domenica 21 settembre 2008

Riva alla sbarra. Rassegna

Per il comunicato stampa integrale di Peacelink clicca qui


Piccola guida al consumo critico dell'acqua


Dal rubinetto alle minerali, vademecum per l'uso responsabile di un bene comune. Maddalena Parolin su peacelink

"Dalla parte del rubinetto". La guida pubblicata da Altreconomia illustra ai cittadini/consumatori fatti e verità dell'acqua del rubinetto e del mercato dell'acqua minerale in Italia.

Come leggere le etichette, un reale confronto tra l'acqua "pubblica" e quella in vendita, le pubblicità ingannevoli, le schede delle aziende imbottigliatrici italiane e le buone pratiche di tanti enti locali italiani.
Dal rubinetto del 96 per cento degli italiani esce acqua potabile. Eppure siamo i maggiori consumatori al mondo di "minerale" in bottiglia. Questa guida spiega perché l'acqua degli acquedotti è buona, sicura e comoda, ma è surclassata a colpi di spot dall'acqua in bottiglia, cara per le nostre tasche e poco sostenibile per l'ambiente. Scheda per scheda, l'analisi delle aziende imbottigliatrici che si spartiscono un mercato da oltre 3 miliardi di euro. Mentre nelle casse dello Stato arrivano solo le briciole.

"La piccola guida che avete fra le mani è frutto di una testardaggine. La nostra, uguale a quella di migliaia di cittadini, che continua a farci pensare all'acqua come a un diritto, e non a una merce. Il mercato vuole invece farci credere che l'acqua sia come la Coca Cola. Noi pensiamo invece che l'acqua non sia una bevanda, esattamente come l'aria che respiriamo non è un profumo. L'acqua è indispensabile alla vita, quindi è un diritto, un bene comune da tutelare. Punto."

Dall' introduzione di Pietro Raitano, direttore di Altreconomia

...METTIAMOLA FUORI LEGGE...

La pubblicità, non l'acqua in bottiglia.
Per difendere l'acqua degli acquedotti (buona, controllata, comoda e poco costosa) e garantirle un futuro forse è necessario limitare l'invadenza pubblicitaria delle acque minerali.
Un appello di Altreconomia

Note:

Luca Martinelli è redattore della rivista Altreconomia.
Per rimanere aggiornati: "http://www.altreconomia.it/acqua"

Piccola guida al consumo critico dell'acqua, 2,00 euro, 56 pagine
In vendita nelle botteghe del commercio equo che vendono AE e sul sito di Altreconomia

Economia dei rifiuti

A chi non conviene la raccolta differenziata?

Intervista di Matteo Incerti all'ingegner Paolo Rabitti, consulente tecnico delle procure in innumerevoli casi, dal Petrolchimico di Marghera, per conto del Pm Felice Casson, al processo Enel di Porto Tolle; dal Petrolchimico di Brindisi alla causa per l'inquinamento da DDT nell Lago Maggiore. Le sue relazioni tecniche per la Procura di Napoli sono un fulcro dell'accusa nel processo al presidente della Regione Campania e ai vertici di Impregilo. E' autore del libro 'Ecoballe' che racconta tutti i segreti dell'emergenza rifiuti in Campania.

sabato 20 settembre 2008

Per l'Ilva, la morte di un operaio vale 150 euro

E' il titolo di un video pubblicato su Youtube che postiamo qui sotto...
Condividiamo la denuncia e promuoviamo la sensibilizzazione sul tema pur dissociandoci da ogni riferimento e strumentalizzazione di parte politica, non sempre altrettanto puntuale ed incisiva negli anni passati...





Non solo un video ma anche un comunicato:

"La segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista condanna il metodo ricattatorio e intimidatorio con cui l'azienda pensa di penalizzare i lavoratori che in data 23 e 24 aprile scioperarono di fronte all'ennesimo incidente mortale sul lavoro.
L'ILVA ha deciso di decurtare dal premio di risultato la mensilità di aprile in quanto ritiene che lo sciopero indetto dalle tre segreterie FIOM-FIM-UILM non era stato concordato con l'azienda, adducendo che non furono rispettati i tempi di raffreddamento previsti dal contratto integrativo. E' del tutto evidente che dietro presunte violazioni contrattuali vi è un attacco frontale al diritto di sciopero ed alla democrazia aziendale in generale.
In questo modo l'ILVA vuole colpire al cuore quei lavoratori che si mostrano sensibili al problema della sicurezza e che si battono per farla rispettare, in poche parole si vuole colpire i lavoratori con più chiara coscienza di classe.
Inoltre è del tutto evidente che Patron Riva vuole cancellare definitivamente il senso di solidarietà e rispetto tra i lavoratori fondamentale per reggere lurto del ricatto padronale.
Vogliamo ricordare all'azienda l'incidente avvenuto il 22 aprile del 2008 di un operaio di nazionalità albanese (forse anche questo aspetto contribuisce a rendere meno importante lavvenimento) di una ditta appaltatrice che dopo 8 ore di lavoro era ancora in fabbrica a svolgere la propria attività dall'altezza di 17 metri, quindi ben oltre l'orario consentito.
La segreteria provinciale del PRC si chiede se l'ILV A voglia anche programmare le morti sul lavoro, così i lavoratori non saranno sanzionati sul PDR.
Adesso basta non si può continuare con un'azienda che tende attraverso questi strumenti di eliminare ogni forma di dissenso e di solidarietà tra i lavoratori.
Pertanto chiediamo che sia restituito ai lavoratori il PDR della mensilità di aprile, anche perchè RIVA deve molto ai lavoratori che in questi anni hanno aumentato il livello di produttività ed il fatturato"senza ricevere nulla in cambio" anzi, vedendo peggiorate la loro condizione di lavoro e, devo molto alla città di Taranto che da anni subisce l'impatto ambientale e fai i conti con una macabra contabilità tanti dentro e fuori la fabbrica.
IL PRC fa appello a tutte le forze politiche, sociali e istituzionali della città e della provincia ionica affinché siano messi in campo tutti gli strumenti di pressione per restituire il maltolto ai lavoratori.
Come Rifondazione Comunista metteremo in atto tutte le azioni per sensibilizzare i lavoratori e la città rispetto a questo argomento e soprattutto affinché ai lavoratori sia restituito ciò che gli è stato illegittimamente tolto, perché la vita di un operaio non vale 150 euro."

Un po' di eloquente ironia ambientale...

venerdì 19 settembre 2008

Rassegna

Ilva quotidiana
Rigassificatore di Brindisi


Dissalatori (secondo voi il Quotidiano è pro o contro?)

giovedì 18 settembre 2008

Dovere di critica

Quando le condizioni del capo si fanno critiche si scoprono facilmente i fedelissimi!
Più di una volta abbiamo criticato la leggerezza degli organi di informazione ma non ci era mai capitato di leggere articoli allarmistici di dubbio fondamento come quello riportato qui sotto.
Pessima stampa: un articolo anonimo che grida il nome non tanto del suo autore, che a questo punto, come lui stesso ha ritenuto, non merita nessuna considerazione, quanto del suo "alto motore" come direbbe Dante...
Siamo stanchi di questo marcio ricatto occupazionale. Stanchi delle falsità di certa stampa imbeccata. Ormai la gente ha occhi, testa e soprattutto disoccupati e malati in casa per poter vedere e capire la situazione tragica di Taranto.

Per chiarire a tutti il nocciolo e la falsità della questione: l'ARPA è un'agenzia che si occupa di rilevazioni ambientali: fa analisi e rende noti i risultati oggettivi emersi confrontandoli con i valori ottimali prescritti dalla legge. L'ARPA non può licenziare proprio nessuno.
I 3000 operai li può licenziare soltanto il padrone della fabbrica. Lo stesso che da qualche anno a questa parte sguazza su bilanci in attivo per milioni di euro e allunga i tempi per gli interventi sulle emissioni.

Confermiamo tutto il nostro appoggio all'ARPA nel suo meritorio lavoro di indagine e conoscenza che ci aiuta a scoprire questo ambiente malato in cui un pugnetto di affaristi e politici cui va aggiunto anche un quotidiano piccolo piccolo vogliono ancora costringerci a vivere!

Il Comitato per Taranto in TV


Questa sera dalle 20,00 alle 21,00 il Comitato per Taranto interverrà nella trasmissione IMPEGNO CIVILE, in onda su Studio 100.
Si parlerà di ambiente dal punto di vista dei cittadini.
E' possibile intervenire anche telefonicamente chiamando la redazione di Studio 100.

PER ASCOLTARE LA VOCE DI CHI NON HA VOCE...

Dalla Famiglia Fornaro riceviamo e inoltriamo:

"Per chi vuole ascoltare la voce di chi spesso…non ha voce. La voce di coloro che, in mezzo a tante “chiacchiere”, in maniera consapevole stanno vivendo questo dramma e sono fra i pochi che ancora pronunciano delle Parole......"


La politica e i cittadini

Il 6 settembre scorso i cittadini e le associazioni ambientaliste si sono uniti, in occasione della programmata verifica degli impegni assunti nel protocollo, per manifestare davanti ai cancelli dell'ILVA la loro richiesta di partecipazione, tutela e legalità nei processi in corso relativi alla concessione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale al siderurgico di Taranto.
Ecco il video che documenta l'esclusione della cittadinanza dalla conferenza stampa "pubblica" tenutasi quel giorno.


De Velenis - Scotti 2 a 0


Per il "capitolo 1" clicca qui!

La musica dell'ARPA

I dati che delineano la pericolosa situazione ambientale jonica esistono e sono scientificamente provati.
La cittadinanza e le istituzioni aspettano soluzioni adeguate, non i soliti palliativi o le toppe burocratiche che da sempre avvantaggiano gli industriali.






Arpa: ecco le rilevazioni del 2002

Dal sito dell'Arpa Puglia

18/09/2008 - Pubblicazione Rapporto ISPELS
Su richiesta di un’associazione ambientalista, ARPA Puglia pubblica la relazione conclusiva e le singole relazioni delle UUOO del Programma di ricerca finalizzata del Ministero della Salute – 2002 - Ministero della Salute - Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro dal titolo “Impatto sulla salute di particolari condizioni ambientali e di lavoro, di provvedimenti di pianificazione territoriale”
>> Scarica documento

mercoledì 17 settembre 2008

Chi usa i cannoni e chi le fionde....

...in ogni caso la misura dell'aggressione all'ambiente ed alla salute è colma, la gente e le associazioni locali lo sanno ed esigono risposte.
Qualche amministratore (meglio tardi che mai) trova coraggio e alza la voce.
Qualcun'altro bisbiglia nel secchio (letterariamente tradotto dalla locuzione tarantina: parlà indr'u zzerule!).







La VIA politica

... da qualche giorno le Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA) si fanno a Porta a Porta!
Un pò come tutto il resto...


Da Arpa Puglia

Analisi effettuate, criticità riscontratre e necessità di nuove analisi nell'area di Taranto e Statte
ARPA Puglia ha predisposto una relazione tecnica dal titolo "Analisi effettuate, criticità riscontratre e necessità di nuove analisi nell'area di Taranto e Statte".

Eccole


Si trovano sul sito, e sono (i documenti di cui si fa riferimento) scaricabili.


martedì 16 settembre 2008

ILVA. Losappio: Spero in unità per la salute della popolazione

Da Press Regione

Ecco il testo predisposto dall’assessore all’ecologia, Michele Losappio, per l’incontro fissato per domani, presso il Ministero dell’Ambiente, a Roma:

“In data 03.09.2008, ILVA S.p.A. ha trasmesso una nota, contenente un aggiornamento del crono programma degli interventi già programmati, da porre in essere per migliorare l’impatto ambientale derivante dai processi produttivi. A seguito di puntuale lettura si è accertato che, nella nota citata, lungi dal proporsi nuove soluzioni tecniche lenitive dell’impatto ambientale sulla popolazione ovvero accelerazioni nel realizzare le opere già in programma, sono presenti gli stessi termini del precedente crono programma, con qualche eccezione di interventi la cui realizzazione viene addirittura procrastinata nel tempo.
“I ritardi riguardano gli interventi codificati come AC.1 (9 mesi); LC.2 (2 anni e 9 mesi); RV.1: RIV/1 (6 mesi), RIV/3 (9 mesi); SM.10 (almeno 2 anni e 3 mesi); SM.18 (almeno 9 mesi).
“Per quanto attiene l’impianto di Agglomerazione AG.2, oggetto di particolare attenzione in quanto fonte primaria dell’emissione di PCCD/F, non si rileva alcuna “anticipazione” rispetto al precedente termine fissato al giugno 2009.
“Inoltre, cosa di maggior rilievo, non si fa cenno o riscontro:
- né all’invito rivolto all’ILVA da parte di questa Amministrazione, la quale aveva auspicato che, nelle more della realizzazione dell’impianto ad urea “definitivo”, si potesse continuare con l’additivazione di urea col metodo provvisorio utilizzato durante la campagna condotta dall’ARPA Puglia nel giugno di quest’anno;
- né alla necessità di avviare subito ed accelerare i tempi per la realizzazione dell’impianto di abbattimento di PCCD/F ulteriore a quello “ad urea”, per il quale, nel precedente crono programma si prevede di iniziare lo studio applicativo nel terzo trimestre del 2009 e di terminarne la realizzazione addirittura a fine 2014, tempi che sono ritenuti da questa Amministrazione assolutamente inaccettabili;
- né, infine, al limite di emissioni di PCCD/F da raggiungere al termine della realizzazione di questo secondo impianto di abbattimento, fermo restando dunque il solo impegno a raggiungere il limite di 3,5 ng TEQ /Nmc, raggiungibile con l’impianto ad urea.
“Fermo restando dunque, che la Regione Puglia e il sistema delle Autonomie Locali ritengono necessario che si dia un rapido riscontro ai tre punti sopra elencati, iniziando immediatamente l’additivazione di urea in attesa della realizzazione dell’impianto dedicato, ed indicando quali ulteriori tecnologie saranno realizzate, in tempi brevi e certi, per mantenersi al di sotto di un limite di emissioni che va fissato certamente non oltre il valore di 1,0 ng TEQ / Nmc – ritenuto, come già detto, valore soglia al quale la Regione “Puglia subordina il proprio parere positivo al rilascio dell’AIA – si auspica che la Società ILVA ed il Ministero vorranno unirsi allo sforzo di questa Amministrazione teso a salvaguardare la salute delle popolazioni, l’integrità dell’ambiente ed i livelli occupazionali ed industriali dell’area di Taranto-Statte.”

Parole dal degrado

Su radio popolare l'inchiesta:

“Taranto, la città dei veleni? Sognando l’Europa, tra false promesse, speranze e progetti - la diossina che persiste"

con i frammenti delle registrazioni di:
- Vincenzo Fornaro, imprenditore agricolo e allevatore dell’azienda zootecnica Carmine (Ta).
- i manifestanti presenti al sit-in davanti alla direzione dell’Ilva, il 6 settembre 2008.
- la conferenza stampa tenutasi presso lo stabilimento Ilva, il 6 settembre 2008: interventi dell’assessore Michele Losappio - Sebastiano Romeo Assessore all’ecologia del Comune di Taranto, e Gianni Florido, Presidente della Provincia di Taranto.
- Michele Losappio, assessore all’ecologia della Regione Puglia.

Taranto: incubo diossina

Dai video all'audio, alla carta stampata. Qui a Taranto continua l'incubo diossina:







La discarica comincia a "farsi sentire"

Emergenza sanitaria in corso. E' stata infatti una vera e propria nube tossica, quella che ha investito San Marzano di San Giuseppe, l'altra sera, venerdì 12 settembre 2008, intorno alle 23 e 30. Le esalazioni sono durate per circa 40 minuti ed hanno provocato diverse intossicazioni. Per molti, sono state infatti necessarie le cure mediche prestate o al pronto soccorso dell'ospedale San Marco di Grottaglie, o al poliambulatorio sanmarzanese o da medici generici. Alcuni degli stessi medici hanno poi provveduto a sporgere denuncia ai carabinieri, vista la portata di questo fenomeno che non ha precedenti e che avviene proprio ora, guarda caso, pochi giorni dopo l'apertura del terzo lotto della discarica per rifiuti speciali Ecolevante, in contrada La Torre-Caprarica.

E così, si aggrava uno stato di emergenza sanitaria già per tempo preannunciato dal Presidio Permanente No Discariche che domani, 16 settembre, compie un anno, festeggia in serata e, soprattutto, ribadisce la propria assoluta contrarietà a questo nuovo invaso di mondezza tra l'altro autorizzato grazie a documenti omissivi.

Riguardo a quei cittadini per i quali sono state necessarie le cure mediche, essi hanno già dato la propria disponibilità a rilasciare interviste per raccontare l'accaduto ai mezzi di informazione. Intanto, è assai probabile che arrivi un'ondata di denunce, mentre, per l'imminenza del Consiglio comunale sanmarzanese al riguardo, il Presidio chiede che la seduta della massima assise cittadina si svolga in pubblica piazza. Non più al chiuso delle stanze, secondo quelle modalità che sinora sono state funzionali alle autorizzazioni dii nuove discariche come quella di La Torre-Caprarica alla quale il Presidio si oppone fermamente, così come si oppone all'apertura di inceneritori e di piattaforme adatte a calamitare rifiuti da ogni dove per smistarli alle discariche della zona.

Il nostro rifiuto a nuovi ecomostri non prevede compromessi né concessioni di nessun tipo
pronto-telefono: 348 52 92 115