lunedì 8 agosto 2011

Trivelle nell'Adriatico: ecco come reagire!

La Società Northern Petroleum (UK) Limited programma di avviare il suo iter burocratico per trivellare le coste del basso Adriatico.
Le località interessate sono individuate nei progetti e negli Studi di Impatto Ambientale come “zona F”, ben nove concessioni sono in giacenza
presso il Ministero dell'Ambiente e dei Beni Culturali per l'approvazione di ispezioni sismiche e successiva perforazione di pozzi esplorativi, allo scopo di estrarre petrolio per decenni. L'area interessata si estende per circa 6,600 chilometri quadrati a circa venticinque chilometri da riva, da Bari fino a Santa Maria di Leuca.

In particolare le Istanze di Permesso di Ricerca per idrocarburi denominate “d71 F.R-. NP” e ““d149 D.R-. NP” prevedono indagini esplorative con la tecnica dell'air-gun e l'installazione, nella seconda fase di tale operazione, di pozzi estrattivi a poche decine di miglia dalla costa, in zone altamente turistiche e naturalistiche con ben nove aree protette: Bari, Monopoli, Polignano a mare, Brindisi, Fasano, Cisternino, Ostuni, Carovigno, Meledugno, Otranto, Giurdignano, Uggiano La Chiesa, Torre Guaceto, Macchia San Giovanni, Punta della Contessa, Foce Canale Giancola, Rauccio, Aquatina Frigole, Torre Veneri, Le Cenesi, Torre dell’Orso, Palude dei Tamari, Laghi Alimini, Santa Marina di Leuca, Posidonieto Capo San Gregorio, Punta Ristola.
Tali attività, avanzate da numerose ditte straniere, hanno già visto la Comunità Abruzzese e di Capitanata impegnate nella lotta contro la petrolizzazione dell’Adriatico attraverso campagne di informazione e petizioni per coinvolgere i cittadini nelle osservazioni ai SIA e nei ricorsi al TAR per fermare tali attività. La risposta è stata positiva e si sono raggiunti ottimi risultati. Le attività petrolifere oltre a danneggiare l’ecosistema e la Biodivesità locale e più in generale Adriatica (già fortemente minacciate su più fronti dall’inquinamento antropogenico al sovrasfruttamento delle risorse ittiche) risultano incompatibili con l’attuale assetto della costa pugliese e con la politica pugliese leader in Italia che tutela e promuove l’uso delle energie pulite e rinnovabili.
Inoltre c’è da sottolineare che tali operazioni costituiscono una forte minaccia all’economia basata sul turismo, fiore all’occhiello d’Italia apprezzato in tutto il Mondo, alla salute dei residenti, e anche dei turisti, e non garantirebbero nessun guadagno e vantaggio all’economia locale ed Italiana (solo il 4% delle royalties è destinato alla comunità mentre il restante può essere deliberatamente venduto al miglior offerente).
Come riferisce la Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna, Fisico docente al Dipartimento di Matematica della California State University da sempre in prima linea nella difesa dell’ambiente attraverso campagne di inchiesta e interventi di denuncia contro l’inquinamento che ha gentilmente messo a disposizione del pubblico la sua esperienza e le sue conoscenze: “ Le estrazioni di petrolio non hanno portato ricchezza a nessuna comunità estrattiva, in nessuna parte del Mondo!”
Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare deve ancora rilasciare il suo nulla osta per autorizzare queste attività petrolifere e c'è la possibilità per enti, comuni e cittadini di far sentire la propria voce relativamente alle concessioni “d149” e “d71” secondo quanto previsto da leggi italiane ed europee. Ogni cittadino ai sensi dell’articolo 6, comma 9 della legge 8 Luglio 1986 n.349, può presentare le proprie osservazioni sui progetti sottoposti a Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) e ai sensi del trattato di Aarhus. Quest’ultimo, recepito anche dall’Italia, afferma che le popolazioni hanno il diritto di esprimere la propria opinione su proposte ad alto impatto ambientale e che l’opinione dei cittadini deve essere vincolante. Per cui maggiore sarà la partecipazione maggiore sarà l’influenza!

Il Ministero assicura, in via non ufficiale, di ricevere le osservazioni ad oltranza nonostante la scadenza fosse stabilita il 2-3 Agosto. Sarebbe importante contribuire anche con una semplice lettera di dissenso a nome della vostra Associazione, dunque da parte di chi “ha le mani in pasta” oltre che da cittadino. Ricevere numerose osservazioni richiama all’attenzione ottenendo validi risultati, come già successo in precedenza. Sicuramente prevenire è meglio che curare e questa occasione costituisce inoltre un diritto costituzionale e una forma di democrazia partecipata e attiva!
Qui l’indirizzo del blog della Prof.ssa D’Orsogna con tutti i dettagli sulla questione:

http://dorsogna.blogspot.com/2011/07/affondiamo-la-northern-petroleum.html

http://dorsogna.blogspot.com/2011/08/la-northern-petroleum-nei-mari-di.html

Qui l’indirizzo web del Ministero relativo ai nuovi permessi:

http://www.dsa.minambiente.it/via/home.aspx

Qui l’indirizzo per le osservazioni:

http://www.dsa.minambiente.it/via/InviaOsservazione.aspx

Qui l’indirizzo della raccolta delle osservazioni pervenute finora alla Prof.ssa D’Orsogna (che continua ad offrire i propri mezzi nella speranza di diffondere tali informazioni e di renderli trasparenti e accessibili a tutti) dove troverete la mia osservazione, quella tecnico-scientifica della stessa Prof.ssa D’Orsogna e quelle di altre Associazioni e comuni cittadini:

http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/NorthernPetroleum_D.149.DR.NP/

Ad ogni modo è a disposizione l’indirizzo di posta elettronica certificata mio e della Prof.ssa D’Orsogna, inoltrando la propria osservazione a noi si provvederà ad inoltrarla per tempo senza nessun costo. Per qualsiasi altra richiesta o informazione la Prof.ssa D’Orsogna è sempre lieta e disponibile a essere contattata all’indirizzo e-mail: dorsogna@csun.edu

La “Rete di Associazioni per la Difesa e Valorizzazione del Mar Adriatico e Mar Jonio” si è già attivata costruendo un ponte con il Salento ed offrendo la propria esperienza reduce di altri permessi, osservazioni e ricorsi al Tar. Purtroppo trovandoci nella stagione estiva l’attenzione e la risposta attiva non è ancora sufficiente specialmente da parte della Puglia, che dovrebbe essere la più attenta perché toccata in prima persona. Nella speranza di una continua e propizia collaborazione in relazione ai propri e importantissimi impegni lavorativi ringrazio per il prezioso e indispensabile contributo.

Guido Pietroluongo, +39 320 4753594 (wind), docdolittle@hotmail.it

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