L'ilva se la suona e se la canta...
ILVA: CAPOGROSSO, OK TECNOLOGIE PER RIDURRE EMISSIONI DIOSSINE
Ieri la direzione dello stabilimento Ilva di Taranto ha trasmesso alle Istituzioni e agli Enti che hanno sottoscritto il Protocollo Integrativo dell’Accordo di Programma “Area Industriale di Taranto e Statte£” i risultati delle prove finalizzate al raggiungimento del valore di 0,4 ng TEQ/Nm3 delle emissioni di PCDD/F dall’impianto di agglomerazione. “I risultati, positivi e in linea con gli obiettivi attesi- si legge in una nota aziendale - consentono di avviare dalle prossime settimane la fase realizzativa del nuovo impianto industriale. L’impianto entrera’ in funzione entro il 2010 in accordo con il cronoprogramma.”"Siamo soddisfatti - commenta Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento Ilva di Taranto - della fase di sperimentazione della tecnologia ad iniezione di carbone che permettera’ di abbassare ulteriormente i valori delle emissioni di diossine. I risultati confortanti e la certezza che l’impianto marcera’ secondo i livelli richiesti di sicurezza ci permettono oggi di avviare la fase di implementazione che si concludera’ nel dicembre del 2010″.(AGI)
...E pensare che solo un anno fa il CNR scriveva:
Iniezione di polvere di carbone a monte degli elettrofiltri
Tale tecnica consiste nella iniezione di polvere di carbone a monte degli elettrofiltri che esercita un’azione adsorbente delle diossine e furani.
La polvere di carbone unitamente alle polveri dei fumi di processo di agglomerazione vengono poi abbattute nell’elettrofiltro ed il livello totale di diossine e furani emessi ne risulterebbe conseguentemente ridotto.
L’iniezione deve essere effettuata in modo tale che vi sia un tempo di permanenza sufficiente a consentire l’azione di assorbimento delle diossine e furani sulla polvere di lignite che viene poi ad essere abbattuta nell’elettrofiltro.
Ciò implica la necessità di una sufficiente distanza tra il punto di iniezione e l’ingresso negli elettrofiltri. Nel caso dell’impianto di agglomerazione di Taranto tale distanza risulta essere molto limitata per cui l’implementazione di un tale tipo di sistema risulterebbe essere del tutto inefficace.













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