venerdì 24 febbraio 2012

E Florido? Se ne lava (sempre) le mani...

Taranto - Questione ambientale, Florido risponde al procuratore Sebastio

Sulla questione ambientale la Provincia di Taranto ha accolto l’appello del procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio. Ecco la lettera a firma del presidente della Provincia, Gianni Florido, inviata al dottor Sebastio il 21 febbraio scorso, nella quale viene illustrata la posizione dell’ente di via Anfiteatro:

“Ill.mo Sig Procuratore, in riscontro alla nota del 2 febbraio scorso, con cui sensibilizza gli Enti titolari di specifici ‘poteri-doveri’ di intervento in materia di tutela dell’ambiente, ad adottare le opportune iniziative conseguenti ai preoccupanti risultati emersi dalla perizia sulle emissioni dell’Ilva, disposta dal Gip del Tribunale di Taranto, colgo l’occasione per significarle quanto segue:
Preliminarmente mi preme rammentare che le competenze attribuite dalla normativa vigente alle Province sono definite dall’articolo 19 del D.lgs 267/2000 e s.m.i., ed in particolare, per gli aspetti ambientali, nei limiti imposti dall’articolo 197 del D.Lgs 152/2006 e s.m.i. Per contro, l’impianto Ilva è in possesso di Autorizzazione Integrata Ambientale statale, rilasciata con Decreto ministeriale DVA_Dec-2011-0000450 del 4 agosto 2011, per la quale sono individuate specifiche competenze, sia dal D.lgs 152/2006 e s.m.i. (ultimo periodo del comma 7 dell’articolo 29/quater; comma 4 dell’articolo 29//octies; o qualora si accerti l’inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie il comma 10 dell’articolo 29/decies), sia dallo stesso provvedimento autorizzativo (art.6).
Comunque, questa Provincia è sempre stata sensibile alle complesse problematiche ambientali del territorio, infatti, tra l’altro, è stata promotrice dell’intesa con Arpa Puglia del 3 luglio 2007, che ha consentito di dotare il Dipartimento di Taranto di innovative strumentazioni di controllo. Inoltre, come giustamente ricordato, questa Provincia si è prontamente costituita nell’incidente probatorio che ha determinato la redazione della perizia richiamata in epigrafe.
Non da ultimo, non essendo più possibile rinviare gli approfondimenti sulla conoscenza del territorio, per l’inerzia degli organi statali deputati a coordinare tali azioni, questa Provincia, su proposta dell’Azienda Sanitaria Locale di Taranto, ha condiviso e finanziato il progetto redatto dalla medesima Asl, di indagine epidemiologica del sito inquinato di Taranto, che è finalizzato a contribuire al completamento del quadro conoscitivo ambientale dell’area, in linea con gli obiettivi di reperimento, organizzazione e condivisione dei dati storici e conoscitivi del territorio e dell’ambiente, previsti dall’Accordo di Programma dell’11 aprile 2008 per “l’area industriale di Taranto e Statte”, promosso dal Ministero dell’Ambiente ai sensi del comma 20 dell’articolo 5 del D.Lgs 59 del 18 febbraio 2005, e non più avviati.
Pertanto, non si possono non condividere appieno le legittime preoccupazioni del Procuratore a tutela della salute dei cittadini, convinti che il ricorso proposto dalla società avverso le prescrizioni dell’A.I.A. ministeriale, nonché il giudizio che scaturirà dall’incidente probatorio de quo, pur nella complessità degli aspetti affrontati, riconosceranno le giuste aspettative di tutela del territorio.
Si condivide, infine, il percorso proposto dalla Regione Puglia di esame di quanto sta emergendo dall’incidente probatorio, ed all’eventuale conseguente riconsiderazione di aspetti fissati nel citato provvedimento di AIA, cui alla nota prot. Aoo_169/0000401 del 14 febbraio 2012, di cui allego copia”. (Puglialive)

Nessun commento: