La situazione dei macro inquinanti della raffineria ENI di Taranto é
stata resa nota con un articolo di Peacelink del Luglio 2014. La
raffineria, situata a Taranto dal 1967, gestita dalla Shell dal 1975 e
in seguito passata sotto il controllo del gruppo Eni nel 2002, é
caratterizzata da un ciclo produttivo che permette il trattamento del
greggio separandolo in diverse frazioni: Gas, Gpl, Naphta, Kerosene,
Gasoli e Residui. Lo stoccaggio dei prodotti finiti avviene in 133
serbatoi con una capacità complessiva di circa 3 milioni di m3. Nello
stesso perimetro aziendale opera una centrale termoelettrica di
proprietà del gruppo Enipower, che fornisce energia agli impianti della
raffineria.
La questione dei report mai pubblicati
E’ particolarmente difficile reperire la documentazione dell’ENI
relativa alla quantità di inquinanti immessi nell'aria e nell'acqua. I
reports più recenti, che avrebbero dovuto essere trasmessi secondo le
scadenze dettate dall'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), sono,
infatti, irreperibili.
Consultando l'area preposta sul sito internet del Ministero
dell’Ambiente, il documento più recente è la "Trasmissione rapporto
annuale 2014 », relativo all'esercizio del 2013 degli impianti.
Tuttavia, la documentazione allegata, fondamentale perchè gli allegati
contengono i report, é mancante. Il capitolo 8 dell’AIA Eni, sul «
Reporting », cita:
"Entro il 30 aprile di ogni anno, il gestore è tenuto alla
trasmissione, all'Autorità competente (Ministero dell'Ambiente),
all'Ente di controllo (ISPRA), alla Regione, alla Provincia, al Comune
interessato e all'Arpa territorialmente competente, un rapporto annuale
che descrive l'esercizio dell'impianto dell'anno precedente. Tutti i
rapporti dovranno essere trasmessi su supporto informatico. Il formato
dei rapporti deve essere compatibile con lo standard "Open Office Word
Processor" per le parti testo e Open Office - fogli di calcolo per i
fogli di calcolo e diagrammi riassuntivi. Eventuali dati e documenti in
solo formato cartaceo dovranno essere acquisiti su supporto informatico
per la loro archiviazione".
Allo stato attuale, la documentazione relativa al 2013 avrebbe dovuto
esser già disponibile ma di essa non vi é ad oggi traccia e gli ultimi
reports risalgono all’anno 2012. Può anche essere accaduto che Eni abbia
trasmesso nei tempi dovuti i report all'ente di controllo e che questo
non abbia provveduto alla pubblicazione.
Per colmare questa grave mancanza di informazione su dati importanti
che riguardano gli inquinanti prodotti dalla raffineria, Peacelink ha
fatto esplicita richiesta ad Arpa Puglia, la quale ha fornito alcuni
dati relativi al periodo 2013 e 2014.
Al paragrafo 8.1 "Comunicazione Mensile" leggiamo:
"E' fatto
obbligo di comunicazione mensile, secondo il quale il gestore, al
termine di ogni mese, è tenuto alla trasmissione all'ente di controllo
ISPRA e all'Arpa territorialmente competente dei valori di
concentrazione media mensile relativi alle emissioni in aria per i
parametri della bolla".
Inoltre abbiamo indirizzato la richiesta ad Arpa Puglia anche per
quanto riportato in un documento redatto da Eni ed inserito nella
relazione annuale del 2013 dove si scrive che:
"Le medie orarie elaborate dal sistema di acquisizione, vengono trasmesse “on-line” ad ARPAP DAP Taranto".
Inoltre è interessante sapere, apprendiamo sempre dallo stesso
documento, che la raffineria possiede un monitoraggio dei camini in
continuo ed un portale intranet che comunica in tempo reale le
concentrazioni e i flussi degli inquinanti che vengono elaborati da un
software che fornisce i dati espressi come media oraria, media
giornaliera e media mensile, ricavati a partire dai dati istantanei
rilevati.
Perchè sono disponibili on line solo i report del 2012 nonostante
tutta la tecnologia messa in campo con rilevazioni di inquinanti in
tempo reale, monitoraggio in continuo e comunicazioni telematiche?
La misurazione di Bolla
Prima di visualizzare i dati emissivi dei flussi di massa e delle
concentrazioni del 2013 e 2014 (dati ancora non presenti sul sito del
Ministero dell’Ambiente), è necessario acquisire un concetto che si
definisce la
"Bolla di Raffineria".
Il concetto è questo. L'azienda ha sette camini che emettono
inquinanti in atmosfera, l'ente preposto pone un limite emissivo che
l'azienda applica ad un valore misurato, ma siccome ci sono sette
camini, con un calcolo matematico queste sette emissioni dimentano una
sola emissione. Questa unica emissione virtuale si chiama "Bolla" che
considera l'emissione della raffineria come un singolo
insieme, pertanto per rapportare i valori emissivi con i limiti
preposti dall'AIA verrà preso in considerazione solo il valore della
Bolla di Raffineria e non quelli dei singoli camini collegati ad ogni
singolo impianto.
Il concetto da digerire è questo:
I valori di Bolla devono essere calcolati come rapporto ponderato
tra la sommatoria delle masse inquinanti emesse e la sommatoria dei
volumi effluenti gassosi convogliati dell'intera raffineria. I volumi
degli effluenti gassosi devono riferirsi al tenore di ossigeno per essi
previsto. I suddetti limiti devono riferirsi alle ore di effettivo
funzionamento su base mensile.
I valori limite di emissione si considerano rispettati se durante un anno civile:
- nessun valore medio mensile (concentrazione) supera i pertinenti valori limite di emissione
- il 97% di tutte le medie giornaliere non supera il 125% del valore limite per il biossido di zolfo
In grassetto non a caso perchè non si può omettere un'altra
osservazione scaturita da quest'ultima frase che definisce un parametro
da rispettare e che nelle rispettive AIA delle raffinerie di Milazzo e
Gela è ben diverso e recita così:
- il 97% di tutte le medie giornaliere (bolla di raffineria) non supera il 125% dei rispettivi valori limite mensili
Tenuto conto che anche i valori delle concentrazioni della raffineria
di Taranto si calcolano in Bolla, ci chiediamo perchè tutte le medie
giornaliere a Taranto si rapportano con il solo valore limite del
biossido di zolfo mentre nelle raffinerie di Gela e Milazzo tutte le
medie giornaliere si rapportano con i rispettivi valori limiti mensili?
Sara perchè il limite del biossido di zolfo è numericamente il più alto
rispetto ai limiti degli altri inquinanti e quindi nel calcolo
matematico incide in maniera favorevole?
Valori limiti mensili (unità di misura mg/Nm)
SO2 (biossido di zolfo) 800 - CO (monossido di carbonio) 50 - NOX (Ossidi di Azoto) 300
PTS polveri 40 - COV (composti organici volatili) 20 - H2S (Acido solfidrico) 3
Ma cosa misura la Bolla? Per logica si potrebbe pensare che un'unica
misurazione che esprime la Bolla di raffineria sia relativa a due o più
camini collegati ad un solo processo produttivo, da impianti simili, o
da un unico impianto con più camini. Facciamo un esempio pratico: un
impianto qualsiasi ha tre camini e di questi misuriamo la bolla, quindi
abbiamo un'unico valore rappresentativo dell'emissione di questo
impianto che convoglia i fumi alla stessa portata e con le stesse ore di
marcia.
Torniamo ai sette camini della raffineria di Taranto, a quali
impianti sono collegati? Che portata hanno? La prima risposta lascia un
pò perplessi, ogni camino è collegato ad un impianto produttivo
differente, sono i seguenti:
E1 Impianto distillazione primaria e platformer, E2 Impianto thermal cracking, E4 Impianto hot oil, E7 Impianto isomerizzazione benzine - TIP, E8 Impianto idroconversione residui - RHU, E9 Impianto 4400 idrogeno, E10 Nuovo Impianto SRU.
La
seconda risposta è conseguente alla prima. Visti i report ufficiali
(rapporto annuale 2013 riferito alla marcia impianti 2012) che riportano
le portate dei camini troviamo numeri completamente differenti. Esempio
concreto: novembre 2012 - camino E8 portata media fumi emessi umidi
86500 Nm3/h e camino E2 portata media fumi emessi umidi 349100 Nm3/h.
(le portate hanno gli stessi discostamenti anche sulle misurazioni dei
fumi secchi)
Si deduce che misuriamo una Bolla di Raffineria su sette camini che
singolarmente sono collegati a impianti differenti e con portate di fumi
notevolmente differenti. Può questo unico dato di Bolla essere
rappresentativo delle emissioni di questi impianti? Perchè, invece, non
vengono applicati limiti emissivi ai singoli camini considerato che su
questi esiste un sistema di monitoraggio in continuo?
Il concetto di emissione di Bolla si concretizza quando nei recenti
reports troviamo alcuni valori fuori norma. Accade per esempio che a
giugno 2014 si sono verificati alcuni sforamenti della Bolla rispetto al
valore della media giornaliera riferita ad alcuni inquinanti.
12.6.14 E1+E2+E4+E7+E8+E9+E10 - CO secco di bolla Rif.O2 [mg/Nm│]
misurato 53.6 - soglia 50
28.6.14 E1+E2+E4+E7+E8+E9+E10 - Polveri secco di bolla Rif.O2 [mg/Nm│]
misurato 47.5 - soglia 40
Ricordate quanto riportato prima? Lo riscriviamo:
I valori limite di emissione si considerano rispettati se durante un anno civile:
- nessun valore medio mensile (concentrazione) supera i pertinenti valori limite di emissione
- il 97% di tutte le medie giornaliere non supera il 125% del valore limite per il biossido di zolfo
E il gioco è fatto. Una formula matematica con parametri scelti non a
caso darà un risultato che rimarrà sempre contenuto rispetto ai limiti
preposti, ciò nonostante eventuali sforamenti giornalieri.
Parametri emissivi su misura
Procediamo ora alla consultazione dei dati emissivi dei flussi si massa espressi in Bolla.
Quantità di inquinanti emesse dai camini della raffineria Eni
di Taranto, (SO2, NO2, Polveri. Espressioni dei flussi di massa in
bolla per i camini E1, E2, E4, E7, E8, E9, E10) da gennaio a luglio
2014
SO2 Biossido di Zolfo - 315.4 tonnellate
NO2 Biossido di Azoto - 230,5 tonnellate
Polveri 33,7 tonnellate
Ma perchè è consentito scaricare in aria queste quantità di
inquinanti? Perchè l'AIA rilasciata alla raffineria di Taranto lo
consente e i limiti posti sulle quantità emesse sono più preoccupanti
delle stesse quantità emesse sino ad oggi.
Limiti emissioni convogliate in aria (Bolla)
SO2 Biossido di Zolfo - 3050 tonnellate all'anno
NOx Ossidi di Azoto - 880 tonnellate all'anno
Polveri totali sospese - 150 tonnellate all'anno
Si possono confrontare questi limiti con i valori storici della
raffineria posti in questa tabella. Un considerazione che muove seri
dubbi è appunto l'analogia tra i limiti posti alle emissioni e i valori
storici delle emissioni della raffineria in produzione.
 |
Dati storici massici eni taranto
Autore: ministero ambiente -Fonte: ministero ambiente
Copyright © ministero ambiente
Licenza: CC Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0
|
Se infatti osserviamo questa tabella, presente nel documento AIA della
raffineria, ci basta confrontare le emissioni dei flussi di massa alla
massima capacità produttiva e i dati storici del 2006 e del 2007 con i
limiti emissivi posti nella stessa AIA. Sono quasi identici. Domanda. Da
quale analisi e studio scaturiscono i limiti emissivi dei flussi di
massa della raffineria di Taranto? Sono stati definiti in base alla loro
incidenza sull'ambiente e sulla salute? Tengono conto anche della
presenza nello stesso territorio di altre attività industriali
inquinanti? O sono state generate semplicemente con un "dimmi quanto
inquini e ti darò il limite?".
Sulla base delle osservazioni sulla Bolla di Raffineria e sui limiti
emissivi si possono ritenere efficaci i metodi di controllo e dei limiti
posti dall'AIA dal punto di vista della preservazione dell’ambiente e
della salute pubblica? Inoltre questi stessi limiti e metodi di
controllo si possono ritenere rispettosi della Direttiva Europea
2010/75/UE relativa alle emissioni industriali?
tutti i report 2013 e 2014 sono disponibili in download a piè di pagina
L'incognita Tempa Rossa
Nel 2009 furono presentate anche alcune osservazioni, prima del
rilascio dell'AIA alla raffineria, da parte di alcune associazioni. I
documenti presentati erano quelli di Altamarea e Peacelink. In realtà
Altamarea rappresentava con le proprie osservazioni diverse
associazioni, tra queste il Wwf Taranto, Legambiente, Comitato per
Taranto, Libera, Ail, Lipu, Arci. Forse già nei lavori dell'AIA concessa
alla raffineria si poteva fare qualcosa di più, da parte di tutte le
associazioni intervenute e non alle osservazioni.
Ma si possono ritenere efficaci le osservazioni ad un progetto della
portata di Tempa Rossa, dove si contesta un determinato incremento delle
emissioni, quando sulle emissioni già persistenti non si ha nessuna
informazione e non si pone il minimo dubbio in merito all'incidenza
sulla popolazione? No! Forse non basta. Alcuni dei lavori che sino ad
oggi hanno mostrato dubbi in merito al progetto Tempa Rossa non sono
stati assolutamente all’altezza della sfida che si pone alla città.
Quanto inquinerà Tempa Rossa? Per quanto riguarda l'incremento delle
emissioni con questo progetto a regime l'azienda dichiara che
"ci
sarà solo un aumento delle emissioni complessive dei VOC (convogliate e
diffuse) di 36 tonnellate annue, pari al 4,8% delle emissioni stimate
dei VOC nella attuale configurazione della raffineria. Non ci saranno
variazioni delle emissioni convogliate di macroinquinanti" (fonte
Istruttoria VIA-AIA giugno 2011)
Sui VOC (Volatile Organic Compounds) o COV (composti organici volatili) si potrebbe fare un approfondimento. In questo
articolo del 2 luglio 2014,
Peacelink scriveva in merito ai macroinquinanti emessi dalla raffineria
di Taranto, VOC compresi. La stima dei VOC da parte dell’azienda erano
allarmanti. Parliamo di dati riferiti alla marcia impianti del 2012:
368,48 tonnellate stimate sul documento pubblicato sul sito del
Ministero dell'Ambiente mentre il dato reale poi riportato su registro
europeo E-PRTR è 505 tonnellate. Ben 136,52 tonnellate di differenza tra
stima e dato reale. Quanto può essere affidabile quindi la stima sulle
emissioni VOC di Tempa Rossa, progetto ancora non esistente, in virtù di
un errore di stima così evidente su un impianto che già esiste, che è
in marcia e quindi abbondantemente noto?
In ultimo un'osservazione tecnica. La raffineria Eni di Taranto è
autorizzata a produrre, tra greggi e semilavorati, 6,5 milioni di
tonnellate all'anno (autorizzazione Regione Puglia 2004). Nel 2013
(fonte sito web Eni) sono state lavorate 2,87 milioni di tonnellate e la
maggior parte di questo greggio è stato trasportato dall'oleodotto
Monte Alpi che collega Viggiano a Taranto con una condotta lunga 137 km
dal diametro di 20 pollici. Siamo sicuri che la nuova condotta, prevista
per il progetto Tempa Rossa, porterà il greggio a Taranto solo per
stivarlo sulle navi che a loro volta lo porteranno in altre raffinerie?
In virtù di questi numeri qualcosa non torna anche se nel documento
d'istruttoria VIA-AIA del giugno 2011 riferito a Tempa Rossa si dichiara
che
"il progetto incrementerà la capacità di movimentazione greggio
via mare, non variando la capacità di lavorazione, ma permettendo
l'export del greggio Tempa Rossa per una portata pari a circa 2,7
milioni di tonnellate annue.
questi i numeri in riepilogo:
- 2.87 ton/anno di greggio raffinato nel 2013 (quasi tutto proveniente dall'oleodotto Monte Alpi)
- 2.7 ton/anno che arriveranno dal nuovo oleodotto Tempa Rossa
- 6.5 ton/anno capacità massima consentita dall'AIA
Se dovesse cambiare l'assetto economico e logistico delle raffinerie
Eni e quello della sua attività di export, quei 2,7 milioni tonnellate
arrivati dalla nuova condotta del progetto Tempa Rossa potrebbero essere
lavorati nella raffineria di Taranto, andandosi ad aggiungere ai circa 3
milioni di tonnellate prodotte nell'anno 2013, e tenuto conto del fatto
che Eni è autorizzata a produrne 6,5 milioni di tonnellate annue. A
questo si aggiunga che il Gruppo Eni, nell'istruttoria riferita al
documento AIA del 2010, dichiarava di avere in progetto l'incremento
produttuvo per arrivare a 11 milioni di tonnellate annue e che il
progetto era già sottoposto a procedura di VIA di competenza statale.
In conlcusione riprendiamo quanto dichiarato dall'azienza nella documentazione del progetto Tempa Rossa: "
non ci saranno variazioni delle emissioni convogliate di macroinquinanti"
Ma le variazioni di inquinanti, che per lazienda non ci saranno, sono
riferite al volume attuale di raffinazione o al volume concesso
nell'AIA paragonabile al citato
"attuale configurazione della raffineria"?
La differenza è notevole e se il concetto è che Tempa Rossa non porterà
ulteriori emissioni rispetto alla capacità di raffinazione concessa
nell'AIA, pari a 6,5 tonnellate annue e quindi all'attuale
cofnigurazione della raffineria, allora possiamo aspettarci un raddoppio
di tutte le emissioni di inquinanti rispetto al 2013"
Peacelink pertanto chiede che venga fatta chiarezza immediata sui
punti di cui sopra e che vengano esposte le intenzioni dell’Eni in
merito ai volumi di lavorazione e raffinazione del petrolio in arrivo a
Taranto. Peacelink presenterà un dossier approfondito in merito alla
questione ENI di Taranto alla Commissione Europea e chiederà
informazioni alle Autorità Italiane con una interrogazione
parlamentare.
(Luciano Manna - Peacelink)
Note: