martedì 15 marzo 2011

Vota Sì per fermare il nucleare

Anche a Taranto nasce il Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare” aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia dell’atomo. ARCI, Auser, Fiom, Legambiente, Libera, Link, Lipu, WWF i promotori nel capoluogo jonico

Anche a Taranto si è costituito il Comitato referendario “Vota Sì per fermare il nucleare” aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia dell’atomo. Lo schieramento unitario e trasversale intende coinvolgere i cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare e per incentivare, invece, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico.
Inutile, rischioso e controproducente: sono questi i principi alla base del Comitato “Vota sì per fermare il nucleare” che opererà per promuovere capillarmente sul territorio il diritto di partecipazione democratica a questa scelta del Paese.
Secondo il comitato, il nucleare non serve all’Italia, dal momento che il Paese ha una potenza elettrica installata di circa 100.000 megawatt (di cui 76.000 effettivamente fruibili), mentre il picco di consumi, che si manifesta in estate a causa dei condizionatori accesi, oggi non supera i 57.000 megawat. Inoltre abbiamo già fin troppe centrali elettriche che devono essere gradualmente sostituite solo dagli impianti a fonti rinnovabili e sarebbe invece necessario investire per ridurre gli sprechi che tutte
le centrali portano con sé attraverso i loro consumi specifici (rendimento
delle produzioni), nonché per contenere. le grandi perdite derivate dalle ingenti quantità di energia elettrica costrette a transitare tra diverse regioni.
Ma il nucleare non ridurrebbe neanche la dipendenza energetica dall’estero, perché l’Italia sarebbe costretta ad importare l’uranio - le cui scorte, peraltro, si calcola possano esaurirsi intorno alla metà del secolo - oltre che tecnologia e brevetti. Secondo uno studio di Ecofys e WWF Internazionale si può raggiungere il 100% di energie rinnovabili fino alla metà del secolo usando le tecnologie attualmente disponibili
La scelta dell’atomo continua, poi, ad essere rischiosa: anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi, infatti, gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Senza considerare che ancora non è stato risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie. Inutile dire che gli eventi nelle centrali giapponesi non fanno che confermare i rischi intrinseci in questo tipo di impianti.
L’energia nucleare è infine costosa e controproducente per le tasche dei cittadini e per l’economia del Paese. Per tornare all’atomo, infatti, bisognerebbe ricorrere a fondi pubblici e garanzie statali, quindi alle tasse e alle bollette pagate dai cittadini. Tutte risorse importanti, sottratte ai finanziamenti per la ricerca, per l’innovazione tecnologica, alla diffusione dell’efficienza energetica e le energie rinnovabili, quindi ad investimenti più moderni e incisivi da un punto di vista ambientale e occupazionale. Secondo uno studio di Ecofys e WWF Internazionale si può raggiungere il 100% di energie rinnovabili fino alla metà del secolo usando le tecnologie attualmente disponibili
Non c’è dunque bisogno di nuova energia nucleare, ma semplicemente di investire nel risparmio e nell’efficienza energetica e di incentivare la crescita delle fonti rinnovabili in sostituzione di quelle fossili: solo con la nascita di una vera e propria rivoluzione energetica, capace di contrastare i cambiamenti climatici, di innovare processi e prodotti sarà infatti possibile dare risposte concrete alla crisi economica.
Fare informazione sarà il primo obiettivo del Comitato perché la diffidenza nei confronti del nucleare è sfumata negli anni. Dobbiamo far capire che, rispetto al 1987, le alternative nello sviluppo energetico ci sono e sono rappresentate dalle fonti rinnovabili.
Siamo certi che i cittadini di Taranto non si faranno influenzare dal fronte pro nucleare e andranno a votare sì al referendum abrogativo che fermerà il salto all’indietro che il Governo vorrebbe far compiere al Paese.


Le adesioni al Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare” sono aperte a cittadini, associazioni e organizzazioni che possono inviarle all’indirizzo stopnuclearetaranto@gmail.com.
Per informazioni si può inoltre utilizzare il sito www.fermiamoilnucleare.it del Comitato nazionale.
Per contatti 339 1903406 349 5016814

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