lunedì 12 luglio 2010

Salute, inquinamento e informazione

L’I N I Z I AT I VA : «TARANTO LIBERA» INCONTRA LA COMMISSIONE AMBIENTE DEL COMUNE E PROPONE UNA CAMPAGNA INFORMATIVA SULLA CONTAMINAZIONE DA INQUINANTI.

La presenza di sostanze inquinanti al quartiere Tamburi, pericolose per la salute, è arcinota. Informare la popolazione dei rischi derivanti dalla contaminazione, accertata in alcune zone del quartiere e per la quale il Comune procederà alla bonifica, diventa una priorità «democratica». La commissione Ambiente del Comune ha accolto la proposta dell’associazione «Taranto libera» di promuovere una campagna d’informazione che diffonda la conoscenza sulle sostanze inquinanti e sui rischi per la salute dei cittadini. A muovere «Taranto libera», si legge in una nota, l’idea che «le amministrazioni pubbliche ed in particolare i servizi che si occupano di prevenzione hanno la fondamentale funzione di garantire che tale processo comunicativo avvenga senza discriminazioni senza allarmismi e secondo criteri di interesse generale. Emerge la necessità di dotarsi di una strategia di comunicazione che diventa fondamentale per campagne di informazione del pubblico sui rischi o per cercare di modificare comportamenti che possono incidere sulla salute». La commissione Ambiente tornerà a riunirsi nei prossimi giorni e tornerà ad ascoltare «Taranto libera» di cui ha apprezzato l’iniziativa e lo spirito che l’anima. A questo punto agli ambientalisti toccherà mettere a punto un progetto e presentarlo all’organismo comunale guidato da Gabriele Pugliese. Alla riunione di venerdì scorso era presente la responsabile di Arpa Taranto, Maria Spartera, che ha confermato la presenza degli inquinanti rilevati ai Tamburi. L’iniziativa di «Taranto libera» prevede il coinvolgimento delle scuole e di eventuali sponsor e c’è il sostegno e la disponibilità a collaborare al progetto dell’Associazione culturale pediatri nella persona di Anna Maria Moschetti. Gli obiettivi sono molteplici: «Informare e migliorare le conoscenze – spiegano gli ambientalisti in una nota – per dare facoltà di scelta. Promuovere la salute. Modificare o rinforzare i comportamenti non a rischio. Negoziare su questioni controverse o su punti di vista diversi. Comunicare l’incertezza e favorire la partecipazione e il processo di corre sponsabilità. Valutare il ritorno da parte del pubblico per essere sicuri che il messaggio sia stato capito, monitorare l’esito della campagna informativa». Sullo sfondo, ma in realtà è centrale, rimane la questione di quanto e come la presenza industriale possa aver contribuito all’inquinamento dei terreni. Sarebbe interessante sapere, a questo punto, cosa pensino proprio le industrie circa l’opportunità di informare la popolazione sui rischi per la salute derivanti dalle sostanze ritrovate nei terreni ai Tamburi. E se fosse poi peregrino pensare anche a un loro contributo sulla delicata questione. In fondo quando si parla di «responsabilità sociale» si allude anche a questo.

Fulvio Colucci , Gazzetta del Mezzogiorno, 12 luglio 2010.

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