"Pistole ad aria" puntate ancora una volta su di noi
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
Trivellazioni in Adriatico
Le associazioni ambientaliste: in pericolo la biodiversità
Le associazioni WWF Puglia, Ambiente e/è Vita, Folgore e Demetra lanciano un appello affinchè si blocchi la ricerca di idrocarburi in mare. Nel comunicato stampa in allegato, riportato integralmente di seguito, si elencano le motivazioni.
Difendere la biodiversità del mare Adriatico. È questo l’imperativo delle associazioni ambientaliste WWF Puglia, Ambiente e/è Vita, Folgore e Demetra che denunciano l’imminente invasione “straniera” per la ricerca di idrocarburi al largo delle coste adriatiche.
Una tecnica invasiva che verrà utilizzata in tutto il Mar Adriatico meridionale per una lunghezza di 3.898 Km, pari ad una superficie complessiva di 30.297 Km2, il 23% di tutto il bacino, costeggiando in toto le coste pugliesi per una superficie 16.169 Km2 (Immagine 1).
Per la caratteristica della salinità delle sue acque, dovuta all’abbondanza di fiumi che vi sfociano e la varietà dei fondali, spesso sabbiosi e poco inclinati ma non di rado anche rocciosi, il mare Adriatico rappresenta una vera e propria riserva di biodiversità che ospita molluschi bivalvi come le vongole (Chamelea gallina), le telline (Tellina spp.) la sogliola (Solea vulgaris) e la tracina (Trachinus draco). Importantissima è la presenza di grandi vertebrati come le tartarughe marine, i delfini e i cetacei, specie che negli ultimi anni hanno subito durissimi colpi dall’impatto antropico devastante. Ricordiamo lo spiaggiamento dei capodogli a Cagnano Varano (FG), la morte di circa cinquanta delfini nel 2011 solo lungo le coste pugliesi e il recupero di centinaia di esemplari di Caretta caretta in agonia. L’air-gun, influenza con effetti devastanti il comportamento e l'attività vitale della flora e della fauna presenti nella zona di mare interessata.
Se è vero che l’Assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro ha dichiarato “siamo di fronte ad una frenetica corsa all’oro, come del resto testimoniano le numerosissime richieste pervenute in Regione” gli chiediamo di impegnarsi a sostenere le nostre istanze di blocco delle trivellazioni. Analogo appello rivolgiamo al Presidente Vendola che in passato si è dimostrato sensibile alle nostre legittime rivendicazioni.
Non escludiamo di avviare una raccolta firme per petizione popolare in tutta la BAT per difendere l’ambiente, l’ecosistema marino, il turismo e l’intero territorio pugliese. A tal fine abbiamo contattato la Prof.ssa Maria Rita D'Orsogna, ricercatrice presso la California State University at Nordhoff St., Mathematic Department Los Angeles (USA), che ha aderito alla nostra iniziativa.













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