L'ex allievo di Don Milani a Carosino
Sono passati cinquant’anni esatti ma Agostino quando parla della sua esperienza alla scuola di un prete, ricorda come fosse ieri la prima vista proprio di quel sacerdote che gli avrebbe cambiato la vita: «Era il 7 dicembre 1954. Io facevo il chierichetto ed ero vicino all’altare quando all’improvviso si aprì la porta della chiesa di Barbiana. Don Lorenzo Milani entrò e si mise in ginocchio a pregare. Aveva un pastrano nero ed era tutto bagnato. Quest’immagine ce l’ho stampata e non me la dimenticherò più».
Era arrivato in quel posto sperduto a piedi sotto l’acqua perché fin lassù non arrivava nessuna strada. E ne sapevano qualcosa i suoi ragazzi di Calenzano che avevano fatto il trasloco delle sue poche cose. Avevano dovuto lasciare il camion pochi chilometri fuori Vicchio e trasportare tutto con un carro di buoi. Agostino Burberi era nato e viveva a Castello poco sopra la chiesa. Da molti anni vive e lavora a Busto Arsizio. Prima come sindacalista della Cisl e poi come imprenditore.
Lo studio che ci accingiamo ad affrontare sarà basato su riflessioni legate all’attualizzazione del pensiero del priore di Barbiana e parte dalle parole che Giancarlo Carotti, uno dei primi allievi di don Milani, come Gosto e Michele Gesualdi, aveva pronunciato alla sottoscritta in visita alla scuola di don Lorenzo: “Un altro tipo di scuola è possibile” come si può evincere dal testo “I love Barbiana” che è visitabile gratuitamente sul sito www.parrocchiacarosino.it.
Molti sono gli enti, associazioni laiche e religiose che hanno offerto il loro patrocinio morale per l’evento e la loro disponibilità ad affrontare l’incontro con fattiva partecipazione. In primis il giornale web galatina2000.it, l’associazione Comunicare, la Diocesi di Taranto ufficio-scuola, il Centro di Cultura “G. Lazzati”, Università Cattolica – Taranto, l’I.C.“Toniolo” e l’ Amministrazione Comunale di Fragagnano , la scuola secondaria di I grado “Chionna” di Lizzano (TA) l’associazione "La Città che Vogliamo" (TA). Si ringrazia infine la fondazione don Lorenzo Milani per la fraterna disponibilità. Senza l’adesione al desiderio di avere Agostino in Puglia da parte dell’intera fondazione, il nostro sogno non si sarebbe avverato. È come se gli amici di Barbiana avessero risposto al nostro appello: “Make our dream come true”. Elena Manigrasso













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