venerdì 3 aprile 2009

Piccola rassegna ambientale

Ma all'Ilva, entro il 31 marzo 2009, non doveva essere comunicato il rilascio o meno dell'Autorizzazione Integrata Ambientale???
Perchè il Ministero dell'Ambiente non si esprime?
Eppure il Presidente della Commissione IPPC aveva dichiarato che avrebbero rispettato i tempi.

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Parte la raccolta differenziata nei centri commerciali: finalmente qualcosa si muove!




















Chissà perchè la questione "emergenza lavoro" salta sempre fuori quando oramai il danno è stato fatto: così per l'Ilva, così per l'inceneritore di Taranto. E' vero a pagare sono, anche, i lavoratori. Ma perchè non si pensa ad una loro ricollocazione nel settore più redditizio ed ecosostenibile come quello della raccolta differenziata?

Meglio approvare piuttosto la linea di riattivare l'inceneritore... prima di essere accusati di qualunquismo... o altro.




giovedì 2 aprile 2009

Ecopolis 2009

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Ecopolis
è un grande momento espositivo dedicato al tema della vita nell’ambiente urbano che vuole diventare il punto di riferimento, a livello internazionale, di tutti coloro che sono responsabili della qualità della vita delle persone nelle grandi città e che sono in grado di presentare esperienze, tecnologie e progetti per costruire contesti urbani realmente sostenibili. Una grande manifestazione fieristico/congressuale che si sviluppa anche “fisicamente” attorno al concetto di “armonia urbana” - uno spazio pensato e concretamente realizzato come somma delle migliori pratiche e tecnologie riferite ai diversi ambiti critici che riguardano le aree urbane e la qualità della vita nelle grandi città (es.: energia, rifiuti, urban design, mobilità, verde, ecc.). Un evento che diventa una grande assise mondiale sul tema della Città Sostenibile, un appuntamento che fa di Roma e del nostro Paese il luogo in cui si dibatte e ci si confronta sul tema della “Città Ideale”, che diventa “Città sostenibile”

dalla regione Puglia:

La manifestazione fieristico-congressuale è ancorata al concetto di “città ideale”, uno spazio proiettato sulla persona e realizzato tenendo conto delle componenti sociali ed ambientali che contribuiscono a migliorare le aree urbane e la qualità della vita nelle città.
All'evento parteciperanno i Servizi regionali Ecologia, Assetto del Territorio e Trasporti con i relativi progetti:


ECOLOGIA
Accordo di programma quadro per la tutela ambientale;
Bonifica ambientalmente ed economicamente sostenibile dell'Alta Murgia;
Attuazione sperimentale della Direttiva sulla protezione del suolo

TRASPORTI
Cyronmed

ASSETTO DEL TERRITORIO
Piano Paesaggistico Territoriale Regionale;
Distretto Edilizia biosostenibile

Leggi il comunicato stampa regionale

Rassegna stampa ambiente


Meno fondi per il Porto di Taranto.....



A Roma Ecopolis, alla Fiera di Roma il primo appuntamento europeo che accoglie in un’unica manifestazione aziende di diversi settori merceologici legati al tema della sostenibilità, attraverso il fil rouge della gestione ambientale delle città




E per i lavoratori che scelgono di usare la bici per andare a lavoro, ora più tutele!





Maglie, Copersalento, e l'allarme diossina....
























La discarica di Grottelline di Spinazzola

Blocco rappresentazione dell'opera teatrale "25mila granelli di sabbia" opera teatrale di Alessandro Langiu.

Un pessimo pesce d'aprile, di cattivo gusto..... in questa nuova ondata repressiva.
Comunicato Stampa del CSOA Cloro Rosso

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Aiutateci a diffondere questa vergogna
L’ondata repressiva si abbatte anche sul teatro.
Mercoledì 1 Aprile, presso Centro Sociale Autogestito Cloro Rosso, doveva svolgersi lo spettacolo teatrale “Venticinquemila granelli di sabbia”, del noto attore tarantino Alessandro Langiu, vincitore del premio Annalisa Scafi 2004 e presentato in molti palcoscenici italiani.
La rappresentazione narra il dramma ambientale della nostra città attraverso la storia di tre bambini che giocano in uno dei quartiere più martoriati: il rione Tamburi.
Tuttavia, nonostante la tematica di indubbio interesse e la presenza di oltre cento spettatori, non è stato possibile lo svolgimento di tale spettacolo a causa di un esplicito quanto inspiegabile divieto delle forze dell’ordine.
E non si è trattato di un pesce d’Aprile, nonostante la data potesse lasciar intendere uno scherzo, ma di un vero e proprio veto per uno spettacolo teatrale caratterizzato unicamente da un singolo attore il cui monologo esigeva soltanto un palcoscenico ed un microfono.
La questura di Taranto (che evidentemente ha fior di risorse e uomini di spendere) ha addirittura allertato il Comune, che si è presentato poco prima dello spettacolo (udite udite) nella persona dell’Assessore Pennuzzi e del Sindaco Stefàno, i quali hanno ribadito il diniego in quanto eravamo privi dei permessi necessari per lo svolgimento di tale manifestazione.
Non contenti, le nostre efficientissime forze dell’ordine hanno inviato un’auto in borghese che ha pattugliato per oltre tre ore il perimetro del Centro Sociale, filmando anziani, studenti e genitori con i bambini in fasce che entravano convinti di dover assistere ad uno spettacolo teatrale e che, invece, hanno assistito ad una farsa che rasenta la follia.
Tra l’altro, il noto e sempre imparziale quotidiano Taranto Sera, nel primo pomeriggio, aveva già segnalato la presunta irregolarità del nostro spettacolo, probabilmente limitandosi a pubblicare una velina della questura stessa.
E così, dovendo tirare le somme della giornata, contiamo un articolo di giornale, un sindaco ed un’assessore che da Palazzo di Città si fiondano al Centro Sociale e un’auto della Digos che per tre ore ha pattugliato il perimetro di uno spazio autogestito che offre (ricordiamo) servizi a prezzi popolari quali una palestra, una biblioteca ed un laboratorio teatrale, oltre a partecipare in maniera attiva a lotte sindacali ed ambientali.
Il tutto, per un monologo di poco più di un’ora sull’inquinamento.
Tutto questo mentre i criminali travestiti da amministratori che hanno prosciugato le casse comunali sono tutt’ora liberi di poter passeggiare impunemente per le vie del centro cittadino e mentre un’industriale venuto del nord avvelena, licenzia e mette in cassa integrazione senza alcun rispetto per qualsiasi norma giuridica e morale.
Ci si chiede, poi, perché i giovani di questa città hanno come unica soluzione l’emigrazione.
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Ed ecco la risposta di Alessandro Langiu a Tarantosera

La censura di Venticinquemila Granelli di sabbia
Gentile Direttore,
la ringrazio innanzi tutto per il titolo dedicato ieri dal suo giornale allo spettacolo che avrei dovuto portare in scena al Cloro Rosso.Credo sia necessaria una replica a quanto da lei pubblicato, per una corretta informazione.Ieri il suo giornale mostrava indignazione per la impossibilità di Massimo Lopez di andare in scena, contrapponendolo al fatto che a me questa possibilità fosse concessa nello spazio, attualmente occupato, Cloro Rosso.Qualche informazione va data.Il Teatro Orfeo è uno spazio privato che il Comune paga per la realizzazione della stagione teatrale in collaborazione con il circuito regionale Teatro Pubblico Pugliese. A livello contrattuale, come lei sa, è il Teatro Pubblico Pugliese che si assume l'onere della replica. Il Comune cosa fa? Mette i soldi per garantire questo servizio: gira il cachet al TPP, paga gli spazi, i permessi. Il responsabile delle impellenze organizzative per il Comune è un funzionario, che evidentemente non ha fatto la comunicazione ai Vigili del Fuoco.Il Cloro Rosso è un gruppo di ragazzi che hano occupato piccola parte di una grande struttura comunale abbandonata da almeno sei o sette anni e organizza con ingresso libero, attività per la collettività. Senza mai aver avuto alcun problema di ordine pubblico. Nella nostra città mancano gli spazi di aggregazione. Per noi operatori della cultura e della comunicazione è d'obbligo domandarci quanto sia forte il desiderio dei cittadini di attività culturali diverse da quelle proposte dal Teatro Orfeo. Che buco enorme di offerta culturale questa città vive dalla fine degli anni ottanta?Il dibattito culturale troppo spesso è schiacciato sul tema dell'assenza di permessi o agibilitità degli spazi. Che certo, necessita una soluzione e la lungimiranza della Pubblica amministrazione. Da diversi mesi ormai è in corso una trattativa con il Comune per l'assegnazione del Cloro Rosso all'associazione che ora lo gestisce. Ci possiamo solo augurare che questo avvenga, per l’esercizio democratico della fruizione culturale.
Il risultato dell'articolo pubblicato sul suo giornale, è stato che il mio spettacolo non si è tenuto. Esattamente come per Massimo Lopez. Solo che Lopez riceverà comunque il suo compenso di svariate migliaia di euro (a carico della collettività), perchè la non realizzazione dello spettacolo non è dipesa da lui. Il pubblico non avrà sorriso per quella sera.Io non riceverò nulla, ma non l'avrei ricevuto comunque. Lo spettacolo non si è fatto, sono tornato a casa, dove nella mia scala, su otto famiglie, ci sono otto tumori.Non avrei fatto ridere, forse sorridere, a tratti. Ma di certo non ho potuto parlare della terribile angosciosa tragedia presente in tutte le case di Taranto.

mercoledì 1 aprile 2009

Salviamo il Parco Terra delle Gravine: scopri come fare!

Per ottenere l'istituzione del Parco Regionale Terra delle Gravine, nel dicembre 2005, sono stati necessari 30 anni di mobilitazioni. In tanti crediamo che il Parco sia lo strumento più idoneo per dare un futuro a una terra che possiede un patrimonio naturale, paesaggistico e storico di valore straordinario, ma sofferente per via della grave crisi del settore agro-zootecnico e di un comparto industriale in declino, ma ad alto impatto ambientale.
Invece di vedere nel Parco la scommessa per sperimentare modalità di sviluppo sostenibile, basato sulla valorizzazione delle peculiarità del territorio e delle sue produzioni tipiche, molti sindaci e alcune associazioni di categoria hanno guidato una vera e propria campagna strumentale anti-parco, incentivando le richieste di esclusione dall'area protetta.
Se le richieste fossero accolte, porterebbero a un tale frastagliamento da decretare la morte del Parco che, per legge, deve invece essere “un sistema omogeneo, individuato dagli assetti naturali dei luoghi, dai valori paesaggistici ed artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali”.
La Regione, per non ridurre la perimetrazione dell'area protetta, è orientata a creare una zona 3 con minori vincoli per le aree di prevalente interesse agricolo, modifica che potrebbe compromettere comunque l'integrità del Parco.
Inoltre subisce forti pressioni politiche trasversali, accentuate sotto campagna elettorale, nonché pressioni di associazioni di categoria come la Confagricoltura, di alcuni sindaci e delle lobbies venatorie, che fanno di interessi particolari il loro vessillo.
E' sconcertante che l'interesse collettivo di tutela e valorizzazione della Terra delle Gravine sia subordinato, da parte di taluni sindaci, agli interessi di pochi. E' inoltre paradossale che tali sindaci, pur chiedendo la riduzione dell'area protetta, hanno già fruito o fruiranno in futuro di premialità e vantaggi economici e finanziari per i loro Comuni,grazie al fatto cheuna parte del relativo territorio si trova nel Parco!

NOI CREDIAMO CHE IL PARCO, L'AMBIENTE, IL PAESAGGIO SONO UN BENE DI TUTTI E VANNO TUTELATO DA TUTTI! CREDIAMO INOLTRE CHE IL PARCO POSSA
ESSERE IL VOLANO DI UNA RIPRESA BASATA SULLA VALORIZZAZIONE DELLE TIPICITÀ DELLA NOSTRA TERRA.

Facciamo sentire la nostra voce a difesa del Parco Regionale della Terra delle Gravine !
Potete mandare una mail con il testo sottostante o uno simile al Presidente della Regione Puglia segreteria.presidente@regione.puglia.it, all'Assessore regionale all'ambiente m.losappio@regione. puglia.it, al Presidente della Provincia presidente.giunta@ provincia. ta.it e ai Sindaci dei Comuni del Parco:

“In questi giorni il Parco Terra delle Gravine corre il rischio di scomparire per le domande di esclusione presentate da proprietari di suoli e aziende. Chiediamo con forza che questo non accada e che il Parco riesca a diventare strumento di tutela e di valorizzazione del territorio, indispensabile in un percorso alternativo ed ecosostenibile di sviluppo.”

Coordinamento provinciale per il Parco Terra delle Gravine
Legambiente
Lipu
WWF
Federazione Speleologica Pugliese

Conferenza della Provincia di Taranto sul Parco delle Gravine


'Come Cicatrici …. Nel Paesaggio della Terra delle Gravine. Salvaguardia, valorizzazione e valori pedagogici'

Gravine, trulli, masserie, dipinti rupestri, boschi, prati di orchidee, archeologie della preistoria, Ori della Magna Grecia, pane, olio, vino, artigianato delle ceramiche: il Parco Regionale Terra delle Gravine ed il suo paesaggio naturale è antropico, dalla sua istituzione nel dicembre 2005, costituisce, sempre più una delle opportunità irripetibili della provincia di Taranto.

Il nostro Patrimonio Culturale, grazie a una opportuna salvaguardia e promozione in sedi nazionale e internazionali, apre spazi di occupazione nel settori del turismo sostenibile, ricezione rurale, servizi di guida, agenzie di viaggio, e mille altri mestieri che una buona valorizzazione del patrimonio moltiplica sul territorio. Ma affinché questo accada occorre un grado di conoscenza e studio del nostro patrimonio, ovvero la cura di una pedagogia diffusa nelle scuole, nelle associazioni, fra i cittadini, capace di diffondere un’identità e una coscienza nuova di ciò che siamo e dei nostri beni ambientali e artistici.

Affinché questi valori possano affermarsi l’Assessorato alle Aree Protette della Provincia di Taranto, organizza la conferenza sul tema: “COME CICATRICI…NEL PAESAGGIO DELLA TERRA DELLE GRAVINE. Salvaguardia, valorizzazione e valori pedagogici”.
La conferenza si svolgerà venerdì 3 aprile alle ore 9,30, nel Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto, organizzata nell’ambito della XIII edizione dei Seminari di Marzo con il Laboratorio Progetto Poiesis.

Interverranno:
Gianni Florido - Presidente della Provincia di Taranto, sul tema - Il Parco un’opportunità per il Territorio Ionico;
Pietro Giacovelli: Assessore alle Aree Protette della Provincia di Taranto - Il Parco che vogliamo;
Nicola Martinelli: urbanista del Politecnico di Bari, I paesaggi dell’erosione tra conservazione e valorizzazione;
Maria Valeria Mininni: coord. Segreteria Tecnica del PPTR - Le Gravine nelle visioni del nuovo Piano Paesistico della Puglia;
Franco Chiarello: Presidente Azienda Soggiorno e Turismo della Puglia - Bellezza, produzioni Doc, turismo come?;
Giuseppe Goffredo: poeta, scrittore- La scuola e l’amor loci.

A tale proposito l’Assessore alla Aree Protette Pietro Giacovelli afferma: “L’idea e l’azione della Amministrazione Provinciale di Taranto, e in particolare dell’Assessorato che dirigo, puntano per la rinascita del nostro territorio, sul rilancio sul piano nazionale e internazionale del patrimonio culturale e ambientale; sviluppare la difesa delle eccezionalità storiche e naturali; elaborare una pedagogia di scoperta, studio e conoscenza di tali eccezionalità presso scuole, associazioni, insegnanti e giovani. Su questa strada il pieno e autonomo funzionamento del Parco Regionale Terra delle Gravine e il riconoscimento Unesco, sono due tappe complementari dell’ Amministrazione Provinciale di Taranto.”




MEGLIO TARDI CHE MAI?

Comunicato stampa che riceviamo dai Verdi di Modugno:

I Verdi di Modugno apprendono sorpresi le dichiarazioni del Sindaco di Modugno pubblicate sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 26 marzo u.s. dove Egli dichiarerebbe: “ i recenti report di Arpa Puglia sulla zona in questione propongono dati allarmanti. Ho già scritto agli Enti interessati per intervenire. E’ una zona da sottoporre a bonifica di risanamento ambientale. Ogni nuovo insediamento, seppure nei limiti di legge, diventerebbe assolutamente incompatibile”.

Finalmente l’ha capito? O siamo dinanzi ad una nuova strategia pre elettorale?

Sono anni che ripetiamo anche con missive ufficiali indirizzate al Sindaco ed a tutti i gruppi politici Cittadini la necessità di adottare un Piano di Risanamento dell’Aria, ma di fatto l’Amministrazione Comunale non ha mai preso in considerazione la nostra iniziativa né ci ha mai degnato di un cenno di riscontro!

Ciò che davvero appare singolare è che solo ora, a giochi che volgono al termine…….., l’Amministrazione Comunale si accorga della gravità della situazione ambientale!

Purtroppo dobbiamo subire le scelte di un assessore all’Ambiente (Prof. Fedele Pastore) che pare sia interessato a tutt’altro. Infatti con i fondi che potrebbero servire ai Piani di Risanamento si pensa a ristrutturare antiche masserie per organizzare non ben definiti dibattiti ambientali, e assistiamo impotenti ad una raccolta differenziata a livelli bassissimi e che poi viene sistematicamente rimescolata in un unico camion di recupero!
E ci fermiamo qui, ma potremmo abbondantemente continuare nell’elencare le scelte tanto dispendiose quanto inutili del “Professore alla qualità della vita”.
Va sottolineato che la Regione Puglia non possiede, ovvero non esiste delibera di Consiglio Regionale che renda cogente , i vincoli del Piano di Risanamento e Tutela della Qualità dell’Aria ( previsto dall’art 4 del decreto Presidente della Repubblica n 203/1988 , dalle norme di tutela dell’aria DLgs n 351 del 4 agosto 1999 e dal decreto legislativo 183 del 21 maggio 2004 ) e il Piano delle Acque.
L’esistenza di tali Piani avrebbe consentito, coerentemente con le finalità della direttiva IPPC, di concedere o meno l’AIA per la centrale Sorgenia o la VIA per l’inceneritore di Marcegaglia, tenendo conto non solo delle MTD (migliori tecnologie disponibili) ma anche dei suddetti, importantissimi Piani che in pratica “fotografano” sotto l’aspetto ambientale l’impatto complessivo esistente sull’ intera Regione Puglia.

Che ora, a Centrale turbogas ormai realizzata, ci si ricordi di questa necessità, appare una soluzione quantomeno tardiva!
Comunque il Comune di Modugno collocato in fascia “C” (inquinamento da traffico e da industria) ha, per legge, il dovere di sollecitare la Provincia e La Regione ad accelerare l’attuazione dei succitati Piani di Risanamento e Tutela della Qualità dell’Aria e delle Acque e a prescindere dalle determinazioni che possano assumere questi Enti può dotarsi di un Piano di Risanamento Ambientale, purchè abbia come obbiettivo primario la salute pubblica!
In conclusione non possiamo non evidenziare che nel Consiglio Provinciale, la città di Modugno, vanta la bellezza di tre Consiglieri Provinciali, ma ad oggi, non risulta che qualcuno di questi abbia mai sottoposto, all’attenzione del Consiglio Provinciale, l’adozione del suddetto Piano di Risanamento e Tutela della qualità dell’Aria e delle Acque, che sarebbe stato indispensabile, dal punto di vista strategico, per ostacolare la concessione dell’AIA alla Centrale e condizionare anche la VIA dell’inceneritore.

Che sia la volta buona? Lo dubito!

Modugno, 30 marzo 2009
Giancarlo Ragnini – Portavoce dei Verdi di Modugno

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I verdi di Taranto si sono espressi in merito alla questione inceneritore? Cosa dicono?
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Comunicato stampa: SORGENIA E LE SUE LEGGI!

Ancora una volta Sorgenia, in spregio alle leggi di uno stato, vorrebbe imporre le sue! Infatti annuncia arbitrariamente la messa in moto della centrale turbogas di Modugno in data 2 aprile, affermando di aver ottemperato alle prescrizioni e di essere autorizzata alle prove funzionali dell’impianto. Evidentemente dimentica che una prescrizione prevedeva la dichiarazione del Sindaco riguardo la compatibilità della centrale con altri siti a rischio di incidente rilevante, e la società del gruppo De Benedetti “ritiene” ottemperata tale prescrizione con una dichiarazione di un non meglio identificato responsabile dell’ASI.
Inoltre non è chiaro se la prescrizione riguardo l’utilizzo delle acque reflue fin dalle fasi di cantiere sia stata ottemperata.
Sorgenia dimentica che proprio riguardo le prove funzionali della centrale è aperto un contenzioso con la Regione e, fino a definizione di questo, l’impianto, di certo, non potrà andare in esercizio!
Tali prove vanno concordate con tutti i soggetti interessati e su questo noi Verdi chiediamo la massima attenzione!
Per questi aspetti abbiamo presentato numerosi esposti che sono al vaglio della Procura della Repubblica di Bari e nel cui operato poniamo la nostra fiducia.
Al tempo stesso facciamo appello pubblicamente al Presidente della Regione Puglia per sollecitare la commissione VIA della Regione ad esprimersi urgentemente (i 90giorni previsti dalla legge sono abbondantemente scaduti) e senza tentennamenti reverenziali sul progetto dell’inceneritore di Modugno della società a cui fa capo la Presidente di Confindustria e di cui abbiamo dimostrato, attraverso le osservazioni presentate in agosto scorso, tutta l’incompatibilità ambientale di questo impianto tanto inutile quanto dannoso per i Cittadini di Modugno e dei paesi limitrofi, Bari compresa.

Modugno, 31 marzo 2009
Giancarlo Ragnini - Portavoce dei Verdi di Modugno

martedì 31 marzo 2009

Com'è piccolo il mondo...

Una serata sull'inceneritore

Affollata riunione nel salone della Parrocchia Madonna della Fiducia per parlare ed informare i cittadini sui rischi per la salute legati alle emissioni del costruendo inceneritore del Gerbido a Torino. L’associazione “Animo Nichelino” ha organizzato l’incontro per fare chiarezza su diverse questioni molto importanti e censurate dai comuni mezzi di informazione. I giornali scrivono: “l’inceneritore sarà sicuro”, “l’inceneritore elimina la discarica” e altre sciocchezze del tipo “con l’inceneritore, a Brescia hanno l’aria così pulita, che più pulita non si può”.
Sappiate che non è vero!
L’inceneritore di Brescia, considerato il migliore del mondo, produce una quantità di diossina paragonabile a quella emessa dall’Ilva di Taranto e ha bisogno di una discarica di servizio.
Alcuni bresciani che si ammalano di tumore vengono etichettati come alcolizzati, ma tra i membri della commissione del registro tumori c’è anche uno dei direttori dell’inceneritore…
Nessuno ne parla, ma ci sono prove e testimonianze scritte, che sono state illustrate durante l’incontro. I politici favorevoli all’incenerimento dei rifiuti sono stati invitati ad illustrare i loro argomenti, ma non si sono presentati. Si tratta di Antonio Saitta, Angela Massaglia e Stefano Esposito, che evidentemente temono il confronto con la popolazione e preferiscono parlare attraverso La Stampa, che censura i pareri contrari.

Tutti sanno che fanno male...

Ma poi si sprecano in chiacchiere e show per difenderli e aprirne di nuovi: cosa sono?
Ma gli inceneritori, naturalmente!
Vero, sindaco Stefàno e assessore Romeo?
A voi dedichiamo la lettera di una cittadina che riguarda le squallide affermazioni del candidato sindaco di Firenze... ma a noi ricordano tanto cose sentite anche qua!


Io sud(o)....e tu?

Nel momento storico in cui anche il colosso Usa investe sulle energie alternative e sui trasporti a basso impatto, i nostri "rappresentanti" continuano a fare il gioco delle tre scimmiette (a favore di chi?)....

Effetto serra? Non esiste. PDL all'attacco di Kyoto e Ue


I cambiamenti climatici non esistono. E se esistessero farebbero un gran bene. Parola di Pdl. Non è una barzelletta. E' una mozione che porta, tra le varie firme di esponenti della maggioranza, anche quelle di Dell'Utri, Nania e Poli Bortone. In polemica con la Commissione europea che dà "per scontata l'attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell'atmosfera terrestre all'emissione dei gas serra antropogenici", i parlamentari del centrodestra professano senza esitazione la loro fede scettica. Sostengono che "una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell'atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 gradi centigradi) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all'anidride carbonica di emissione antropica".
E se invece il mutamento climatico fosse veramente in atto? Niente paura - si legge nella mozione che verrà discussa giovedì in Senato - sarebbe una gran bella cosa: "Se pure vi fosse a seguito dell'aumento della concentrazione dell'anidride carbonica nell'atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all'ambiente, all'economia e all'incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici".
Non è puro amore del paradosso. Nel mirino ci sono, ancora una volta, gli accordi di Kyoto e l'impegno dell'Unione europea ad arrivare agli obiettivi del 20 - 20 -20, cioè a far correre la macchina dell'industria europea per renderla in tempi rapidi più competitiva sul mercato internazionale aumentando l'efficienza e diminuendo la dipendenza dai combustibili fossili: "Gli obiettivi intermedi e le relative sanzioni introdotte dal cosiddetto Protocollo di Kyoto e dal cosiddetto Accordo 20-20-20 si muovono in antitesi alla dinamica degli investimenti in ricerca".
Al testo presentato dalla maggioranza verrà contrapposta una mozione dell'opposizione. "Quelle della maggioranza sono affermazioni che fanno a pugni con il consenso scientifico e politico maturato in tutta Europa sui mutamenti climatici e danno la misura della marginalità del governo italiano rispetto al modo in cui i principali paesi industrializzati stanno organizzandosi per rispondere alle due crisi che si intrecciano: la crisi economica e la crisi climatica", commenta Roberto Della Seta, capogruppo pd in commissione Ambiente.
di Antonio Cianciullo (31 marzo 2009)

Un convegno importante

Questa sera, ore 18.00 al Salone degli specchi del Palazzo di Città, Taranto.

Vulpio racconta EMMEGI a Taranto

Prendiamo le distanze dal partito politico che sostiene Carlo Vulpio perchè il Comitato per Taranto è assolutamente apartitico.
Di Vulpio apprezziamo la professionalità di giornalista scomodo che ha condotto inchieste importanti in tutta Italia, alcune delle quali riportate nel suo libro RobaNostra, presentato dal Comitato per Taranto (prima che scendesse in campo...).
Ecco le sue parole che trovate anche nell'articolo postato nei giorni scorsi sul blog.

lunedì 30 marzo 2009

L'ambiente in cattedra

Restituiteci il cip6!

Inceneritore: la moda primavera-estate 2009


Inceneritori e nanoparticelle

Convegno di Campodarsego (Pd), 25 gennaio 2009
Possiamo dire, senza tema di smentita, che ci troviamo sulla “linea del Piave”: retrocedere o fare finta di niente ancora non è più possibile senza essere considerati, giustamente, corresponsabili con i progetti criminali che qualcuno vuole fare subire agli italiani soprattutto ai bambini. La Dr. Patrizia Gentilini , oncologa, fondatrice dell’ISDE, lo ha detto a chiare lettere: i dati e studi scientifici sono già ampiamente stati fatti e dimostrano inequivocabilmente che NON SI PUO’ INCENERIRE SENZA UCCIDERE nel tempo molte vite umane soprattutto tra i bambini. Qualsiasi tipo di combustione, di qualsivoglia tipo di sostanza genera enormi quantità di fumi composti di particelle chimiche, le più diverse, in grado una volta respirate di localizzarsi nei diversi organi del corpo e fare sviluppare, nel tempo, neoplasie tissutali o del sangue come vari tipi di leucemie. Lo spazio per i dubbi non c’è più, c’è solo la possibilità di opporsi oppure fare finta di niente come gli struzzi in situazioni di pericolo!
Il latte vaccino a Brescia è pesantemente contaminato da diossine. Questo dato di fatto anziché fare promuovere uno studio esteso sul territorio circostante, al fine di stabilire la causa prima di una situazione così grave, ha portato all’incriminazione degli allevatori le cui vacche hanno prodotto latte alla diossina! Siamo ben oltre la già colpevole idiozia! Nessuna parola, né indagine sulla “bomba ecologica” più grande d’Italia, cioè il mega inceneritore (sempre chiamato termovalorizzatore, per la qual cosa tutti noi paghiamo multe salate alla EU che ci ha condannato per l’utilizzo di appellativo ingannevole!!!). E’ chiaro come il sole che la contaminazione della catena alimentare nelle campagne del bresciano va collegata principalmente alle pesantissime emissioni di fumi dell’incenerimento di oltre 200mila tonnellate l’anno di rifiuti ma per gli amministratori, ASL e ARPA il problema non è nemmeno preso in considerazione perché… ci sono i filtri!
Eppure è stato dimostrato scientificamente che un camino d’inceneritore emette sempre fumo cioè ceneri volatili che ricadono al suolo contaminando giorno dopo giorno, anno dopo anno, l’aria, l’acqua e i terreni circostanti in modo direttamente proporzionale alla massa di materia bruciata. Mettendo i filtri si riesce solo a “nascondere” il fumo, ma non si limitano in alcun modo le particelle che escono dal camino: queste infatti sono molto più piccole e totalmente invisibili e proprio per questo potenzialmente molto più pericolose. I nostri Amministratori, accecati dal denaro non vogliono ricordare la legge fisica basilare secondo la quale “ nulla si crea , nulla si distrugge ma tutto si trasforma”, peccato che la trasformazione data dall’incenerimento sia un incubo per la salute della gente! Infatti il Dr. Stefano Montanari e la moglie Dr.ssa Gatti con le loro ricerche scientifiche al microscopio elettronico, hanno dimostrato che gli inceneritori come tutta l’attività industriale altamente tecnologica produce in modo continuo NANOPARTICELLE, centinaia di volte più piccole del famoso PM10, unica particella considerata dalla legge, la cui concentrazione elevata porta agli inutili provvedimenti di chiusura del traffico veicolare. Ma proprio le dimensioni così ridotte delle nanoparticelle consentono loro di entrare direttamente nel sangue, senza alcuna possibilità di “filtraggio” da parte delle mucose e degli endoteli respiratori, entrando direttamente nella cellula, attraverso la membrana cellulare, senza danneggiarla, posizionandosi a ridosso del DNA del nucleo.
Ovvio che, prima o poi, il DNA subisce un danno e subisce una trasformazione anche in senso neoplastico: certo, non subito, magari dopo 10 o 20 anni! Ecco allora che altri studi epidemiologici effettuati proprio qui in Veneto dall’Istituto Oncologico Veneto (IOV), ma non solo, dimostrano la stretta correlazione tra l’aumento della comparsa di tumori (in particolare i sarcomi, che sono tumori”sentinella” dell’inquinamento dell’aria) nella popolazione con la prolungata esposizione alle emissioni d’inceneritori. Ma tutto tace… la televisione e i giornali non ne parlano per cui …non è vero!!! Non possiamo fare finta che tutto questo non esista: è duro da accettare ma, se siamo uomini e non “caporali” abbiamo il DOVERE ETICO di proteggere noi e i nostri figli da una minaccia che è già realtà, ma che possiamo evitare diventi ancora più grave. La nuova “politica energetica” di questo paese è ostaggio da sempre dei petrolieri ma con la legge dei CIP6 si è oltrepassata ogni misura di decenza.
La legge europea sulle energie rinnovabili era accettabile: prevedeva che ogni cittadino pagasse una percentuale della bolletta energetica (in Italia il 7%) per finanziare la costruzione di impianti di energia rinnovabile anche familiari. Ora la lobby dei petrolieri, solo in Italia, è riuscita a fare aggiungere, al testo, la famosa parolina “…e assimilabili”, riuscendo così a fare rientrare nelle fonti di energia rinnovabili anche i rifiuti urbani che, inceneriti, fanno produrre energia elettrica. Il famoso CDR ovvero combustibile derivato da rifiuti! In questo modo i 5 miliardi di euro l’anno che gli Italiani pagano per autofinanziarsi una conversione energetica ecocompatibile vanno per il 70% a finanziare gli inceneritori : mentre per gli impianti fotovoltaici, eolici etc. resta un misero 30% . Non solo ma questi squali si fanno pagare l’elettricità prodotta con l’incenerimento dei rifiuti tre volte il suo valore perché sarebbe elettricità prodotta con “energia rinnovabile”!
Il Dr. Montanari ha mostrato una foto del cadavere di un neonato di pochi giorni morto per una leucemia iperacuta, fulminante. La madre sana con gravidanza senza problemi: nel corpo del neonato sono stati rinvenuti presenza di metalli pesanti di vario tipo in elevata concentrazione. Come è stato possibile tutto ciò? Evidentemente, durante la gravidanza, il sangue della madre conteneva questi veleni e li ha passati a suo figlio. A lei, apparentemente nulla di patologico è accaduto ma su un essere di pochi chili è stato molto probabilmente fatale. Quante di queste morti dovremo ancora sopportare per comprendere che non possiamo accettare in silenzio la costruzione di centinaia di nuovi inceneritori (chiamati ovviamente cogeneratori a biomasse o termovalorizzatori etc.) in tutta Italia? L’obiettivo RIFIUTI ZERO è una realtà in molte grandi metropoli nel mondo: si può attuare, qui ed ora, con spesa minima evitando totalmente l’incenerimento ed eliminando la tassa sui rifiuti ai cittadini che virtuosamente aderiscono alla raccolta differenziata spinta: lo ha dimostrato dati alla mano l’imprenditrice veneta Carla Poli puntando molto sull’educazione ambientale delle nuove generazioni.
In Veneto è stata lanciata ieri l’iniziativa Rete Ambiente Veneto (R.A.V.) per collegare tutte le realtà dei Comitati sparsi ovunque nel territorio che si oppongono allo scempio del territorio e della loro salute. Nella grande maggioranza dei casi gli Amministratori locali sono collusi perché comprendono solo il linguaggio del denaro: resta solo la possibilità di una grande mobilitazione della gente che dal basso costringa i politici a ricordare che amministrano nel nome e per conto delle persone che li votano e non delle ditte costruttrici d’inceneritori! A noi l’iniziativa Politica, con la “P” maiuscola perché l’alternativa non c’è se non il deserto delle coscienze di gente che si è venduta l’anima !!!
Dr. Paolo Girotto, Presidente Radio Gamma 5
Disinformazione.it

Taranto scenderà in piazza per il lavoro!

Testo unico, verso la manifestazione nazionale di Taranto
di Danila Bellino

“Consulterò anche le parti sociali”, è questa la promessa del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, dopo aver approvato in consiglio dei ministri il nuovo testo unico in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Adesso che si apre l’iter legislativo e le correzioni apportate passeranno all’esame della Conferenza Stato e regioni e delle commissioni competenti di Camera e Senato, la speranza del ministro è in “un consenso larghissimo, non unanime, per le solite ragioni”. Per ora, “considero il testo ancora aperto”, ha puntualizzato Sacconi, “ma qualunque modifica è dentro la delega ed è coerente coi i principi contenuti nella delega”. Ma, se da una parte il ministro ha sottolineato “la scelta di continuità”, dall’altra ha polemizzato con il testo uscito dal governo Prodi, definendolo “frettoloso, perché fu approvato in campagna elettorale, a Parlamento sciolto, con molti dubbi formali e sostanziali, nascendo da un clima di contrapposizione fra tutte le organizzazioni sindacali da una parte e tutte le organizzazioni imprenditoriali dall’altra, e non solo Confindustria, come si sente dire”. Sull’importante nodo dell’arresto, introdotto dal precedente governo, il ministro ha chiarito che “l’arresto rimane non solo come sanzione alternativa all’ammenda nei casi in cui era già prevista, ma tutto l’impianto dell’arresto resta sostanzialmente quello precedente”. In alcuni casi in cui era prevista l’alternativa arresto-ammenda, “se la violazione è solo formale ci sarà solo la parte pecuniaria e non l’alternatività”, ha spiegato Sacconi. Le sanzioni pecuniarie sono lievitate, anche per un adeguamento ai livelli d’inflazione, ma gli aumenti previsti precedentemente dal Testo unico “erano irrazionali e caratterizzati da propaganda elettorale”, ha detto Sacconi, ribadendo che il nuovo criterio è più “ragionevole”.
Ma la prima doccia fredda è arrivata dal segretario della Cgil Guglielmo Epifani, che ha stigmatizzato le modifiche come “un grave errore che la Cgil non capisce e che il paese fatica a comprendere”. Le modifiche, secondo Epifani, andavano fatte dopo “aver sperimentato le norme almeno per due anni, per verificarne l’efficacia, ma il governo ha voluto modificare il decreto”. Di queste modifiche, ha dichiarato Epifani, “che toccano profondamente molti capitoli e non solo quello delle sanzioni, non se ne sentiva assolutamente il bisogno, e la condizione della sicurezza in Italia non sente la necessità di modifiche legislative continue che fanno mancare qualsiasi certezza della norma”. Critico anche Gianni Rinaldini della Fiom-Cgil, che ha parlato di “un provvedimento inaccettabile, perché sono attenuate le sanzioni nei confronti delle imprese e si riducono le forme di controllo e prevenzione”.
Scettiche anche le associazioni che raccolgono i familiari dei morti sul lavoro, “mi sembra che venga a mancare un elemento fondamentale”, ha detto Franca Caliolo, della Rete nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro, e vedova di un operaio morto all’ILVA di Taranto, “il rafforzamento dell’ispettorato; se non c’è un maggior numero di ispettori e una loro specializzazione, in modo che non siano soltanto dei burocrati, non vedo a cosa serve un impianto di pene e sanzioni”. Già nei giorni scorsi, ha ricordatola Caliolo, “le dichiarazioni di Sacconi avevano fatto prevedere un ammorbidimento in questo senso, portando avanti le ragioni della crisi, della perdita dei posti di lavoro, degli ulteriori danni da arrecare alle imprese”. Con estremo senso della sintesi la Caliolo ha spiegato “se io sono ubriaca e mi metto al volante su una strada pedonale e ammazzo un pedone, è omicidio volontario, non vedo perché non debba essere così anche per le morti in fabbrica; quel testo andava completato e non tagliuzzato, modificato, perché se una legge è già approvata deve andare avanti”. Scetticismo viene espresso anche da Legami d’acciao, l’associazione che riunisce i familiari delle vittime e gli ex operai delle acciaierie Thyssenkrupp, “se guardiamo bene la legge era già nata da un estremo tentativo di mediazione fra molte posizioni e comunque dava fastidio al padronato”, ha dichiarato Ciro Argentino, ex operaio della ThyssenKrupp, aggiungendo che, “se mettiamo in conto poi che l’applicazione della legge non c’è stata da nessuna parte, allora capiamo perché si è cominciato a parlare di modifica, di chiarificazione della normativa, si è preferito annacquare la legge piuttosto che applicarla”. Il diciotto del prossimo mese, ha anticipato Argentino, “ci sarà una grande manifestazione a Taranto, proprio per invocare e rilanciare certe cose dette nel testo della legge, in difesa dei luoghi di lavoro e per stabilire un punto importante: non ci può essere una giustizia a doppio binario, quello del cittadino e quello dell’imprenditore, l’applicazione della giustizia deve essere uguale per tutti e noi speriamo che proprio il processo avviato contro la ThyssenKrupp lo dimostri finalmente anche in un paese come il nostro” (Articolo21)

domenica 29 marzo 2009

liberi dall'incubo!

Ecco un messaggio che circola in rete riguardo alla chiusura della Copersalento, socetà di trattamento e incenerimento dei rifiuti, accusata di dispensare diossina in tutto il territorio di Maglie.
Solito scenario: terreno contaminato, acqua tossica, pecore e animali abbattuti per diossina, latte, formaggio e prodotti agricoli invendibili perchè velenosi.
Ma qui l'epilogo è diverso, leggiamolo nelle parole dei cittadini:

Oggetto: ABBIAMO VINTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' FINITA, E' FINITA, E' FINITAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
LA COPERSALENTO NON ESISTERA' PIU'!
CE L'ABBIAMO FATTA!
DOMENICA ALLE 11.00 SI TERRA' COMUNQUE LA MANIFESTAZIONE, NON MANCATE! SARA' ANCORA PIU' BELLO PARTECIPARE...
GRAZIE A TUTTI VOI... DI CUORE...

Salute e ambiente. Un libro di Laura Corradi

Mercoledì 8 Aprile, alle ore 19:00, si terrà a Taranto la presentazione del libro:

Salute e ambiente. Diversità e disuguaglianze sociali di Laura Corradi

Questo volume ha per oggetto le differenze e le disuguaglianze nella salute. Non solo quelle nella sanità, spesso alla ribalta delle cronache nel nostro paese proprio per la loro evidenza. Una iniquità di trattamento viene perpetrata infatti ai danni delle persone malate delle classi più svantaggiate in termini economici e di istruzione: coloro che entrano nel sistema sanitario pubblico senza raccomandazioni, senza l'esperienza necessaria, senza potere di negoziazione con l'istituzione sono più frequentemente vittime di negligenza e abusi.
Sarà presente l'autrice.

Il Comitato di quartiere "Città Vecchia" Taranto, si trova in Arco Paisiello G18 (nei pressi del nuovo ufficio postale). Info: 0994716012

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Bel nome "Fenice" per un inceneritore...

E leggiamo in questa notizia quanto faccia bene a Melfi questa "Fenice"!

Un’ordinanza del sindaco di Melfi del 13 marzo scorso vieterebbe l’utilizzo dell’acqua presente nei pozzi siti all’interno del perimetro di Fenice e fino a valle. Lo rende noto Michele D’Anghela del comitato di Melfi contro l’inceneritore . “L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente di Basilicata, che periodicamente fa i rilevamenti nella Zona, - riferisce D’Anghela - ha comunicato in data 3 marzo al sindaco di Melfi lo stato dell’inquinamento delle falde acquifere sotterranee, non solo nel perimetro del termodistruttore, ma anche a valle». «Solo successivamente, in data 12 marzo l’azienda Fenice ha comunicato al sindaco quanto già comunicato dall’Arpab». D’Anghela ha denunciato come mai Fenice “ non abbia fatto prima dell’Arpab i rilievi a cui chiediamo di pubblicare tutti i dati per rendere manifesta la situazione ambientale non solo di Fenice ma dell’intera zona?». L’appello di D’Anghela è rivolto anche a tutti i comuni dell’area nord di Basilicata che sono interessati dal fenomeno. «Devono a loro volta munirsi del rilevatore di inquinamento che c’è comunque ed è costante, così come ne è dotato il comune di Melfi. Chiediamo al sindaco Ernesto Navazio di convocare un consiglio comunale aperto con i sindaci dell’area nord, assieme all’Asl ed alla Regione per fare il punto sulla situazione critica e porre rimedio a questo grave problema». «Vogliamo sapere cosa succede al nostro ambiente” . Considerando anch e l’aumento del numero di tumori in Basilicata il problema della sorveglianza ambientale deve essere al primo posto in tutte le amministrazioni. Anche i cittadini sono chiamati a mobilitarsi per difendere la propria salute». La OLA si associa alla richiesta del Comitato di Melfi e chiede di far luce sulla grave situazione ambientale causata dall’inceneritore Fenice nell’area del Vulture-Melfese. (olambientalista)