venerdì 18 ottobre 2013

Vi sveliamo chi c'è dietro e dentro l'organismo di vigilanza dell'Ilva di Taranto

Se saranno "saggi" come vengono definiti, lo vedremo... i tre professionisti che faranno parte del nuovo organismo di vigilanza nominato il 25 settembre scorso dal Commissario Straordinario di Ilva S.p.A. Enrico Bondi e insediatosi ieri.

Iniziamo con un nome: il generale Cosimo Sasso.




Direttore della Dia (Direzione Investigativa Antimafia)  dal 1° agosto 2005 al 31 ottobre 2008, Cosimo Sasso è stato nominato nel 2008 ( da Tremonti, sotto indicazione di Gianni Letta)  vicedirettore del  DIS, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (ex Cesis). Tutto bene fin qui, se non fosse che su radicali.it compare il suo nome nell'articolo di Libero di Franco Bechis del 14.05.2010, dal titolo " la vera-storia-di-quellelenco-una-guerra-tra-007-gdf". L'elenco di cui si parla nel titolo è la lista Anemone: 400 nomi tra professionisti e politici, i beneficiari di ristrutturazioni del costruttore Diego Anemone.

Quella lista era emersa dalle verifiche fiscali routinarie sulle piccole e medie imprese del settore edilizio, disposta dal comando provinciale delle fiamme gialle di Roma, allora guidato da Andrea De Gennaro (fratello di Gianni, ex capo della polizia, poi comandante supremo dei servizi segreti italiani). Ma quella lista dei 400 privilegiati" , in mano alle fiamme gialle della provincia di Roma nessuno l'aveva mai trasferita ai magistrati che indagavano: " nemmeno dopo l'esplosione delle inchieste (Bechis)". "Per oltre 19 mesi queste "carte" sono state "custodite". E sarebbero ancora lì, nel buio, se le inchieste delle procure di Firenze e di Perugia non avessero spezzato il silenzio sul sistema affaristico capace di condizionare decisioni politiche, burocrazie, spesa pubblica, nomine. Una ragnatela che si è rafforzata negli ultimi anni quando il governo ha trasformato le politiche pubbliche in politiche di "emergenza" che hanno cancellato ogni trasparenza nell'assegnazione degli appalti." (Francesco Viviano - la repubblica.it)

Cosa c'entra in tutto questo il generale Cosimo Sasso?

Sarebbe stata "la bocciatura dell'avanzamento di carriera ad opera di Emilio Spaziante per la vicedirezione del servizio segreto" e quindi la bocciatura della nomina di Sasso da generale di divisione a generale di corpo di armata ("quasi un atto dovuto dopo un anno al servizio")   al centro di un vivace scontro  tra De Gennaro e Emilio Spaziante: il comandante interregionale dell'Italia centrale, vicino a Nicolò Pollari. Spaziante nello scontro frontale fra il comandante generale, Roberto Speciale e l'allora viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco testimoniò a favore di Speciale." Chiusa quella vicenda - si legge nell'articolo di Bechis - emigrò al Cesis come vice del servizio che stava trasformandosi. Dopo poco arrivò sopra di lui proprio De Gennaro. I due non si presero affatto, anzi. Spaziante mandò il poliziotto a quel paese, dimettendosi dal servizio e ritornando in Finanza. Ma quello scontro bruciava, e prima o poi non pochi nelle fiamme gialle si sarebbero attesi una mossa. La vittima sacrificale era già predestinata: un De Gennaro sotto Spaziante proprio lì, a Roma."

Di questa tremenda vendetta sarebbe fondata la bocciatura della nomina del generale Sasso, un colpo basso tirato a De Gennaro, la guerra tra 007 e guardia di finanza. Oggi arriva una nuova nomina per Sasso che presiederà l'organo di vigilanza dell'Ilva di Taranto. Le prime dichiarazioni del Generale: " Il nuovo O.d.V.  avra' il compito di vigilare in piena autonomia e indipendenza sull'adeguatezza, l'effettivita' e l'efficacia del modello organizzativo, mediante un' attivita' di costante verifica'".

Venendo a conoscenza degli intrugli affaristici celati dalla vicenda dell'Anemone's list, ci sembra quanto mai  azzardato parlare di "autonomia e indipendenza". Ai cittadini spetterà l'arduo compito di ... vigilare sul vigilante...


Gli altri due "saggi":

Pietro Maggiulli, dottore commercialista, revisore contabile e responsabile della funzione Audit Interno e Salute, Sicurezza e Ambiente di Ilva, con una significativa esperienza, anche attraverso l'incarico svolto all'interno di una primaria societa' internazionale di consulenza, nel campo della revisione contabile e dei sistemi di controllo interno.

E ciliegina sulla torta: 

Mariachiara Zanetti, a vedere il suo curriculum presente on line  nessuno potrebbe sollevare questioni o polemiche se non fosse che, scavando sulla sua storia personale, sempre in internet si trova pubblicata la sua candidatura con "scelta civica", un partito che si è sempre mosso a favore della grande industria (il partito che ha dato vita al decreto Salva Ilva). Come potersi fidare di  una professionista che si è esposta a favore di un partito (che fin dalla sua nascita ha appoggiato e sostenuto in parlamento il diritto d'impresa a favore dell'Ilva, prioritario rispetto al diritto alla salute)  possa essere garante di trasparenza e indipendenza?

Noi ce lo chiediamo, perchè ci pare una scelta NON civica! 











E’ finita in mano alla guardia di Finanza della provincia di Roma nel lontano autunno 2008 - See more at: http://www.radicali.it/rassegna-stampa/vera-storia-di-quellelenco-una-guerra-tra-007-gdf#sthash.5jro2OIn.dpuf
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