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"Dalla parte del rubinetto". La guida pubblicata da Altreconomia illustra ai cittadini/consumatori fatti e verità dell'acqua del rubinetto e del mercato dell'acqua minerale in Italia.
Come leggere le etichette, un reale confronto tra l'acqua "pubblica" e quella in vendita, le pubblicità ingannevoli, le schede delle aziende imbottigliatrici italiane e le buone pratiche di tanti enti locali italiani.
Dal rubinetto del 96 per cento degli italiani esce acqua potabile. Eppure siamo i maggiori consumatori al mondo di "minerale" in bottiglia. Questa guida spiega perché l'acqua degli acquedotti è buona, sicura e comoda, ma è surclassata a colpi di spot dall'acqua in bottiglia, cara per le nostre tasche e poco sostenibile per l'ambiente. Scheda per scheda, l'analisi delle aziende imbottigliatrici che si spartiscono un mercato da oltre 3 miliardi di euro. Mentre nelle casse dello Stato arrivano solo le briciole.
"La piccola guida che avete fra le mani è frutto di una testardaggine. La nostra, uguale a quella di migliaia di cittadini, che continua a farci pensare all'acqua come a un diritto, e non a una merce. Il mercato vuole invece farci credere che l'acqua sia come la Coca Cola. Noi pensiamo invece che l'acqua non sia una bevanda, esattamente come l'aria che respiriamo non è un profumo. L'acqua è indispensabile alla vita, quindi è un diritto, un bene comune da tutelare. Punto."
Dall' introduzione di Pietro Raitano, direttore di Altreconomia
La pubblicità, non l'acqua in bottiglia.
Per difendere l'acqua degli acquedotti (buona, controllata, comoda e poco costosa) e garantirle un futuro forse è necessario limitare l'invadenza pubblicitaria delle acque minerali.
Un appello di Altreconomia
Luca Martinelli è redattore della rivista Altreconomia.
Per rimanere aggiornati: "http://www.altreconomia.it/acqua"
Piccola guida al consumo critico dell'acqua, 2,00 euro, 56 pagine
In vendita nelle botteghe del commercio equo che vendono AE e sul sito di Altreconomia








Emergenza sanitaria in corso. E' stata infatti una vera e propria nube tossica, quella che ha investito San Marzano di San Giuseppe, l'altra sera, venerdì 12 settembre 2008, intorno alle 23 e 30. Le esalazioni sono durate per circa 40 minuti ed hanno provocato diverse intossicazioni. Per molti, sono state infatti necessarie le cure mediche prestate o al pronto soccorso dell'ospedale San Marco di Grottaglie, o al poliambulatorio sanmarzanese o da medici generici. Alcuni degli stessi medici hanno poi provveduto a sporgere denuncia ai carabinieri, vista la portata di questo fenomeno che non ha precedenti e che avviene proprio ora, guarda caso, pochi giorni dopo l'apertura del terzo lotto della discarica per rifiuti speciali Ecolevante, in contrada La Torre-Caprarica.
E così, si aggrava uno stato di emergenza sanitaria già per tempo preannunciato dal Presidio Permanente No Discariche che domani, 16 settembre, compie un anno, festeggia in serata e, soprattutto, ribadisce la propria assoluta contrarietà a questo nuovo invaso di mondezza tra l'altro autorizzato grazie a documenti omissivi.
Riguardo a quei cittadini per i quali sono state necessarie le cure mediche, essi hanno già dato la propria disponibilità a rilasciare interviste per raccontare l'accaduto ai mezzi di informazione. Intanto, è assai probabile che arrivi un'ondata di denunce, mentre, per l'imminenza del Consiglio comunale sanmarzanese al riguardo, il Presidio chiede che la seduta della massima assise cittadina si svolga in pubblica piazza. Non più al chiuso delle stanze, secondo quelle modalità che sinora sono state funzionali alle autorizzazioni dii nuove discariche come quella di La Torre-Caprarica alla quale il Presidio si oppone fermamente, così come si oppone all'apertura di inceneritori e di piattaforme adatte a calamitare rifiuti da ogni dove per smistarli alle discariche della zona.