domenica 14 settembre 2008

Caro Padrone...

...dacci, anche oggi, le nostre nuvole quotidiane.

Domenica 14 settembre 2008, ore 13

Rassegna Stampa

Dopo un anno di Presidio, la politica si accorge della discarica di Grottaglie:


La diossina si posa sulla fiera del Levante:


Bravò Monsieur De Velenis!

sabato 13 settembre 2008

I cittadini differenziano, loro bruciano!!!


FINALMENTE!!!

Che gioia vedermi recapitata, direttamente a casa, questa lettera firmata dall'amico e compagno Nichi! Vuoi vedere che finalmente anche in Puglia parte la raccolta differenziata???

Ma poi...guarda un pò!! che bravi, si sono presi il compito di chiudere il ciclo dei rifiuti! come??? indovinate un pò....

Quasi quasi improvviso una risposta:

"Caro Nichi,

oggi i rifiuti sono una ricchezza per i soliti noti: la "signora" Marcegaglia, che ne brucia quantità enormi a Massafra, il "signor" Settanni, che continua a seppellire tonnellate di scorie industriali tra San Marzano e Grottaglie (forse ti eri distratto mentre la regione rilasciava l'AIA a Ecolevante e la polizia calpestava i manifestanti)...per non parlare dei rifiuti radiottivi nella Cemerad di Statte e delle 72 discariche sparse per la provincia di Taranto!

e che dire del tuo compagno di partito, Nello De Gregorio, che non vede l'ora di riaccendere l'inceneritore di Taranto??? che cambiamento di ottica in pochi mesi! che comode quelle poltrone!

Scusami tu, Nichi, ma la vera intromissione nella vita dei tarantini, degli stattesi, dei sanmarzanesi, dei grottagliesi (ecc,ecc...) non è la tua lettera, ma la puzza di monnezza!!!

Ti chiediamo NOI di dare una mano alla Puglia, di aiutare l'ambiente, di difendere la salute...chissa se TU farai la differenza...."


PS: Per chi volesse rispondere alla lettera del presidente Vendola, i sui indirizzi sono n.vendola@regione.puglia.it e segreteria.presidente@regione.puglia.it

venerdì 12 settembre 2008

Dubbi nucleari

Ci sono ragioni obiettive per tornare al nucleare in Italia? Scajola dice che lo chiede l'Europa e che l'alto prezzo della bolletta energetica, circa 60 miliardi di euro l'anno, è la conseguenza dell'uscita dell'Italia dal nucleare, dopo il referendum del 1987. In entrambi i casi si tratta di affermazioni false, utilizzate come slogan di una battaglia tutta ideologica e propagandistica.
Non solo l'Europa non ci chiede il nucleare ma anzi punta su un percorso virtuoso basato sulla regola dei tre "20". Un anno fa, il Consiglio Europeo ha definitivamente approvato un piano di azione per il dopo Kyoto che prevede, entro il 2020, di ridurre le emissioni di gas serra (-20%), agendo su efficienza energetica (+20%) e su un incremento delle fonti rinnovabili (+20%). Di fronte a queste grandi sfide, l'Italia invece di ridurre le emissioni del 6,5%, le ha aumentate di oltre il 15%. Per le sole penalità derivanti dagli accordi di Kyoto, l'Italia dovrà pagare circa 13 miliardi.
Inoltre, la commissione energia del Parlamento europeo ha appena approvato la relazione sulla proposta di direttiva sulle energie rinnovabili, confermando l'obiettivo vincolante del 20%. Un voto significativo, che oltretutto sconfessa chi punta alle centrali nucleari grazie alla bocciatura dell'emendamento che chiedeva l'equiparazione del nucleare alle fonti rinnovabili. Spero che questo voto induca il Ministro Scajola a discutere su come raggiungere l'obiettivo vincolante per l'Italia (17% di energie rinnovabili entro 2020) piuttosto che fare propaganda sul nucleare. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi UE, infatti, il nostro Paese sarà costretto a pagare altre penalità, che ricadranno nuovamente sulle spalle dei cittadini.
Sul secondo punto c'è bisogno fare chiarezza: il nucleare produce esclusivamente elettricità, che è solo una parte dei consumi energetici. Tutto il nucleare presente nel mondo (440 centrali) soddisfa poco più del 6% dei consumi finali; gran parte dell'energia è utilizzata in aree dove l'atomo non può sostituire i combustibili fossili: trasporti, industria, riscaldamento, agricoltura.

Al contrario di quanto afferma Scajola, l'energia nucleare è costosa e non ci libera dal petrolio. La Francia produce il 78% dell'energia elettrica da fonte nucleare ma consuma ed importa più petrolio dell'Italia che non produce un singolo chilowattora dall'atomo. Inoltre stiamo ancora pagando, a 20 anni dalla chiusura, i costi di smantellamento degli impianti nucleari (componente A2 della bolletta Enel).
Infine c'è un terzo punto per cui occorre contrastare la scelta nucleare: il modello di società. Con la scelta nucleare, si tende a remunerare il capitale investito invece di creare nuovi posti di lavoro e non c'è redistribuzione del reddito prodotto nella comunità in cui sono localizzati gli impianti. Forse è proprio la ragione per cui questo governo, che difende gli interessi dei gruppi industriali e dei poteri forti, ha rispolverato il nucleare. Come per Alitalia, si usa denaro pubblico per far crescere i profitti dei privati.

Fonte:

Essere operaio all'Ilva.....

Essere operaio all'Ilva di Taranto significa oggi sopportare in silenzio l'umiliazione di una scelta aziendale ingiusta e spietata.

Davanti alla morte di un compagno di lavoro, gran parte degli operai Ilva ha deciso di scioperare, di non presenziare al lavoro.
Un segno di solidarietà: la consapevolezza che con la sicurezza non si scherza.

E non importa se l'operaio in questione deceduto lavorasse per una delle imprese appaltatrici: a morire è stato un collega, un compagno, un uomo che si è trovato a lavorare nel mastodontico stabilimento siderurgico insieme a tanti altri.

E quindi era significativo dopo quel tragico evento, scioperare.
E come risponde invece l'azienda, la grande azienda che grazie al lavoro di quei piccoli e grandi uomini trae grande profitto?... risponde ancora una volta con un colpo basso.

Una scorrettezza che ha colpito coloro che ogni giorno permettono all'azienda di produrre e di mantenere i ritmi di produzione sempre costanti e sempre puntati sull'acceleratore.

Perchè quegli operai che hanno scioperato sono stati colpiti, puniti? Perchè?

"l'Ilva, oltre alla trattenuta normale dello sciopero, ha trattenuto 150 euro sulle buste paghe dei lavoratori sul premio del risultato per rappresaglia contro lo sciopero che ci fu in aprile per la morte di un lavoratore albanese, uno dei tanti morti all'Ilva..." questo quanto scritto in un comunicato della Cgil Taranto.

Lo riportiamo per intero qui sotto:


ILVA TARANTO, CREMASCHI: DOPPIA TRATTENUTA PER SCIOPERO
(dal sito della CGIL Taranto)



'E' una vergogna che l'Ilva, oltre alla trattenuta normale dello sciopero, abbia trattenuto 150 euro sulle buste paghe dei lavoratori sul premio del risultato per rappresaglia contro lo sciopero che ci fu in aprile per la morte di un lavoratore albanese, uno dei tanti morti all'Ilva'. Lo dice Giorgio Cremaschi, membro della segreteria nazionale della Fiom-Cgil, nel corso di una delle assemblee per la piattaforma integrativa. 'Al di la' delle chiacchiere - ha aggiunto - le cose all'Ilva non stanno cambiando e questa volta sulla vertenza faremo sul serio. Se l'azienda non cambia, sarà una vertenza dura perché non abbiamo più intenzione di tollerare comportamenti incivili nei confronti dei lavoratori'.

12/09/2008 11.34

Tutti a scuola!! Ma a piedi...


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Comitato di Quartiere Salinella:

Il dissesto? Ve lo ricordate? Abbiamo pagato l’intero debito? Ma a quanto ammonta questo debito?

Domande legittime da porsi in una comunità depredata di circa 1 miliardo di euro. Ogni tanto queste domande irrisolte trovano risposta. La risposta si riproduce nei modi più beffardi e fastidiosi. Così, dopo le stangata comunale sulla tassa dei rifiuti un’altra brutta sorpresa si è presentata al rientro dell’anno scolastico. La malaventura del dissesto grava ancora una volta su uno dei quartieri più precari della nostra città. Al rione Salinella è stato da quest’anno soppresso il servizio scuolabus che portava i piccoli del quartiere nelle rispettive scuole d’appartenenza. A fronte delle lamentele delle mamme del quartiere che rivendicavano il ripristino del servizio, l’amministrazione comunale ha avanzato una richiesta di 50 euro pro capite mensili. La cifra è stata richiesta informalmente senza precisare se fossero possibili le previste esenzioni per le categorie sociali protette.

Non è possibile che sia ancora una volta la povera gente a dover rispondere delle scelleratezze compiute ai piani alti delle amministrazioni. Tanto meno possono gli amministratori assolversi dando la colpa ai loro predecessori. Il diritto al trasporto per l’istruzione è insindacabile e non può essere oggetto di mercimonio ne di risoluzione di altri problemi. I ladri sono liberi di rubare ancora e le persone pagano il prezzo di questi furti. Gli amministratori dovrebbero rivolgere il proprio accanimento verso chi ha derubato la città e non cercare di coprire gli errori di questi balordi spremendo le tasche già munte dei cittadini.

Ricordiamo infine che: in quello che viene chiamato comunemente terzo mondo, i bambini camminano a piedi anche ore per raggiungere la scuola. Ma questa non è l’Italia?


Comitato di quartiere Salinella

giovedì 11 settembre 2008

Taranto e la diossina: siamo giunti allo stamping out!





Nelle parole di Angelo Fornaro cogliamo lo scoramento e la disperazione di un allevatore delle aziende del circondario tarantino colpite dal blocco dell'attività e presto dall'abbattimento di tutti i capi di bestiame.
Chiedere salute e salubrità è soprattutto investire sulla qualità della vita e sul futuro.
Negare questi diritti in nome del profitto (altrui) è una condanna che prima o poi si abbatterà su tutti.

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Siamo giunti allo stamping out!
E’ proprio questo il termine utilizzato per l’abbattimento di tutti gli animali situati in una zona infetta. Una volta questo provvedimento si adottava per proteggere l’uomo da zoonosi (malattie che dagli animali possono essere trasmesse all’uomo), nonchè per evitare la diffusione di malattie infettive che avrebbero potuto danneggiare gravemente gli allevamenti e quindi l’economia. Oggi stiamo vivendo una novità che dopo aver toccato Caserta si è fermata a Taranto. Purtroppo però qui non c’è nessuna mozzarella di bufala od altro prodotto di fama internazionale da difendere; presso il polo industriale di Taranto ci sono “solo” uomini, donne e animali. La “novità” che è entrata violentemente a far parte della nostra vita si chiama diossina ed ha contaminato le nostre terre, le carni ed il latte dei nostri animali. Proprio ieri abbiamo ricevuto la notizia che tutti gli animali saranno uccisi e la cosa particolare è che stanno ancora indagando per attribuire le responsabilità di questo disastro ambientale. Quando un allevamento viene considerato infetto si stabilisce intorno ad esso una zona di protezione per monitorare il problema ed evitarne la diffusione, la cosa “curiosa” è che al centro della zona infetta questa volta non c’è l’allevamento stesso, bensì il nostro prezioso polo industriale con una zona di sorveglianza che si estende per un raggio di 10 km…forse questo dice qualcosa….
Abbiamo saputo, dicevo, solo ora, a ferie concluse e con molto comodo, che tutti i nostri animali sono condannati a morte e che si procederà all’attuazione del provvedimento nei prossimi giorni. Sono stati stanziati 160.000 euro come risarcimento per tutte le aziende coinvolte e solo nella nostra sono presenti più di 450 capi. In questa cifra sono comprese le spese di trasporto, di macellazione e di smaltimento degli stessi. Una vera e propria elemosina bonariamente concessa, un obolo che tolte le spese basterà alle aziende per sopravvivere pochi mesi. Sì perché ci è stato più volte sottolineato che in realtà non avremmo avuto diritto a niente! Le leggi attuali non prevedono nulla a riguardo. Non importa se i nostri capi sono stati
selezionati attraverso le generazioni e non tutti erano destinati alla macellazione, non importa se una volta sterminato il gregge non avremo più l’opportunità di costituirne un altro perché l’ambiente è seriamente contaminato e nessun provvedimento ufficiale parla di bonifica del territorio…non importa!
Forse non importa ai burocrati e alla maggior parte dei politici, forse non importa a chi non realizza ciò che sta accadendo a Taranto, sicuramente non importa agli pseudo imprenditori che in ragione del profitto non esitano a rubare, ammazzare e distruggere. In un giorno quello che gli altri appartenenti a quanto pare a una categoria inferiore hanno costruito per anni col sudore! Ci è stato detto anche che in realtà non ci vietano l’allevamento ma solo il pascolo, perché potremmo attrezzare le stalle, tenere gli ovini ed i caprini all’ interno e comprare da fuori foraggi e mangimi. Non ci si rende assolutamente conto della nostra realtà, non ci si rende conto che si spenderebbe cento per guadagnare cinquanta…dopo il danno, la beffa; sarebbe come dire ad un paracadutista di non preoccuparsi perché non si vieta il paracadutismo, si vietano solo i paracadute.
Oggi nella nostra azienda, dove gli ovini e i caprini sono indenni da malattie infettive, dove non sono mai stati usati prodotti vietati, dove gli unici alimenti somministrati sono stati quelli offerti dalla nostra terra con lo scopo di preservare la genuinità dei nostri prodotti, così tanto reclamata e rimpianta ma sempre meno rintracciabile…la condanna è stata emessa. Dai tempi biblici questi animali erano usati come vittime sacrificali, a loro si attribuiva la dignità di poter sostituire l’uomo nell’espiazione di tremende colpe.

Oggi di nuovo sono vittime sacrificali per le nostre colpe, ma questa volta senza dignità, né valore.
Nessuna dignità e nessun valore da dare a tutte le vittime sacrificali che oggi l’idolatria del terzo millennio richiede…sono tutte già pronte, iniziando dagli abitanti del rione Tamburi…

Cordialmente

Angelo Fornaro

Nell'album fotografico troverete le foto che ritraggono la masseria Fornaro. Cliccate qui per vederle.

Tutta la solidarietà del Comitato Per Taranto va al Signor Fornaro, ai suoi familiari e a tutti coloro che sono stati danneggiati dalla diossina.



Memorabile Daniele Serra...

Abbiamo letto del

1° MEMORIAL DANIELE SERRA

La Commissione Servizi Sportivi della Circoscrizione Montegranaro-Salinella, presieduta da Domenico Giannico, organizza per i giorni 12 e 13 settembre il Primo Memorial "Daniele Serra", secondo lo spirito di solidarietà e di amicizia intitolato alla memoria del giovane attore tarantino.Al quadrangolare parteciperanno le rappresentative della Circoscrizione
Montegranaro-Salinella, del Comune di Taranto, degli attori tarantini
"Nati a Taranto", e gli amici di Daniele Serra "Marc'Polle"All'iniziativa hanno collaborato il Coni Provinciale di Taranto, la Provincia di Taranto e l'Assessorato allo Sport del Comune di Taranto.


C'è un'incolmabile differenza di significato tra NATO a Taranto e nati a Taranto.
La stessa che passa tra un idealistico ma responsabile teatro di denuncia e le pallonate al campo di calcetto.
La città della superficialità diffusa, ancora una volta, ha digerito l'ennesima sensata critica profonda alla sua inerzia e ha ruttato un torneo piccolo piccolo.

Una denuncia documentata e un lucido concittadino trasformato nella consueta kermesse del tarallucci e vino locale...
Forse il nostro avrebbe gradito una proiezione del suo spettacolo nelle scuole, nelle piazze, nelle tv locali.

Forse una manifestazione davanti alla base navale, su quel viadotto da cui si vede lo scempio a propulsione nucleare fatto costrutire in Mar Grande...

Ma siamo proprio sicuri che promotori e collaboratori di questa iniziativa sarebbero stati dalla stessa parte delle barricate dove sarebbe stato Daniele?
Buona partita. Che vinca il migliore!

Nucleare rinnovabile? NO GRAZIE!

Pubblichiamo un comunicato dalla commissione Europea


"Un voto significativo per le energie rinnovabili in Europa che sconfessa chi punta alle centrali nucleari". Così Umberto Guidoni, europarlamentare, ha commentato l'approvazione della direttiva sulle energie rinnovabili da parte della Commissione Energia del Parlamento europeo ed in particolare la bocciatura dell'emendamento che chiedeva l'equiparazione del nucleare alle fonti rinnovabili.

Guidoni ha spiegato che "finalmente ci sono obiettivi vincolanti per gli Stati membri, che porteranno l'Europa ad essere leader nella lotta ai cambiamenti climatici, ma non solo. Questa direttiva porterà alla creazione di nuovi e qualificati posti di lavoro per i cittadini europei."

"Per quanto riguarda i biocarburanti - ha spiegato l'europarlamentare - è stato raggiunto un compromesso su un obiettivo intermedio del 5%, entro il 2015, e uno complessivo del 10% entro il 2020 specificando però che almeno il 40% deve essere ottenuto con elettricità e idrogeno da fonti rinnovabili, o biocarburanti di seconda generazione ottenuti dai rifiuti. Un accordo soddisfacente, anche alla luce del fatto che ci sarà una revisione nel 2014 per constatarne l'impatto, con la possibilità di una modifica al ribasso del target".

"Spero che questo voto induca il Ministro Scajola a discutere su come raggiungere l'obiettivo vincolante per l'Italia (17% di energie rinnovabili entro 2020) piuttosto che fare propaganda sul nucleare. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi UE, infatti, il nostro Paese sarà costretto a pagare delle penalità, che ricadranno sulle spalle dei cittadini. Oltre ai proclami - ha concluso Guidoni - ci piacerebbe vedere il piano del governo per aumentare fonti rinnovabili ed efficienza energetica".

mercoledì 10 settembre 2008

Rassegna



Rigassificatore. Sostegno alla cittadinanza brindisina

Nell’ambito della procedura di VIA del rigassificatore di Capobianco proposto dalla Brindisi Lng venerdì 12, a partire dalle ore 10, si svolgeranno presso l’Assessorato all’Ecologia le audizioni delle parti interessate.

Comincia anche per Brindisi la farsa delle audizioni per il rilascio della Valutazione di Impatto Ambientale.
Il Comitato contro il rigassificatore di Taranto rinnova tutto il suo sostegno all'opposizione ad un impianto a rischio di incidente rilevante che risulta a Brindisi come a Taranto incompatibile con la realtà industriale limitrofa e con le linee di sviluppo previste per questi territori.

Siamo pronti al pressing radioattivo?

L’assessore all’Ecologia, Michele Losappio, comunica che questa mattina, nella sede romana della Regione Calabria, coordinatrice di tutte le regioni per l’ambiente, si è tenuto un incontro tecnico per valutare il documento predisposto dal gruppo di lavoro costituito con decreto ministeriale del 2008 in materia di scorie nucleari e del loro deposito unico. “Compito infatti del gruppo di lavoro – spiega Losappio - è l’individuazione di un deposito nazionale centralizzato per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, compreso il combustibile nucleare esaurito usufruendo, per questo, della collaborazione della Sogin Spa che fornirà anche supporto tecnico e logistico operativo. Il gruppo di lavoro, che fa capo al Ministero dello sviluppo economico, ha indicato una procedura concertativa con le regioni che si fonda sulle possibili manifestazioni di interesse da parte di qualcuna di esse, disciplinandone le procedure”. L’assessore prosegue: “il gruppo di lavoro ha indicato, però e purtroppo, ancora una procedura alternativa da seguire nel caso in cui le regioni siano indisponibili e questa ipotesi vanifica di fatto la procedura concertata. E’ infatti evidente che se il governo si riserva comunque di decidere da solo nel caso di indisponibilità delle regioni, imponendo alle stesse e alle popolazioni il deposito delle scorie affidato ad’un agenzia nazionale, la concertazione è vanificata e assomiglia a un bluff. Questa vicenda avrà ed ha una maggiore incidenza per la Puglia”. Secondo Losappio “la nostra Regione è stata già sfiorata nel 2004 con la scelta berlusconiana di Scanzano Jonico che avrebbe coinvolto il porto di Taranto. Oggi la Puglia produce circa 8000 MW di energia e ne cede l’88% al resto del Paese. Dovrebbe quindi essere perlomeno risarcita con la esclusione del suo territorio da ogni ipotesi di sito o di centrale nucleare ed indubbiamente la Regione non manifesterà alcun interesse e negherà il suo consenso nell’iter procedurale”. L’assessore all’Ecologia conclude: “ma tutto ciò non mette al riparo i pugliesi dalla procedura alternativa e quindi da scelte unilaterali del Governo nazionale. Anche per questo abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere un pronunciamento del Governo e di suoi ministri, a iniziare da quello pugliese, che ci rassicuri su tale eventualità”

Fonte pressregione

martedì 9 settembre 2008

La cittadinanza c'era!


Comunicato stampa del Comitato per Taranto

L’assessore regionale all’Ecologia Michele Losappio non ha risparmiato una frecciata nei riguardi delle associazioni ambientaliste che ieri mattina hanno pacificamente manifestato dinanzi all’ingresso della direzione Ilva: “anche l’opinione pubblica negli anni scorsi ha taciuto. Adesso l’attenzione verso i temi ambientali è alta, ma talvolta si esagera. Non capisco, ad esempio, perchè manifestare quando Regione ed Enti locali decidono di verificare l’attuazione degli impegni da parte dell’Ilva. Dovrebbero protestare se non lo facessimo”.

La politica è l'amministrazione della polis, la polis è costituita dai cittadini che sono titolari e sovrani di tutti i diritti politici.
Che il rappresentante della Regione in campo ambientale si chieda cosa facciano i cittadini fuori dai cancelli della fabbrica che spande i suoi miasmi sulla città da mezzo secolo e perché questi insistano per essere presenti in un momento in cui si barattano a tombola (3,5, 4, 1, 0,4 nanogrammi) le concentrazioni di uno dei principali veleni genotossici prodotti dall'industria , è un'uscita che onestamente troviamo poco opportuna.

Poco opportuna perché, se è vero che l'assessore vuol essere garante dei diritti dei tarantini, avrebbe piuttosto dovuto esprimere soddisfazione in ordine all'attenzione e alla partecipazione di tanti cittadini alla causa che anch'egli dice di perorare, quella cioè del riconoscimento del rispetto della salute e della vita nella nostra provincia (e non solo nella nostra provincia, visto che veleni come la diossina non ricadono solo su Taranto).

I manifestanti hanno sottolineato l’urgenza di contenere le micidiali emissioni nocive e di garantire tempi certi e rapidi nella lotta all’inquinamento. Pertanto non una manifestazione contro la Regione , ma di sostegno a quanti incarnano le istanze della nostra comunità e di sollecito a quanti invece dovrebbero fare ma non fanno.

Si è parlato di abbattere gli inquinanti, della verifica degli impegni relativi agli Accordi di programma degli scorsi anni (accordi in cui, per inciso, la parola "diossina" non veniva mai nominata): ci chiediamo perchè farlo a porte chiuse, tenendo fuori la cittadinanza da argomenti così delicati e che la riguardano così da vicino. Finanche il giro dello stabilimento concesso ai giornalisti sarebbe stato diverso da quello dedicato alle istituzioni, lontano, cioè dagli impianti più inquinanti.
Quella tra istituzioni e pubblico interessato e tra Ilva e città, è una distanza inaccettabile, oltre che inattuale.
L'assessore Losappio e quanti altri possano esserselo chiesto, stiano pur certi che noi tutti, cittadini ed associazioni presenti in quel sabato rovente, avremmo preferito trovarci sulle meravigliose spiagge del nostro litorale, piuttosto che davanti ai polverosi cancelli del siderurgico.

Forse più che sulla nostra presenza, l'assessore avrebbe potuto spendere una parola di più sull'assenza dei vertici Ilva dalla conferenza stampa indetta dopo la ricognizione allo stabilimento.

Noi non siamo stati ammessi a prendervi parte e nessun rappresentante delle istituzioni lo ha chiesto per nostro conto, ma almeno i presenti quelli che hanno a cuore il bene della loro città e dei loro concittadini, avrebbero potuto fare domande e richiedere chiarimenti ai rappresentanti del siderurgico sulle prospettive di ambientalizzazione degli impianti, "concedendo" quella trasparenza che da anni ci viene negata, insieme alla salute ed alla dignità.

Quanto chiasso nel cortile!

E mentre le oche starnazzano, diossine & co. sguazzano libere!

lunedì 8 settembre 2008

Losappio e i maccheroni...



"L’assessore regionale all’Ecologia non ha risparmiato una frecciata nei riguardi delle associazioni ambientaliste che ieri mattina hanno pacificamente manifestato dinanzi all’ingresso della direzione Ilva. “Anche l’opinione pubblica negli anni scorsi ha taciuto. Adesso l’attenzione verso i temi ambientali è alta, ma talvolta si esagera. Non capisco, ad esempio, perchè manifestare quando Regione ed Enti locali decidono di verificare l’attuazione degli impegni da parte dell’Ilva. Dovrebbero protestare se non lo facessimo”." (tratto dall'articolo riportato sotto)

Che all'assessore all'Ecologia della Regione Puglia i maccheroni piacciano e pure tanto si capisce non solo vedendolo, ma soprattutto ascoltando le sue constatazioni politiche.
La politica è l'amministrazione della polis, la polis è costituita dai cittadini che sono titolari e sovrani di tutti i diritti politici.
Che il rappresentante dei cittadini si chieda cosa facciano i cittadini fuori dai cancelli della fabbrica che avvelena la città da mezzo secolo e perché insistano per essere presenti in un momento in cui si barattano a tombola (si sente 3,5 %, 4%, 0,4%, 1%, sette e mezzo e cinquina!...) le concentrazioni di uno dei principali veleni genotossici prodotti dall'industria oltre a tutto il resto, è un'uscita degna della miglior nomenklatura di partito d'altri tempi, vera casta che non deve dar conto a nessuno di quanto fatto fin'ora e del da farsi! Maccaroni, direbbero gli anglosassoni!
Perchè le porte chiuse alla cittadinanza?
Perchè sempre e solo commensali del potere e mai degli interessi sacrosanti della popolazione e del territorio?
I "ghe pensi mi" di lombarda attualità si sovrappongono alle storiche "segretezze da soviet" nell'ennesima dimostrazione della distanza inattuale e inaccettabile della "cosa pubblica" dal pubblico!
Losappio e molti altri si saranno chiesti perché, in un rovente sabato di fine estate, associazioni e cittadini abbiano preferito i cancelli polverosi dell'ILVA alle spiagge dello Jonio...
La differenza stava nel rapporto tra chi considera prioritari la propria salute e il futuro e chi, per impegni istituzionali, è costretto a fare cose che scambierebbe volentieri con una sdraio sul bagnasciuga!
Qui tacciono solo i complici e i morti. L'opinione pubblica da sempre è stanca di essere ignorata.
Grazie delle sue belle parole, assessore!

La diossina vola alto...anche sull'Espresso

«Nella cordata Alitalia la presenza di Emilio Riva, ottantenne re dell’acciaio italiano, ha destato parecchia sorpresa. Certamente nella sua carriera le frequentazioni con Berlusconi, cene elettorali comprese, non sono mancate. Forse, però, non bastano i buoni rapporti con il premier per spiegare l’ingresso in Alitalia per uno che, come lui, non ha mai sopportato di dover mediare le proprie scelte con quelle di altri soci. E non ha mai partecipato a nessuna operazione finanziaria. Nelle ultime settimane la maggiore acciaieria del suo gruppo, l’Ilva di Taranto, si è ritrovata però di fronte a un problema la cui soluzione dipenderà dalle decisioni dal governo. La Regione Puglia ha reso note le rilevazioni sulle emissioni di diossina dello stabilimento. Troppo alte, ha sentenziato il presidente Nichi Vendola, affermando che se non ci saranno investimenti per ridurle non darà il benestare nell’ambito della procedura di autorizzazione ambientale in corso. Il parere della Regione, però, non è vincolante. Il via libera definitivo spetta al governo. E il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo si è già incontrata con i vertici dell’Ilva per rassicurarli. A Ferragosto la sorpresa: in una lettera agli uffici regionali, il ministero ha contestato la bontà delle misurazioni degli inquinanti. L’Ilva non chiuderà».

Fonte L’Espresso

domenica 7 settembre 2008

...ma da dove esce l'1%?

... se il limite europeo è 0,4 nanogrammi/mc? Misteri di Losappio!!!
Comunque come sempre i politici sono bravissimi ad inventare spauracchi e mamòni per evitare di "offendere la sensibilità (e le tasche) del paròn!".
Tutti contro la diossina mentre cielo e mare affogano di mercurio, pcb, metalli pesanti, nitrati, solfati e tanti gustosi idrocarburi normali o policiclici perfino aromatici!
Fieri di questa classe politica, applaudiamo e aspettiamo al varco...

da Gazzetta del Mezzogiorno

«Emissioni diossina sotto l'1% o l'Ilva sarà fuorilegge»

L'assessore regionale all'Ambiente, Michele Losappio, durante l'incontro di oggi con la direzione dello stabilimento siderurgico tarantino, ha ribadito che: se l'Ilva non riduce l'emissione di diossina al di sotto dell'1% del limite tollerabile, la Regione non firma, non dà il consenso all'Autorizzazione integrata ambientale

TARANTO - «Sull'accordo di programma la posizione della Regione Puglia, della Provincia di Taranto e dei Comuni di Statte e Taranto è univoca, cioè se l’Ilva non riduce l'emissione di diossina al di sotto dell’1% del limite tollerabile che noi abbiamo scelto come quota simbolica, noi non firmiamo, non diamo il consenso all’Autorizzazione integrata ambientale». Lo ha ribadito l’assessore regionale all’Ambiente Michele Losappio durante l’incontro avuto oggi con la direzione dello stabilimento siderurgico.
«Per andare sotto l’1% – ha sottolineato l’assessore – non basta la tecnologia dell’Urea, composto chimico da aggiungere al processo produttivo dell’agglomerato, che però può essere praticata subito, ma occorre anche innestare altre tecnologie. Noi vogliamo collaborare con il Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, ma ci sono ancora delle divergenze».
«In prefettura – ha proseguito – andremo ad analizzare la qualità degli investimenti e il cronoprogramma delle opere. Ci sono alcuni ritardi e di quanto sta accadendo chiederemo conto, anche se possono essere originati da problemi di carattere tecnico e possono avere delle giustificazioni».
Infine, Losappio ha precisato di avere chiesto all’assessore all’Ambiente del Comune di Taranto «di sbloccare quanto prima le autorizzazioni edilizie per la costruzione delle barriere nell’area dei parchi minerali. In questo modo toglieremo all’azienda ogni alibi per eventuali ritardi nel completamento delle opere di ambientalizzazione».

IL SIDERURGICO: GIA' INVESTITI 360 MILIONI
L'Ilva ha già investito 360 milioni di euro dei 470 milioni previsti con il piano di adeguamento delle migliori tecnologie per l’abbattimento delle emissioni inquinanti nello stabilimento di Taranto. Lo rende noto l'azienda in una nota con la quale illustra il programma delle opere.
“Alcuni interventi – è detto nel comunicato – sono stati realizzati, altri sono in corso di realizzazione ed altri sono da realizzare. Tra le attività più significative ai fini della riduzione delle emissioni inquinanti rientrano quelle previste per la cokeria, come l’adozione di nuove tipologie di macchine caricatrici con relativo adeguamento di piano e bocchette e l’adozione del sistema di captazione e depolverazione delle emissioni allo sfornamento coke delle batterie 3-6 con un impegno di oltre 120 milioni di euro”.
L'Ilva ricorda poi nella nota gli interventi per “l'impianto di agglomerazione con il rifacimento degli elettrofiltri e altri interventi atti a ridurre le emissioni convogliate quali la realizzazione di un impianto per l’additivazione di urea finalizzata alla riduzione degli attuali livelli di diossine nei fumi emessi dal camino E312”.
Infine, l’azienda evidenzia gli interventi per “le attività di manipolazione dei materiali solidi, tra cui la realizzazione della copertura dei nastri trasportatori delle materie prime dai moli (2ø e 4ø sporgente) ai parchi primari”.

PUGLIESE: TASSO INQUINAMENTO RESTA ALTO
«I controlli sulle emissioni di diossina vengono effettuati solo su 7 dei 278 impianti presenti all’interno dell’Ilva di Taranto e ci riferiamo alle emissioni convogliate, mentre non abbiamo dati su quelle diffuse. La situazione degli impianti è migliorata, ma il tasso di inquinamento resta alto». Lo ha detto il segretario regionale della Uil Puglia, Aldo Pugliese, nel corso del sopralluogo di verifica del protocollo d’intesa tenutosi questa mattina nello stabilimento di Taranto.
«Il programma di interventi per ridurre la diossina e ottenere il rilascio dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale – ha detto ancora – deve essere ultimato entro il 2014». «Mi sembra – ha aggiunto Pugliese – che i cittadini di Taranto non possano aspettare così tanto».
Secondo Pugliese, «le emissioni di diossina all’Ilva superano quelle di quattro paesi europei messi assieme: Gran Bretagna, Spagna, Svizzera e Francia. E non dimentichiamo che cinque aziende agricole presenti nella zona industriale di Taranto sono sotto sequestro perchè le mucche e le pecore non possono pascolare in quell'area risultata inquinata».

sabato 6 settembre 2008

TUTTI INSIEME!!!


I cittadini e le associazioni ambientaliste si sono uniti questa mattina, in concomitanza con la programmata verifica degli impegni assunti nel protocollo, per manifestare davanti ai cancelli dell'ILVA la loro richiesta di partecipazione, tutela e legalità nei processi in corso relativi alla concessione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale al siderurgico di Taranto.

Nei prossimi giorni sarà indetta una conferenza stampa congiunta per analizzare e commentare l'evento.

Cliccca qui per vedere le foto del Sit-in

Hanno aderito al sit-in tanti cittadini e...

AIL
Associazione 12 giugno
Amici di Beppe Grillo
Comitati di Quartiere
Comitato per Taranto
Delfini Erranti
Legambiente Taranto
Movimento per l'acqua
Peacelink
Presidio permanente no discarica
Vigiliamo per la discarica - Casa per la pace

Week-end No Discariche

Dal blog del Presidio permanente no Discariche:

15 giorni per 90 chilometri

Premetto: per una volta preferirei non vincere, visto che sono pronto a scommettere che i controlli dell'Arpa daranno esito negativo. Sono convinto che dalle analisi sul carico di uno dei camion bloccati dai manifestanti, prima del pestaggio, emergerà la solita pinocchiesca frasetta: "E' tutto regolare. Tutto a norma di legge".
Il camion bloccato perdeva percolato. Emanava un fetore nauseabondo. Perché venisse controllata anche solo la bolla dalla polizia, presente sul posto, ci siamo sgolati per diverse ore. Come testimoniato in più video, non c'era la benchè minima volontà di effettuare controlli. Neppure ai documenti. Abbiamo chiamato la Guardia di Finanza, ma nulla: ci hanno detto. "se c'è già lì la polizia di Grottaglie, noi non possiamo intervenire". Alla fine, e ce n'è voluto, l'abbiamo spuntata. Controlli ai documenti. E che ti salta fuori? Viene fuori che il camion proveniva da Modugno, provincia di Bari. Viaggiava dal 18 di agosto. Per percorrere i 90 kilometri che separano Modugno da Grottaglie ci sono voluti 15 giorni. Quindici giorni per 90 chilometri. Quali siano stati i motivi di tale ritardo, si può solo immaginare. Deviazioni? "Travasi" simili a quelli documentati dalle operazioni Re Mida ed Eldorado? Insomma, la solita tecnica per camuffare rifiuti tossici e scaricarli come rifiuti non pericolosi? Al camion, tra l'altro, mancava anche la "R" catarifrangente, contrassegno necessario per simili carichi. Ed anche dinanzi a questo, e lo si vede dai video, c'è stata resistenza, da parte di chi di "dovere", di intervenire. Un tizio dell'Arpa, arrivato poco prima del pestaggio, ha sostenuto: "Per fare le analisi è necessario che questo camion entri in discarica. I prelievi vanno fatti a terra, non possono essere prelevati i campioni direttamente dal camion". Verità o menzogna? Sia come sia, nonostante i primi due lotti della discarica Ecolevante avessero accolto, sino a pochi minuti prima, altri camion, proprio quello no. Proprio quello doveva entrare nel cosiddetto terzo lotto. Per forza. Un carico sospetto doveva essere abbandonato in questa nuova discarica che, è bene ricordare, sorge su una condotta di acqua potabile. O lo facevamo passare oppure... Oppure! Ciò che è accaduto dopo è ben documentato. Calci, pugni, manganellate, botte da orbi a gente seduta per terra o in piedi, con le mani alzate. Intanto, a causa di quel camion in sosta e della sua puzza, due persone a noi molto care, una mamma del presidio ed un padre di famiglia, anch'egli presidiante, sono stati portati d'urgenza al pronto soccorso (d'urgenza si fa per dire, visto che, sulle prime, pure il 118 ha cercato di opporre resuistenza e di non intervenire ed anche questo è documentato nei video). Diagnosi dei medici dell'ospedale San Marco di Grottaglie: intossicazione. Un tipo di intossicazione ben nota a chi, nei pressi della discarica, ci abita. O sarebbe meglio dire ci abitava, visto che si cominciano ad abbandonare vigneti e case di campagna, e la gente scappa perché "lì non si può più stare". Ma nonostante questo, sono pronto a scommettere che dalle analisi dell'Arpa non emergeranno anomalie. E non si faranno indagini neppure sul fatto che un camion impieghi 15 giorni per coprire la distanza Modugno Grottaglie. Tutto come da copione. L'intossicazione? Una casualità senza cause precise. E le mazzate che ci siamo beccati noi? Bhé, quello è un altro discorso.


Dal sito viacrispi.it:


venerdì 5 settembre 2008

Taranto - Uniti si vince

Sabato 6 settembre 2008
ore 10.00:
SIT-IN davanti all'Ilva


A dieci giorni dal vertice romano per discutere dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dell'Ilva di Taranto, si svolgerà il 6 settembre 2008 presso lo stesso stabilimento siderurgico tarantino un incontro per le verifiche degli interventi di ambientalizzazione, convocato dalla Regione Puglia.
Il sopralluogo si ritiene necessario al fine di fare il punto sull'attuazione del protocollo del 2006: perchè, insomma, alle parole scritte seguano i fatti.
Ma a Taranto è abitudine vedere o sapere di tante lettere inviate e indirizzate agli egregi, pregiatissimi signori dell'industria, di strette di mano, di promesse fatte con i falsi sorrisi, di atti di intesa firmati e rifirmati.... come se fossero carta straccia.

E adesso nuove verifiche.

Il Comitato per Taranto insieme ad altre associazioni sarà presente a partire dalle 10.00 là davanti allo stabilimento siderurgico per manifestare la propria indignazione davanti ai tanti ritardi, e ai tanti silenzi.

Manifesteremo e stavolta saremo accompagnati da amici che sono stati personalmente danneggiati dall'inquinamento industriale. Manifesteremo soprattutto per loro.

Invitiamo voi tutti a sostenerci e a non lasciarci da soli.
Questa è una battaglia dell'intera comunità jonica.

Più siamo meglio è.
Facciamo sentire la nostra voce!
Con fischietti, striscioni, cartelli, cartelloni, mascherine e quant'altro.

w la fantasia e la creatività.
Abbasso l'omertà,
la rassegnazione
l'inerzia

Vi aspettiamo. Non deludeteci!

Dopo 2200 anni le FS cancellano l'Appia Antica

Appio Claudio passò alla storia per la Regina viarum da Roma a Taranto.
Le Ferrovie dello Stato cancellano il collegamento diretto e ci condannano alle littorine accelera e cammina!

Bonifica cara


Osservazioni ARPA sul "nuovo cronoprogramma" ILVA

Dal sito ARPA Puglia

"Alcune riflessioni sul documento ILVA pervenuto il 4.9.2008 e che, apparentemente in modo improprio, alcuni giornali hanno presentato come “nuovo cronoprogramma”.
[...]
In sintesi, ci sono alcune importanti variazioni che oggettivamente configurano un iter temporale differente rispetto al cronoprogramma presentato il giugno scorso, in alcuni casi incerto e, in un caso, oscuro."

Read this document on Scribd: Cronoprogramma ILVA 4 9 2008 1

>> Scarica documento

Sul sito del Ministero per l'Ambiente si può scaricare tutta la documentazione sull'AIA ILVA

giovedì 4 settembre 2008

Iniziativa da non perdere


Per non dimenticare gli ultimi eventi avvenuti presso la Discarica La Torre Caprarica, si terrà un'iniziativa al Cloro Rosso questo venerdì.

Per stare anche un pò insieme, discutere e riflettere su ciò che è avvenuto.

Un momento di socializzazione e di riflessione, tra buschette e reggae music...........

Qualcosa si muove...

...in che direzione?


Pacificamente presenti

mercoledì 3 settembre 2008

...meno che monnezza


Con un po' di ritardo, eccovi un breve resoconto fotografico di quel che è successo lunedì mattina davanti al terzo lotto della discarica per RIFIUTI SPECIALI di Grottaglie, durante il sit-in PACIFICO dei cittadini.

Clicca qui per l'album fotografico

Nella speranza che l'esempio di caparbietà, coraggio e forza dei cittadini del Presidio possa servire a scuotere dal torpore non solo gli abitanti di Grottaglie, San Marzano e dei comuni limitrofi, ma soprattutto i tarantini.

E a convincere tutti che solo se uniti possiamo riappropriarci del nostro futuro.

A presto per altri upload di foto e video.

Giulio

"La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio.
Il primo di fronte a come vanno le cose, il secondo per cambiarle

(Agostino di Ippona)


La provincia che fa la "differenza"

martedì 2 settembre 2008

Chi è Emilio Riva?

Lo leggiamo on-line:

...Emilio Riva E’ il re italiano dell’acciaio. Non è sconosciuto alla giustizia, che lo ha condannato per il reato di inquinamento della Ilva Siderurgica prima a Genova e ora a Taranto. Inoltre nel 2006 veniva riconosciuto colpevole di frode processuale e tentata violenza privata nei confronti di numerosi dipendenti di Taranto. Pene mai scontate grazie ai vari indulti e sconti. Il suo metodo di lavoro è la privatizzazione dei guadagni e la socializzazione delle perdite: In una lettera al Governo del 14 dicembre Emilio Riva avverte che l'eventuale riduzione delle emissioni di anidride carbonica comporterebbe "la necessità di fermare parte significativa degli impianti in uso. Il personale - afferma - colpito da tali riduzioni non potrebbe essere inferiore, anche nell'ipotesi più conservativa, alle quattromila unità"... (fonte politicamentecorretto)

... Per il Corriere della Sera la vicenda umana ed industriale di Riva è sembrata incarnare il sogno americano di chi, iniziando col raccogliere ferro nella metà degli anni 50 per le varie fonderie della sua terra, è diventato oggi uno dei primi dieci produttori mondiali del settore, vantando tra i suoi primati, di cui va oltremodo orgoglioso, un prodotto per dipendente pari a 410 mila euro. I salari dei suoi operai sono infatti i più bassi d'Europa ed incidono molto meno del 20% sui costi generali dell'azienda, mentre i livelli di inquinamento ambientale sono i più alti ed in gran parte fuori dai limiti imposti dalle leggi continentali. Queste due condizioni, fondamentali per la sua concorrenza vittoriosa in Europa e per i suoi grandi guadagni, sono però un peso per lo Stato e la collettività, costrette ogni anno a pagare, per questa ed altre aziende, multe salate per le varie infrazioni da loro commesse ed una rilevante percentuale del Pil nazionale per malattie professionali, ambientali ed infortuni da esse causate. Perciò tali presupposti vincenti sono costruiti in gran parte dalla nostra città o meglio a nostre spese. Il Cavaliere d'acciaio non sarebbe tale senza l'intervento dello Stato italiano, che prima gli ha regalato l'industria siderurgica nazionale e poi gli ha consentito, con il suo aiuto decisivo, di rimuovere, con prepensionamenti di massa, l'intera maestranza abbassandone i costi, garantendogli livelli alti di inquinamento e consentendogli, quindi, un'originale delocalizzazione dell'impianto siderurgico di Taranto. L'antica cattedrale nel deserto è diventata con Riva una straordinaria macchina di profitto.

Oggi l'industriale, contraddicendo quanto sempre da lui affermato, va oltre l'acciaio e si imbarca nell'avventura, anch'essa garantita dallo Stato, di Alitalia. Un'operazione che segue a ruota lo stravolgimento del testo unico in materia di sicurezza, che prevede meno sanzioni per i datori di impiego, e l'accentramento degli istituti del ministero dell'Ambiente con l'azzeramento di tutte le autorizzazioni a produrre: ambedue manovre fondamentali per il prosieguo dell'attuale modello di attività del manager dell'acciaio. Riva è l'espressione tutta italiana di un capitalismo assistito, storicamente determinatosi nel secolo scorso, ripresentato da un governo che è la manifestazione diretta, come altri mai prima, dei poteri forti dell'economia nostrana. D'altronde come è potuto, l'altro Cavaliere, diventare il quinto uomo più ricco del mondo scalando dieci posizioni della graduatoria nei quindici anni in cui febbrilmente si è affaccendato in politica? Una ascesa che sicuramente in America, ove tanti guardano con interesse ed ammirazione tutto ciò, non sarebbe stata possibile! Lì le leggi sul conflitto di interesse, le norme dell'antitrust e quelle che hanno condannato grandi aziende a colossali risarcimenti di popolazioni danneggiate da danni ambientali, non l'avrebbero permesso. Riva, inoltre, afferma spesso che la politica non gli è mai interessata, ma è stato il primo finanziatore di Forza Italia ed anche, perché le ruote vanno in ogni modo unte, di un ministro del passato governo del centrosinistra. I dati per legge sono resi pubblici ogni anno.

La Repubblica ha parlato dell'Ici non pagata al comune più dissestato d'Italia. Saranno gli enti preposti e la magistratura ad occuparsene, ma nei fatti egli è divenuto, quindici anni fa, proprietario di una fabbrica grande più del doppio della città ed ha, sin dal suo insediamento, modificato, ridotto, accentrato edifici, eliminando persino le strutture che gli operai delle ditte usavano come spogliatoi (basta andare davanti agli ingressi a loro riservati, ancora oggi, per vederne molti entrare ed uscire in tuta e scarpe da lavoro: tanti si spogliano e rivestono nelle loro macchine). Una palazzina, quella del LAF, allora realmente inutile, fu utilizzata per altro scopo, il mobbing, e divenne la più famosa d'Italia. L'organizzazione del lavoro, curata con scrupolo scientifico, è del tipo anni 50, gerarchizzata e supportata da una struttura parallela dispendiosa ma utile agli interessi della proprietà. Le sue società hanno sede al nord ed è lì che le tasse sono pagate.

La vicenda Alitalia, simile in tutto a quella dell'Ilva, ex Italsider, di quindici anni fa, merita, però, una considerazione più generale. In pratica si avvia a terminare con essa il quasi completo disimpegno dello Stato in economia e si realizza il fallimento di quel tentativo di "Programmazione statale dell'economia italiana" che, da sinistra, si cercò di rendere democratica in ottemperanza al dettato costituzionale e che è stata un banco di prova per il ruolo nazionale del movimento operaio degli anni sessanta e settanta. I costi degli investimenti allora furono addossati alla collettività nazionale come oggi lo sono i debiti e le dismissioni: il rischio per il capitalismo nostrano, privo di alcuna dignità, sarebbe stato sempre, in questi casi, nullo. Una vicenda iniziata trenta anni fa con l'Alfa, anch'essa regalata alla famiglia Agnelli, e proseguita con Telecom e Italsider, e destinata forse a ripetersi in futuro con Fincantieri ed altri comparti. Peculiarità tutta italiana è, quindi, questo nostro capitalismo, assistito oggi come nel passato lontano, che usa il Mezzogiorno come territorio da colonizzare e dal quale attingere energie vitali per le imprese del nord, necessario per il mercato nazionale delle merci e dei voti elettorali oltre che per individuare siti ove scaricare rifiuti industriali con la connivenza decisiva di alcuni poteri locali sottomessi e malavitosi. Con il federalismo prospettato o mascherato tutto sarà reso difficile ma anche più chiaro. Si riapre, nei termini in parte solo diversi dal passato ma politicamente simili, una Questione Meridionale che si lega, nel caso di Taranto, a quella ambientale e occupazionale. Un impianto come questo tarantino, sorto, con tutte le storture visibili nel luogo e nella sua dimensione, per lenire l'allora grande arretratezza economica del territorio, può solo essere collocato in un'area economicamente e socialmente depressa (sembra essercene uno simile in un paese orientale). E' stata questa, anche per Taranto, la condizione fondamentale per avere un'area a caldo con un impatto devastante per le persone e le cose. Riva non ha alcun interesse ad interagire con la nostra città, il mercato con le sue regole e la sua convenienza deve determinare tutto; egli ha solo agevolato, ovviamente considerandolo un investimento, assunzioni di giovani dei Tamburi (quartiere a ridosso della grande fabbrica) rispetto agli altri in gran parte provenienti da altri paesi della nostra e di altre province. Lavora, con i suoi fiduciari del luogo, sulla sua immagine di imprenditore vincente atto a garantirci il futuro occupazionale, eppure i nuovi assunti da anni sono precari ed attinti, secondo le sue esigenze, tra coloro che animano l'esercito di riserva del luogo, rigorosamente instabili nel lavoro, di fatto gli indesiderati nei reparti ghetto. Questo ricatto è stato e resta per lui l'arma vincente. Il ruolo decisivo del suo impero lo gioca, però, l'area a caldo di Taranto. Essa rappresenta la fortuna del suo gruppo, il suo punto forte, ma anche quello debole. Infatti una lotta che imponga il rispetto della legalità che ci chiede l'Europa, anche per una leale concorrenza tra i suoi gruppi, il potere determinante delle Istituzioni cittadine e della Regione alla concessione dell'autorizzazione a produrre, le amministrazioni comunali, provinciali e regionali oggi ancora di uguale segno politico, possono determinare la svolta indispensabile. Al cronoprogramma presentato dall'Ilva -una panna montata, l' hanno definito nel convegno- ne va contrapposto uno identico di tipo politico, ma con tempi più brevi visto le imminenti scadenze elettorali. L'area a caldo deve attenersi da subito ai parametri europei, pena la riduzione della marcia degli impianti per rientrarci. Nel 2011 Riva tornerà in possesso di tutti i gas di recupero del ciclo integrale per poterli utilizzare per la sua centrale elettrica o per altre soluzioni in cantiere. Si tratta di un investimento previsto di settecento milioni di euro (pari a quello con cui ha acquistato l'intera siderurgia pubblica), mentre gli scarti industriali nel loro utilizzo otterrebbero, guarda caso, i benefici statali riservati all'uso delle energie alternative. Un grande affare perchè questi sono legati alla produzione di acciaio che si vuole nel futuro sempre più cospicua. E' questa la reale posta in gioco... (fonte aprileonline)

Solidarietà al Presidio Permanente No Discariche

Il Comitato per Taranto esprime solidarietà ai cittadini che il primo settembre hanno manifestato pacificamente presso la discarica di La Torre-Caprarica. Gli stessi che hanno organizzato un sit-in pacifico per opporsi alla grave decisione di aprire il terzo lotto della società Ecolevante, sono stati caricati dalle Forze dell’Ordine. Condanniamo pertanto la linea dura adottata dalla Polizia di Stato contro quei cittadini che hanno avuto il coraggio e la forza di opporsi ai soprusi e scelleratezze che per quindici anni le comunità di Grottaglie, San Marzano e Fragagnano hanno dovuto subire.

Un sit pacifico, una catena solidale per la difesa di un territorio condannato a morire tra i rifiuti.

E quei rifiuti che in altre parti d'Europa ma anche nella stessa nostra stessa Italia, sono oramai diventati una risorsa da riutilizzare grazie ad una efficace raccolta differenziata, qui vengono messi in discarica, senza una minima riflessione sugli ingenti e gravi danni che provocherà questa discarica alle "future generazioni".

E si continua qui a parlare di discariche (72 nella sola Provincia di Taranto) e di inceneritori. Possibile che non si conoscano altre forme di smaltimento dei rifiuti?

Davanti a così tanta ignoranza e incompetenza dei nostri amministratori locali si rimane basiti.

Come far sentire la propria voce, la voce dei cittadini che rivendicano il diritto alla salute, alla difesa del loro territorio?

Urlare al mondo le ingiustizie subite e che si continuano a subire, forse non si può più in questo Stato? Denunciare situazioni di irregolarità, non rappresenta più un nostro diritto?

Nel territorio jonico abbiamo potuto appurare con i nostri occhi il primo settembre che Non Si Può più manifestare pacificamente.

Noi non solo condanniamo questi atti di violenza ma soprattutto condanniamo gli atti perpetrati per tanti anni tesi alla repressione e all'aggressione di una terra fertile di risorse, intelligenze, idee, iniziative, proposte di miglioramento della qualità della vita per tutti.

Era il 1987 quando Gro Harlem Brutland coniò il termine "sviluppo sostenibile". Sono passati ben 21 anni, ma di sviluppo sostenibile qui nel vasto territorio jonico nemmeno l'ombra!

Genova docet...

I poliziotti piccoli piccoli della disastrata provincia tarantina da anni soffrono di un complesso di inferiorità rispetto ai loro mitici colleghi che "fecero grande" il G8 di Genova.
Una provincia da italietta un po' pigra e assonnata non dà loro nessuna occasione per farsi sentire.

Ma ecco, finalmente, il momento desiderato: tutti a picchiare i giovinastri nullafacenti che bloccano la sacrosanta disacarica per la monnezza di Lecce!
Che importa, poi, se magari anche loro abitano e crescono i loro figli a due passi da liquami di ogni tipo? E che buoni gli ortaggi concimati col percolato! E l'acqua potabile...(potabile?).
Manganellate agenti, copritevi gli occhi, tappatevi il naso, spegnete la coscienza e soprattutto manganellate!



Ecco il comunicato stampa del Presidio Permanente NO discariche al quale va tutta la solidarietà del Comitato per Taranto.

Il presidio permanente No Discariche denuncia pubblicamente l'aggressione subita dalle Forze dell'Ordine dirette dal dirigente del commissariato di Polizia di Stato di Grottaglie, Cosimo Candida.
Donne, bambini, gente anziana: tutti i partecipanti al pacifico sit-in contro l'apertura della nuova discarica Ecolevante ed in difesa della nostra salute si è trasformato in una specie di mattanza cilena. Gente inerme, seduta per terra, presa a calci e manganellate da poliziotti e carabinieri, mentre i vigili urbani di Grottaglie chiudevano la strada al traffico per evitare che queste violenze fossero visibili anche agli automobilisti. Altri cittadini fermati sono stati identificati all'interno della discarica quasi fosse una succursale del commissariato.
Per fortuna, ci sono video, foto e prove certe di ciò che è accaduto. Chi, come noi, protesta contro ecomostri ed ecomafie, finisce per intasare gli ospedali, com'è accaduto il 1° settembre del 2008. Al pronto soccorso, sono infatti arrivati una ventina di cittadini feriti dalle forze dell'ordine. Per uno di essi, è stato necessario il ricovero. Cittadini che, al pronto soccorso, sono poi stati piantonati dagli stessi agenti di Polizia di Stato visibilmente preoccupati dalle denunce.
Malgrado questi metodi da dittatura, il presidio non si ferma. Denuncia e continuerà a denunciare tutti gli abusi di questa nuova discarica, il famigerato terzo lotto, che sorge su una condotta di acqua potabile, tra siti archeologici e realtà produttive, a due passi da una casa famiglia per diversamente abili, in una provincia – quella di Taranto – che dal punto di vista ambientale è già nel disastro.

Autorizzazioni concesse dai politicanti locali con carte falsate da gravi omissioni e violazioni delle norme ambientali della società Ecolevante: tutte questioni per le quali Ecolevante e Provincia di Taranto sono stati rinviati a giudizio.

Ma nulla di tutto ciò richiama l'attenzione delle forze dell'ordine quanto un gruppo di pacifici manifestanti da picchiare e intimidire. Andremo sino in fondo a questa brutta storia senza farci fermare dai complici degli inquinatori e invitiamo già da adesso alle prossime mobilitazioni.

lunedì 1 settembre 2008

notizie dalla discarica

I poliziotti hanno caricato i manifestanti che stavano li fermi a terra, in tutti i modi, calci manganellate e spintoni, per far passare i camion nel terzo lotto,molti sono stati i feriti (solo manifestanti). Ora in ospedale.
ricordiamo che i primi due lotti sono ancora in funzione.
La polizia Ha portato via con loro alcuni manifestanti in questura.

Navigazione a vista...

Nel mare dei rifiuti di Puglia, L'improvvisazione, l'inettitudine e l'ignoranza, fanno il paio con il raggiro dei cittadini (ma quale partecipazione ai processi decisionali?).

...e fortuna che i rifiuti del Salento dovevano essere scaricati a Grottaglie e Fragagnano solo per pochi mesi: sono due anni e non si sa per quanti ancora continueremo ad essere il monnezzaio del Salento (ci credo, poi, che Otranto prenda le bandiere blu e che i turisti snobbino la Provincia di Taranto!).
Non ci resta che confidare nei bravi ceramisti grottagliesi che siano capaci di ricavare l'argilla dalla spazzatura e perchè no, organizzare delle visite guidate alle "cave"!

Ridiamoci su...




(grazie a Alessandro Guido)

Protesta alla discarica La Torre - Caprarica

LUNEDI' 1 SETTEMBRE

ORE 9:00

INCONTRIAMOCI DAVANTI AL CANCELLO DEL 1° E 2° LOTTO PER ANDARE TUTTI INSIEME
DAVANTI AL 3° LOTTO PER UN SIT IN DI PROTESTA!
http://presidiopermanente.blogspot.com/ - pronto-telefono: 348 52 92 115