giovedì 15 maggio 2008

Puglia, la seconda regione d’Italia per produzione di energia da combustibili fossili

E' scritto in "Grande industria e Mezzogiorno" un libro di Federico Pirro e Guarini: c'è da esserne felici?

Mercoledì 7 Maggio 2008, alle ore 16.30, presso l'Aula Polivalente dell'Università Luiss Guido Carli (Viale Romania, 32 - Roma) si è tenuto il Convegno di presentazione del volume "Grande Industria e Mezzogiorno", curato da Federico Pirro e Angelo Guarini ed edito da Cacucci.
Nel corso del convegno sono intervenuti:
- Massimo Egidi - Rettore luiss Guido Carli
- Massimo Ferrarese - Presidente Confindustria Brindisi
- Luca di Montezemolo - Presidente luiss Guido Carli (intervento registrato)
- gli autori: Federico Pirro - Università di Bari, e Angelo Guarini - Direttore Confindustria Brindisi
- Giuseppe Di Taranto - luiss Guido Carli
- Luca Paolazzi - Direttore Centro Studi Confindustria
- Innocenzo Cipolletta - Presidente Ferrovie dello Stato

__________________________________________________________________________________

Leggiamo nella recensione del Libro che trovate qui sotto che
nel Mezzogiorno sono presenti:
  • la più grande fabbrica d’Italia per numero di dipendenti diretti col gigantesco impianto Siderurgico a ciclo integrale dell’Ilva di Taranto del Gruppo Riva - che supera anche la Fiat Auto a Mirafiori - e che è anche il maggior impianto siderurgico d’Europa..... ma mi piacerebbe sapere se c'è anche scritto che grazie a questa fabbrica Taranto regala alla Nazione il 90,3% di diossina.... ed altro ancora.... Una grande fortuna.
  • ben oltre la metà della capacità di raffinazione petrolifera del Paese: ma nonostante tutta questa grande raffinazione (che significa tanto profitto per gli industriali, e tanto inquinamento per noi che abitiamo in prossimità degli impianti in questione), secondo un'indagine della Federconsumatori, "risulta che viaggiando in tutta la Puglia il prezzo della benzina cambia di pochissimo da un distributore all'altro. Paradossale come l'Agip ,società pubblica, risulti spesso la più cara ma nche le cd pompe bianche non sempre sono all'altezza delle attese dei consumatori. Agli aumenti speculativi internazionali si aggiunge dunque una debole concorrenza su cui sta per pronunciarsi l'Antitrust che ha da tempo aperto una indagine nei confronti degli 8 grandi gruppi petroliferi." L'indagine in questione è scaricabile al sito di Piazza Consumatori.
  • oltre all’Enel - i più grandi gruppi energetici italiani come Edison, Sorgenia, Enipower ed esteri come British gas, Endesa-Eon, Atel, Gas Natural, con centrali a turbogas, a olio combustibile e con distribuzione del gas : ma quali vantaggi ne traiamo dalla presenza di questi gruppi energetici? Risparmi nelle bollette?!
E c'è da andare orgogliosi della Puglia, come seconda regione d’Italia per produzione di energia da combustibili fossili?

E c'è da andare orgogliosi di un Sud che ospita
grandi stabilimenti produttori e manutentori di materiale rotabile ferroviario della AnsaldoBreda a Napoli, Reggio Calabria e Palermo, del Gruppo Firema a Caserta e delle Ferrovie dello Stato a Foggia.... considerato il fatto che i nostri treni vanno sempre a rilento?

E lo sapevate che
la Coca Cola detiene il polo delle acque minerali del Vulture Melfese e la Nestlè ha acquistato acque minerali in Sicilia?
"...
E si pensi che la Nestlè vorrebbe acquistare l’acquedotto pugliese, il più grande d’Europa."

C'è da esserne felici??? L'acqua che diventa ancora una volta una merce...

Insomma la presentazione e la visione ottimistica che fanno Pirro e Guarini di un Sud arricchito da tante industrie e multinazionali non tiene se si pensa alle tante devastazioni che le stesse hanno provocato sul territorio. Non si intende generalizzare, e fare di tutta un'erba un fascio. Ci sono aziende che hanno dato e continuano a dare tanto al territorio, ma altrettante che costringono intere popolazioni ad ammalarsi di cancro, a convivere con emissioni pesanti di sostanze nocive, con le polveri e i fumi e i rumori della fabbrica.....

E poi Taranto si vantava tanto del suo porto "industriale": il secondo in Italia
per movimentazione complessiva di materie prime e beni finiti.
C'è da esserne felici di sapere che Michele Conte, presidente dell'Autorità Portuale, si trova ora agli arresti domiciliari per corruzione, falso ed abuso?
Ma questa è notizia di pochi giorni fà.....
___________________________________________________________________________________




La Recensione del Libro tratta da Brindisium.net

"
Sintesi del volume
Questo libro alla maggior parte dei lettori potrà apparire un insieme di sorprese, persino clamorose, destinate probabilmente a cambiare, o almeno a riproblematizzare, una visione vecchia e decisamente stereotipata del Mezzogiorno.
Quanti, ad esempio, sanno che la più grande fabbrica d’Italia per numero di dipendenti diretti (13.346 + 3.100 nell’indotto) è il gigantesco impianto Siderurgico a ciclo integrale dell’Ilva di Taranto del Gruppo Riva - che supera anche la Fiat Auto a Mirafiori - e che è anche il maggior impianto siderurgico d’Europa ?
Ed inoltre, quanti sanno che ben oltre la metà della capacità di raffinazione petrolifera del Paese è insediata nel Mezzogiorno con 5 raffinerie in Sicilia, una a Taranto e la più grande d’Italia che è in esercizio a Sarroch nel Cagliaritano (1.000 addetti diretti + 3.000 nell’indotto), facente capo alla Saras della famiglia Moratti, raffineria che è anche la più grande del Mediterraneo e una delle sei maggiori d’Europa ?
Ed è noto che dei cinque impianti di cracking esistenti in Italia, ben 4 sono localizzati nel Mezzogiorno e quello di Priolo nel Siracusano è il più grande d’Italia e fra i maggiori d’Europa ?
E i pozzi petroliferi in Basilicata - i maggiori on-shore d’Europa – che creano solo in Basilicata un indotto di 1.500 unità sono noti ?
Ed è conosciuto dagli addetti ai lavori il dato che nel settore della chimica fine operano fra gli altri nel Mezzogiorno i grandi gruppi farmaceutici mondiali della:
1) Sanofi Aventis con 2 impianti a L’Aquila e Brindisi;
2) Serono Merck a Bari;
3) Novartis nel Napoletano con 412 addetti diretti
4) Wyet Wederle a Catania con 1.000 addetti diretti.
E, passando al settore dell’auto e dell’automotive, quanti sanno che oltre il 50% della capacità produttiva di auto e di veicoli commerciali leggeri del Gruppo Fiat è insediata nel Mezzogiorno nei grandi stabilimenti:
1) della Sevel ad Atessa in Abruzzo (6.300 addetti diretti, 700 interinali e oltre 3.000 nell’indotto);
2) dell’Alfa Romeo a Pomigliano d’Arco (5.000 diretti più 5.000 nell’indotto);
3) della Fiat Sata a Melfi in Basilicata (5.200 diretti e 3.000 nell’indotto di primo livello);
4) della Fiat auto a Termini Imerese nel Palermitano (1.500 addetti diretti più 400 nell’indotto) ?
E quanti sanno che il Gruppo Fiat ha anche altri grandi stabilimenti a Sulmona, Termoli, Napoli (2), Avellino, Valle dell’Ufita, Foggia, Bari, Lecce dove produce componentistica, motori, autobus, e macchine movimento terra ? Stabilimenti ai quali bisogna aggiungere quelli della Ergom recentemente acquisita dal Gruppo torinese ?
E’ noto inoltre che a Bari esiste un grande polo di componentistica per auto con gli imponenti impianti dei Gruppi Bosch, Firestone, Getrag, Magneti Marelli, Graziano Trasmissioni, Skf e il loro indotto ?
E quanti sanno che uno dei più grandi poli aeronautici d’Italia è localizzato nell’area di Napoli, seguita dai poli di Brindisi, Foggia e Grottaglie nel Tarantino ?
Ed è noto che:
1) in Puglia a Brindisi esiste la più grande centrale termoelettrica d’Italia che è dell’Enel, da 2.640 MW con 470 addetti diretti e 800 nell’indotto;
2) che la Puglia è la seconda regione d’Italia per produzione di energia da combustibili fossili;
3) che la stessa Puglia è la prima regione per produzione di energia da fonte eolica ?
Ed è noto che nel Mezzogiorno vi sono - oltre all’Enel - i più grandi gruppi energetici italiani come Edison, Sorgenia, Enipower ed esteri come British gas, Endesa-Eon, Atel, Gas Natural, con centrali a turbogas, a olio combustibile e con distribuzione del gas ?
E quanti sanno che nel settore dell’Information and Communication Tecnology esistono i poli di livello mondiale:
1) della STMicroeletrocnics a Catania con 4.600 addetti diretti, in quella che è nota come l’Etna Valley;
2) della Micron ad Avezzano nell’Aquilano in Abruzzo con 2.000 addetti diretti;
3) della Ericsson a Marcianise ?
4) della bioinformatica nel Cagliaritano, mentre in Sardegna è nata Tiscali di Renato Soru ?
Ed è noto inoltre che la Campania è la terza regione d’Italia per produzione di elettrodomestici con i 2 grandi poli della Indesit nel Casertano, della Whirpool a Napoli - con 18 aziende dell’indotto - e della Siltal sempre nel Casertano ?
E quanti sanno che la più grande fabbrica d’Italia di aerogeneratori per l’energia eolica è insediata a Taranto ed appartiene alla multinazionale danese Vestas, leader assoluto a livello mondiale nel settore, con 600 addetti diretti a Taranto e 1.000 nell’indotto ?
E’ noto inoltre che nel Mezzogiorno esistono grandi stabilimenti produttori e manutentori di materiale rotabile ferroviario della AnsaldoBreda a Napoli, Reggio Calabria e Palermo, del Gruppo Firema a Caserta e delle Ferrovie dello Stato a Foggia ?
Massiccia è anche la presenza di cementerie dei 4 grandi gruppi nazionali Italcementi, Buzzi Unicem, Colacem, Cementir, con le loro aziende produttrici di calcestruzzi, più gli impianti di produttori minori.
Così come è da segnalare la presenza dei numerosi impianti della pugliese Fantini-Scianatico, divenuta fra i maggiori produttori italiani di laterizi con stabilimenti anche all’estero.
Nel comparto della prefabbricazione pesante spiccano gli impianti in Puglia della piacentina RDB, il più grande produttore italiano del comparto.
Ed è risaputo che nel Mezzogiorno esistono tre grandi poli navalmeccanici a Castellammare di Stabia nel Napoletano, a Palermo – questi due controllati dalla Fincantieri - e nel Messinese, dove opera fra gli altri operatori la Roqriquez del Gruppo Immsi di Roberto Colaninno ?
E che a Taranto esiste il più grande Arsenale della Marina Militare Italiana con 1.700 addetti, insieme a quello di La Spezia ?
Ed è noto che nell’area di Napoli si concentrano 80 produttori di nautica da diporto, mentre un altro polo dello stesso settore è a Messina ed un altro in via di sviluppo a Manfredonia nel Foggiano ?
Ed è noto che nell’area di Napoli esiste una delle più grandi concentrazioni di armatori d’Europa, con alcuni gruppi leader a livello mondiale in specifici segmenti di transhipment come il Gruppo Grimaldi per quello degli automezzi e la MSC dell’imprenditore sorrentino-ginevrino Aponte che oltre ad essere fra gli operatori leader nel settore delle crociere è il secondo al mondo nella movimentazione di container ?
E a quanti è noto che il più grande porto container del Mediterraneo per numero di TEUs movimentati nel 2007 è quello di Gioia Tauro ?
E che nel Mezzogiorno ne esistono altri quattro di rilevante capacità di movimentazione a Taranto, Cagliari, Salerno e Napoli ?
E che il secondo porto d’Italia dopo quello di Genova per movimentazione complessiva di materie prime e beni finiti è quello industriale di Taranto che ha superato Trieste ?
Ma anche nelle aziende del più classico made in Italy – agroalimentare, tessile-abbigliamento-calzature e legno-mobilio – i grandi gruppi italiani ed esteri sono tanti.
Nell’agroalimentare, ad esempio, nel Mezzogiorno vi sono grandi stabilimenti dei Gruppi italiani ed esteri:
1) Unilever con la più grande fabbrica d’Europa di gelati a Caivano (Na) con 980 addetti;
2) Barilla con i grandi pastifici di Marcianise e di Foggia e con il polo dei prodotti da forno di Melfi e con il molino di Altamura (Ba);
3) Ferrero con i due stabilimenti di Balvano (Pz) e di Sant’Angelo dei Lombardi (Av);
4) Coca Cola con gli imbottigliatori Socib e Siberg e con il polo delle acque minerali del Vulture Melfese;
5) Nestlè con le acque minerali in Sicilia;
6) Sab Miller Peroni con la fabbrica di Bari;
7) Heineken con gli impianti di Massafra e della Sardegna;
8) Bolton S.p.A. con il tonno Palmera e Alco;
9) Amadori con i grandi allevamenti in Capitanata;
10 Granarolo con il grande impianto di Gioia del Colle (Ba);
11)Gruppo Arena con diverse fabbriche nel Sud;
12) De Cecco con il pastificio in Abruzzo;
13) Divella con molini e pastifici nel Sud-Est Barese.
Ad essi si affiancano decine di imprese di piccoli, medi e grandi operatori locali con marchi anche molto affermati come i Gruppi Averna, grandi impianti lattiero-caseari, vitivinicoli, conservieri – Cirio, La Doria, Ar, Petti, Franzese – e il più grande produttore floricolo d’Europa, il Gruppo pugliese Ciccolella, il grande tabacchificio della British American Tabacco di Lecce, così come la più grande salina d’Europa a Margherita di Savoia nel Foggiano.
Nel comparto dell’abbigliamento fanno testo i gruppi Sixty e Brioni in Abruzzo, IT Holding S.p.A. nel Molise - che superano ognuno i 650 milioni di euro di fatturato - il Valentino Group, la Romano Jeans, i calzaturifici Filanto e Nuova Adelchi nel Salento.
Alcuni marchi del polo napoletano dell’abbigliamento di lusso – Kiton, Harmont & Blaine, Isaia, le cravatte di Marinella ed altri - sono noti ormai in tutto il mondo.
Nel legno-mobilio il Gruppo Natuzzi resta leader a livello mondiale nei salotti in pelle.
Anche nell’edilizia si segnalano importanti gruppi locali come quello di Carlo Toto in Abruzzo - noto anche per la sua compagnia aerea Air One - Matarrese, Intini, Leadri, De Lieto ed altri.
Nel settore dell’editoria giornalistica tutte le maggiori testate nazionali sono presenti nel Sud con dorsi nelle edizioni nazionali – Corriere della Sera, la Repubblica, il Mattino, il Sole 24 Ore, che stampano in teletrasmissione in centri stampa avanzatissimi di operatori locali.
A Conversano in provincia di Bari ha sede il Gruppo televisivo Telenorba che secondo dati ufficiali Auditel è la prima in Italia fra le televisioni regionali e sovraregionali, non nazionali.
Fra le case editrici si segnalano la Laterza di Bari e le case editrici napoletane, e siciliane.
Si citano anche aziende del settore cartario e cartotecnico come i due impianti delle cartiere Burgo, il Poligrafico dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Foggia, gli stabilimenti cartotecnici del Gruppo Seda del Dott. D’Amato e numerose aziende nel settore del tissue come la Fater S.p.A. di Pescara che con i suoi 1.000 addetti è nota per i pannolini Lines.
Ma tante altre realtà industriali nazionali ed estere è possibile scoprire, scorrendo le pagine di questo libro, nel quale attenzione viene prestata anche alle industrie di imprenditori locali, massicciamente impegnati con successo, in tutti i comparti analizzati, in processi di crescita e di riposizionamento competitivo.

La localizzazione dell’industria nel Mezzogiorno e i poli di sviluppo.
Sotto il profilo della localizzazione delle grandi industrie analizzate nel volume, emerge - dagli investimenti realizzati in esse negli ultimi dieci anni - che la maggior parte si è concentrata nei grandi poli che all’inizio degli anni Sessanta del Novecento furono individuati come aree trainanti della crescita del Mezzogiorno e cioè:
1) Chieti San Salvo;
2) Termoli;
3) Napoli Pomigliano d’Arco;
4) Foggia-Incoronata;
5) Bari-Modugno;
6) Brindisi;
7) Taranto-Massafra-Grottaglie;
8) Catania;
9) Palermo Termini Imerese;
10) Priolo-Augusta-Melilli;
11) Gela;
12) Sarroch-Cagliari;
13) Sulcis Iglesiente Portovesme;
14) Porto Torres.
Ad essi si affiancano poli di più recente costituzione come Atessa, Melfi, Lecce- Surbo, Gioia Tauro, ma anche aree di più antica industrializzazione diffuse in varie regioni del Sud d’Italia.

Alcune considerazioni conclusive.
Prima considerazione: nella parte meridionale del Paese dunque si localizzano settori strategici dell’Industria italiana - con tutte le loro diffusissime attività nell’indotto - con i quali il nostro Paese compete nel mondo: difenderli in logiche di mercato significa difendere un segmento importante dell’industria italiana.
Seconda considerazione: per incrementare gli investimenti industriali nel Mezzogiorno senza disperderli settorialmente e territorialmente, uno degli strumenti che ha ben funzionato è quello dei contratti di programma per i grandi gruppi o per consorzi di piccole e medie imprese.
Pertanto bisogna intensificare al massimo i contratti di programma, puntando ad attrarre grandi gruppi nazionali ed esteri con le loro attività dell’indotto.
Terza considerazione: dalla ricerca è emerso il ruolo tuttora strategico in determinati comparti e in singole aree del Sud di aziende controllate da capitale pubblico - Enel, Eni, Finmeccanica, Fincantieri, Ferrovie dello Stato, Poligrafico dello Stato - restituite a piena efficienza. Pertanto in specifici comparti tali presenze pubbliche andrebbero conservate, associando capitali privati nella gestione di singole impianti là dove possibile.
Quarta considerazione: i ‘poli di sviluppo’ prima ricordati sono tuttora le aree trainanti della crescita meridionale con le quali il Mezzogiorno compete nel mondo e che furono individuati dalle politiche di programmazione governativa negli anni Sessanta del ’900. Da tali poli pertanto si può ripartire per una rinnovata strategia di industrializzazione del Mezzogiorno nell’interesse di tutto il Paese

________________________________________________________________

mercoledì 14 maggio 2008

Rassegna stampa

Fonte: Corriere del Mezzogiorno, 14 maggio 2008, pagina 8

Qualcosa non va con i nostri ragazzi

Trovato su Ebay, da Taranto,

Numero oggetto: 280224112636

Vendo Coscienza, usata pochissimo

Vendo Coscienza, 22 anni di vita ma è stata utilizzata pochissimo e consultata solo in rarissime occasioni. E' evidentemente sporca ma si può lavare tranquillamente scegliendo uno dei tanti culti religiosi (ma anche no) e un edificio adatto per lo scopo (chiesa, moschea, organizzazioni di beneficienza ecc...)!!!

Nel caso l'acquirente mi stia simpatico e se l'asta raggiungerà una cifra decente IN OMAGGIO:

- i pochi scrupoli che mi sono rimasti

- coltello da cucina molto affilato

Per la spedizione troveremo il modo, forse...

Trovato l'acciaio tra gli ulivi!

Vi ricordate l'acciaio tra gli ulivi che fu lo slogan dello sviluppo tarantino? Eccolo, lo abbiamo trovato, si nascondeva, nessuno se ne ricordava più: una ciminiera piccola piccola e nascosta che ci racconta la storia dei nostri ultimi cinquant'anni. Che cara, sembra un caminetto di campagna!

Quanto ridere fa oggi la miseria dell'agricoltura e della pesca di fronte al progresso della macchina! Siamo tutti ricchi ora, e in salute. Pensate che miserabile monotonia se, tra quelle fresche frasche sul rione Tamburi, ci fossero state altre frasche, e masserie e campi di grano!
Oggi possiamo dirlo, è andato tutto per il meglio, criminalità e disoccupazione sono ricordi da brigantaggio. Lo Stato, prima, e i privati, poi, si sono accollati i nostri problemi e ci hanno dato le buste paga per attivare tutti i mutui che vogliamo!
Se solo riuscissimo a far capire ai turisti, ai malati terminali e ai loro parenti tutto il bene di questa fortuna!
Il loro problema è di non aver ancora imparato a leggere i segnali di fumo...

Saluti da Taranto

Rassegna stampa

I temi della rassegna:

- Il programma dell'Area Vasta, capofila il Comune di Taranto, con l'indicazione delle figure coinvolte e degli step così come presentato ieri a tutte le associazioni (compreso il Comitato per Taranto che è stato direttamente convocato).

- L'accordo proclamato tra ILVA e Università per la ricerca sulla siderurgia a Taranto...

- Una scheda sul film "Mare Piccolo" che il regista Alessandro di Ribilant girerà a Taranto con il contributo della RAI.

- Una intervista "chiarificatrice" al neo ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo sulle future mosse del Ministero...

- Una lettera sul problema del razionamento ingiustificato dell'acqua potabile da parte dell'Acquedotto Pugliese nella provincia orientale tarantina

- Una memoria su Mario Costa, il cantautore tarantino, poco celebrato dai suoi concittadini, che scrisse la celebre "Era de maggio", di cui il 24 luglio ricorreranno 150 anni dalla nascita.








martedì 13 maggio 2008

Eco iniziative ........

14 maggio 2008

La S.V. è invitata alla

“Festa dell’Energia Rinnovabile”

presso il Salone degli Stemmi

Provincia di Taranto - Via Anfiteatro 4

L'appuntamento, previsto nell'ambito di “Vai col Vento” - Programma Regionale di formazione e sensibilizzazione ambientale per lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’efficienza energetica - è rivolto alle Istituzioni Scolastiche ed all’intera comunità locale e si replicherà anche nella sede dell'Università del Salento a Lecce (17 Maggio).


LA "FESTA DELL'ENERGIA RINNOVABILE" DELLA PROVINCIA DI BARI PREVEDE:

  • Workshop “Verso una generazione distribuita delle Fonti Energetiche Rinnovabili – Piccola taglia, Efficienza Energetica, Accesso al credito, Innovazione Programmatica e Normativa”
  • “Il Bello dell’Eolico” - Mostra fotografica dedicata all'eolico
  • “F.E.R. Corner” - spazi espositivi di partner e sponsor di progetto
_________________________________________________________________________________

COMITATO CITTADINO "PROAMBIENTE" MODUGNO
VENERDI 30 MAGGIO 2008
c/o SHALTER Club - Via ROMA 140 - MODUGNO (Ba)
ore 19.30
CENTRALE + INCENERITORE + CEMENTO - RACCOLTA DIFFERENZIATA =
LA MODUGNO CHE NON VOGLIAMO!!
presenta: Tino FERRULLI

ore 21.00
MARCO TRAVAGLIO
presenta il libro
SE LI CONOSCI
LI EVITI
RACCOMANDATI, RICICLATI, CONDANNATI, IMPUTATI, IGNORANTI, VOLTAGABBANA,
FANNULLONI DEL NUOVO PARLAMENTO
modera: Nicola CATUCCI


Diventare cittadini attivi

Ecco il vademecum redatto da Alessandro Marescotti e Carlo Gubitosa per far valere il proprio diritto a partecipare alle scelte ambientali (e non solo) contribuendo attivamente allo sviluppo del proprio territorio.

Read this doc on Scribd: tecnologie partecipazione[2]

Eco Rassegna









lunedì 12 maggio 2008

Rassegna stampa



Arrivederci a Taranto

Venerdì 16 maggio alle ore 17.30 nel salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto, il Circolo Legambiente di Taranto, in collaborazione con il CSV (Centro Servizi Volontariato) presenterà il documentario "Arrivederci a Taranto" di Roberto Paolini e Paola Podenzani, regista e giornalista milanesi, che dopo un casuale passaggio nella nostra città, hanno voluto capire come fosse possibile la convivenza tra una città e l'enorme mostro d'acciaio che ne domina il paesaggio.


domenica 11 maggio 2008

Comunicato stampa

L'iniziativa svoltasi a Bari "Taranto sotto la lente" organizzato dall'Arpa Puglia, in occasione della Fiera Mediterre, ha permesso di fare il punto sullo stato di inquinamento del territorio jonico, raccogliendo i dati di tanti esperti scientifici.

Finalmente a Bari si è discusso di Taranto quindi e delle sue problematiche ambientali, e non si sono prese decisioni calate dall'alto come siamo soliti ricevere qui da Taranto quando di industria in Regione Puglia si tratta.
Non ultima, la determinazione dirigenziale n.172 del 14 marzo 2008 dell'Assessorato all'ecologia della Regione Puglia, che esclude il progetto relativo all'impianto di zincatura a caldo da installare nello stabilimento siderurgico di Taranto della ILVA S.p.A., dalle procedure di V.I.A. anche per la motivazione che "gli impatti attesi in fase di esercizio per quanto riguarda i comparti atmosferico, idrico, suolo e sottosuolo, rumori, paesaggio, risultano minimali".
In questo modo noi cittadini del Comitato per Taranto, che avevamo chiesto all'allora assessore del Comune di Taranto Pastore di accedere alla documentazione sulle emissioni della zincatura a caldo e di esprimere delle osservazioni ambientali in merito, siamo stati messi completamente fuori gioco.
Siamo davanti ad una nuova ed incredibile trasgressione della Convenzione di Aarhus, che mira ad assicurare "l'accesso del pubblico alle informazioni sull'ambiente detenute dalle autorità pubbliche e a favorire la partecipazione dei cittadini alle attività decisionali aventi effetti sull'ambiente".
Inoltre la Valutazione di Impatto Ambientale prevede espressamente la partecipazione del pubblico nell'elaborazione di piani e programmi in materia ambientale.
Siamo stati dunque colpiti e feriti due volte.
Inoltre siamo completamente tenuti all'oscuro dei dati delle sostanze inquinanti che fuoriescono dai tanti impianti industriali presenti sul territorio jonico. Ad esempio se conosciamo oggi i dati sulla diossina che fuoriesce dall'Ilva, contenuti nel registro Ines, nulla si sa invece di industrie come la Cementir.
Allora ci domandiamo, quali poteri e diritti hanno i cittadini per pretendere la trasparenza dei dati? E quali altri per evitare che determinazioni in ambito ambientale vengano emesse segretamente, senza prima consultare la cittadinanza? quali sono le condizioni per l'accesso alla giustizia in materia ambientale?
Per rispondere a queste e a tante altre domande, e per rafforzare la nostra consapevolezza di cittadini attivi, il Comitato per Taranto organizza per lunedì 12 maggio 2008, ore 18.00 presso la sede della Uil in Piazza Dante, un incontro pubblico informativo dal tema "Cittadinanza attiva: poteri e strumenti per la salvaguardia ambientale".
Interverranno all'incontro il dott. Massimo Ruggieri e il dott. Arturo Acacia che relazioneranno sui poteri e strumenti di cittadinanza attiva (con la presentazione della Rubrica del Cittadino attivo)
Modererà l'incontro il prof. Alessandro Marescotti.
E' un momento di riflessione a cui la cittadinanza è invitata a partecipare perché ci si renda conto di "quanto poco e volutamente si sa" e di quanto noi come cittadini possiamo fare per il nostro territorio.

Accidenti, avete autorizzato un nuovo impianto che produce diossina!

Una lettera di Alessandro Marescotti a Nichi Vendola e Michele Losappio

Ancora una volta noi cittadini siamo stati scavalcati.
La determinazione dirigenziale n.172 del 14 marzo 2008 dell'Assessorato all'ecologia della Regione Puglia, esclude il progetto relativo all'impianto di zincatura a caldo da installare nello stabilimento siderurgico di Taranto della ILVA S.p.A., dalle procedure di V.I.A. anche per la motivazione che
"gli impatti attesi in fase di esercizio per quanto riguarda i comparti atmosferico, idrico, suolo e sottosuolo, rumori, paesaggio, risultano minimali". In questo modo noi cittadini del Comitato per Taranto, che avevamo chiesto all'allora assessore del Comune di Taranto, Bruno Pastore, di accedere alla documentazione sulle emissioni della zincatura a caldo e di esprimere delle osservazioni ambientali in merito, siamo stati messi completamente fuori gioco. Siamo davanti ad una nuova ed incredibile trasgressione della Convenzione di Aarhus, che mira ad assicurare "l'accesso del pubblico alle informazioni sull'ambiente detenute dalle autorità pubbliche e a favorire la partecipazione dei cittadini alle attività decisionali aventi effetti sull'ambiente". Inoltre la Valutazione di Impatto Ambientale prevede espressamente la partecipazione del pubblico nell'elaborazione di piani e programmi in materia ambientale. A luglio del 2007 sul sito dell'Arpa Puglia veniva posto in visione il file dioxins_final_rep.pdf e a pagina 25 la zincatura a caldo figurava nella lista delle sorgenti di diossina anche se classificata come minore (minor source) rispetto all'impianto di agglomerazione (main source). Vi segnalo anche il "dioxin toolkit" delle Nazioni Unite (http://www.peacelink.it/ecologia/a/25036.html) che contiene tutti i fattori di emissione di diossine per tutti i tipi di industria. A pag 70 spiega come e perché le diossine si formino durante la zincatura, mentre a pagina 71 la tabella 24 indica i fattori di emissione in microgrammi per tonnellata di acciaio prodotta. Dalla tabella si evince come l'emissione in atmosfera sia piccola, mentre i numeri per i residui solidi (rifiuti) siano i più alti in assoluto. La domanda da porsi è quindi cosa ne facciano in Ilva di queste polveri e che precauzioni e che consapevolezza abbiano i lavoratori che eventualmente le maneggiano. Se vi fosse stata una VIA avremmo potuto fare le nostre osservazioni. Invece siamo stati scavalcati. Ma perché agite così? La sconfitta della Sinistra Arcobaleno non è sufficiente per riflettere sui clamorosi errori per cui tanta gente non vi ha più votato?

Alessandro Marescotti
http://www.peacelink.it
http://www.tarantosociale.org

venerdì 9 maggio 2008

Non Eureka ma UREA!

Ecco lo stato e le proposte dei miglioramenti impiantistici che l'ILVA di Taranto ha presentato alla Regione Puglia per la riduzione degli inquinanti.
La strada è lunga e piena di urea...


Cronoprogramma dell'Accordo di Programma


Ecco il cronoprogramma presentato per la definizione dell'accordo di programma per il rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) alle principali industrie presenti a Taranto.
Tutte le fasi sono state indicate con precisione, compresa la data del 29 maggio per l'audizione delle associazioni ambientaliste. Noi ci saremo!
Le istruttorie CEMENTIR, SANAC E AMIU si concluderanno il 15 luglio, EDISON il 20 agosto, ENI il 15 settembre, per l'ILVA si dovrà attendere il 18 dicembre. Le fasi finali che riguardano la conferenza di servizi definitiva e il rilascio dell'atto autorizzativo sono previste dal 16 gennaio 2009 al 13 marzo 2009, data definitiva di chiusura di tutto!

Rassegna stampa

L'Italia si aggiudica il terzo posto per emissioni di CO2 nella UE. La Puglia è seconda solo alla Lombardia per quantità di anidride carbonica rilasciata in atmosfera. Taranto contende a Brindisi il primato.
Se tutto va bene con il potenziamento delle centrali, con gli inceneritori e con il raddoppio ENI potremmo arrivare alla medaglia d'oro...!
In ogni caso, a chiedere una deroga a Kyoto per Taranto ci hanno già pensato gli onorevoli Vico e Franzoso. Ci riproveranno con questa legislatura?
Ma cosa vorranno, poi, questi giapponesi?
Lasciateci appestare casa nostra per la ricchezza altrui!

mercoledì 7 maggio 2008

Comunicato Stampa

Ieri si è tenuta la conferenza stampa convocata dal direttore dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (Arpa), prof. Giorgio Assennato, per commentare i risultati della seconda campagna di monitoraggio dei livelli di diossina prodotta dal camino dell'impianto di agglomerazione dell'Ilva di Taranto.

I risultati erano già noti e la loro conferma non lascia spazio ad alcun dubbio: la diossina continua inesorabilmente ad aumentare e neppure di poco.
Il dato allarmante riguarda un preoccupante quanto prevedibile raddoppio delle emissioni di diossina, passati dai 3,88 nanogrammi per metro cubo di fumi emessi dal camino E312 dell'Ilva, rilevati nel corso della campagna di monitoraggio di giugno 2007, ai 6,96 del febbraio scorso.
Questa è la risposta concreta che l'azienda fornisce ai cittadini, agli amministratori e agli innumerevoli atti d'intesa fino ad ora susseguitisi in città.
Nessuna riduzione del micidiale inquinante e nessuna risposta alla crescente domanda di sicurezza, salute e cambiamento proveniente dalla società civile tarantina.
Mentre a giugno 2007, nei giorni di rilevamento, i flussi emessi dal camino erano visibilmente inferiori a quelli che siamo abituati a vedere in tutto l'arco dell'anno, a febbraio non si è registrata alcuna riduzione e l'attività può assimilarsi ragionevolmente alla marcia ordinaria del processo produttivo, con i risultati che sono inconfutabilmente sotto gli occhi di tutti. L'Arpa Puglia ha stimato un'emissione annua di diossina dal camino E312 dell'Ilva pari a 172 grammi. E' una dato annuo che fissa una media, ma sono state registrate punte che, proiettate sui 365 giorni, possono arrivare a 205 grammi. Moltiplicando il valore medio rinvenuto (172 grammi) per i 45 anni di funzionamento dell'impianto di agglomerazione si ottiene un dato complessivo di emissione stimato pari a 7 chili e 740 grammi di diossina. Se si considera che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha valutato in circa 2 chili e mezzo il quantitativo di diossina fuoriuscito nell'incidente di Seveso del 1976, ci troviamo di fronte a una emissione complessiva dall'impianto siderurgico Tarantino superiore a 3 volte la diossina di Seveso. Se si aggiunge che in passato era in funzione anche un secondo impianto di agglomerazione che emetteva diossina, il dato della dispersione incontrollata di diossina a Taranto è drammaticamente più alto.
Intanto già si pensa alla prossima campagna di giugno che, a detta dell'azienda, impegnata in una sperimentazione per la riduzione della diossina, dovrebbe far registrare un sensibile calo della produzione della sostanza che, oltre che cancerogena, può causare malformazioni nei nascituri.
La tecnologia oggetto della sperimentazione è quella dell'insufflazione di un additivo a base di urea, metodo di per sé efficace, ma che ripropone l'assoluta importanza di prevedere, nell'ambito dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, il campionamento in continuo dei fumi del camino, l'unico modo per registrare 24 ore su 24 e per 365 giorni all'anno l'attività delle emissioni, senza correre il rischio che l'additivo venga insufflato solo all'occorrenza (vedi campagne di monitoraggio dell'Arpa, appunto).

A tal proposito il Comitato per Taranto ha indetto per domani alle 18, presso la sede Uil di p.le Bestat, a Taranto, un incontro pubblico con il dott. Ivano Battaglia, chimico fra i massimi esperti di tecnologie per il campionamento delle diossine.
Nell'incontro saranno analizzate le problematiche inerenti alla fattibilità del controllo in continuo della diossina nel camino E312 dell'Ilva di Taranto.


L'invito alla partecipazione è rivolto ai rappresentanti delle istituzioni locali, ai movimenti ambientalisti del territorio ed a tutti i cittadini che hanno a cuore la propria città.


Rassegna stampa

L'ARPA promette, l'ILVA licenzia!
E intanto le foto di Giulio Farella sono diventate l'occhio indiscreto su Riva anche per i giornalisti del Corsera! Prendete e pubblicatele tutte!!!
La foto sull'articolo è questa:
Taranto 18 maggio 2007, ore 7 del mattino. Autore: Giulio Farella

lunedì 5 maggio 2008

Partecipa anche tu all'assemblea sull'ambiente.

Oggi 5 maggio 2008 partecipa all'Assemblea sull'ambiente del Comitato per Taranto: alle ore 18.30 ti aspettiamo nella sede dell' AV2M (Associazione Volontari Due Mari) - Protezione Civile Nazionale - vice presidenza provinciale Area Sud - , in Via D'Alò Alfieri n 47.

Il Comitato per Taranto, come assemblea permanente di cittadini, conferma la sua apertura a chiunque volesse partecipare, senza vincoli associativi e senza alcuna influenza politica, alla costruzione di un futuro più sano per la nostra città senza inquinamento e malattie.

Facciamo sentire la nostra voce partecipando alla assemblea, scrivendo nel nostro Forum on line, o inviandoci una mail a comitatopertaranto@yahoo.it.


Ti Aspettiamo!


domenica 4 maggio 2008

Caparezza - Vieni a ballare in Puglia



I delfini vanno a ballare sulle spiagge. Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti. Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte. I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.
E tu, dove vai a ballare?


Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru, perché può capitare che si stacchi e venga giù.


Ehi turista, so che tu resti in questo posto italico. Attento, tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio. Mare Adriatico e Ionio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo, che sta arrivando il demonio. Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA, qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa. Nella zona spacciano la moria più buona: c'è chi ha fumato veleni all'ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma; fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo Paese, dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese; pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.

Rit.:
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia, tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più. Vieni a ballare e grattati le palle pure tu, che devi ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru perché può capitare che si stacchi e venga giù.

È vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica: ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica. Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia, in quella bolgia si accoppa chi sgobba; e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda, finché non ingombra la tomba. Vieni a ballare, compare, nei campi di pomodori, dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori. Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli. Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli. Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati. Mortificàti, non ti rovineremo la gita. Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.

Rit.:
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia dove la notte è buia buia buia, tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più. Vieni a ballare e grattati le palle pure tu, che devi ballare in Puglia Puglia Puglia dove ti aspetta il boia boia boia. Agli angoli delle strade spade più di re Artù, si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.

O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via. E subito penso che potrei morire senza te. E subito penso che potrei morire anche con te.

sabato 3 maggio 2008

Un bambino, un santo, una città

Lettera a San Cataldo di uno studente della scuola media Leonardo Sciascia di Talsano.
Pubblicata sul Corriere del Giorno del 1 maggio 2008, pag. 16
(E se prima di arrivare al San Cataldo passasse per i nostri amministratori?)

Caro San Cataldo,
tu sei il Santo Patrono della mia città, Taranto. Non avevo mai pensato di poterti scrivere una lettera, però dietro il suggerimento della mia prof.ssa di tecnica eccomi qui a parlarti come se tu fossi accanto a me. Come di sicuro tu già sai, la mia città ha tanti problemi... Ogni giorno sento parlare dell’inquinamento e delle tante persone che non hanno un lavoro, una casa... Vedere tanta sofferenza mi rattrista e mi sento impotente, per questo ho deciso di rivolgermi a Te che sicuramente ascolterai le mie parole e cercherai di risollevare Taranto e noi tarantini da questa situazione. Mi basta accendere la televisione per rendermi conto di quanto la mia città sia nota solo per le conseguenze provocate dall’inquinamento industriale: il cancro al polmone rimane una delle cause principali di morte e non solo tra le persone più anziane! Dai racconti dei miei genitori so che un tempo il mare era limpido e che la pesca era una delle maggiori risorse della città, purtroppo adesso la “popolazione” del mare sono solo di gli scarichi industriali, schiuma e sostanze nocive. So che l’industria permette a tante persone di lavorare e guadagnare, ma Ti prego di far capire a chi la controlla che occorrerebbero sistemi di depurazione per evitare che una fonte di benessere si trasformi in una fonte di distruzione. Accanto a questo Ti rivolgo la mia preghiera anche affinchè Tu sia vicino alle persone che sono in cerca di un lavoro per mantenere le loro famiglie, per fare in modo che la disperazione non li spinga a compiere gesti avventati e per i giovani che non imbocchino cattive strade abbagliati da facili guadagni. Dato che so quanto Tu sia infinitamente misericordioso non ho limiti nel chiederti anche e soprattutto di proteggere sempre la mia famiglia per fare in modo
che abbiano nella fede la forza per poter affrontare e superare tutti gli ostacoli che la vita ci mette davanti. Sono certo che ascolterai la mia preghiera, anche se sono solo le parole di un ragazzino... ma colme di fede.
Francesco De Fazio (1ª B)

venerdì 2 maggio 2008

La città subisce l'ennesima offesa

Nella giornata in cui i lavoratori celebrano la festa di un lavoro sempre più precario, a Taranto si continua a soffrire e a morire senza sosta.
La notizia del ferimento di 4 operai, ustionati a causa della caduta di un crostone in una colata di acciaio incandescente, rovina la giornata ad una città che ha molto poco da festeggiare.
Dopo la tragica morte dell'operaio albanese, all'interno dello stabilimento siderurgico tarantino si continuano a registrare incidenti che testimoniano quanto scarsa sia l'attenzione dell'azienda nei confronti della sicurezza e della vita dei nostri ragazzi, ad onta di comunicati stampa e dichiarazioni in cui si tenta di far credere il contrario.
Assistiamo ad un susseguirsi preoccupante di eventi rispetto ai quali i nostri rappresentanti tacciono imperdonabilmente: fuoriuscita di nubi tossiche dallo stabiliemento Eni, morti e incidenti in Ilva, emissioni nocive in aumento.
Cosa ne pensa la massima carica cittadina?
Come reagisce il Presidente della Provincia, ex sindacalista?
E la Regione che aveva dichiarato maggior attenzione alla sicurezza all'interno dei luoghi di lavoro?
Chiediamo maggior rispetto per la nostra città e per noi cittadini.
È giunto il momento di puntare i piedi e di rompere uno schema fatto di morte, miseria e complicità.
Ci auguriamo che il Sindaco sappia interpretare fino in fondo il suo ruolo di garante della sicurezza e della salute dei cittadini attribuitogli dalla legge, per proporre, subito e concretamente, le prescrizioni da far rientrare nella procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale in corso.
Chiediamo che il presidente della Provincia stia davvero dalla parte dei lavoratori e del rispetto delle regole.
La città è stanca di essere seconda al profitto, soggiacere all'incapacità e ai silenzi della propria classe dirigente in nome dei quali c'è gente che continua a morire ogni giorno.

Fermate la crisi del cibo. Petizione online

Sosteniamo e diffondiamo questa petizione. L'Africa e l'Asia sono lontane e le loro voci faticano ad arrivarci (o meglio, le "gestiamo" con i nostri media in modo da limitare la percezione del disastro e le nostre responsabilità).
Noi ci stiamo giocando, col caro benzina, il diritto fondamentale all'uso dell'auto anche per andare a prendere il giornale dietro l'angolo; oltre il Mediterraneo, qualche milione di persone si sta giocando il diritto alla vita per non potersi permettere una coppa di riso al giorno.
Certo, si potrebbe chiedere qualcosa di più concreto o magari esercitare pressioni per proporre leggi comunitarie o mondiali, intanto solleviamo la questione dal basso. Sono sicuro che sensibilizzarci sia il primo passo verso la percezione e la difesa concreta dei diritti di tutti.

"Siamo finiti in una crisi mondiale del cibo-- i prezzi dei raccolti schizzano in su, spingono l'inflazione e mettono in ginocchio famiglie in tutto il mondo, 100 milioni di persone in piu' si trovano di fronte alla fame e le rivolte per il cibo dilagano dall'Egitto al Bangladesh. In Sierra Leone i prezzi del riso sono raddoppiati, rendendo il 90% del paese incapace di procurare il cibo per la propria famiglia--ecco perche' ci uniamo al loro Ministro degli Esteri Zainab Bangura (a destra) per chiedere con urgenza ai leader mondiali di agire.

Per far cessare la crisi sono necessarie azioni di emergenza e riforme importanti, e noi porteremo la campagna nei prossimi giorni e settimane ad una serie di meeting politici e summit di primaria importanza--aggiungi subito il tuo nome alla petizione qui sotto, poi guarda il messaggio video di Zainab e fai girare questo messaggio:

Petizione al G8, ONU e ai leader dell`UE:
Le chiediamo di agire immediatamente per affrontare la crisi mondiale del cibo mettendo a disposizione fondi di emergenza per evitare la fame, rimuovendo gli incentivi perversi che fanno destinare cibo alla produzione di biocarburanti e gestendo le speculazioni finanziarie, e di affrontare le cause sottostanti a questa crisi ponendo fine alle pratiche dannose di commercio con l’estero ed investendo seriamente nell’agricoltura sostenibile nei paesi in via di sviluppo."
Clicca qui per firmare


giovedì 1 maggio 2008

A chi fanno la festa?

INCIDENTI LAVORO: ILVA TARANTO, QUATTRO OPERAI USTIONATI

(ANSA) - TARANTO, 1 MAG - Quattro lavoratori sono rimasti ustionati stamani mentre operavano nello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto. Lo rende noto con un comunicato la Fiom-Cgil di Taranto. L'incidente è accaduto nel reparto Cco1 (Colata continua). Tre lavoratori sono stati medicati nell'infermeria dello stabilimento, mentre il quarto è stato trasportato al Centro grandi ustioni dell'ospedale di Brindisi. (ANSA).

Una brevissima occhiata alla mail in un giorno di festa in cui i più saggi ricordano, a chi ha ancora cuore per ascoltare, quanta sofferenza è passata per il benessere che oggi disprezziamo. Ecco quello che non doveva essere. Ed è proprio qui!
L'Inferno.

Saluti da Taranto

martedì 29 aprile 2008

Amministrazione annacquata

Mentre in Puglia una regione di sinistra continua a spezzettare e privatizzare l'acqua di tutti, ad Aprilia, nella campagna laziale tradizionalmente legata alla destra i cittadini si uniscono per rivendicare il ritorno alla gestione pubblica dell'acqua.
Qualcosa non va con le ideologie?

A proposito di finanze dell'Acquedotto Pugliese, se n'è parlato nella trasmissione RAI Report del 14 ottobre 2007:

Gli Enti pubblici hanno sempre bisogno di soldi e li trovano facendo mutui e obbligazioni. Poi si fanno sistemare i debiti dalle banche che si inventano operazioni di finanza strutturata. E così si spostano i debiti in là nel tempo e il pacco se lo ritroveranno le giunte future. Questi scherzetti poi costano cari: le banche hanno un debole per le Regioni, le Province e i Comuni, perché di solito non capiscono i rischi che corrono e non si accorgono dei costi impliciti nelle operazioni “swap”. Gli “swap” fanno parte della famiglia dei derivati (la stessa dei derivati emessi sui mutui subprime che hanno messo in crisi le borse di mezzo mondo) e si chiamano così perché derivano il loro valore da variabili esterne.
Sono strumenti complessi e rischiosi, dove chi ne sa di più lucra profitti abnormi, e chi ne sa di meno perde tutto. Pare che in Italia non si possa vivere senza i derivati perché non hanno lasciato fuori nessuno, dalla grande Regione al piccolo Comune di montagna, dalla lavanderia, al policlinico, all’istituto delle suore. Sono almeno 30 mila le imprese private coinvolte, e 900 gli enti pubblici che ci stanno rimettendo centinaia di milioni. Siccome però nel caso degli enti pubblici passano per perdite potenziali, non vengono scritte da nessuna parte, e rimangono debiti fantasma. Per esempio all’azienda dell’Acquedotto Pugliese, di proprietà della Regione, le banche hanno fatto assumere un rischio così elevato che i cittadini pugliesi rischiano un domani di restare senza i soldi per riparare le tubature.

Ecco parte dell'intervista di Stefania Rimini all'Assessore al Bilancio della Regione Puglia, Francesco Saponaro:

"SF-In questi fondi le banche ci possono inserire per esempio anche titoli di stato dell’Europa dell’Est, obbligazioni dell’Alitalia o anche i bond del comune di Taranto che poi è fallito. Quando poi la Regione chiede che sia tolto dal suo fondo uno dei titoli a rischio, quanto le costa?
Ass FS-Mi dicono che è costato 2 milioni di euro.
SF-Sostituire solo il titolo Telecom?
Ass FS-Sostituire il titolo Telecom.
SF-Cioè ogni volta che uno si muove sono dolori.
Ass FS-E’ cosi dolori.
SF-Ad intascare i 2 milioni è la banca Merril Lynch che ha messo in piedi il fondo di ammortamento per la Regione Puglia. Per una storia simile e sempre con Merril Lynch nei guai è finita anche l’azienda pubblica dell’acqua, di cui la Regione Puglia è azionista. Qualche anno fa, all’epoca di Fitto, i soldi dell’Acquedotto Pugliese sono stati investiti in azioni che hanno avuto un andamento negativo:General Motors e Ford.
Ass FS-Nel bilancio dell’acquedotto pugliese, in un biennio, nel biennio 2004/2005 tutto ciò ha comportato l’accantonamento di circa 13 milioni di euro.
SF-Sono soldi che devono star fermi lì e se ne avessero bisogno per rifare le tubature non li possono usare. Servono a coprire un rischio perché il meccanismo è che se la Ford fallisce i soldi nel fondo ce li deve rimettere l’Acquedotto Pugliese e non la Banca.
Ass FS-sull’azienda pubblica, l’Acquedotto Pugliese e invece gli eventuali profitti legati alla gestione finanziaria del paniere...
SF-Chi se li prende?
Ass FS-...Se li prende la banca."

lunedì 28 aprile 2008

L'acqua bene comune... tra accordi e privatizzazioni

Stiamo assistendo ad una vera e propria privatizzazione del servizio idrico pugliese e di quello lucano, ma non ce ne accorgiamo.....

Infatti proprio ieri 28 aprile è stato siglato a Matera un atto di intesa tra Regione Puglia e Regione Basilicata.
Cosa prevede questo accordo? Prevede innanzittutto la soppressione a partire dalla fine di giugno dell''Ente irrigazione', istituito il 18 aprile 1947, che verrà sostituito da "Acqua Spa", che con un capitale di 1,7 mln di euro, sara' gestito per il 40% dalla Regione Puglia e per il restante 60% dalla Regione Basilicata.
Che cos'è l'Ente di Irrigazione? L’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia fu istituito il 18 Aprile 1947 per decreto del Capo provvisorio dello Stato. E' una personalità giuridica di diritto pubblico, l'Ente è al servizio di un territorio di oltre 3 milioni di ettari pari a circa il 10% di quello nazionale.I suoi compiti perseguono fini volti alla soluzione dell’antico e grave problema dell’approvvigionamento idrico nei territori di competenza. Fondamentale è il ruolo riferito alla programmazione ed esecuzione di studi, ricerche, progettazioni, realizzazione e gestione di opere volte a ricercare, reperire, captare, invasare, addurre e distribuire sempre maggiori volumi di acque ad uso plurimo".
Perchè sopprimere un ente pubblico e sostituirlo con Acqua Spa? Non è un dispendio di denaro ingiustificato?

Infatti se si guarda al passato, ed in particolare al 2002, troviamo che tra Puglia e Basilicata esisteva una sola società a gestire il serivizio idrico: l'Aqp.
A dicembre del 2002 a seguito di una guerra "sui prezzi" dell'acqua, le due Regioni provocheranno lo scisma che porterà la Puglia a versare alla Lucania ben 11,7 milioni di euro per la cessione di un ramo d'azienda dell'Acquedotto Pugliese, a favore dell'Acquedotto Lucano: da una società a due società!
Per gestire invece le risorse idriche interregionali è stata creata Acqua Spa, la terza società... E l'atto di intesa servirebbe proprio a regolamentare i criteri e i principi per la definizione delle rispettive quote di partecipazione al capitale sociale di Acqua Spa.
Quindi ricapitolando, da una sola società per due regioni, ora siamo arrivati a tre società: qual'è il senso di questa spartizione di poteri? il cittadino quali vantaggi ne trae? I presidenti delle due Regioni hanno consultato i cittadini e i movimenti dell'acqua prima di sottoscrivere questo importante atto?

Sappiamo che dietro alla parola "privatizzazione" si nasconde molto spesso un mondo quello del "bussiness dell'acqua" intento solo a massimizzare i profitti e a ridurre i costi. E questo significa licenziamenti, blocco alla modernizzazione degli impianti, caduta della manutenzione, peggioramento della qualità e rialzo dei prezzi....a danno della collettività: altro che acqua bene comune...l'acqua sta ormai diventando un bene mal gestito da pochi, e la storia ce lo insegna molto ma molto bene.

E' ancora vivo purtroppo il ricordo di una brutta estate, quella del 2007, in cui la cittadinanza tarantina è stata improvvisamente colpita da una gravissima crisi idrica. Non possiamo dimenticare.

Si promette maggiore efficenza, e maggiore equilibrio economico, con la nuova Acqua Spa..... E noi ci crediamo, e diciamo al nostro caro amico: aspetta e spera...
E l'ente di Irrigazione? ci sentiamo rispondere che è oramai un ente da sciogliere, e da mettere in liquidazione soprattutto per la sua situazione economica disastrosa.... Troppi debiti, insomma, non è conveniente per lo Stato mantenere una carretta che "gestisce male" il servizio idrico... Sopprimiamo l'ente, vendiamo tutto il suo patrimonio, e si ricomincia: si riparte da Acqua Spa!

E noi ancora qui a guadare, ad aspettare che venga messa in pratica l'efficienza del nuovo servizio idrico.... e continuiamo a dire al nostro amico: aspetta e spera...
Aspettiamo l'estate.... aspettiamo.

E intanto....
i dipendenti dell'Aqp di Taranto e Provincia aderiranno il 30 aprile allo sciopero generale di otto ore. Partiranno da Taranto per Bari, a manifestare davanti alla sede dell'AQP. Ma perchè?
Per opporsi alla posizione intransigente dell'Azienda, che non mantenendo gli impegni presi relativi alle attribuzioni al personale delle nuove qualifiche funzionali, ha dichiarato decaduti gli accordi raggiunti, e avviato l'attribuzione delle qualifiche secondo la propria penalizzante visione.
E' in questa maniera che si amministra un servizio pubblico come quello idrico?

E intanto......
anche il Movimento Pugliese dell''acqua continua la sua campagna di sensibilizzione rivolta non solo ai cittadini pugliesi ma anche agli stessi rappresentanti istituzionali.
Interessante e degna di nota, l' iniziativa svolta ad Altamura in collaborazione col Comitato Acquamura. Qui sotto il documento che ne parla.