venerdì 16 luglio 2010

"Nuova" vertenza Taranto?

...in pratica, nella più "floridiana" delle intenzioni, si tratta di aggirare tutte le piaghe e il malaffare fatto di speculazioni e corruzioni che affliggono da sempre (niente di "nuovo" infatti!) la città, e sventolare la solita richiesta di soldi a stato, regione ed enti da sborsare per opere più o meno fantasiose...

Dal sito della Provincia:
La bozza della Nuova Vertenza Taranto elaborata dalla Consulta per lo Sviluppo è pronta. Adesso parte la fase del confronto con i rappresentanti istituzionali di Terra Ionica e il mondo economico e sociale. Le proposte elaborate dalla Consulta verranno infatti discusse in due distinti momenti. Domani, venerdì 16 luglio, la prima riunione nel salone degli Stemmi di Palazzo del governo con i consiglieri regionali, l’assessore regionale Pelillo, i parlamentari ionici, la giunta e i consiglieri provinciali.
Per il 23 luglio, invece, la Consulta ha convocato l’assemblea del partenariato socioeconomico della provincia ionica di cui fanno parte, tra gli altri, associazioni dei consumatori, sindacati, organizzazioni di rappresentanza delle imprese. I due incontri avranno inizio alle ore 17.
“Da più parti si rileva la necessità di fare squadra sui temi dello sviluppo – commenta il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido – ed è esattamente ciò che stiamo tentando di fare. Personalmente sono fiducioso, anche perché l’unico modo per immaginare un futuro diverso è di riconoscerci in un progetto di rilancio economico condiviso”.
Della Consulta per lo Sviluppo fanno parte Comune e Provincia di Taranto, Autorità portuale di Taranto, Camera di commercio, Assindustria, Cgil, Cisl e Uil.
Nuova Vertenza Taranto 682 News Nvt.22.6

Sintesi del Documento 'Nuova Vertenza Taranto'

Il documento sulla “Nuova Vertenza Taranto”, predisposto dalla Provincia di Taranto d’intesa con il Comune di Taranto, la Camera di Commercio, l’Autorità Portuale, Confindustria, le Confederazioni Sindacali, Confcommercio ed altre associazioni di categoria, rappresenta una analisi, non certo esaustiva, dei fabbisogni dell’area di crisi tarantina, con la previsione degli interventi prioritari e delle azioni che, a livello istituzionale ed a livello socio-economico, sono ritenute assolutamente necessarie.
A livello istituzionale, oltre alla attuazione di una nuova fase di concertazione operosa tra gli Enti Locali, viene considerata come necessaria ed indifferibile la interlocuzione con gli Organismi decisionali regionali, con l’ausilio della struttura di “Sviluppo Puglia” già sezione pugliese della società Sviluppo Italia; mentre, a livello nazionale, il Documento auspica forme dirette di interlocuzione con il Ministero dell’Economia (attraverso il Nucleo di Valutazione per gli investimenti pubblici) e con il Ministero delle Regioni per riprendere il “dialogo” sulle criticità dell’area tarantina, avviato con la delibera CIPE n° 155 del 21 dicembre 2000 e non più ripreso, se non per deliberazioni circoscritte al contratto di programma TCT (delibera CIPE n° 101/2000) ed alla piastra portuale di Taranto con la “legge obiettivo” (delibera CIPE n° 74/2003, che tuttora non trova attuazione per carenza di risorse statali integrative).

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