mercoledì 30 ottobre 2013

Avevate capito male: "Capitale degli inceneritori"... firmato Emma & co.

Taranto, Marcegaglia chiude licenziamento per 134 operai

Taranto, naufraga il sogno del fotovoltaico
Chiude la Marcegaglia Buildtech, fabbrica di pannelli fotovoltaici del Gruppo dell'ex presidente di Confindustria che a Taranto dà lavoro a 134 lavoratori diretti. Il gruppo Marcegaglia ha annunciato ai sindacati di categoria e alle Rsu di Fim, Fiom  e Uilm la cessazione delle attività, con la conseguente  chiusura e il licenziamento dei dipendenti, dal prossimo 31 dicembre. Marcegaglia Buildtech informa in una nota di aver preso la decisione di cessare la produzione di pannelli coibentati e di pannelli fotovoltaici "a causa della grave crisi che ha irreversibilmente colpito il settore del fotovoltaico in Italia e nel mondo".
Per i sindacati, "l'ennesima mazzata per questo territorio". Un territorio - sottolineano nella nota congiunta le organizzazioni sindacali - "già martoriato da una crisi senza precedenti, che continua a mietere  perdite di posti di lavoro". Fim, Fiom e Uilm parlano di "massacro" e convocano, per domani 30 ottobre, dalle ore 15,00, un'assemblea con tutti i lavoratori, proclamando "sin da ora" lo stato di agitazione del gruppo. "Anche questa volta - si legge nel comunicato - Taranto subisce la perdita di 140 posti di lavoro, a causa di una decisione aziendale disinteressata al nostro territorio:  lasciano Taranto per una riorganizzazione del Gruppo Marcegaglia, scippando nuovamente a questa città posti di lavoro e opportunità di sviluppo non inquinante". "Dopo l'eolico - concludono i rappresentanti dei lavoratori - a pochi giorni di distanza, anche il fotovoltaico abbandona Taranto, una città già compromessa dai problemi ambientali".
E' durato dunque appena due anni il "sogno" di "fare della città jonica la capitale del fotovoltaico in Italia". Così infatti si espresse Antonio Marcegaglia, amministratore delegato dell'omonimo gruppo, nel settembre 2011 presentando agli amministratori locali - tra cui il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola - il rilancio industriale del sito di Taranto, dove Marcegaglia era approdato nel 2000 a seguito della vicenda Belleli di Mantova. A settembre 2011 Marcegaglia inaugurò a Taranto la produzione di lamiere e pannelli fotovoltaici per la produzione di energia solare attraverso una tecnologia innovativa: lamine di film sottile al silicio amorfo.
Queste lamine, spiegò allora Marcegaglia, "vengono poi incollate su un pannello per ottenere un manufatto perfettamente integrato nella copertura dei tetti delle nuove costruzioni e volto alla produzione di energia elettrica solare". A Taranto la nuova produzione faceva seguito a quella, dismessa, di caldaie industriali. Una copertura di pannelli fatta in questo modo su una superficie inferiore a 20 metri quadrati, fu spiegato due anni fa, è in grado di produrre più di un chilowattora di energia elettrica per 25 anni, indipendentemente dall'orientamento e dall'inclinazione del tetto. Marcegaglia annunciò anche di aver stanziato per la riconversione del sito di Taranto 15 milioni di euro e di voler raddoppiare la produzione di pannelli fotovoltaici nel giro di pochi mesi.
"In realtà il progetto, che sfruttava una tecnologia americana - spiega Cosimo Panarelli, segretario della Fim Cisl di Taranto -, non ha avuto il successo che il gruppo Marcegaglia auspicava.
In Puglia non c'è stato sviluppo alcuno. Si poteva e doveva incentivare la diffusione di questo sistema dai complessi privati a quelli industriali per finire alla copertura delle pensiline dei mezzi pubblici, ma così non è stato. Alla fine, nella ristrutturazione del gruppo, Marcegaglia ha sacrificato Taranto. Dopo Vestas nell'eolico è un altro pezzo di attività industriale nelle fonti energetiche rinnovabili che perdiamo nel giro di poche settimane".(Rep)

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