sabato 20 luglio 2013

Nodo o cappio?

Ilva, il nodo dello smaltimento dei rifiuti

Ci voleva l’Europa per risvegliare attenzione e coscienze sul vero problema dell’Ilva di Taranto, rimasto finora colpevolmente fuori dalle prescrizioni Aia, non sappiamo se per ignoranza o per strategia, lambito in piccola parte dalle sole inchieste della magistratura, anche se per cause diverse: lo smaltimento dei rifiuti. 
L’allarme lanciato ieri dal vicepresidente italiano dell’Unione Europea Gianni Pittella, il quale in una intervista ha dichiarato che “se non si pensa alle discariche ed ai rifiuti speciali ci sono 5 miliardi di euro che potrebbero essere usati per le bonifiche a rischio di disimpegno automatico”, non può e non deve essere sottovalutato. Per questo, governo e Parlamento italiani hanno il dovere di agire subito, introducendo proprio nel decreto in via di approvazione al Senato, le norme necessarie per regolamentare lo smaltimento dei rifiuti dello stabilimento siderurgico. Non è un fatto economico.
Anche se è innegabile che se l’Ilva fosse costretta a smaltire i propri rifiuti fuori dalla discarica Mater Gratiae i costi lieviterebbero talmente tanto che l’acciaio italiano non sarebbe più competitivo con i prezzi in giro per il mondo. Il nodo è soprattutto ambientale e sanitario: che cosa va in discarica? Quali garanzie abbiamo oggi che i rifiuti della Mater Gratiae non inquinino il suolo o che attraverso il veicolo di possibili falde non entrino direttamente nel circuito alimentare? Quali interventi dovrebbero essere fatti per metterla a norma e tutelare la salute dei cittadini? Identificati e regolamentati gli “sversamenti” in atomosfera, perché non si deve fare altrettanto per quelli a terra?
Dalla risposta a queste domande e dalla risoluzione di questi problemi passa il futuro di Taranto e dei tarantini in primo luogo, ma al contempo il destino dell’Ilva e dell’acciaio italiano. A meno che i politici italiani non vogliano essere più ciechi dei loro colleghi a Bruxelles, il Parlamento ha il dovere di legiferare subito in materia, non solo per l’Ilva e per Taranto, ma per tutte le Ilva e le città in Italia che versano in una situazione simile. Cari politici, ora se siete capaci rispondeteci, ma con i fatti non con le chiacchiere. (Michele Mascellaro TaSera)

venerdì 19 luglio 2013

Continua la "vacanza" del Presidente

Il Tribunale del Riesame di Taranto ha respinto l'appello con il quale la difesa chiedeva la revoca degli arresti domiciliari per l'ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido (Pd), coinvolto nell'inchiesta sull'Ilva chiamata "Ambiente svenduto". La stessa istanza della difesa era stata rigettata dal gip Patrizia Todisco il 13 giugno scorso. Tra le imputazioni contestate ci sono le presunte pressioni che l'ex presidente della Provincia avrebbe esercitato al fine di concedere autorizzazioni allo stabilimento Ilva in relazione alla gestione della discarica Mater Gratiae, che si trova all'interno del siderurgico.
Florido era finito in carcere il 15 maggio scorso con l'accusa di concussione (tentata e consumata) e aveva ottenuto i domiciliari dopo una settimana. Gli altri indagati sono l'ex assessore all'Ambiente Michele Conserva (Pd), l'ex segretario della Provincia di Taranto, Vincenzo Specchia, e l'ex responsabile delle relazioni istituzionali dell'Ilva Girolamo Archinà. (Quot)

Bondi ne ha combinata un'altra!!

Grave scontro fra Garante Ilva e Bondi


E' grave lo scontro - di cui abbiamo appreso da pochissimo - fra il Commissario dell'Ilva Enrico Bondi e il Garante dell'ILVA Vitaliano Esposito.
L'argomento del contendere è la validità della Diffida Ministeriale per la quale l'Ilva viene riconosciuta inadempiente rispetto alle prescrizioni dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e quindi passibile di sanzioni.
Bondi ha scritto il 17 luglio al Garante per dichiarare - alla luce del decreto 61/2013 in via di conversione in legge - sostanzialmente non più valida tale Diffida Ministeriale per inosservanza delle prescrizioni autorizzative.
Le prescrizioni e le tempistiche indicate nella diffida per inosservanza sarebbero quindi per Bondi un ricordo del passato, mentre per il Garante dell'AIA sono ancora in vigore. E il garante poco fa ha messo in chiaro - con una lettera pubblicata sul suo sito - che la Diffida pende ancora sull'azienda.
Vedere http://www.isprambiente.gov.it/it/garante_aia_ilva/aia-e-controlli/notaGarante972013del18luglio2013.pdf
Inutile dire che il Garante dell'AIA ha perfettamente ragione.
Pertanto sosteniamo il Garante dell'AIA Ilva che ha dimostrato rigore e imparzialità. E condanniamo questo tentativo di usare come una clava il nuovo decreto 61/2013 per demolire l'AIA e metterne fuori gioco le sanzioni.
Dichiarare questa AIA ormai un soprammobile è indice dei come ormai stia procedendo l'ìntera vicenda, violando lo stesso spirito della sentenza della Corte Costituzionale che aveva messo al centro le attuali (seppur blande) prescrizioni autorizzative a garanzia del diritto alla salute.
Stiamo traducendo il rapporto del Garante dell'AIA e domani sarà sul tavolo della Commissione Europea in modo che l'Europa proceda ad acquisire tutta la documentazione su questa storia incredibile e sgradevole in cui il Garante viene messo nell'angolo.
E' gravissimo che i parlamentari vogliano abolire il Garante che rimane l'unico riferimento di imparzialità e giustizia.
Questo è il testo della DIFFIDA MINISTERIALE
http://www.isprambiente.gov.it/it/garante_aia_ilva/aia-e-controlli/diffida-ministeriale-per-inosservanza-delle-prescrizioni-autorizzative-e-comunicazioni-conseguenziali

Comunicato stampa - A. Marescotti - Peacelink

giovedì 18 luglio 2013

C'è tumore e tumore. C'è commissario e commissario...

Un altro commento tecnico sul Bondi Show. In attesa della canzone di Orlando.

Le cattive scelte del Governo e del Sig. Bondi

Agostino Di Ciaula – ISDE Italia (Sezione Puglia)

Il Governo dovrebbe scegliere con più attenzione i suoi “commissari” e il Sig. Bondi dovrebbe scegliere con più attenzione i suoi “consulenti” scientifici. Entrambi non hanno fatto una bella figura non solo nei confronti dei pugliesi ma dell’intero Paese e della comunità scientifica.
Posso capire (ma non accettare) che per il Governo e per il Sig. Bondi sia più conveniente ignorare i risultati dello studio SENTIERI, i risultati della perizia scientifica richiesta dalla magistratura, gli studi dell’Istituto Superiore di Sanità, la valutazione di danno sanitario di ARPA Puglia, le avvertenze dei medici ISDE e le innumerevoli altre patologie (diverse dal cancro ai polmoni) causate dagli innumerevoli inquinanti presenti nelle zone critiche della Regione Puglia (non solo Taranto), ma questa deriva negazionista ha numerosi altri limiti da rispettare, non solo in termini etici e di decenza.
Dal punto di vista politico il Governo dovrebbe ricordare che un commissario così cruciale dovrebbe avere garanzie di terzietà e perseguire in via prioritaria il bene comune, non interessi particolari.
Dal punto di vista scientifico il Sig. Bondi dovrebbe ricordare ai suoi consulenti che il carcinoma polmonare nei non fumatori ha caratteristiche epidemiologiche (maggiore prevalenza nel sesso femminile, età di insorgenza più giovane), istologiche e persino genetiche del tutto differenti da quelle del tumore che insorge nei fumatori e che molte di queste caratteristiche sono proprie dei tumori polmonari del triangolo della morte Taranto-Lecce-Brindisi.
Il Governo dovrebbe ricordare a se stesso e a Bondi, e Bondi dovrebbe ricordare ai suoi consulenti, che il cancro del polmone è la prima causa di morte per tumore in Puglia, Regione che è al primo posto in Italia per emissioni industriali di particolato (almeno 6-7 volte superiori a quelle delle altre Regioni italiane) e IPA (almeno 5 volte superiori a quelle di altre Regioni Italiane) e solo all'undicesimo posto per numero di fumatori.
Dovrebbero anche ricordare che tra il 1993 e il 2008 la percentuale di fumatori pugliesi è scesa del 2% (dal 25% al 23%, ISTAT), mentre il tasso grezzo di mortalità per tumore maligno del polmone (anni 1990-2007) è aumentato del 9% (da 3.79 a 4.18 x 10.000 abitanti, fonte ISTAT). Tale incremento è stato particolarmente rilevante nella popolazione di sesso femminile (+57% nel sesso femminile vs +3.5% nel sesso maschile), meno esposta al fumo di sigaretta, e i tassi grezzi di mortalità sono più elevati nelle province di Brindisi, Taranto e Lecce che in quella di Bari, altra “città portuale” soggetta all’influenza negativa del fumo e del “contrabbando di sigarette” almeno quanto Taranto.
Il Sig. Bondi dovrebbe anche ricordare ai suoi consulenti che secondo stime dell’OMS circa l’8% dei carcinomi polmonari sono assolutamente indipendenti dal fumo di sigaretta. Secondo tale proporzione, poiché nella Regione Puglia tra 1998 e il 2004 ci sono state 12.134 morti per tumori maligni del polmone (Fonte: osservatorio epidemiologico regionale), è possibile calcolare che in media circa 971 di quelle morti siano state causate dall’inquinamento atmosferico.
Si sa da anni (ma questo è sfuggito ai consulenti scientifici del Sig. Bondi) che un incremento di soli 10µg/m3della concentrazione atmosferica di PM2.5 è associata ad un incremento di rischio di tumore polmonare compreso tra l’8 e il 14%, e che tale rischio è maggiore per i non fumatori (Pope et al, 2002). Si sa anche benissimo, al contrario, che una riduzione dell’inquinamento da particolato comporta una riduzione del rischio di carcinoma polmonare (Laden et al 2006), con un incremento dell’aspettativa di vita di 0.6 anni per ogni riduzione di 10 μg/m3 di PM10 (Pope 2009).
Altra “dimenticanza” dei consulenti del Sig. Bondi è che in aree ad elevato inquinamento atmosferico (come Taranto) il 20% circa dei tumori polmonari è legata al particolato, che produce tumore maligno del polmone anche a concentrazioni atmosferiche di gran lunga inferiori (Raaschou-Nielsen et al, 2013) a quelle “concesse” da una legge che non è affatto “health-based” ma sempre più “money-based”.
È anche “sfuggita” al Sig.Bondi e ai suoi consulenti "scientifici" la considerazione che mentre il fumo di sigaretta, di indubbia e indiscutibile pericolosità, interessa circa il 25% della popolazione di età superiore a 15 anni (ISTAT) ed è un fattore di rischio volontario la cui cessazione dipende da decisioni soggettive, l’inquinamento atmosferico interessa tutta la popolazione di qualunque fascia di età ed è classificabile come esposizione forzata, indipendente da scelte individuali e fortemente dipendente da scelte politiche ed economiche. Questo i pugliesi lo hanno capito bene, anche se si cerca affannosamente di fare il possibile e l’impossibile per dimostrare il contrario, con toni e argomentazioni che rappresentano un insulto all’intelligenza e alla dignità di chi ascolta.
È necessario continuare a ribadire con forza che il rendere la salute un bene negoziabile è contrario a qualunque principio etico, politico e morale. Chi rema in questo senso va in direzione contraria al bene comune, che sia il Sig. Commissario o il capo del Governo.

A proposito di danno sanitario

Dal sito di Arpa Puglia 

VALUTAZIONE DEL DANNO SANITARIO (LR 12/2012)

A seguito della memoria tecnica del Commissario Straordinario ILVA in merito a quanto contenuto nel Rapporto sulla Valutazione del Danno Sanitario, si pubblicano in questa sezione i documenti di riferimento:

Rapporto sulla Valutazione del Danno Sanitario - Stabilimento ILVA di Taranto
Memoria tecnica del Commissario Straordinario ILVA
Comunicato Stampa del Sindaco di Taranto, della ASL di Taranto e di ARPA Puglia

Esagerati! Dall'opportunità alla telenovela

A volte, nei titoli dei giornali pare di leggere tutta l'ignoranza dei tempi attuali, nutrita a suon di telenovele, di personaggi fortemente caratterizzati, di una umanità riportata ai litigi di condominio! E' ovvio che, in attesa dell'incontro necessario tra Bondi e Orlando, in cui il primo deve rendere conto della sua (interessata) contestazione della perizia Ilva, non ha senso che Sebastio incontri Bondi.
Ma da lì ad immaginarlo infuriato, con i cancellieri della procura che lo tengono per la mantella... quella è veramente opera di pessimo giornalismo!

Sebastio s’infuria e annulla l’incontro con Bondi

La bufera scatenata dalla relazione inviata a Regione Puglia, Arpa e Ares, fa saltare l’incontro fra Enrico Bondi e il procuratore di Taranto Franco Sebastio. A quanto pare, anche il procuratore ha considerato  una presa di posizione in favore delle perizie dell’Ilva la nota di Bondi scritta il 27 giugno in qualità di commissario straordinario nominato dal governo Letta. Bondi, lunedì ha spiegato di non avere «mai detto o scritto che le sigarette fanno più male delle emissioni dell’Ilva». Ma, evidentemente, la smentita non è stata sufficiente a placare i malumori della procura. Infatti,  l’incontro col procuratore previsto martedì scorso  è stato annullato dopo le vibrate polemiche. A decidere di cancellarlo è stato lo stesso procuratore. Probabilmente sarà fissata una nuova data in un periodo più tranquillo.
Nelle 44 pagine della relazione inviata agli organi regionali su richiesta degli stessi, Bondi fa riferimento alla perizia di esperti consultati dall’Ilva che (ovviamente) mettono in discussione la perizia disposta dal gip Patrizia Todisco su richiesta dei pm. Ma quei passaggi hanno sortito l’effetto della benzina gettata sul fuoco. Bondi è stato investito da una vera e propria bufera tanto da essere convocato a Roma, dal ministro dell’ambiente Andrea Orlando, mercoledì prossimo per riferire sulla vicenda.
Al tiro al bersaglio contro Bondi hanno preso parte anche personaggi politici che non potrebbero scagliare nemmeno un sassolino dopo quanto rivelato dalle intercettazioni. Infatti, da quanto si legge nelle conversazioni fra l’ex pr dell’Ilva Girolamo Archinà e diversi esponenti del mondo politico, riportate nella corposa ordinanza dell’inchiesta “Ambiente svenduto”  ci sono esponenti istituzionali che concordano provvedimenti e iniziative da adottare proprio con l’ex addetto alle relazioni esterne dei Riva e nei cui uffici Archinà era di casa. Al di là degli eventuali aspetti penali, sembra alquanto singolare il comportamento di chi prima si preoccupava di non scontentare i Riva e ora spara sul mostro Ilva. ( Annalisa Latartara CdG)

Palazzo di Città chiuso alla città! I baffi del sindaco hanno paura..

C'è sempre un problema grosso dietro una contestazione che diventa violenta.
Ma la soluzione di questo problema non è mai venuta dai contestatori.
O si elimina il problema.
O si sopprime la manifestazione dell'opinione pubblica e la partecipazione.
Pare che vada di moda la seconda a Baffopoli... 

Il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, è stato nuovamente contestato da un gruppo di cittadini e rappresentanti di associazioni ambientaliste, che questa mattina hanno manifestato sotto la sede del municipio. La manifestazione è stata organizzata in concomitanza con la conferenza stampa di presentazione del protocollo d’intesa, sottoscritto con il commissario straordinario di governo, relativo agli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione della città di Taranto.
Ai cittadini che protestavano è stato poi impedito di entrare nella sede del Municipio e di partecipare alla conferenza stampa.

Cittadini e lavoratori liberi e pensati
«Se ci chiudono le porte – hanno sottolineato i manifestanti - è perchè non vogliono che ascoltiamo ciò che ci riguarda da vicino, decisioni che verranno prese sul nostro futuro prossimo». Nel corso dell’incontro con i giornalisti il sindaco ha illustrati i progetti di intervento relativi alle scuole del quartiere Tamburi, da cui iniziano i lavori per la bonifica del Sin (Sito di interesse nazionale).I manifestanti, tra i quali c'erano anche alcuni 5 stelle, hanno esibito cartelli contestando al sindaco la mancanza di incisività nella gestione delle problematiche ambientali. Stefàno era stato contestato anche qualche giorno fa in occasione di un convegno sulle emissioni odorigene organizzato dall’Arpa e dall’Università ed era stato costretto ad abbandonare il seminario scortato dalla forze dell’ordine.

Sempre peggio

Ilva. Il decreto passa all’esame del Senato. Anche Rossi chiede legge nazionale per il "danno sanitario"

Il 29 luglio l’Aula del Senato inizierà la votazione del decreto-legge 61/13, recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell'ambiente, della salute e del lavoro nell'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale, già approvato in prima lettura e modificato dalla Camera dei deputati, che al momento è all’attenzione delle Commissioni riunite Industria e Ambiente.
Le modifiche apportate da Montecitorio, rispetto al testo uscito da Palazzo Chigi, riguardano la possibilità del Commissariamento per un solo ramo d’azienda o stabilimento in caso di “pericoli gravi e rilevanti” per l'ambiente, e non più quindi dell'intero gruppo industriale. E in più il commissario potrà intervenire solamente nei siti industriali di interesse strategico nazionale con più di mille dipendenti (cassa integrazione compresa).
Per la parte riguardante le emergenze ambientali di carattere industriale il passaggio alla Camera ha abrogato la figura del Garante per l'attuazione dell'Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale); prevedendo che sarà lo stesso commissario, d'intesa con gli enti locali, a informare cittadini sulle operazioni di risanamento.
Tra le modifiche accolte dall'Assemblea prima di consegnare il testo al Senato figura anche l'allentamento del Patto di stabilità interno della Regione Puglia per favorire le azioni di bonifica.
Sempre con gli emendamenti approvati direttamente dalla Camera arriva la qualifica agli ispettori dell'Ispra di ufficiali giudiziaria, mentre all'Istituto sono assegnati 90mila euro l'anno per le nuove attività di controllo affidate. Sono state inoltre votate alcune norme relative all'applicazione delle prescrizioni dettate dall'Autorizzazione integrata ambientale: le commissioni di merito, Ambiente Ll.Pp. e Attività produttive, avevano precisato che può essere modificata nei tempi di attuazione ma non nei contenuti, dall'Assemblea è giunto il termine di 36 mesi alla sua attuazione. E nemmeno la Valutazione del danno sanitario (Vds) potrà infine modificare le prescrizioni Aia; le Regioni potranno tuttavia chiederne il riesame.
  Proprio sulla valutazione del danno sanitario si sono scatenate le regioni in particolare la Puglia. Nichi Vendola ha scritto infatti due lettere inviate al Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e a tutti i Presidenti di Regione, oltre che al Presidente della Conferenza delle Regioni per chiedere in sostanza: una normativa nazionale che generalizzi il concetto di Valutazione del Danno Sanitario, una richiesta di partecipazione delle grandi industrie italiane a giocare la partita del cambiamento per praticare un nuovo rapporto con il territorio e una richiesta al Senato di ripristino della figura del Garante dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'Ilva di Taranto.
  Alle parole di Vendola ha fatto eco il presidente della Toscana Enrico Rossi ritendendo condivisibile la proposta sul danno sanitario la questione posta dal presidente Vendola è condivisibile e noi siamo interessati a sostenerla”, ha detto Rossi  che ha poi aggiunto “Riteniamo che la sede migliore per discuterne e per dare uno sbocco operativo a questa iniziativa sia la Conferenza delle Regioni, che, tra l'altro, si riunisce proprio domani”. Ovvero oggi. (Quotidianosanita)

Scuole pitturate di verde e di azzurro?

Pavel Constantin - Cartoon Movement
Come prendere in giro i fessi?
Facile, basta un po' di green washing, qualche pacco di euro sventolati sulle pagine dei giornali ed ecco che il gioco è fatto!
Cos'è il green washing? E' il termine inglese per indicare una vera e propria pennellata di verde passata sul marcio per farlo sembrare ecologico e sano! L'equivalente dei sepolcri imbiancati di biblica memoria!

Insomma, ci vuole tanto al giornalista che ha redatto questo trafiletto per chiedersi che c'entra la scuola ad impatto zero (che vuol dire che ha bassissimi consumi energetici) passata come intervento per i problemi del quartiere Tamburi.
Ammesso anche che il terreno verrà bonificato (ci crediamo poco vista la magrezza delle banconote sventolate...), ammesso che i migliori esperti di CasaKlima riedifichino dalle fondamenta tutte le scuole in Classe AAA, resterebbe sempre l'unico e solo problema autentico di quelle scuole: quello di trovarsi a ridosso di un impianto che tra decreti ad hoc e melina statale continua a riversare ogni giorno tonnellate di sostanze tossiche nell'aria!!
Le scuole, in una città civile, andrebbero NORMALMENTE periodicamente riqualificate. E' un diritto di tutti che non c'entra con il diritto alla salute che viene ancora calpestato sui Tamburi e in tutta la provincia!
Anzi, ad onor del vero, queste operazioni di accaparramento di consenso facile, fin dai tempi delle company town, le faceva l'industriale a sue spese. Qui Riva se l'è cavata con la facciata di una chiesa e un paio di fontanelle!

Taranto: al via il disinquinamento delle scuole di Tamburi
Parte con 8,5 milioni dalle scuole di Tamburi il risanamento di Taranto. Il commissario straordinario per gli interventi sulla città, Alfio Pini, e il soggetto attuatore degli interventi, Antonio Strambaci, hanno infatti firmato con il sindaco Ippazio Stefàno il protocollo d’intesa con cui si dà l’avvio concreto ai lavori per risanare il quartiere di Tamburi, quello più vicino alla zona industriale, a cominciare dalle cinque scuole (tra cui la Grazia Deledda).
Questi primi interventi saranno mirati al disinquinamento, alla riqualificazione funzionale e alla riqualificazione energetica degli edifici scolastici. Saranno risanate anche le parti all’aperto, rinnovati gli impianti e gli infissi. Al termine della riqualificazione energetica le scuole saranno edifici a impatto zero.
Il commissario straordinario e il soggetto attuatore sono figure istituite dal Ministero dell’Ambiente con il decreto legge “salva Taranto” numero 129 del 2012, dedicato al risanamento della parte urbana della città.(Greencity)

Sui Tamburi leggi anche:
Ilva: un anno dopo le promesse, i Tamburi di Taranto suonano ancora a morto

Rassegnata respirazione

Reazioni a catena

Gli effetti del petrolio lucano su Taranto

Guarda l'inchiesta su BasilicataTV

mercoledì 17 luglio 2013

Ennesima figuraccia dei baffi col sindaco intorno

Non c'è che dire: è un sindaco con una grande personalità! 

Ilva: Tribunale nega accertamento danni

 Il Tribunale civile di Taranto ha rigettato la richiesta di accertamento tecnico preventivo del danno ambientale prodotto dall’Ilva e dei danni a strutture come il cimitero, le scuole e i palazzi presentato dal Comune. Il giudice Antonio Pensato ha ritenuto che non sussistono le condizioni per far valutare a pool di tecnici la situazione attuale, ma di fatto considera valenza di prova la copiosa documentazione prodotta dal Comune, che quindi verrà discussa nella causa di merito. (QI)


"La decisione del Tribunale civile di Taranto che ha rigettato la richiesta di accertamento preventivo del danno contro Ilva fatto dal sindaco di Taranto è il frutto di un clamoroso autogol del sindaco Stefano che ha fatto vincere un round ai Riva ricorrendo in sede civile e chiedendo un accertamento tecnico preventivo senza considerare che esiste una procedura penale in corso". Lo dichiara il Presidente dei Verdi e consigliere comunale di Taranto Angelo Bonelli che aggiunge: "Ma la cosa grave e' che il comune di Taranto non ha ancora richiesto il danno per il procedimento penale che ha portato alla condanna in sede di Cassazione penale della sentenza emessa il 29.9.2005 per inquinamento contro Riva". Nelle vicende giudiziarie gestite dal comune ci sono moltissimi punti su cui il sindaco deve fare immediatamente chiarezza. Vogliamo sapere: 1) se c'e stata prescrizione per la richiesta del danno rispetto alla sentenza della Cassazione contro i Riva, già passata in giudicato; 2) sulla base di quale criterio tecnico scientifico il sindaco Stefano abbia conferito l'incarico per la definizione del danno relativo a quella sentenza ad una giovane dottoressa commercialista: in base a quali criteri questo danno è stato quantificato solo in 700 milioni di euro". "Insomma sembra proprio che a pasticci si sommino pasticci fatti da un sindaco che dovrebbe essere in prima linea per difendere la salute dei tarantini - conclude Bonelli -. Ma come è possibile che 330 morti, migliaia di malati, danni irreversibili all'agricoltura e alla mitilicoltura, inquinamento della falda valgano quella cifra? E' venuto il momento che Stefano dia delle risposte alla città perché la superficialità sta facendo pagare un prezzo alto ai tarantini".(AGENPARL)

Sintesi 2.0

Non è solo questione di privati.
Si tratta di un "vizio di Stato"!


L'arte della polemica strumentale nel paese delle lobby

Dopo oltre un anno dalla presentazione nell'incidente probatorio (in cui Ilva si guardò bene dal presentare controperizie), il Bondi Show ha riaperto il dibattito sulla perizia epidemiologica che inchioda la dirigenza alle sue responsabilità sanitarie.
Da una parte i periti super partes nominati dal GIP, che dopo aver prodotto le loro analisi le hanno sottoposte al dibattito scientifico internazionale.
Dall'altra Bondi, ex amministratore delegato Ilva (!), ora diventato commissario neutrale (?) per conto dello Stato (??) messo lì a tutela dei cittadini (???) difeso dai consulenti scientifici (pagati con i soldi) dell'Ilva (????)
In mezzo la comunità scientifica e milioni di indignati da questo spettacolo ridicolo! 

Comunicato stampa dell'AIE sull'ILVA di Taranto

Sul caso ILVA si sta facendo un uso distorto e strumentale delle evidenze scientifiche

Il Commissario Straordinario dell’ILVA Enrico Bondi ha trasmesso un documento firmato dai consulenti dei Riva nel quale si contestano i dati relativi all’impatto sanitario delle emissioni inquinanti e si sostiene che a Taranto l’aumento dell’incidenza di tumori e patologie croniche respiratorie e cardiovascolari non sarebbe da attribuire all’inquinamento ambientale prodotto da ILVA bensì agli stili di vita, in particolare che l’aumento del tumore del polmone sia da attribuire all’abitudine al fumo di sigaretta.
Eppure il legame tra inquinamento ambientale e tumore polmonare è noto da anni e indipendentemente dagli altri fattori di rischio (come la maggiore abitudine al fumo). Tale legame è stato ribadito la scorsa settimana con la pubblicazione su Lancet Oncology  dei risultati dello studio  europeo ESCAPE “European Study of Cohorts for Air Pollution Effects”, condotto  su 17 coorti europee (inclusa l’Italia) che ha evidenziano come l’esposizione prolungata all’inquinamento da polveri sottili (PM10 e PM2.5) sia associabile ad un aumento del rischio di tumore del polmone (specialmente l’adenocarcinoma) in popolazioni esposte. Per ogni incremento di 10 µg/m³ di PM10 viene stimato un aumento  del rischio di tumore al polmone pari a circa il 22 % (HR pari 1.22, 95%CI 1.03–1.45) (http://www.thelancet.com)
Tutti gli studi condotti fino ad oggi mostrano inoltre che non esiste un livello-soglia al di sotto del quale non siano evidenziabili effetti dell’inquinamento sulla salute. Proprio nei giorni scorsi l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito che anche al di sotto dei limiti di legge previsti per il particolato, vi sono effetti sanitari sulle popolazioni esposte (documento “Review of evidence on health aspects of air pollution – REVIHAAP” (interim report) disponibile  sul sito www.euro.who.int)
E’ grave che nel nostro Paese possa essere sostenuta una posizione apertamente in contrasto  con le evidenze scientifiche prodotte da studi internazionali e consolidate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Posizioni pseudo-scientifiche, basate sull’opinione di singoli ricercatori che sono in chiara condizione di conflitto di interessi (periti di parte dell’ILVA).
L’Associazione Italiana di Epidemiologia sulla base dei numerosi studi condotti fino ad oggi a Taranto, ribadisce che:
  • I dati ambientali hanno dimostrato che la popolazione di Taranto  è stata esposta per decenni ad elevati livelli di  diverse sostanze chimiche con effetti cancerogeni noti e  ben documentati in letteratura.
  •  studi epidemiologici multicentrici e di impatto sanitario  hanno documentato nelle popolazioni residenti nell’area che l’inquinamento atmosferico ha determinato un aumento della mortalità e morbosità per malattie cardiache e respiratorie; 
  •  lo studio SENTIERI dell’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato  un eccesso di mortalità per il tumore del polmone nella popolazione di Taranto pari a circa il 30%, in entrambi i generi (Pirastu et al. 2011);
  • gli studi epidemiologici più recenti hanno documentando danni alla salute a breve e lungo termine (mortalità per cause cardiache ed eventi coronarici acuti ed un incremento significativo della mortalità per patologie respiratorie e per tumori nella popolazione 0-14 anni), con effetti più forti nei quartieri più inquinati (Tamburi e Borgo) rispetto all’intero comune di Taranto (Mataloni et al, 2012).
L’Associazione Italiana di Epidemiologia esprime una forte preoccupazione per l’uso distorto e strumentale di dati pseudo-scientifici con  l’obiettivo di  invalidare le evidenze prodotte fino ad oggi attraverso gli studi epidemiologici ed a  misconoscere l’impatto sanitario delle emissioni dell’ ILVA sulla popolazione e sui lavoratori.
L’AIE sottolinea che i risultati dei molti studi condotti nell’area di Taranto e le evidenze ben consolidate di letteratura devono costituire la base per effettuare una Valutazione di Impatto Sanitario (Health Impact Assessment), che rappresenta uno  strumento di indagine utile per caratterizzare i possibili effetti sanitari presenti e futuri di un sito, di un’opera infrastrutturale, di un  impianto industriale.
AIE sostiene infine che i dati prodotti fino ad oggi siano sufficienti a considerare urgente e non più rinviabile l’attuazione di interventi di abbattimento dei livelli di inquinamento presenti nell’area di Taranto, e di bonifica dei siti inquinati, a salvaguardia della salute della popolazione residente e di quella delle generazioni future.(dal sito AIE)

Emergenza Ilva e i medici che la pensano come Bondi
“L’ipotesi che l’Ilva sia la causa di tutti i tumori evidenziati è in disaccordo con le evidenze scientifiche riportate dalle più grandi agenzie di ricerca sul cancro del mondo. La tipologia dello studio Sentieri non è idonea a investigare le cause delle malattie, ma solo a descriverne la frequenza”. E' l'idea di Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell'Istituto tumori di Aviano , e Diego Serraino, direttore della struttura complessa di Epidemiologia e biostatistica del medesimo istituto. Che a Panorama.it aggiungono all'unisono: “Si tratta di uno studio descrittivo che serve a formulare ipotesi sulle cause delle malattie, in questo caso dei tumori, ma non serve a stabilire relazioni. Su questo punto i ricercatori di Sentieri sono d’accordo”.
Dunque, secondo gli esperti del centro friulano, la relazione dei consulenti Ilva e le dichiarazioni del commissario Bondi potrebbero avere un fondamento, sostenute anche da una indagine presentata nel 2012, in collaborazione con l'Istituto tumori Pascale di Napoli , che evidenziava nell'aria di Taranto una mortalità per tumori uguale alla media delle altre provincie del sud Italia. Tirelli e Serraino non sembrano né sorpresi né contrari alle affermazioni del commissario Ilva. Per quali motivi? “Se per scoprire le cause dei tumori bastasse usare i tassi di incidenza o di mortalità non ci sarebbe bisogno del National Cancer institute, dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul Cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità, l’Università di Oxford o il Karolinska Institute di Stoccolma, o il New England Journal of Medicine. Senza contare le decine di migliaia di ricercatori nel mondo che studiano i tumori e pubblicano le loro ricerche”, sottolineano.
"Purtroppo non è così. Gli studi descrittivi sono solo la prima fase di un lungo processo conoscitivo che deve necessariamente passare per gli studi di epidemiologia analitica in cui è possibile misurare le esposizioni individuali – dicono i due medici - . Questo è uno dei punti cruciali, negativi secondo noi, di Sentieri: la residenza al momento della diagnosi del tumore è usata come proxy della esposizione ai carcinogeni ambientali. Si da, cioè, per scontato, che le persone abbiano sempre abitato lì, e che siano state esposte ai vari carcinogeni nel corso di almeno tre decenni, tempo medio necessario per lo sviluppo dei carcinomi, e che questi vari carcinogeni abbiano causato il cancro e queste persone siano per il resto paragonabili a chi non abita li”.
CRITERI EPIDEMIOLOGICI
Tirelli spiega che le malattie neoplastiche sono circa 230 tipi diversi tra loro per eziologia, patogenesi, presentazione clinica, prognosi: pensare che i fattori di rischio per i tumori dell’apparato respiratorio siano gli stessi per i tumori dell’apparato digerente o urinario o riproduttivo non ha fondamento scientifico.
Per alcune sedi neoplastiche, innanzitutto l’apparato respiratorio, è più che plausibile che l’inquinamento ambientale abbia aumentato il rischio di malattia mentre per altre è, in base alle conoscenze attuali, molto poco probabile. Ma per un'analisi epidemiologica più ampia si dovrebbe, ad esempio, usare almeno la georeferenziazione degli indirizzi, che andrebbero associati ai residenti in modo uninominale per mappare le residenze nel tempo. “Bisogna partire dai dati del Rapporto Sentieri per identificare ipotesi di lavoro e procedere con studi epidemiologici analitici. Ci sono voluti 50 anni di studio e decine di migliaia di lavori scientifici per stabilire l’associazione tra fumo e tumori, tra infezione da HPV e tumore della cervice – aggiunge il direttore di Oncologia medica -. Le scorciatoie non servono allo scopo e sono dannose perché spostano l’attenzione dai veri fattori di rischio noti, accertati e accettati”.
Cosa salvare dunque del Rapporto Sentieri e cosa dire ai tarantini che combattono contro un inquinamento sempre maggiore? “E' una ottima indagine descrittiva che serve a produrre ipotesi di lavoro, ma non va oltre. Il fatto che tutti la ritengano un modello è limitato al nostro Paese e ai media. Penso che l’ideologia abbia giocato e giochi un ruolo molto negativo da questo punto di vista – conclude Serraino -. La scienza non deve essere tirata per la giacca, non è di destra o di sinistra. Le conoscenze attuali delle cause del cancro dicono che l’inquinamento ambientale ha un ruolo marginale nei tumori per l'1-2 per cento. C’è qualcuno in grado di dimostrare che a Taranto questa percentuale è del 400 per cento come pubblicato da alcuni giornali nel 2012?”. Una domanda che non tarderà di avere una risposta. (Panorama)

Il comitato scientifico di ISDE Italia stigmatizza le affermazioni del commissario Bondi

Il Commissario dell’Ilva, Enrico Bondi, è stato nominato dal Governo per rappresentare gli interessi di tutti. Tuttavia le sue recenti affermazioni, che riprendono una perizia di parte aziendale, sono lungi dall’essere imparziali. Nella sua relazione al Presidente della Regione Puglia, Bondi cita infatti una relazione dei periti aziendali (Boffetta et al), secondo cui: “E’ noto che a Taranto, città portuale, la disponibilità di sigarette era in passato più alta rispetto ad altre aree del Sud Italia dove per ragioni economiche il fumo di sigaretta era ridotto fino agli anni ’70”. La frase sottintende che non vi sarebbe un eccesso di tumori dovuti all’inquinamento ma tale eccesso sarebbe
attribuibile al consumo di sigarette.
Contestiamo questo modo di porre il problema:
(a) il Commissario non può sposare un tesi di parte, in modo peraltro superficiale;
(b) la relazione consegnata dai Periti della Procura di Taranto e degli Enti pubblici preposti (Istituto Superiore di Sanità, ISPRA, ARPA Puglia, Agenzia Regionale Sanitaria Pugliese) contiene un’analisi approfondita della mortalità per tumori a Taranto e nei suoi quartieri, e va considerata nella sua interezza.
La parzialità e la superficialità delle dichiarazioni di Bondi sono coerenti con il decennale disinteresse delle nostre classi dirigenti per i danni che l’inquinamento ambientale arreca all’ambiente e alla salute umana.
Sia il Commissario sia la perizia di parte sembrano ignorare le prove del fatto che l’inquinamento atmosferico è causa del cancro del polmone anche nei non fumatori. L’autorevole rivista Lancet Oncology pubblica in questi giorni i risultati di un grande studio epidemiologico europeo che dimostra come l’inquinamento atmosferico svolga un ruolo importante nell’aumentare il rischio di cancro del polmone anche nei non-fumatori.
Se Bondi, come sarebbe stato suo dovere, si fosse preoccupato di informarsi sulle prove scientifiche nel loro insieme, e non solo sul parere dei periti di parte, avrebbe tratto delle conclusioni diverse. In tal modo avrebbe dimostrato rispetto per i cittadini, per i lavoratori e per gli operatori sanitari anziché agire sulla base di un’agenda precostituita.
Sulla base di queste semplici riflessioni ISDE Italia chiede al Governo Italiano di provvedere a ristabilire la verità e a richiamare i suoi rappresentanti a un maggiore equilibrio e senso della giustizia.(agoramagazine)

Videlicet...

Il dono della sintesi...

da twitter

martedì 16 luglio 2013

Antonia Battaglia. Omen nomen!

Ilva Taranto. Destinati a morire di 'ambiente'. Parla Antonia Battaglia di Peacelink
 
Mentre  la lettera di Enrico Bondi inviata al governatore della Puglia fa ancora discutere a Taranto si continua ad assistere alla lenta morte di una città, il cui futuro è stato inesorabilmente segnato dall'assoluto isolamento in cui versa, grazie soprattutto alle mancate politiche.
Abbiamo incontrato Antonia Battaglia esponente di Peacelink e del Fondo Antidiossina che da anni si batte contro lo stato ambientale che, prima l'Italsider e poi l'Ilva, hanno drammaticamente provocato su questo territorio. Giovedì scorso avete per la seconda volta relazionato in Commissione Europea le ultime notizie sulla gravità della situazione dell'Ilva ...
Sì esatto, va precisato che oltre alla recente relazione siamo da qualche mese costantemente in contatto sia con la Commissione Europea che con il Parlamento Europeo, ai quali  comunichiamo tutti gli aggiornamenti sulle questioni legate all'Ilva e sulla gravità della situazione ambientale che registriamo quotidianamente nella città di Taranto. (LEGGI LA RELAZIONE)
In sostanza cosa emerge dalle ultime relazioni...
Dopo il sequestro dello scorso anno disposto dal gip Patrizia Todisco e dopo il recente  decreto 61, meglio conosciuto come “salva Ilva bis” che dopo aver incassato il sì della Camera, la situazione non solo è rimasta immutata, bensì è addirittura peggiorata. Quello che l'Aia, l'Autorizzazione integrata ambientale, ha prodotto in questi mesi in termini di prescrizioni non è mai stato rispettato proprio nei suoi punti piu' importanti. Nessun sistema di monitoraggio previsto dall'AIA, ad esempio, è ancora stato installato. E di questo ne tengono conto anche le nostre relazioni in cui si esprime lo stesso parere del garante e della magistratura.
Per quali motivi vi siete rivolti all'istituzione europea?
Quando ci siamo resi conto che questa strada alternativa poteva rappresentare una speranza. La promessa di cooperazione con il governo italiano e quindi con l'Aia, infatti,  andava nettamente contro le nostre aspettative. Insomma il cerchio si stava chiudendo attorno alla città nel disinteresse generale delle istituzioni, tant'è che la situazione sanitaria epidemiologica a Taranto non è solo peggiorata, ma con il varo dell'Ilva bis, rischiamo di perdere definitivamente anche il nostro unico interlocutore diretto, ovvero l'Aia con il suo garante, che comunque rappresenta un organo di controllo importante. Ma non solo. Anche  il sequestro avvenuto il 24 maggio pari  a 8,1 miliardi di euro sequestrati alla famiglia Riva su disposizione del gip Todisco, rischia di essere dissequestrato con un nulla di fatto.
Abbiamo già relazionato il 15 maggio e l'11 luglio scorso direttamente con il gabinetto di Janez Potočnik, il Commissario Europeo per l'ambiente e poi direttamente con Karl Falkenberg, Direttore generale della Direzione Generale Commissione Europea Ambiente. A loro trasmettiamo  tutti i dati aggiornati in tempo reale, come l'aumento dei tumori, l'incremento della malattie infantili pediatriche e non ultimo il ritrovamento di tracce di diossina anche nell'acqua e non soltanto nelle emissioni atmosferiche com'era già stato appurato.
Intanto però all'Ilva si continua a produrre...
Sì. L'ilva, nel frattempo, continua a produrre a ritmi molto più serrati di prima e sappiamo con certezza che qualsiasi controllo viene automaticamente eluso. Perfino le 94 prescrizioni di cui si parla nella relazione dell'Aia e che avrebbero dovuto porre dei successivi divieti non sono mai state osservate come quando la loro attuazione comportava un costo, un investimento, come riporta l'ultimo rapporto del garante datato 2 luglio 2013.
La cosa grave è che  gli operai,  non solo sono costretti a lavorare in un ambiente altamente inquinato e lesivo per le loro vite,    come attesta l'ordinanza del Gip Todisco, ma vivono la loro condizione come un costante ricatto in cui l'occupazione diventa l'unica fonte di sostentamento da preservare a tutti i costi visto che molti sono  padri di famiglia monoreddito.
Cosa ne pensi delle recenti dichiarazioni di Enrico Bondi, che parla di morti a Taranto causate dal fumo e dall'alcol?
Sono parole offensive e oltraggiose per la città e per i suoi abitanti. Nel quartiere Tamburi bisogna tenere le finestre sempre chiuse perchè spesso respirare quell'aria provoca malesseri continui. Forse Bondi non sa neppure che proprio nel cimitero di Taranto il sindaco ha emesso un'ordinanza che obbliga gli addetti allo scavo e alla tumulazione dei defunti di indossare delle tute integrali, poichè il terreno è talmente impregnato di inquinanti che smuoverlo può produrre gravi effetti. 
Mi sembra di capire che le speranze siano davvero poche, almeno in Italia. Esiste qualche soluzione fattiva?
Direi siamo senza speranze. Tuttavia abbiamo degli esempi dall'estero dove stabilimenti industriali sono stati messi in sicurezza dal punto di vista ambientale con investimenti importanti. Insomma se la politica agisse di conseguenza anche in Italia l'Ilva potrebbe innescare una procedura di produzione cancellando l'impatto inquinante  come accade in molti parti del mondo dove la politica ambientale è al centro delle agenda politica.
In Italia, c'è da aggiungere, che dell'ambiente interessa ben poco. E non interessa neppure quando i numeri dei morti emergono con le loro cause. E al danno ambientale, si aggiunge anche quello sanitario, sociale,  e umano che spesso vengono irrimediabilmente colpiti.
A Taranto su un raggio di 20 E PIU' chilometri da dove sorge lo stabilimento è una zona da considerarsi contaminata. Ci sono tutte le condizioni per poter parlare di un vero e proprio disastro ambientale. Insomma, la città sta morendo. E tutto ciò avviene nel silenzio assordante delle istituzioni. C'è solo da sperare, e questo è il nostro auspicio, che  la commissione europea possa continuare ad investigare e porti avanti una procedura d'infrazione contro l'Italia. (Dazebao)

Sotto le ciminiere al tabacco

COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO DI TARANTO, DELLA ASL DI TARANTO E DI ARPA PUGLIA

A seguito della conferenza stampa tenuta stamattina presso la Direzione Generale della Asl di Taranto dal Sindaco di Taranto, dr. Ippazio Stefano, dal Direttore Generale della ASL di Taranto, dr. Fabrizio Scattaglia e dal Direttore Generale di Arpa Puglia prof. Giorgio Assennato si è convenuto di produrre il seguente comunicato in riferimento alla lettera del dr. Bondi inviata il 27 giugno u.s. ad Arpa Puglia e al Presidente della Regione Puglia e agli allegati tecnici redatti dai consulenti di ILVA.
Innanzitutto si chiarisce che il procedimento della Valutazione del Danno Sanitario (VDS) ex legge regionale n. 24 del 21 luglio 2012 prevede che la prima versione della VDS sia inviata al gestore (in questo caso ILVA) che ha 30 giorni di tempo per far pervenire le proprie osservazioni. Ricevute le quali, gli organi tecnici competenti (Arpa Puglia, Asl di Taranto e Arespuglia) provvedono a redigere la versione definitiva della VDS alla Regione Puglia per gli ulteriori provvedimenti ( eventuale riesame dell’AIA, eventuale obbligo di riduzione delle emissioni).
La bozza di VDS è stata inviata ad ILVA il 30 maggio u.s. ed il 27 giugno Il dr. Bondi ha inviato la nota di trasmissione del documento dei consulenti. Occorre innanzitutto rilevare che, facendo proprio il contenuto della consulenza tecnica, il dr. Bondi se ne è assunta personalmente la responsabilità, tanto da consentirgli di evidenziare “numerosi profili critici, sia sotto il profilo dell’attendibilità scientifica, sia sotto il profilo delle conclusioni raggiunte”. Non ha quindi alcun significato il fatto che lo stesso dr. Bondi neghi di aver personalmente affermato il ruolo primario del fumo di sigaretta nell’eccesso di tumori polmonari che ancor oggi si riscontra nella città di Taranto. Se il dr. Bondi si fosse limitato a trasmettere la consulenza senza alcun commento, forse la sua responsabilità ( comunque oggettiva) sarebbe stata minore. La sua esplicita condivisione del documento tanto da indurlo ad una critica irrituale del lavoro di tre enti pubblici non ammette ripensamenti, a meno che non ci sia un esplicito ritiro del documento tecnico allegato.
L’articolato tecnico, lungi dall’essere basato su mere osservazioni sulla bozza di VDS ricevuta, è invece caratterizzato da un approccio difensivistico, più consono al supporto tecnico proprio di un processo penale, in cui si ipotizzano addirittura presupposti psicologici tipici dell’intendimento percepito come persecutorio della magistratura inquirente che ad un atto endoprocedimentale di tipo amministrativo. Oltre ad alcune osservazioni che saranno puntualmente valutate in sede di documento finale di VDS, il documento contiene critiche aspre nei confronti della stessa legge regionale e del relativo regolamento approvato dalla giunta regionale pugliese ( totalmente fuori luogo nel contesto della procedura) ed un paragrafo di critica ancor più aspra nei confronti del progetto Sentieri, progetto scientificamente realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, organo tecnico del Ministero della Salute. La relazione presentata dal ministro per la Salute a Taranto il 22 ottobre 2012 è largamente fondata sull’elaborazione dei dati del progetto Sentieri.
Ne consegue che, facendo proprio tale documento, formulato dai consulenti di ILVA s.p.a., il Commissario dr. Enrico Bondi non poteva non rendersi conto dell’incompatibilità tra la sua funzione di commissario nominato per l’interesse pubblico dal Governo Italiano e un documento che costituisce un attacco frontale contro il Ministero della Salute. Tali rilievi formali sono ben più gravi delle risibili conclusioni a cui pervengono i tecnici, nel tentativo di convincere una inesistente giuria popolare della innocenza di ILVA rispetto agli effetti sanitari che un ben consolidato corpo di evidenza scientifica ( e non solo) consente di attribuire specificamente alle emissioni (anche recenti) di tali impianti.
Il Sindaco di Taranto
Il Direttore generale di ARPA Puglia
Il Direttore generale della ASL

Stefano Pierrot Triste e Bondi Gran Mattatore

Che differenza di statura tra il gran giullare di stato in arte Bondi e il piccolo pierrot di provincia!
Il primo a testa alta fa volteggiare palle in successione nei cieli altissimi e non si cura dell'indignazionee dei fischi di un'intera nazione.
L'altro, il pediatrino da bancarella, se potesse, si nasconderebbe dietro i suoi stessi baffi per la paura di affrontare una quarantina di cittadini, che, durante un pubblico dibattimento, lo chiamano a difendere la salute della città e a rispondere della sua ignavia continua.
Italia, paese di navigatori, poeti e... buffoni!

Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti

Emergenza sanitaria a Taranto. Legambiente: Bondi si dimetta
 
  “Il conflitto di interessi da noi paventato è esploso prima ancora che la struttura commissariale uscisse dalla culla. Se il commissario Bondi non ha la sensibilità per dimettersi, il governo deve immediatamente revocargli la nomina”.
Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, interviene oggi per commentare le deliranti parole del commissario del governo per l’Ilva Enrico Bondi sui numerosi casi di tumore a Taranto causati dalle sigarette tanto diffuse in quella città negli anni ’70. 
“Con quella frase – ha continuato Cogliati Dezza - Bondi ha offeso l’intelligenza degli italiani. Cosa direbbe allora di Marghera, Priolo, Brindisi? Tutti porti con contrabbando di sigarette? Si dimetta almeno per rispetto delle vittime del siderurgico”.(Confinionline)


Ilva: su ambiente e salute sindaco taranto convoca i tecnici

Il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, ha convocato per oggi a Palazzo di Citta' i rappresentanti di Asl Taranto, Arpa Puglia, Ares Puglia e Ispra per un punto della situazione sull'inquinamento di origine industriale nella citta' pugliese. Il sindaco chiede "aiuto" alle strutture tecniche che si occupano di tutela della salute, di protezione ambientale e di protezione sanitaria per mettere a punto un'efficace strategia di contrasto ma soprattutto un ruolo piu' attivo dell'ente locale.
  Tiene banco in queste ore la questione Ilva dopo le dichiarazioni, attribuite al commissario Enrico Bondi, relative all'incidenza del fumo e del consumo di sigarette nell'elevato numero dei tumori a Taranto. Affermazioni che hanno provocato un vespaio di polemiche, ripetute richieste di dimissioni di Bondi e l'intervento del Governo sul commissario anche se questi ieri, in una nota, ha precisato di non aver mai detto che il fumo e' piu' nocivo delle emissioni dell'Ilva. Bondi ha anche sottolineato che lo studio inviato alla Regione, relativo alla risposta sulla legge regionale sulla Valutazione del danno sanitario, e' antecedente al commissariamento, di averlo trasmesso per fornire alla Regione un "doveroso" contributo di conoscenza, e che questo studio, comunque, non incidera' sul piano di risanamento ambientale dell'Ilva che non solo e' una priorita', ha aggiunto Bondi, ma richiede anche il piu' ampio concorso istituzionale. I vari problemi ambientali di Taranto, quindi, saranno oggi al centro dell'incontro convocato dal sindaco. Sindaco che ieri pomeriggio e' stato duramente contestato al grido di "Via, via, via..." da una quarantina di ambientalisti, molti dei quali del comitato "Cittadini liberi e pensanti", mentre partecipava all'Universita' ad un incontro promosso da ateneo di Bari e Arpa Puglia. A fronte delle contestazioni il sindaco ha preferito lasciare anzitempo la sala.(AGI) .

lunedì 15 luglio 2013

Bondi e l'Ilva: tanto fumo e niente arrosto !

 Bondi smentisce. Ma oramai la sua frase è diventata una "battuta" che fa discutere e indignare


Ieri sono arrivate come una doccia fredda le dichiarazioni  dal Commissario straordinario dell'Ilva Bondi sulle cause delle morti per tumore a Taranto... (ricordate? "Tumori: dovuti alle sigarette). E non ha - per così dire -nemmeno aperto bocca che  subito le sue "uscite" sono diventate, come giusto che sia, oggetto di scherno e di provocatoria ironia!

(fonte:facaebook L'megghie)


Dai  social network twitter e FACEBOOK abbiamo raccolto  le frasi più incisive e anche quelle più toccanti:
  • Federico 4 anni ricoverato a Parma per un Medulloblastoma;Stefano 8 anni con un sarcoma del rene in continuo viaggio da Taranto a Genova;Antonella 4 anni ha scoperto di avere un sarcoma di edwing e sa che gli resterà poco...;Piergiorgio 12 anni in casa con una leucemia acuta linfoblastica in attesa di trapianto;Loredana appena nata, con tiroide e reni compromessi;Riccardo 9 anni perennemente stanco; Luca 13 anni in continua corsa da un medico all'altro per comprendere da cosa deriva la sua tosse congenita; Marco 3 anni che non riesce ancora a camminare.... Angela 6 anni appena partita per il Gaslini... A loro e a tutti i BAMBINI di Taranto è stata strappato il DIRITTO di VIVERE... il DIRITTO di ESSERE BAMBINI... eppure NESSUNO di loro ha "MAI FUMATO".... a Bondi auguro d'incrociare per soli 5 minuti lo sguardo di uno di loro e poi di sentirsi una merda! (e scusate il francesismo!)
  •  Bondi, ai tempi del recupero di Parmalat,sembrava una persona seria e preparata.Con la battuta su ILVA e Taranto ha chiesto il pensionamento
  •   fuma, e per dire certe cose non credo siano sigarette.
  • non può continuare a fare il commissario all' dopo la dichiarazione dei tumori causati dalle troppe sigarette. DIMISSIONI SUBITO
  • Mia madre non fumava nè beveva...ha solo vissuto ai Tamburi...
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E come volevasi dimostrare:  eccoci qua... Bondi smentisce! Insomma tanto fumo, caro Bondi e niente arrosto!
LA SMENTITA La smentita del commissario Bondi arriva a un giorno di distanza: «Non ho mai detto, nè scritto che il tabacco fa più male delle emissioni dell'Ilva», si difende. Il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando a breve incontrerà il commissario, soprattutto per verificare il contenuto del documento su cui si sarebbero basate le affermazioni di Bondi. «Non l'ho ancora visto. Oggi pomeriggio vi comunicherò quando ci sarà questo incontro». Sia il ministro, sia il leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola commentano l'accaduto parlando di «arretratezza culturale». (FONTE CORRIERE.IT)

e qui la pronta risposta su twitter:

Sul caso Ilva,Bondi: Non ho mai detto che il tabacco faccia+ male delle emissioni. Riecco il sn stato frainteso da me stesso

Ecco il testo della smentita:


"Non ho mai detto, né scritto che " il tabacco fa più male delle emissioni dell'Ilva ". Così il commissario straordinario Enrico Bondi precisando che "le emissioni inquinanti dello stabilimento hanno, come risulta da indagini scientifiche e dagli accertamenti disposti della magistratura, avuto rilevanti impatti anche sanitari ".
"Del resto - scrive Bondi in una nota - sono stato chiamato, con un decreto legge che non ha precedenti in Italia, ad assicurare l'attuazione delle prescrizioni dell'Autorizzazione ambientale integrata e di altre misure di risanamento ambientale perché la preoccupazione per tale stabilimento rimane alta. Non ho mai detto, né scritto che 'il tabacco fa più male delle emissioni dell'Ilva ', come risulta precisato solo da alcuni giornali ''. Bondi spiega che "in un procedimento, avviato ben prima del commissariamento, è stato richiesto dalla Regione Puglia un parere all'Ilva su un'ipotesi di valutazione del danno sanitario. L'Ilva ha affidato l'elaborazione di tale parere a quattro docenti universitari. Ho ritenuto doveroso inoltrare tale parere, nel testo che mi era stato trasmesso, come contributo al procedimento avviato dalla Regione Puglia: tale parere tecnico - prosegue Bondi - non ha ovviamente alcuna incidenza né sulle iniziative ambientali in corso, né sul Piano di risanamento ambientale dell'Ilva che è in elaborazione e che terrà conto sia dei rischi ambientali che di quelli sanitari. Tale Piano è già impegnativo e richiede un quadro di riferimento certo e, possibilmente, un clima di lavoro e di collaborazione fra tutti i livelli istituzionali, indispensabile - conclude Bondi - per fare dell'Ilva di Taranto uno degli stabilimenti più rispettosi dell'ambiente d'Europa". (ANSA)


Bondi ha citato alla lettera la controperizia Ilva fatta preparare per l'incidente probatorio dell'anno scorso a degli epidemiologi "amici". Già in quella sede non ebbero il coraggio di presentarla in tribunale ma la spacciarono tramite i media babbioni, dove i validi giornalettisti copincollisti ne pubblicarono ampi stralci senza verificare se fosse stata accreditata o messa agli atti nel corso del dibattimento. E' un cetriolo mediatico che continua a stare pronto nel cassetto. E fa comodo a chi lo usa perchè si scarica le responsabilità delle interpretazioni fantasiose, proprio come ha fatto Bondi!

Le infrazioni di Bruxelles sono efficaci come l'ambulanza ad Hiroshima...


Ilva: Bruxelles chiede nuovi documenti all'Italia
L'Ilva di Taranto resta sotto la lente di Bruxelles. Mentre la Commissione Ue sta finendo di valutare i documenti ricevuti a metà giugno da Roma (nel contesto di una procedura di informazione), l'8 luglio ha inviato all'Italia nuove richieste, col termine di tre settimane per rispondere. Lo riferiscono fonti europee all'ANSA.

A piedi o in bici... la civiltà non viaggia sugli incrociatori

Dopo i container, le petroliere e tante navi da guerra, a Taranto arrivano i ciclisti e i pellegrini.
Siamo diventati la metafora della devastazione.
Il tumulo delle vergogne nazionali dove ogni passaggio si carica di un'espiazione sacra.
Potremmo proporre ai tour operators dei viaggi catartici o una nuova forma di turismo penitenziale.
Venite tutti a fare il mea culpa sulla carcassa di Taranto!
Un piatto di cozze del primo seno non lo si nega a nessuno!

Comunicato di Peacelink:

OGGI A TARANTO DUE CICLISTI PORTANO L'ARIA PULITA DELLE ALPI

Sono partiti da Candelo, in Piemonte, in bici e hanno attraversato quasi tutta l'Italia per portare l'aria ossigenata delle montagne biellesi nella città di Taranto. Sono agli ultimi chilometri e fra un'ora saranno a Taranto.
Troviamo che sia un'idea bellissima.
Pasquale Miccoli di 58 anni, in compagnia del 61enne Lino Lucarelli hanno inforcato l'8 luglio la bici in piazza Castello a Candelo (provincia di Biella, sovrastata dalle Alpi), per una pedalata che li porterà oggi fino a Taranto. I due sono entrambi di origine tarantina. Hanno deciso di attraversare lo Stivale in bici per portare un messaggio ambientalista a tutta l'Italia.
Pasquale e Lino hanno portato nel loro percorso lo slogan "RespiriAMO TARANTO" per descrivere "la situazione di degrado atmosferico creatosi proprio nelle Città dei Due Mari" e si augurano "un imminente cambio di tendenza nonché un 'avviso' agli italiani affinché vigilino contro ogni minaccia inquinante l'atmosfera negli anni a venire".
Idealmente dicono di voler "trasportare l'aria ossigenata delle montagne biellesi nella bellissima Città dei Due Mari, ricca di iodio. Due fattori indispensabili per una vita sana e pulita". Giungeranno a Taranto oggi tra le 16 e le 17,00 alla Rotonda del Lungomare di Taranto.
Pasquale e Lino sono un esempio per tutti.
Alessandro Marescotti