mercoledì 19 maggio 2010
In memoria di Edoardo Sanguineti
Ballata delle donne
Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.
Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.
Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.
Ancora firme per l'acqua
Guai a chi la privatizza!
Ecco i prossimi banchetti in programma:
TARANTO
giovedì 20 maggio
dalle 9.00 alle 13.00 mercato rionale Paolo VI
dalle 18.00 alle 23.00 piazza della Vittoria
sabato 22 maggio
dalle 9.00 alle 13.00 mercato rionale tamburi
dalle 17:00 alle 20.30 piazza della Vittoria durante l'aperitivo della legalità
domenica 23 maggio
dalle 9.00 alle 12.00 presso piazza Maria Immacolata durante la Stra-Taranto
dalle 9.00 alle 12.00 presso la parrocchia Gesù Divin Lavoratore al rione Tamburi
dalle 17.00 alle 21.00 piazza Maria Immacolata
MASSAFRA
venerdì 21 maggio
dalle 17:00 alle 18.30 presso il teatro Spadaro
domenica 23 maggio
dalle 10.30 alle 12.30 presso parrocchia Sacro Cuore
martedì 18 maggio 2010
lunedì 17 maggio 2010
Le imprese responsabili a Taranto?
Il primo incontro martedi 18 maggio ore 15, presso la facoltà di Giurisprudenza di Taranto via Acton n. 77, con l'introduzione del Prof. A.Uricchio, preside della facoltà e della Prof.ssa D. Caterino docente di diritto commerciale, le relazione del Dott. Silvio CECI economista dell'innovazione e sostenibilità e del Dott. Nicola Fiore esperto in materia di diritto ambientale.
Vico finalmente si oppone alla fuga dei cervelli da Taranto!
Ecco uno di classici ricorsi storici alla tarantina... A volte ritornano!
Persefone Gaia: da Taranto a Berlino Interrogazione a Bondi per farla tornare
Vico, D'Alema e Madia al ministro: «Al più presto un incontro istituzionale tra tutte le autorità coinvolte»
L'appello di Vittorio Del Piano raccolto da tre parlamentari Pd
Riportare la Persefone Gaia in Puglia , più precisamente al MarTa di Taranto. È questo l'oggetto dell'interrogazione che il parlamentare del Pd Ludovico Vico ha presentato al ministro dei beni culturali Sandro Bondi, con la sottoscrizione dell'ex ministro degli esteri Massimo D'Alema e della parlamentare Marianna Madia.
La statua dell'antica «Dea in trono», risalente al quinto secolo a.C. e scomparsa da Taranto un secolo fa secondo gli studi del professore Vittorio Del Piano, si trova in pianta stabile al Museo Pergamon di Berlino. Il motivo lo ricorda Vico nell'interrogazione: nei periodi delle due guerre mondiali l’Italia ha subito «uno scempio sistematico» dei suoi beni artistici, e particolarmente saccheggiate sono state le risorse archeologiche pugliesi e tarantine.
«Da Taranto: acquistata nel 1915 sul mercato d’arte di Parigi» è la dicitura riportata in calce sulla statua, ma la sua storia, si legge ancora nell'interrogazione, incrocerebbe «misteriosi traffici effettuati con la complicità di mercanti senza scrupoli, ricettatori e tombaroli disposti a svendere il nostro patrimonio in cambio di pochi spiccioli, mentre la parola acquistata rende di fatto impossibile la restituzione sine die della statua».
La richiesta di Vico non suona però nuova in terra pugliese: la Regione nel 2008 si fece promotrice di una richiesta di prestito al Museo Pergamon di Berlino per poter allestire una mostra al MarTa, e consentire ai restauratori locali di accertare le condizioni della statua. Nell’interrogazione Vico, D’Alema e Madia chiedono a Bondi di «convocare al più presto un incontro istituzionale tra tutte le autorità coinvolte interessando oltre alle autorità tedesche anche i responsabili della Sovrintendenza ai Beni Archeologici della Puglia, del Marta di Taranto, della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Taranto, nonchè i parlamentari del territorio». (CdM)
domenica 16 maggio 2010
Taranto contro l'omofobia
Info: liberamenteglbt_taranto@live.it
Armi, acciaio e malattie... Un approfondimento per riflettere
Il tema centrale di “Armi” è quello dello sviluppo delle disuguaglianze tra le società e delle cause della crescente complessificazione delle civiltà, con natura 1particolare riferimento alla civiltà europea. “Collasso” tratta prevalentemente delle cause di quelle cadute verticali di complessità delle società che l’autore chiama “collassi” e di cui l’infausto destino dell’isola di Pasqua rappresenta un simbolo nell’immaginario collettivo. Sintetizzando, questi lavori, apprezzati tra l’altro da importanti capi di stati come Bill Clinton e Nicolas Sarkozy, affrontano la questione della grandezza e della decadenza delle società umane adottando un’ottica neodarwiniana in virtù della quale l’autore attribuisce alle sue tesi uno statuto scientifico puro.
La tesi più centrale afferma che a determinare lo sviluppo o il collasso delle civiltà sarebbero i fattori geografici e ambientali che possono avvantaggiare o meno certi popoli, assieme al cattivo uso delle risorse naturali e al deterioramento delle loro relazioni. La novità di peso introdotta da Diamond consiste nel proporre una analisi razionale e determinista dello sviluppo delle società e al tempo stesso di concepire l’umanità come necessariamente integrata ad una realtà ecologica che la trascende e che può di ritorno rimetterla in causa oppure distruggerla. Per cui, alla fine, sopravvivono e si sviluppano maggiormente quelle civiltà che si adattano meglio al loro ambiente e che fanno il miglior uso delle risorse ambientali.
Diamond smuove dunque le frontiere della disciplina storica integrando le scienze naturali nel cuore della logica dello sviluppo delle civiltà. Tuttavia, egli relativizza oltremodo il ruolo della cultura in questo sviluppo, finendo per attribuire una importanza di gran lunga preminente ai fattori ambientali. In un’epoca in cui, purtroppo, i problemi ecologici sono sempre più all’ordine del giorno, una simile tesi assume certamente un peso particolarmente rilevante dal punto di vista culturale, prima ancora che scientifico.
(leggi l'articolo completo)
E Riva propone la solita gitarella!
L’Ilva invita il Consiglio comunale «a visitare lo stabilimento». E nove consiglieri comunali fra maggioranza e opposizione dicono che quest’invito, proprio mentre sono in arrivo un Consiglio comunale che si occuperà dell’Ilva e la protesta degli ambientalisti sulle cokerie, è inopportuno. La lettera è stata inviata dall’azienda al presidente dell’assemblea, Gina Lupo. «Nelle prossime settimane - si legge - l’assemblea sarà chiamata ad occuparsi delle questioni relative allo stabilimento di Taranto. Il contributo della massima assise cittadina potrà essere efficace nella misura in cui sarà alto il livello di conoscenza e consapevolezza della realtà industriale».
L’Ilva «rimane disponibile a fornire gli elementi conoscitivi utili a consentire agli organi decisori l’assunzione responsabile delle determinazioni di competenza». Il Gruppo Riva estende l’invito al sindaco e alla giunta comunale, sottolineando gli «investimenti sull’eco-compatibilità degli impianti che continuano malgrado la crisi economica». Nella lettera l’azienda sottolinea «l’intenso dibattito sui processi di ambientalizzazione» in cui è coinvolto il siderurgico ma anche «le attenzioni di cui l’Ilva è bersaglio da parte di taluni portatori di interessi che mirano a disconoscere l’importanza economica e sociale della presenza dello stabilimento per l’area tarantina e la sua rilevanza strategica per l’intero comparto siderurgico nazionale. In tale quadro - sottolinea l’Ilva - si avverte la carenza di azioni propositive da parte di talune rappresentanze locali, che seppur involontariamente è ostacolo all’azione di miglioramento dell’impatto ambientale per l’assenza di riferimento certo».
Nove consiglieri ritengono però che non sia questo il momento adatto per visitare il siderurgico. Sono Annibale Carelli di Sel, Mario Laruccia dei Riformisti, Salvatore Ranieri di At6, Mario Stante e Antonella Mignogna del Movimento Ionico per la Legalità, Filippo Illiano dell’Idv, Lucio Lonoce del gruppo misto, Ciccio Voccoli di Rifondazione Comunista e Pasquale Di Noi di Sds. Cosa dicono in sostanza questi consiglieri? Presenteremo un documento al presidente del Consiglio comunale, invitando l’Ilva a riformulare in altra data l’invito ai consiglieri ad andare in fabbrica. Non è opportuno, sostengono i nove, che l’invito sia stato fatto con l’approssimarsi della manifestazione di Altamarea (29 maggio) e soprattutto perchè martedì prossimo in Consiglio c’è la discussione sul risarcimento danni. Il Consiglio infatti torna a riunirsi il 18.
Interessante la tempistica rispetto alla lettera aziendale perché si discuterà della mozione presentata il 26 aprile scorso dal gruppo «I Riformisti», facente capo all’ex vicesindaco Gaetano Carrozzo. L’assemblea dovrà pronunciarsi sulla richiesta di azione amministrativa per interrompere i termini prescrittivi per l’azione di risarcimento danni «da chiedere all’Ilva - si legge nel documento - a seguito della sentenza di Corte di Cassazione del 2005».
La richiesta di risarcimento, oggetto anche di un’esposto alla magistratura del sindaco Ezio Stefàno, è anche uno dei tre quesiti proposti nel referendum sulla chiusura totale o parziale dell’Ilva promosso dal comitato cittadino «Taranto Futura» impegnato nella raccolta delle 3mila firme necessarie per indire la consultazione. Il sindaco Stefàno ha anche scritto al presidente del circolo tarantino di Legambiente, Lunetta Franco. Gli ecologisti hanno chiesto interventi efficaci per contrastare l’emergenza benzoapirene con la rapida messa a norma delel cokerie dell’Ilva senza aspettare il rilascio dell’Aia. Legambiente chiede interventi anche nei confronti dell’Eni. «Condivido le vostre considerazioni - ha dichiarato Stefàno - e mi farò portavoce delle stesse al tavolo regionale convocato a fine mese».
Quel tavolo è stato convocato dalla regione in prefettura a Taranto il 28 maggio. Si parlerà con Ilva e istituzioni di atto d ’intesa. Il giorno prima della marcia di «Altamarea» che chiede la chiusura della cokeria. A proposito di tempistica... [f.col. GdM]
Le idiozie di Franzoso
«Nella conferenza stampa tenuta dai consiglieri provinciali del PD è emersa la condivisa esigenza di indirizzare l’azione politica verso il rilancio del porto di Taranto, visto come volano occupazionale e di riconversione produttiva. Nella conferenza è stata stigmatizzata anche la posizione dell’on. Franzoso, che scarica su Pecoraro Scanio le colpe dei ritardi accumulati nelle procedure di approvazione delle opere necessarie al rilancio del porto di Taranto.
L’on. Franzoso scarica sull’ex Ministro Pecoraro Scanio i ritardi, per mascherare la inadeguatezza del suo partito a rappresentare gli interessi di Taranto e dei suoi cittadini. Le opere del porto di Taranto furono inserite tra le opere strategiche nella delibera CIPE 121 del 21 dicembre 2001 come prima applicazione dell’ex Legge obiettivo (L 443/2001). Il progetto preliminare fu approvato con delibera CIPE n 74 del 2003. La concessionaria “Taranto logistica Spa” trasmise al Ministero dell’Ambiente il progetto definitivo, il 29 maggio 2007 e la pubblicazione dello studio d’impatto ambientale, previsto dalla normativa comunitaria, avvenne il 31 ottobre 2007.
La stessa normativa prevede che i soggetti interessati possono presentare osservazioni e la scadenza fu fissata per il 15 dicembre 2007. L’istruttoria tecnica da parte della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente iniziò il 13 febbraio 2008 e il Governo dell’on. Franzoso al primo consiglio dei Ministri, svoltosi a Napoli nel giugno 2008, dichiarò decaduta la Commissione VIA. Le colpe pertanto sono tutte del Governo di centrodestra e della sua scarsa sensibilità verso le problematiche di questo territorio. Sono trascorsi, infatti, due anni dal giugno 2008 e il progetto definitivo è ancora da approvare presso la nuova Commissione VIA nominata dal Governo di centrodestra. Invitiamo l’on. Franzoso a consultare il sito del Ministero dell’Ambiente, Direzione VIA, per evitare di lanciare accuse infondate.
Gregorio Mariggiò, Presidente provinciale del Partito dei Verdi di Taranto (Manduriaoggi)
sabato 15 maggio 2010
venerdì 14 maggio 2010
Altamarea diffida la Regione Puglia sul Benzoapirene
Una nuova petizione per l'Ilva
Vogliamo siano presi dei provvedimenti, vogliamo più controlli, vogliamo dei passi avanti, anche piccoli, ma piano piano questa situazione va migliorata!
Raccolta firme per l'acqua pubblica
Giovedì 13 maggio dalle ore 9:00 alle 12:30 al mercato del Quartiere Paolo VI
Sabato 15 maggio dalle ore 9:00 alle 12:30 al mercato del Quartiere Tamburi
Domenica 16 maggio dalle 9:00 alle 13:00 presso la scuola media Alfieri (durante la ciclopasseggiata in corso Italia).
Statte
Sabato15 e domenica 16 maggio dalle ore 10:00 alle 13:00 in via Diaz ang. piazzetta Sant'Antonio
Avetrana
Domenica 16 maggio dalle 19:00 alle 22:00 in piazza Giovanni XXIII
Lizzano
Domenica 16 maggio dalle 9:00 alle 12:00
E' partita la diffida a Vendola!
Altamarea al Presidente Vendola: sul Benzo(a)Pirene non facciamo sconti a nessuno.
“Obiettivo di qualità” e “valore obiettivo” non sono la stessa cosa per il benzo(a)pirene a Taranto.
ALTAMAREA ha diffidato formalmente il Presidente Vendola:
a) ad adottare il “piano di azione” a fronte del rischio di superamento nel 2010 dell’ “obiettivo di qualità” fissato per il B(a)P di 1 ng/mc, che avrebbe dovuto essere raggiunto a Taranto sin dal 1.1.1999, “piano di azione” che, come indicato nell’art. 7 del D. L.vo n. 351/1999, preveda, nell’immediato, ogni misura tecnicamente idonea a limitare fortemente le emissioni di benzo(a)pirene da parte della cokeria dell’ILVA, impianto cui va sicuramente addebitata la maggior parte delle emissioni di benzo(a)pirene, o che preveda, nel caso in cui non si individuino misure tecnicamente idonee ed efficaci, la sospensione dell’attività della cokeria dell’ILVA;
b) a disporre l’installazione, sotto la supervisione di ARPA Puglia, intorno alla cokeria dell’ILVA e intorno agli altri impianti situati nell’area industriale di Taranto, di un sistema ad alta risoluzione temporale di rilevazione istantanea e continuativa delle emissioni di IPA, di cui il benzo(a)pirene è il componente più pericoloso, con controllo giornaliero dei dati da parte di ARPA Puglia;
c) ad adottare un “piano di risanamento della qualità dell’aria” a fronte del superamento nel 2008 e nel 2009 dell’”obiettivo di qualità” fissato per il B(a)P di 1 ng/mc, che avrebbe dovuto essere raggiunto a Taranto sin dal 1.1.1999, “piano di risanamento” che preveda, anche ai sensi dell’art. 271, 4° comma del D. L.vo 152/2006, per gli impianti siti nella zona industriale di Taranto, valori limite e prescrizioni, inerenti anche le condizioni di esercizio degli impianti, più severi di quelli fissati dall’Allegato I alla parte quinta dello stesso D. L.vo 152/2006, sì da riportare le emissioni di benzo(a)pirenene (e non solo) nel rispetto dell’ “obiettivo di qualità” di 1 ng/mc, considerando, ovviamente, tutti gli impianti al massimo della loro capacità produttiva;
d) a provvedere affinchè siano resi pubblici tempestivamente, in ottemperanza all’art. 11 del D. L.vo 351/1999, il “piano di azione”, l’ordinanza sulla installazione dei sistemi ad alta risoluzione temporale di rilevazione istantanea e continuativa delle emissioni di IPA e il “piano di risanamento della qualità dell’aria”;
e) ad attivare un sistema di informazione del pubblico sulla qualità dell’aria ambiente, ai sensi dell’art. 11 del D. L.vo n. 351/99, che contempli anche gli IPA e il benzo(a)pirene.
Nelle 8 pagine della diffida (che si allegano per completezza di informazione), ALTAMAREA, indicando i vari passaggi della tormentata ed aggrovigliata normativa sul benzo(a)pirene, dimostra inequivocabilmente che: a) a Taranto il valore medio annuale di 1 ng/mc di benzo(a)pirene doveva essere rispettato a partire dall'1.1.1999, in quanto “obiettivo di qualità” da considerare come “norma di qualità ambientale”; b) l’autorità competente prescrive misure supplementari particolari più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili (MTD, altrimenti dette BAT) al fine di ottenere comunque il rispetto di una “norma di qualità ambientale” in un’area disastrata qual è quella di Taranto. Tutto ciò, quindi, indipendentemente dai costi, anche “sproporzionati”, che ne potessero derivare.
Contrariamente a quanto hanno recentemente affermato alcuni assessori regionali, la normativa in vigore, in caso di superamento o di rischio di superamento del livello di benzo(a)pirene di 1 ng/mc, per le aree urbane con il DM 25 novembre 1994 stabilisce di adottare immediatamente, a cura della Regione, i necessari “piani d'azione” e i “piani di risanamento”, mentre con il D. L.vo 152/2007 consente che il contenimento del benzo(a)pirene entro il limite di 1 ng/mc avvenga entro il 31.12.2012 per le aree extraurbane, considerate, dunque, in modo assolutamente differente dalle aree urbane.
ALTAMAREA, che ha avuto un atteggiamento di critica costruttiva nei confronti delle Istituzioni, e segnatamente del Presidente della Regione Puglia e del Sindaco di Taranto, suggerendo ed elencando provvedimenti a tutela dell’ambiente e della salute, anche in questa circostanza prosegue nella linea adottata per "forzare" le Istituzioni a intervenire sulle aziende affinchè rispettino contenuti, strumenti e tempi ben definiti dalle leggi. La Regione e la stessa ARPA Puglia non rilevano che, in relazione al benzo(a)pirene, c’è una differenza sostanziale, e nient'affatto formale e/o meramente apparente, tra “obiettivo di qualità” – “norma di qualità ambientale” - e “valore obiettivo”. E’ evidente e chiaro, inoltre, che il rispetto dell' “obiettivo di qualità” per il benzo(a)pirene nell'area urbana di Taranto di 1 ng/mc a partire dall'1.1.1999 deve essere considerato come una “norma di qualità ambientale” che impone l'adozione di “misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili”, anche negli stessi procedimenti AIA.
ALTAMAREA sa bene che la situazione di Taranto è estremamente complessa e gravida di conseguenze molto pesanti, ma il sicuro, accertato mancato raggiungimento dell’ “obiettivo di qualità” stabilito per il benzo(a)pirene non può essere sottaciuto o considerato irrilevante o ininfluente sulla salute dei cittadini. La pericolosità e le fonti del B(a)P sono state individuate e sottolineate da scienziati e studiosi e, tra essi, con particolare calore unito a rigore scientifico dalla Prof.ssa Maria Tutino e dal Prof. Gianluigi de Gennaro, del Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari, nella relazione “Monitoraggio degli Idrocarburi Policiclici Aromatici nell’area di Taranto” presentata nella “Giornata di studio sulle tecniche di monitoraggio dei microinquinanti – Taranto 16.6.2009” organizzata da ARPA Puglia.
Il costante “sforamento” dell’ “obiettivo di qualità” di 1 ng/mc per il benzo(a)pirene, è ormai un fatto notorio, ampiamente provato e persino “certificato” dalle rilevazioni dell’ARPA per l’area urbana del quartiere Tamburi situata a ridosso della zona industriale.
Dalle rilevazioni effettuate emerge che è del tutto ininfluente intervenire sul traffico veicolare (come se potesse davvero seriamente sostenersi che la disastrosa situazione ambientale di Taranto dipendesse dal traffico veicolare!).
Dovendo intervenire sulla principale fonte di queste emissioni cancerogene e mutagene, non c’è alcun dubbio che si deve intervenire innanzitutto proprio sulla cokeria dell’ILVA, la principale fonte delle emissioni di questo micidiale inquinante.
Essendo pertanto assolutamente indispensabile rispettare l’ “obiettivo di qualità” stabilito per il benzo(a)pirene, non c’è alcun dubbio che devono essere immediatamente adottati tutti i provvedimenti necessari a contenere siffatte illecite emissioni di benzo(a)pirene nell’area urbana di Taranto.
La sentenza della Corte di Giustizia CE n. 237 del 25.7.2008 riconosce a ciascun cittadino dell’UE il diritto soggettivo a ottenere un piano d’azione diretto a contenere le emissioni inquinanti entro i valori normati. ALTAMAREA “Coordinamento di associazioni e cittadini di Taranto” è perfettamente legittimata a chiedere ed ottenere che la Regione Puglia, in qualità di unico soggetto competente a promuovere ed approvare il piano d’azione ed il piano di risanamento della qualità dell’aria, individui ed applichi tutti i provvedimenti necessari per ridurre il benzo(a)pirene, agendo su tutte le emissioni degli impianti delle industrie inquinanti, in primis sulla cokeria dell’Ilva.
In sintesi, l’obbligo di assicurare a Taranto il rispetto dell’ “obiettivo di qualità” stabilito per il benzo(a)pirene può e deve arrivare, se necessario, anche alla riduzione e/o alla sospensione dell’attività produttiva, come previsto dal comma 5 dell’art. 3 del D. L.vo 152/2007. In base a tale comma, i provvedimenti da adottare sono, in prima battuta, quelli del “piano di azione a fronte del rischio di superamento nel 2010” ai sensi dell’art. 7 del D. L.vo n. 351/1999 e, nel contempo, quelli del “piano di risanamento a fronte del superamento nel 2008 e nel 2009” ai sensi del D.M. 1.10.2002, n. 261.
Infine, si fa rilevare che il perseguimento di un qualsiasi “obiettivo di qualità”, inteso come valore medio annuale di riferimento da raggiungere e rispettare a partire da una determinata data (per il benzo(a)pirene è 1 ng/mc a partire dall’1.1.1999), può essere evidentemente raggiunto solo attraverso la fissazione di valori limite e prescrizioni, relative alla costruzione e gestione di impianti industriali, a volte necessariamente più severi di quelli ordinariamente stabiliti, specie in realtà, come quella della zona industriale di Taranto, con una notevole quantità e qualità di industrie inquinanti situate a ridosso di un’area urbana.
ALTAMAREA è consapevole del fatto che, per il raggiungimento dei sacrosanti e irrinunciabili obiettivi di salvaguardare l'ambiente ed il lavoro, è pregiudizievole assumere posizioni che escludano a priori che ci siano provvedimenti tecnici o gestionali che riducano in maniera efficace l'emissione di B(a)P. In Germania la Thyssen, proprio per il benzo(a)pirene, ha chiuso vecchie cokerie e ne ha costruito altre che rispettano i limiti di legge europei. La stessa cosa potrà avvenire a Taranto se il Gestore dell’impianto e le Istituzioni nel loro complesso capiranno sul serio il dramma di Taranto e se confermeranno il valore strategico nazionale del Centro siderurgico di Taranto. A nessuno può essere consentito di dimenticare che lo Stato fu allora e resta oggi il responsabile originario dello scempio dell'ex Italsider poi diventata Ilva di Taranto, ma il Gruppo Riva, che ha acquistato dallo Stato, ad occhi aperti e per “quattro soldi”, il Centro siderurgico di Taranto, non può tirarsi ora indietro rispetto agli investimenti necessari per risanare seriamente la cokeria di Taranto, cosa che la Regione Puglia dovrà richiedere ed ottenere.
100511 Altamarea Diffida La Regione Puglia Su b(a)p
mercoledì 12 maggio 2010
La Regione verso l'acqua veramente pubblica!
La Giunta regionale pugliese ha approvato poco fa il disegno di legge regionale che punta a regolare il governo e la gestione del servizio idrico integrato e a costituire l'azienda pubblica regionale "Acquedotto pugliese - AQP". Lo rendono noto il Presidente Nichi Vendola e l'assessore alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati.
Il disegno di legge si compone di 15 articoli che stabiliscono i termini di governo e gestione del Servizio idrico integrato attraverso la costituzione dell'azienda pubblica regionale "Acquedotto Pugliese - AQP" che subentra all'Acquedotto pugliese s.p.a.
In particolare, si è ritenuto opportuno sottolineare nella relazione illustrativa che "la configurazione legislativo - amministrativa dell'AQP è di società per azioni a totale partecipazione pubblica; l'attuale assetto proprietario è ripartito tra la Regione Puglia (87% circa) e Regione Basilicata (13% circa), anche se allo stato, con Deliberazione n. 521 del 23.02.2010 la Giunta Regionale, prendendo atto della valutazione della Società Ernst & Young, si è impegnata ad acquisire le azioni detenute dalla Regione Basilicata non appena saranno reperite le somme necessarie, pari ad ? 12.200.000,00. Tale operazione è da considerarsi ovviamente necessaria per l'attuazione della presente legge". Inoltre, la Giunta pugliese ha adeguato il disegno di legge alla recente decisione del Governo nazionale di sopprimere entro il termine di un anno gli Ato.
Strettamente funzionale alla garanzia del diritto fondamentale dell'acqua potabile, affermato dall'articolo 1, è la previsione contenuta nell'articolo 2 della configurazione del servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica affidato ad un organismo di diritto pubblico sottratto alle regole della concorrenza.
La legge prevede, agli articoli 3 e 4, due strumenti a tutela del diritto all'approvvigionamento idrico: un fondo regionale, per garantire il diritto all'acqua potabile ai residenti, ed un fondo di solidarietà internazionale per finanziare progetti in paesi esteri. L'articolo 5 della legge prevede la trasformazione di AQP S.p.A. in soggetto giuridico di diritto pubblico senza scopo di lucro, con la possibilità di gestire anche attività diverse dal servizio idrico integrato, pur destinando gli eventuali utili al potenziamento del servizio idrico integrato.
Il governo della costituenda azienda, in ossequio alle finalità generali che costituiscono la sua mission, è improntato alla trasparenza e alla partecipazione delle comunità locali e della cittadinanza: l'art. 8, tra l'altro, prevede infatti la presenza, nel consiglio di amministrazione, di tre rappresentanti eletti da un'assemblea di sindaci dell'ambito territoriale ottimale; inoltre l'art.6 assicura ai cittadini, singoli e associati, la partecipazione alle principali decisioni, in osservanza del principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall'art. 118 della Costituzione, e la sorveglianza e il controllo, anche attraverso meccanismi di sorveglianza e di consultazione in ordine ai livelli di servizio erogati.
L'articolo 7 disciplina le procedure per l'approvazione dello statuto dell'azienda mentre l'8 stabilisce la composizione del consiglio di amministrazione, riservando allo statuto la fissazione delle cause di impedimento e incompatibilità, le attribuzioni, il funzionamento e le indennità.
L'articolo 9 prevede il transito del personale di AQP S.p.A. nell'organico della azienda di nuova istituzione e il 10 indica i controlli regionali sulla società e i suoi organi, le ipotesi di revoca degli amministratori e di scioglimento del consiglio, e i poteri del commissario straordinario nominato in caso di scioglimento del consiglio di amministrazione.
L'articolo 11 prevede l'adeguamento alle disposizioni di legge degli atti dell'autorità d'ambito e dell'azienda regionale.
L'articolo 12 detta disposizioni per garantire il governo dell'azienda fino all'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione.
Per rendere effettivo il diritto all'approvvigionamento per uso domestico, l'articolo 13 vincola il gestore del servizio a erogare un minimo quantitativo vitale, alla cui individuazione procede la Giunta Regionale sulla base degli indici di fabbisogno riconosciuti internazionalmente e delle disponibilità finanziarie esistenti.
Relazione e schema di ddl
Nella sofferenza, la passione e l'unità!
La sottoponiamo a tutti perchè testimonia di un impegno sempre maggiore dei tarantini, anche quelli residenti fuori, verso la propria città.
Diamoci da fare!
Salve! Innanzitutto mi presento, sono un dottore in Scienze dell' Ambiente laureato a Taranto ormai qualche anno fa, attualmente insegno matematica e scienze in quel di Bologna e dirigo un quotidiano scientifico on-line www.meteoscienze.it. Naturalmente seguo ormai da tempo immemore tutte le vicende collegate al nostro cancro ambientale, e sono ormai giunto alla convinzione che sia divenuto intollerabile lasciare ancora indisturbati i responsabili del declino culturale-economico-sociale della nostra città. Come voi certamente sapete quello che una volta era considerato un vanto (l'acciaieria più grande d' Europa si diceva una volta per imbonire i cittadini offrendoli spiccioli di orgoglio da grande città industriale) è ormai diventato un neo intollerabile per un paese moderno, non per nulla le acciaierie a caldo sono ormai in quasi tutti gli stati moderni retaggi della obsoleta industrializzazione del secondo dopo guerra, e le ultime grandi acciaierie sono rimaste appunto nei paesi in via di sviluppo dove il probelma ambientale viene soffocato dalla disperata necessità di occupazione. Credo dunque sia arrivato il momento di chiudere la grande anomalia Taranto, senza remore e senza paura, in quanto non è solo in gioco il futuro occupazionale della nostra città, è in gioco ben di più: la stessa sopravvivenza di Taranto quale luogo di vita dignitosa per le future generazioni. Vi scrivo questa missiva all'indomani di una esperienza diretta che mi ha dimostrato l'assoluta ignoranza del dramma tarantino al di fuori dei confini pugliesi, nei giorni scorsi infatti visitando un termovalorizzatore nella periferia della città felsinea abbiamo intrapreso un discorso con il responsabile di questo progetto, sui termovalorizzatori in Italia, alla mia domanda se a Taranto ci fosse qualche progetto inerente la costruzione di termovalorizzatori, mi è stato risposto della impossibilità di una costruzione simile nella città più inquinata d' Europa, già di per sè sentire la propria città etichettata in questa maniera, tra l'altro a ragione, diventa sempre più insopportabile, ma ancora più insopportabile è constatare come per la totalità dei colleghi, insegnanti dunque quantomeno discretamente informati, il problema apparisse nuovo, insabbiato ad arte da chi vuole soffocare il grido di un intero popolo stanco di morire e ammalarsi ogni giorno di ILVA. Per questo motivo ho deciso di offrire uno spazio nel mio sito per pubblicizzare non solo la prossima manifestazione, ma qualunque altra iniziativa, articolo, intervista, che possa pubblicizzare questo tema. Mi permetto in fine di consigliare altri due imprescindibili interventi che sarebbe necessario attuare per rendere il più possibile ecocompatibile questo mostro:
Il parco minerali non deve più essere esposto all'aria come è attualmente, credo che in nessuna acciaieria a caldo moderna i minerali siano esposti alle intemperie come nell'acciaieria di Taranto, e secondo intervento collegato al primo, è l'assurdo trasporto dei minerali dal porto a chilometri di distanza verso il parco, sono mostri di pianificazione impiantistica che vanno assolutamente corretti.
Spero di poter essere utile alla causa e mi scuso per lo sfogo.
Cordialmente
L'ilva sfora? Nooooooo!
Ecco i dati Ispra sull’Ilva
Rispetto alle osservazioni giustamente indignate, occorre fare una precisazione per la lettura delle soglie. Esse non sono riferite a dei limiti di legge da non superare. Ma ad un solco oltre il quale le aziende hanno l'obbligo di autodichiarare la quantità delle loro emissioni.
I limiti da rispettare in termini di concentrazione dei singoli inquinanti sono invece quelli imposti dalle leggi ai singoli impianti così come previsti nelle autorizzazioni in sede di rilascio. Ed i quali nulla hanno a che fare con il registro INES.
Ecco anche il dato precedente del registro. E' relativo al 2005 con dichiarazione del 2006 (cadenza triennale).








