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lunedì 2 novembre 2009

altri 15 passi...

La Libreria Dickens, in collaborazione con Comune di Taranto e Fandango Libri, nell'ambito di un ciclo di incontri con l'autore, ha organizzato la presentazione del libro “ QUINDICI PASSI “ di G. Foschini – Ed. Fandango
Mercoledì 11 novembre – ore 18,30, Sala degli Specchi - Palazzo di Città - Taranto


Intervengono:
Giuliano Foschini, giornalista e autore
Giorgio Assennato, Direttore Generale ARPA Puglia
Francesca Caliolo, moglie dell’operaio Antonio Mingolla
Gianni Florido, Presidente Provincia di Taranto
Domenico Procacci, produttore cinematografico/editore Fandango
Ezio Stefàno, Sindaco di Taranto
Nichi Vendola, Presidente Regione Puglia
Coordina :
Stefano Costantini, Capo Redazione de La Repubblica Bari

venerdì 18 settembre 2009

15 passi tra libri ed ambiente... Da non perdere!

Ottobre Piovono Libri
Ass. culturale Nemesi e il Centro per il Libro e la Lettura del Mi.B.A.C. presentano il ciclo di incontri: FUOCHI AL CIELO, presso la Biblioteca Civica “Pietro Acclavio” Piazza Dante, 1-2 Taranto
ingresso libero


Programma degli incontri letterari:

Venerdì 25 settembre 2009 ore 17.00
“Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina” di Vincenzo Santoro.
Presenta insieme all'autore Roberto Nistri.
A seguire concerto con Massimiliano Morabito Ensemble.


Venerdì 2 ottobre 2009 ore 17.00
“Senza Corpo” AA.VV. a cura di Debora Pietrobono.
Alessandro Langiu, presenta insieme all’autore Attilio Scarpellini (critico teatrale e letterario).
A seguire lo spettacolo “Venticinquemila Granelli di Sabbia”, di e con Alessandro Langiu.


Venerdì 16 ottobre 2009 ore 17.00
Tappa dell'Ecomafia Tour. Presentazione del rapporto Ecomafia.
In collaborazione con Legambiente e Libera.
Intervengono: Antonio Pergolizzi (responsabile del rapporto per Legambiente), Francesco Tarantini
(Presidente Legambiente Puglia), Don Raffaele Bruno (Libera Puglia).
A seguire letture di brani del libro.

Venerdì 21 ottobre 2009 ore 17.00
“Quindici passi” di Giuliano Foschini.
Presenta insieme all'autore: Mario Desiati (direttore Fandango Libri).
A seguire letture di brani del libro.


Venerdì 30 ottobre 2009 ore 17.00
“I riciclisti” di Andrea Satta.
A seguire concerto dei Têtes de Bois.

lunedì 7 settembre 2009

15 passi nel buio...

Lunedì 7 settembre alle ore 17.30 al Terrazzo dell’Arpa –
Corso Trieste, 27– Bari, Fandango libri presenta:

QUINDICI PASSI di Giuliano Foschini



Presenta
MARIO DESIATI, Direttore editoriale Fandango Libri
Intervengono
GIORGIO ASSENNATO, Direttore dell’Arpa Puglia
FRANCESCA PIRRELLI, Sostituto procuratore del Tribunale di Bari
Sarà presente l’autore

Il racconto del più grande disastro ambientale italiano
Foschini ci aiuta a comprendere perché il disastro ambientale dell’Ilva di Taranto sta diventando un pericolo per l’Italia e perché è soprattutto qui che si gioca la battaglia della sicurezza sul lavoro.

Dal quartiere Tamburi a ridosso del più grande impianto siderurgico d’Europa ci sono solo quindici passi, e quindici passi ugualmente dividono l’impianto dell’Ilva dal cimitero di San Brunone, il grande camposanto dove molti degli operai del complesso sono stati sepolti. Giuliano Foschini ha scritto un reportage sul più grande e silenzioso disastro ambientale italiano, un lavoro meticoloso tra carte giudiziarie e ambientali, numeri ed emissioni, dove hanno un ruolo importante le mancanze della politica e le omissioni delle classi dirigenti che in quasi cinquant’anni hanno diretto il siderurgico. Accanto all’inchiesta vi è il filo conduttore delle storie della gente: i bambini che disegnano solo cieli neri, le donne che si ritrovano le loro scope rosse di quarzite, o i pastori a cui sono stati soppressi i greggi per l’allarme diossina.

Un racconto serrato e spietato che spiega perché il disastro di Taranto sta diventando un pericolo per il nostro Belpaese. Perché la battaglia sulla sicurezza del lavoro si gioca soprattutto in questo impianto (il cui proprietario è oggi azionista di maggioranza della cordata CAI-Alitalia) e perché la politica nazionale non impone nuovi limiti alle emissioni velenose.

GIULIANO FOSCHINI è nato 27 anni fa a Barletta. Lavora a Bari nella redazione di Repubblica e collabora con L'Espresso. Si occupa principalmente di scandali e malaffare; scrive principalmente di pubblica amministrazione, università e ambiente. Questo è il suo primo libro.



I veleni oscurano il cielo di Taranto. "Noi, ammalati di inquinamento"
l'Ilva è la principale fonte di inquinamento in città. "Soltanto nei prossimi anni si sapranno gli effetti sulla salute di tutte queste emissioni" di GIULIANO FOSCHINI (La Repubblica)

Erano le 8.35 dell'11 dicembre 2008. Per la prima volta nella mia vita pensai intensamente agli acronimi, le parole formate con le lettere o le sillabe iniziali di altre parole. Ero all'ospedale Testa, ma non ero malato. Ero in quella stanza per ascoltare una conferenza organizzata dall'Arpa..." Leggi l'estratto completo

venerdì 28 agosto 2009

Un nuovo libro sull'Ilva di Taranto: da leggere!!!

GIULIANO FOSCHINI, QUINDICI PASSI

Collana: Galleria Fandango, Isbn: 978-88-6044-122-5, Pagine: 224, Mese di pubblicazione: 10 settembre 2009,Prezzo: € 15,00

Foschini ci aiuta a comprendere perché il disastro ambientale dell’Ilva di Taranto sta diventando un pericolo per l’Italia e perché è soprattutto qui che si gioca la battaglia della sicurezza sul lavoro.

Dal quartiere Tamburi a ridosso del più grande impianto siderurgico d’Europa ci sono solo quindici passi, e quindici passi ugualmente dividono l’impianto dell’Ilva dal cimitero di San Brunone, il grande camposanto dove molti degli operai del complesso sono stati sepolti. Giuliano Foschini ha scritto un reportage sul più grande e silenzioso disastro ambientale italiano, un lavoro meticoloso tra carte giudiziarie e ambientali, numeri ed emissioni, dove hanno un ruolo importante le mancanze della politica e le omissioni delle classi dirigenti che in quasi cinquant’anni hanno diretto il siderurgico. Accanto all’inchiesta vi è il filo conduttore delle storie della gente: i bambini che disegnano solo cieli neri, le donne che si ritrovano le loro scope rosse di quarzite, o i pastori a cui sono stati soppressi i greggi per l’allarme diossina.
Un racconto serrato e spietato che spiega perché il disastro di Taranto sta diventando un pericolo per il nostro Belpaese. Perché la battaglia sulla sicurezza del lavoro si gioca soprattutto in questo impianto (il cui proprietario è oggi azionista di maggioranza della cordata CAI- Alitalia) e perché la politica nazionale non impone nuovi limiti alle emissioni velenose.

GIULIANO FOSCHINI è nato 27 anni fa a Barletta. Lavora a Bari nella redazione di Repubblica e collabora con L'Espresso. Si occupa principalmente di scandali e malaffare; scrive principalmente di pubblica amministrazione, università e ambiente. Questo è il suo primo libro.

martedì 16 dicembre 2008

Riparazione?

Giuliano Foschini, dopo le vergognose accuse ai pastori di lucrare sulla vicenda, scrive questo articolo riparatore... Se fosse stato un po' più professionale prima di offendere chi già soffriva...

(La Repubblica) Enzo Fornaro dice che lui e la sua famiglia su quel camion ci sono già saliti. «Ho trent' anni e ho già avuto un cancro. Un tumore ha ammazzato mia madre». Enzo Fornaro è un imprenditore agricolo di Taranto. Il camion invece è uno dei tre che ieri mattina ha caricato 1.150 pecore (600 circa erano di proprietà della famiglia Fornaro) e le ha trasportate in un macello di Conversano, dove oggi verranno ammazzate. Prima una scossa in testa, per stordirle. Poi - tramite un sistema meccanico - ammazzate per iugulazione, cioè con il taglio della giugulare. La loro carne non finirà però sulle tavole degli italiani. Ma in discarica: "rifiuto di tipo 1", dicono le carte bollate. Significa rifiuto tossico altamente pericoloso. I 1.150 capi deportati ieri e gli altri settecento che verranno trasportati stamattina sono infatti le italianissime bestie alla diossina. Si tratta di pecore e agnellini allevati a pochi passi dalla zona industriale di Taranto che analisi della Asl, ordinate dalla Procura, hanno dimostrato essere contaminati: condannati a morte dalla geografia, ammazzati per il solo fatto di essere nati a Taranto, la patria della diossina in Italia e probabilmente di Europa per colpa dello stabilimento siderurgico dell' Ilva («ma noi con c' entriamo con questa storia delle pecore» precisano dall' azienda) e di altre fabbriche.

Queste bestie erano destinate alla macellazione. Ma mai avrebbero potuto entrare nel ciclo alimentare: la loro carne sarebbe stata pericolosa per l' uomo. Dovevano essere abbattute. L' ordine sanitario è arrivato poco più di due mesi fa. Il trasporto soltanto ieri: si è dovuto attendere, come impone la legge, la nascita di un centinaio di agnelli visto che molte capre erano gravide. Saranno tutti uccisi. Agli otto allevatori colpiti la Regione ha riconosciuto un rimborso (poco più di centomila euro) ritenuto però assolutamente insufficiente. «Gli unici a pagare siamo stati noi che ci siamo ammalati e abbiamo perso il lavoro. E queste povere bestie - spiega Fornaro - Gli altri sono là, con le ciminiere che continuano ad avvelenarci».

«La storia degli agnelli di Taranto è un po' il paradigma dell' inquinamento di questa città: rimane la strage degli innocenti e quel senso di impunità» denunciano le associazioni ambientaliste. «Il fatto che ci sia una contaminazione nella catena alimentare - spiega il direttore regionale dell'Arpa, Giorgio Assennato - rende ancora più urgenti le misure di contenimento delle emissioni tossiche». Misure che il consiglio regionale della Puglia discuterà il 16 dicembre: proposta dal governatore Nichi Vendola (e passata in commissione con l' astensione dell' opposizione) la legge pugliese imporrebbe il dimezzamento delle emissioni a tutte le fabbriche (Ilva compresa) entro aprile prossimo e una riduzione di circa otto volte quelle attuali nel 2010. Poi, ci sono le pecore. Che potrebbero diventare il simbolo del futuro di Taranto: alcune analisi, disposte alla Procura, potrebbero dimostrare la matrice della diossina. Indicherebbero cioè per la prima volta in maniera scientifica (e giudiziaria) la correlazione tra l' inquinamento e l' inquinatore. Saranno le pecore a dare un nome e un cognome agli avvelenatori di Taranto.

martedì 2 dicembre 2008

Speculatori a chi?

Ecco una bruttissima pagina di giornalismo: pensare che gli allevatori possano speculare sull'abbattimento della loro unica fonte di sostentamento vuol dire non avere capito che queste persone serie e coraggiose sono state violentate nei loro sogni e nelle loro speranze! E poi un giornalista serio dovrebbe provare le sue inchieste e produrre un contraddittorio, non fare illazioni profittando della visibilità del giornale su cui scrive!

Rassegna stampa: tutto ILVA!

Come volevasi dimostrare la strada del Disegno di Legge regionale è lunga e travagliata!
Occorre da parte di tutti uno sforzo per fare pressione sugli amministratori e fargli sentire l'esigenza vitale di una città malata!
Consultate la nostra rubrica del cittadino attivo e scrivete a tutti i politici da cui vi aspettate che facciano qualcosa.
Se ci comunicate le vostre lettere le pubblicheremo al volo!