo i noti industriali, sono anche tutti coloro, anche politici, che hanno svenduto questa città a logiche di colonizzazione con scelte disastrose che vanno poi a ricadere sul nostro territorio e irrimediabilmente sulle nostre vite e su quelle dei nostri figli.
Rinnoviamo la nostra stima a Carlo Vulpio che il Comitato per Taranto ha reso noto alla città di Taranto l'anno scorso in occasione dell'uscita del suo libro Roba Nostra, giornalista che ha avuto il coraggio di diffondere quello che troppe persone interessate, non vogliono che si sappia qui a Taranto: ha spiegato cosa si nasconde dietro la bella immagine di Taranto, la città delle nuvole che alcuni attivisti del Comitato per Taranto spesso e volentieri hanno immortalato nelle diverse tonalità. Lo ha spiegato non solo a noi tarantini, ma lo ha denunciato attraverso i suoi articoli ed ora attraverso questo libro: un viaggio nel territorio più inquinato d’Europa.
Ci auguriamo che i presenti e futuri amministratori lo leggano per riflettere su come rimediare agli scempi già prodotti, e sulle scelte che si appresteranno a fare. Perché questo territorio ammalato, venga finalmente sanato e soprattutto rispettato. Perché questo territorio, noi ed i nostri figli abbiamo diritto ad avere un futuro.
Il Comitato per Taranto

L'Ilva alle strette: cercasi interventi!

Consulenza tecnica Ilva

Carte bollate all'attacco dell'Ilva

Tutela della salute pubblica gli avvocati in prima linea

• Ancora una richiesta di intervento statale presentata al ministero dell’Ambiente sulla base dell’articolo 309 del decreto legislativo 152 del 2006. Dopo un’ana - loga iniziativa assunta nel novembre del 2007 dal comitato referendario «Taranto futura» (e rimasta purtroppo senza riscontro), e dopo un precedente tentativo attuato da un gruppo di cittadini, tra cui gli stessi avvocati Antonello Leogrande e Angelo Buonfrate, di nuovo in prima linea per sollecitare l’interesse del governo centrale nei confronti del caso-Taranto, dallo studio associato dei due legali tarantini parte una nuova istanza di intervento, fatta propria dal presidente della Provincia, Gianni Florido.
L’articolo in questione prevede che Regioni, Province autonome ed Enti locali, oltre alle persone fisiche o giuridiche, possano attivare la procedura depositando presso le prefetture denunce e osservazioni, corredate da tutta la documentazione a sostegno della tesi della necessità ed urgenza di riparare ai danni ambientali provocati all’ambiente e alla salute pubblica e ottenere «misure di precauzione, prevenzione o ripristino». Nell’istanza messa a punto dallo studio Leogrande-Buonfrate si fa riferimento alla mancata attuazione del Piano di risanamento ambientale del '98, per poi ripercorrere le varie tappe di un lungo percorso caratterizzato da accordi di programma, atti di intesa, attività concordate con la grande industria che non avrebbero, tuttavia, prodotto ancora nulla di concreto per un territorio, i cui abitanti si trovano a dover subire sulla propria pelle le devastanti conseguenze di un inquinamento causa di gravissime patologie.
Una volta depositata istanza e documentazione al prefetto, si aprirà una fase istruttoria che terminerà con una valutazione del ministro dell’Ambiente seguita da una informativa ai richiedenti sui provvedimenti che si intenderà assumere.
Lo studio legale aveva scritto, nell’agosto 2008 al commissario europeo per l’Ambiente, Stavros Dimas, invitandolo ad adottare i provvedimenti utili per la protezione della salute e dei cittadini di Taranto. La risposta è arrivata poco dopo: l’avvio, l’8 maggio 2008, di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per mancato rispetto della direttiva sulla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento, nota come direttiva «Ippc», secondo cui gli impianti rientranti nel campo di applicazione della normativa (tra cui quelli dell’Ilva) sono tenuti ad operare in conformità alle autorizzazioni integrate ambientali che includono valori limite di emissione basati sulle migliori tecnologie disponibili (le cosiddette Bat).
SABRINA ESPOSITO (La Gazzetta del Mezzogiorno, TA, p.VII)

mercoledì 3 giugno 2009

Che aria tira oggi?



La presentazione del libro di Carlo Vulpio, La città delle nuvole, non poteva avvenire in una giornata migliore, se cliccate sull'icona nella barra sinistra, dove si vede la ripresa satellitare, potrete vedere che l'aria di Taranto oggi fa male!
Ai bambini, agli asmatici, a quelli sensibili.
Oggi abbiamo le nuvole rosse!
Ma è possibile che, se con un click ormai possiamo sapere la qualità dell'aria in città, nessuno ancora riesce a fare qualcosa per fermare questi assassini che avvelenano i nostri bambini?

Hai mai visto il granooooo?




Ecco cosa si scopre a passeggiare nella terra di nessuno intorno al mostro d'acciaio...
Niente di fuorilegge... i coltivatori di foraggio sono autorizzati alla semina e raccolta anche a qualche metro dal più grande sputadiossine d'Europa.
La diossina non viene assorbita dalle piante..., il ciclo biologico è breve, certo, tutte ragioni scientificamente valide... Ma gli altri inquinanti?
Ricordiamo solo i metalli pesanti e gli idrocarburi policiclici aromatici... qualcuno li ha monitorati?
Ha senso che si chiudano gli allevamenti nel raggio di oltre 10 km perchè non è possibile far pascolare il bestiame e poi si vada a coltivare il foraggio proprio sotto ai camini?
Se ci fosse trasparenza nella catena alimentare italiana, i cittadini avrebbero il diritto di sapere quali animali mangeranno quel foraggio e che cosa ne verrà fatto.
Noi personalmente, nonostante tutte le rassicurazioni (ripetiamo moolto carenti dal punto di vista del numero e periodicità degli esami e dello spettro di inquinanti cercati) preferiremmo non mangiare la carne o il latte di quegli animali.
E voi?

Vittime del lavoro 2° giornata della memoria

Taranto ai tarantini?

Innovativa sentenza del Tar Lecce: si può rimuovere la servitù militare

Un nuovo indirizzo giurisprudenziale capace di liberare i terreni da vincoli decennali ed invasivi. La pronuncia, emessa in aprile e depositata nei giorni scorsi (n. 995/2009), riguarda l’annullamento di una proroga di una servitù militare apposta dal Ministero della Difesa nel Comune di Mesagne, in contrada Epifani. In particolare, il Ministero aveva imposto, dal 1978 e fino ad oggi, servitù militari su parte di un fondo (di circa 16 ettari) a protezione di un suo Deposito Munizioni. Dal ’78 fino ad oggi, per ogni quinquennio (per oltre trent’anni, quindi), tale vincolo era stato automaticamente prorogato
Il Ministero della Difesa, a protezione delle proprie attrezzature e degli stabilimenti, istituisce, nelle aree limitrofe alle zone militari, apposite servitù. Questo tipo di servitù viene ritenuto, almeno dai proprietari dei terreni interessati, assai invasivo per i fondi, in quanto è vietata la coltivazione dei campi, la costruzione di strade ed altre opere indispensabili per l’agricoltura (muretti, fossi eccetera). Il vincolo delle servitù, secondo questa tesi, in sostanza svuota di qualsiasi contenuto il diritto di proprietà (dal momento che è impedito di poter goder liberamente del bene). Tali vincoli spesso rimangono inalterati per decenni. Dopo il primo decreto di apposizione, infatti, il provvedimento di servitù viene prorogato ogni cinque anni.
Più volte, fino ad oggi, sono stati sollevati dubbi circa l’illegittimità del procedimento amministrativo seguito dal Ministero nel mantenere e prorogare questi vincoli. Tuttavia, la giurisprudenza amministrativa, ha sempre respinto tutti i rilievi giuridici fondati sulla violazione delle norme sul procedimento amministrativo e, in particolare, degli articoli 1, 3 e 7 della legge n. 241 del 1990. Vista la giurisprudenza consolidata, insomma, la sentenza n. 995 pronunciata dai giudici amministrativi di Lecce è destinata a creare un precedente importante.
Certo, qualora il Ministero proponesse appello, la parola passerebbe al Consiglio di Stato (grado d’appello rispetto alle decisioni del Tar). Il verdetto definitivo sulla vicenda, in altre parole, potrebbe cambiare il senso della sentenza, ma, nel frattempo, il Tribunale amministrativo di Lecce ha in ogni caso cambiato indirizzo. Nel ricorso si contestava tra le altre cose, «la mancata comunicazione di avvio del procedimento», la «violazione del principio del contraddittorio», l’«eccesso di potere per disparità di trattamento».
Secondo il giudice amministrativo della Prima sezione (che ha accolto le tesi della proprietaria del fondo, rappresentata e difesa dall’avvocato Giandomenico Daniele) i principi previsti per l’art. 7 della l. 241/1990 (comunicazione avvio procedimento, partecipazione dei privati al medesimo) sono stati recepiti dal D.M. 8 agosto 1996 n. 680 («Regolamento recante disposizioni di attuazione degli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990 n. 241, nell’ambito degli enti, dei distaccamenti, dei reaparti dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica nonché di quelli a carattere interforze). Ciò in quanto – secondo il Tar - l’articolo 5 del Decreto 680 ha riportato il testo dell’art. 7 della l. 241 del 1990. Ne consegue, pertanto che «anche per il procedimento di apposizione o di proroga di servitù militari sia necessaria la comunicazione dell’avvio del procedimento (…). La rilevata mancanza di comunicazione dell’avvio del procedimento si riflette, dunque, sulla legittimità dell’impugnato provvedimento, che, pertanto, va caducato». Si tratta di un cambiamento di indirizzo importante, specie per tutti i proprietari di fondi su cui gravano vincoli militari e che sono sottoposti a proroghe quinquennale. Un nuovo indirizzo giurisprudenziale capace di liberare i terreni da vincoli decennali ed invasivi. (La Gazzetta del Mezzogiorno)

Tre sponde e...buca!

(Apcom) - Aperto nella baia di Valona il terminal costiero per il transito di Gpl e di prodotti petroliferi. Ad annunciare la nuova "via del gas tra Italia e Albania", il premier albanese Sali Berisha e il vice ministro per lo Sviluppo economico con delega al Commercio estero, Adolfo Urso. L'investimento ammonta a 60 milioni di euro. Il terminal, si legge in una nota, è realizzato dal gruppo Pir fondato nel 1920 e leader in Italia nel settore della logistica portuale con i suoi depositi costieri nei porti di Ravenna, Genova, e di Zarzis in Tunisia, specializzati nello stoccaggio e movimentazione - esclusivamente per conto terzi - di prodotti petroliferi, chimici e alimentari. "L'investimento complessivo, a cui partecipa anche la Simest, è stato di circa 60 milioni di euro, il più grande realizzato da una impresa italiana in Albania - ha spiegato il vice ministro - il terminal apre di fatto il mercato energetico dell'Albania alle imprese petrolifere italiane e agevola l'esportazione (anche verso l'Italia) del greggio albanese". "Il terminal colmerà un vuoto nel sistema logistico dell'Albania, paese che da alcuni anni vive una fase di forte sviluppo economico - prosegue il vice ministro - ma ancora oggi risulta sprovvisto di idonee strutture per l'importazione e la distribuzione dei prodotti petroliferi, garantendo agli operatori del settore una base logistica indipendente di livello internazionale e permettendo così di ottimizzare l'importazione dei prodotti petroliferi con naviglio di elevato tonnellaggio". "Questa opera progettata per avere un impatto ambientale minimo - ha proseguito Urso - è collegata alle principali vie di comunicazione terrestre (rete ferroviaria e stradale, quest'ultima oggetto di importanti lavori di sviluppo) e alle infrastrutture del Corridoio Europeo VIII, rendendo in tal modo agevole il raggiungimento dei mercati limitrofi (Montenegro, Kosovo, Macedonia e Grecia Settentrionale, con oltre 9 milioni di abitanti) e riaffermando così il ruolo di Valona come porta d'accesso all'Adriatico ed ai Balcani, anche grazie al favorevole posizionamento geografico rispetto alle principali raffinerie del centro Mediterraneo". Tra queste raffinerie vanno ricordate tra le altre quella di Taranto distante 125 miglia, Falconara 275, Augusta, Priolo e Milazzo 290 e Corinto 450. La capacità di stoccaggio iniziale del deposito sarà di circa 55.000 m3 per prodotti petroliferi e di 4.000 m3 per GPL. L'infrastruttura portuale, che include anche la realizzazione di importanti opere marine (2 moli frangiflutti al cui interno sorge un pontile dedicato, e la predisposizione per circa 600 mt di banchine) progettata per accogliere navi da circa 20.000 tonnellate nella prima fase e da oltre 30.000 nelle fasi successive, è stata concepita nel rispetto dei più alti standard internazionali di sicurezza e tutela ambientale e sarà un terminal all'avanguardia nel Mediterraneo.

Dalla parte dei RIFUGIATI

Martina Franca (Taranto) - EMERGENCY NON DIMENTICA I NUOVI FRATELLI D’ITALIA

Se per la maggior parte degli abitanti di Martina Franca sabato 30 maggio è stato un altro inizio di fine settimana votato al mare e al sole, per 43 “ospiti” della cittadina questa data ha sancito definitivamente l’inizio di un calvario.

Sono arrivati a novembre, 101 giovanissimi provenienti dal Corno d’Africa, dall’Eritrea, dalla Somalia, dal Burkina Faso, ma anche dal Bangladesh e dall’Afghanistan. Un gruppo variegato, che è arrivato sulle coste di Lampedusa segnato dalla paura della guerra, della fame e delle persecuzioni politiche. E poi un altro viaggio, che ha avuto come ultima tappa Martina Franca e un centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA), allestito all’interno di un albergo tre stelle.

L’assistenza offerta dalla Croce Rossa (prevista da una convenzione con la Prefettura di Taranto) che per sei mesi si è spesa per questi ragazzi, ha però una data di scadenza: il 30 maggio. Senza soldi, senza casa, senza cibo e senza punti di riferimento: è questa la situazione che 43 rifugiati, rimasti a Martina Franca, si ritrovano ad affrontare da quella data.

Una situazione che Emergency - che ha una rappresentanza locale nel gruppo territoriale della Valle d’Itria - non si sente di ignorare. Da 15 anni impegnata nella promozione di una cultura di solidarietà, di pace e di rispetto dei diritti umani, Emergency accoglie e sostiene le iniziative avviate dalla CGIL di Martina Franca per trovare, insieme alle istituzioni locali e regionali, una soluzione adeguata al problema.

Perché non ci si può sentire non responsabili del destino di 43 uomini che, senza nessun intervento da parte della comunità, ritroveremo ad elemosinare ai semafori e che finiranno col dormire per strada. Perché non si possono appoggiare politiche create ad arte per dimostrare l'assunto che l'immigrato crea disagio e che i rimpatri forzati tutelino la nostra nazione. Perché immigrazione non significa disordine, ma accrescimento, ricchezza, risorsa, futuro.

“Riserva una buona accoglienza agli stranieri, perché un giorno anche tu sarai straniero!”: un consiglio che ad oggi, dopo i migranti respinti in Libia, il pacchetto sicurezza approvato dal Parlamento e le polemiche per l’avversità dimostrata dal Governo nel costruire una società multietnica, assume più i caratteri di un monito.

Emergency fa proprie queste parole e dimostra con i fatti che negare l’idea di un paese multiculturale è una follia. Nel 2006 apre a Palermo un Poliambulatorio per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti (con o senza permesso di soggiorno) e alle persone residenti in stato di bisogno. Un centro d’eccellenza che offe servizi di medicina di base, ma che ha tra gli ambiti di intervento anche odontoiatria, ginecologia, oculistica, grazie alla collaborazione gratuita di oltre 50 medici.

Dall'inizio delle attività a oggi, il Poliambulatorio di Emergency a Palermo ha effettuato più di 20.000 visite ambulatoriali, mostrando appieno che l'unico modo giusto e civile per fare medicina è garantire a tutti la miglior assistenza possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali, nazionalità o status giuridico.

Perché, racconta una vignetta di Vauro, per stare al mondo non serve permesso di soggiorno.

martedì 2 giugno 2009

"La città delle nuvole" in piazza!

Mercoledì, 3 giugno, piazza Garibaldi a partire dalle ore 19.00, Carlo Vulpio a Taranto per presentare il suo libro.

“La città delle nuvole” Viaggio nel territorio più inquinato d’Europa. Edizioni Ambiente.

Manifestazione con concerto in difesa della libertà di informazione e della verità, per il diritto alla salute della gente di Taranto.
Un appuntamento per la città, per diventare protagonista del suo futuro. Per smetterla di restare ancora in silenzio.

Parteciperanno Fido Guido, Davide Berardi e i Leitmotiv.
Insieme con Carlo Vulpio per la “Rivolta dei Buoni”.

Ezio Stefano, sindaco di Taranto
Peacelink – Alessandro Marescotti
Comitato per Taranto
Diritto al Futuro – Giovanni Vianello
Amici Beppe Grillo di Taranto – Letizia Aprile
I grilli delle 100 masserie – Gabriella Bonino
Rossella Fischietti
Piero Mottolese
Aldo Pugliese
Vincenzo Fornaro
Fabio Matacchiera

Traffici quotidiani...

lunedì 1 giugno 2009

Ditelo coi fiori!

Ophrys murgiana – Una nuova orchidea della Murgia
La Puglia si conferma terra di orchidee e il territorio della Murgia, apparentemente desertico, è un luogo ricco di biodiversità

All'istituto di Botanica presso il campus universitario a Bari è stata presentata ufficialmente una nuova specie di orchidea battezzata la «Ophrys murgiana» (nella foto di Nicola Cillo). Sono intervenuti il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Bari Corrado Petrocelli, il preside della facoltà Spinelli, la presidente della sezione pugliese della Società di Botanica italiana Franca Tommasi, il responsabile Ufficio Parchi Regione Puglia Antonio Sigismondi, il direttore del Parco Nazionale dell'Alta Murgia Fabio Modesti, il prof. Luigi Forte del Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali, Nicola Cillo di Giros e il prof. Piero Medagli dell'Orto botanico dell'Università del Salento.
...
le specie faunistiche che abitano la Murgia: 5 specie di anfibi, 13 specie di rettili,75 uccelli nidificanti e 35 specie di mammiferi per un totale di 130 specie.
Difatti il territorio dell'Alta Murgia non ha un valore di biodiversità particolarmente significativo, ma in compenso è uno dei territori incontaminati più estesi e contestualmente più minacciato dall'azione dell'uomo. Gli uccelli, in particolare Grillaio (di cui è presente nel territorio della Murgia la popolazione più numerosa d'Europa) e il Lanario (tipico rapace delle aree steppiche, minacciato a causa della sempre più frequente scomparsa delle steppe murgiane) sono le specie di volatili maggiormente minacciate. In questo contesto l'Ente Parco può fare molto sia per la conservazione delle aree steppiche sia per la conservazione delle specie che vi abitano.
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