domenica 1 settembre 2013

Tutti pendono dalla garza della mummia di stato (e di Riva)

Ilva, Bondi incontra i sindacati. "Così cambierò il siderurgico"

Repubblica
Enrico Bondi "svela" come sarà l'Ilva che per un massimo di 36 mesi, da giugno scorso, è chiamato a gestire come commissario nominato dal Governo. Bondi, infatti, incontrerà domattina a Roma il coordinamento sindacale di tutti gli stabilimenti dell'Ilva, alla presenza dei segretari nazionali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil. E' la prima volta dal suo insediamento come commissario, avvenuto con decreto legge il 4 giugno scorso, che Bondi incontra i sindacati. Nell'Ilva di Taranto, intanto, è ripartita dal 29 agosto l'acciaieria 1 fermata nelle scorse settimane per consentire alcuni lavori previsti dall'Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Non ancora fissata, invece, la ripartenza del Treno nastri 1 (come il "gemello" 2, produce coils) che comunque, per i sindacati, dovrebbe avvenire a breve visto che nell'impianto sono stati richiamati i manutentori. Rimangono invece fermi, per i lavori dell'Aia, gli altiforni 1 e 2.
Nel primo incontro con i rappresentanti dei lavoratori il commissario non presenterà il piano industriale perché ci sta ancora lavorando, ma spiegherà comunque a grandi linee come intende gestire l'azienda, quali sono le sue priorità, come sta andando il mercato. Dall'insediamento (4 giugno, col decreto  61 poi convertito nella legge 89 del 3 agosto) a oggi, Bondi - che è affiancato anche dal sub commissario Edo Ronchi nominato dal ministero dell'Ambiente - si è concentrato soprattutto su due fronti: riorganizzazione dell'Ilva, travolta da una pesante inchiesta giudiziaria per disastro ambientale scoppiata a fine luglio 2012, e attuazione delle disposizioni dell'Aia, ossia la serie di prescrizioni finalizzate a ridurre l'inquinamento di parchi minerali, cokerie, altiforni e acciaierie. Bondi è stato nominato commissario proprio perchè l'Ilva gestita dalla famiglia Riva - che resta comunque proprietaria - non ha attuato, secondo i tempi fissati, tutto ciò che l'Autorizzazione intergrata ambientale obbligava a fare.
E così, tra le prime iniziative assunte dal commissario, ci sono state sia un'accelerazione dei lavori agli impianti (l'azienda ha dichiarato di aver speso a metà luglio metà dell'impegno 2013), sia la costituzione di un dipartimento tecnico ad hoc, con 30 ingegneri, alla cui guida Bondi ha chiamato Erder Mingoli, ex manager Lucchini. Nei primi tre mesi di Bondi commissario però (in precedenza è stato ad dell'Ilva nominato dai Riva) non sono mancati gli scontri. Come quello provocato dalla relazione di Bondi in cui contestava sulla base di analisi commissionate dall'azienda i criteri con cui Regione e Arpa avevano definito per l'Ilva la Valutazione di danno sanitario (Vds). In quel documento, Bondi attribuiva tra l'altro i dati sull'incidenza dei tumori all'elevato consumo di sigarette da parte della popolazione e al fatto che molti tarantini avessero lavorato tra Arsenale della Marina e Cantieri navali venendo così a contatto con l'amianto.
Pian piano le polemiche sono poi rientrate, ma il livello di attenzione sul tema Ilva è rimasto comunque molto elevato. Prova ne sono la contrastata approvazione in Senato del decreto legge sul commissariamento dell'azienda (l'1 agosto l'assemblea l'ha votato senza modifiche così come era giunto dalla Camera sia per evitare di farlo decadere, sia per evitare l'ostruzionismo di Cinque Stelle), sia il fatto che lunedi scorso con un nuovo decreto inserito nel pacchetto della Pa, il Governo abbia autorizzato due discariche nell'Ilva per i rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Anche in questo caso le reazioni sono state aspre, nonostante il chiarimento alla Regione del ministro Orlando che ha giustificato la scelta del decreto legge per una questione di tempi: con l'avanzamento dei lavori dell'Aia, c'è infatti bisogno di siti idonei dove trasportare i rifiuti industriali prodotti dalla bonifica del siderurgico. (Rep)

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