mercoledì 8 aprile 2009

A Taranto il gotha di ambiente, politica e denaro...

Circola sottobanco da qualche tempo la locandina di un'iniziativa "nazionale" sull'ambiente che si terrà a Taranto il 17 e 18 di questo mese. Data la rilevanza degli interventi e dato il patrocinio pubblico di enti nazionali (Ministero e Presidenza del Consiglio) e locali (Comune, Provincia), ci saremmo attesi qualche comunicato ufficiale alle associazioni, ai cittadini o, quantomeno, un "segno" sui siti istituzionali...
Macché, la gente di strada è troppo ignorante per queste cose... e poi il buffet va diviso tra troppe bocche!
Grazie sindaco, presidenti e ministri!

PS. affrettatevi a prenotare: è a numero limitato, porte chiuse con inviti e pedigree (a spese dei cittadini)!

Tetrapak: la provincia lo ricicla, Taranto lo brucia!

Ecolevante: accolte le parti civili

VIGILIAMO PER LA DISCARICA, Comunicato stampa 7 aprile 2009

Il GUP ammette la costituzione di parte civile di associazioni, del Comune di San Marzano di San Giuseppe e di cittadini elettori, questi ultimi sulla base di un’azione popolare proposta in sostituzione della Provincia di Taranto e del Comune di Grottaglie rimasti inerti

Il Giudice dell’udienza preliminare dott.ssa Ingenito ha ammesso la costituzione di parte civile proposta da molti cittadini elettori che hanno agito in sostituzione del Comune di Grottaglie e della Provincia di Taranto, i cui attuali rappresentanti istituzionali sono rimasti inerti nel procedimento penale in corso nei confronti dell’amministratore delegato della Ecolevante spa e dell’ex dirigente del Servizio ecologia e ambiente della Provincia di Taranto, imputati di abuso d’ufficio e altri reati in relazione alle autorizzazioni rilasciate per la costruzione del III lotto della discarica di proprietà e gestita da Ecolevante s.p.a.
Il Giudice dell’Udienza Preliminare ha altresì ammesso la costituzione di parte civile del Comune di San Marzano di San Giuseppe, in persona del Sindaco p.t. dott. Giuseppe Borsci, e di molte altre associazioni nel medesimo procedimento. Si tratta di: Vigiliamo per la discarica, Sud in movimento, Pro loco Marciana, Anpana e Lida.
Il Giudice dott.ssa Ingenito, richiamando una pronuncia del Consiglio di Stato, ha evidenziato, in relazione all’azione popolare proposta dai cittadini elettori, che “la sostituzione dell’attore popolare al comune costituisce una grave limitazione all’autonomia dell’ente”.
Il comitato Vigiliamo per la discarica evidenzia che, a quanto gli risulta, è la prima volta che nel circondario del Tribunale di Taranto viene esercitata e riconosciuta un’azione popolare da parte ci cittadini elettori.
Per quel che riguarda il Comune di San Marzano, la dott.ssa Ingenito, nell’ammetterne la costituzione di parte civile, ha rilevato che “nell’atto di costituzione sono diffusamente esposte le ragioni che giustificano la domanda di intervento del suddetto ente civico in qualità di danneggiato dai reati in contestazione”.
Il Comitato Vigiliamo per la discarica sottolinea inoltre la motivazione con la quale il GUP dott.ssa Ingenito ha ammesso la costituzione di parte civile delle associazioni. Si legge infatti nell’ordinanza: “Le suddette associazioni, sebbene non riconosciute ai sensi dell’art.13 della legge n.349/1886, sono radicate nel territorio in cui sono avvenuti i fatti in contestazione e hanno offerto prova della continuità e rilevanza dell’azione svolta a difesa del territorio. Come è noto gli enti esponenziali di interessi collettivi possono essere danneggiati (in senso proprio) da attività lesive degli interessi di cui sono portatori; le associazioni ambientaliste sono dunque per orientamento giurisprudenziale dominante, legittimate in via autonoma e principale all’azione di risarcimento per danno ambientale, quando siano statutariamente portatrici di interessi ambientali territorialmente determinati, concretamente lesi da un’attività illecita. Nel caso di specie, infatti, è pacifico che le associazioni sopra indicate sono portatrici per loro statuto degli interessi collettivi alla tutela ambientale del luogo, e come tali sono legittimate a costituirsi parte civile per il danno ambientale, in base all’assunto accusatorio, provocato dalla illecita realizzazione della discarica”.

La città vecchia resuscita sotto Pasqua!

Le modifiche alla legge diossina

... e pensare che in Giappone le mangiano...

Si tratta delle alghe spiaggiate sul litorale tarantino.
Dopo le dichiarazioni di Florido che potrete leggere nel sito della Provincia di Taranto, e i dubbi di un tecnico del Talassografico, ecco una lettera di Peacelink che denuncia l'ennesimo spreco di denaro pubblico dettato da ignoranza e interesse.





martedì 7 aprile 2009

Quant’è difficile informare sull’ambiente

Al Festival Internazionale di Perugia si è discusso anche di “giornalismo di inchiesta ambientale”. In un momento in cui dominano gli editori che non pubblicano e i giornalisti che subiscono censure
Com’è possibile che il problema ambientale sfugga all’informazione? Perché se ne parla nei documentari, nei libri, e non lo si legge sui giornali? Perché si stendono veli sulla questione delle ecomafie? Queste alcune delle domande emerse durante il seminario “Il giornalismo di inchiesta ambientale”, tenutosi a Perugia in seno al Festival Internazionale del Giornalismo.
A parlarne Andrea Purgatori, giornalista e scrittore nonché moderatore dell’incontro, Silvie Coyaud, giornalista scientifica, Maso Notarianni, direttore di PeaceReporter, Carlo Vulpio, inviato del Corriere della Sera e Giuseppe Ruggiero regista del documentario Biùtiful Cauntri.
...
Di risposte certe per il futuro non ce ne sono. Di certo c’è solo che i giornalisti che subiscono censura sui giornali, trovano nella scrittura di libri - come Vulpio con il libro “Roba nostra” – o nella realizzazione di documentari - come Ruggiero con il film “Biùtiful Cauntri” - un modo per veicolare le notizie. D’esempio negativo è la questione dell’Ilva - impianto siderurgico con emissioni di diossina fuori dai limiti consentiti, che ha reso la città di Taranto la più inquinata d’Europa - di cui fino a poco tempo fa l’opinione pubblica ignorava la gravità.
A renderci speranzosi sono le parole degli ospiti intervenuti tra cui la Coyaud e Ruggiero: “Noi guadagniamo davvero poco rispetto al giro d’affari che c’è intorno a determinate case farmaceutiche, giornali o case di produzione cinematografica, ma siamo orgogliosi di lottare per la verità, anche senza soldi”.
Leggi l'articolo completo di Stefania Oliveri su Step1

lunedì 6 aprile 2009

Nuovi operatori culturali in città

Abuso di rifiuti da punire

Un processo storico!

Eternit, al via il processo dei record. Guariniello: "Sarà fatta giustizia"
A Palazzo di giustizia almeno mille tra familiari delle vittime e appartenenti a associazioni di lotta alla lavorazione dell'amianto che hanno promosso un presidio. Il procuratore Caselli soddisfatto: "Logistica perfetta"



"Sarà un processo giusto per tutti, sia per le vittime che per gli imputati": così si è espresso il pm Raffaele Guariniello prima di entrare nella maxi aula 1 dove si è aperto il processo agli ex vertici della multinazionale Eternit, azienda produttrice di manufatti in amianto, con stabilimenti a Casale Monferrato, Cavagnolo, Reggio Emilia e Napoli. Al fianco del magistrato ci sono i pm Sara Panelli e Gianfranco Colace che hanno raccolto gli atti in oltre 200 mila pagine. Alla sbarra gli eredi della multinazione Stephan Schmidheiny, 61 anni, miliardario svizzero, e Jean de Cartier de Marchienne, nobile belga di 81 anni che si difende con una dichiarazione. A margine dell'udienza si è appreso che l' Inail per indennizzare le vittime ha speso 246 milioni di euro, cifra che l'istituto vorrebbe indietro dai proprietari della multinazionale.

Dunque, dopo il processo Thyssen, un altro dibattimento con al centro gli operai e la morte in fabbrica. In occasione della prima udienza preliminare la Cgil, insieme all'Associazione Famigliari Vittime di Amianto, ha organizzato una manifestazione-presidio a partire dalle 9 di fronte al Palazzo di Giustizia. Alla manifestazione hanno partecipato molti ex lavoratori e cittadini, parti lese nel processo, provenienti soprattutto dalle aree dei quattro stabilimenti, oltre alla presenza dalla Francia di una folta rappresentanza dell'Associazione francese degli Esposti all'Amianto.
Tra i primi atti del processo la costituzione come parte civile. Secondo le prime stime saranno almeno 2889 le parti offese ma potrebbero salire a 5700 in rappresentanza delle oltre duemila vittime. Da Casale sono arrivati nove pulmann.
Alla prima udienza ha partecipato anche la presidente della Regione Mercedes Bresso, decisa a connotare anche fisicamente la vicinanza delle istituzioni alle famiglie dei morti. "La Regione Piemonte è stata la prima a costituirsi parte civile nel processo Eternit". Ho voluto essere presente personalmente per segnalare l'immensità del danno materiale e morale che la regione e i cittadini hanno avuto da questa vicenda. Non per le produzioni industriali in se stesse ma per il fatto di non avere detto che queste costituivano un grave danno per la salute."
Molti gli striscioni srotolati di fronte al tribunale tra cui uno con la scritta "Via l'amianto", "Giustizia" e quello dell'associazione famigliari delle vittime che recita 'Eternit: "fermiamo la strage", quello della Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro, dell'Associazione "Legami d'acciaio" e quello della ThyssenKrupp listato a lutto. E ancora l'Associazione italiana esposti amianto e Medicina democratica.
Bruno Pesce, coordinatore della vertenza amianto per l'associazione vittime: "E' l'inizio di un'altra grande battaglia. In questi anni ne abbiamo fatte tante anche sotto il profilo giuridico ma questa è senz'altro la più importante". E l'europarlamentare di Rifondazione comunista Vittorio Agnoletto: "Oggi c'è una richiesta semplice, che vi sia giustizia che non potrà restituire ai famigliari i propri cari ma almeno consentirà loro di avere un risarcimento".
L'avvocato torinese Marco Bonetto, coordinatore delle parti civili del processo, ha spiegato: "Non credo che l'offerta di indennizzo cambierà in modo significativo l'andamento di questo processo, sia per il numero di persone sia perchè le parti civili in misura significativa saranno comunque presenti". Il processo sarà seguito dal social network con un gruppo familiari di vittime costituito su Facebook.
Positivo il commento del procuratore Giancarlo Caselli. "E' un processo importante non solo per le sue dimensioni ma anche per la rilevanza sociale". "L'ammonimento costante del Capo dello Stato - ha ancora affermato Caselli - a tenere in considerazione i diritti dei lavoratori, tutelandone la sicurezza sui luoghi di lavoro, dalla Procura di Torino - vuoi per il caso Thyssen, vuoi per il caso odierno - viene raccolto con sollecitudine e prontezza, nell'ambito di sua competenza".
Caselli ha voluto sottolineare il profilo logistico: "Tutto sta funzionando come meglio non si potrebbe desiderare. E' stato fatto dall'Avvocato Generale Riccomagno e da tutti i suoi collaboratori uno sforzo davvero eccezionale per accogliere centinaia di persone" (La Repubblica)

...e per fortuna che era tutto sottocontrollo...

E pensare che c'è qualche "presunto ambientalista" locale, che lavora al soldo dell'AMIU per sostenere l'utilità dell'inceneritore di Taranto, che si vanta di essere amico della dottoressa Gentilini ...

Dopo la mozzarella campana, i suini irlandesi ora anche i polli toscani alla diossina?

Ieri, in una riunione presso la Provincia di Pistoia sono stati diffusi i risultati di esami fatti su matrici biologiche ( latte, uova, carne di manzo, pollo ecc) eseguiti - su forte pressione dell' opinione pubblica- in seguito all' incidente occorso nell'estate del 2007 all'inceneritore di Montale (PT), incidente che comportò sforamenti notevoli per diossine e similari e che portò alla sua chiusura, purtroppo, temporanea.
Orbene questi valori sono assolutamente preoccupanti e nella carne di pollo si arriva a livelli di diossine e PCB dioxin like fino a oltre 10 volte il limite ammesso. Il limite per la commercializzazione di carne di pollo è 4 ng/kg e su 8 campioni di carne di pollo 5 sono nettamente oltre il limite ( fino a 10 volte tanto) e fra i restanti tre due in soglia comunque di attenzione.
Anche altre matrici sono risultate contaminate: uova di gallina 7,43, uova di oca 10.31 (il limite per le uova è 6 ng/kg ). Nell'unico campione di carne bovina è stato riscontrato un valore di 5,49 superiore al limite ammesso. Nessuna ordinanza di divieto per il consumo è stata fatta in quanto si è affermato, testualmente, che "questi non sono alimenti" . Ci si chiede come le Istituzioni preposte intendano tutelare la salute pubblica visto che il comunicato stampa diffuso dopo 90' dal termine della riunione è assolutamente tranquillizzante, nega la correlazione con le emissioni dell'inceneritore e trascura il fatto che il campione con il risultato più alto (46.2) considerato in "zona bianca" è situato a poche centinaia di metri da un altro impianto di incenerimento!
Si rassicurano i cittadini affermando che si tratta di impianti modello, che il monitoraggio è continuo e ci si accorge - dagli stessi dati forniti dal gestore dell'impianto - che nel mese di febbraio esso ha lavorato per oltre 60 ore senza carboni attivi ( deputati all'abbattimento delle diossine) e che le Autorità competenti non se ne erano neanche accorte!
C'è da rimanere sconcertati, nonostante l'evidenza dei dati, si continua a "promuovere" l'incenerimento e letteralmente si afferma: "Personalmente - ha dichiarato Giovanni Romiti - ringraziando per l'importante contributo fornito da ARPAT e AUSL e per la sua alta valenza scientifica, non mi rimane che aggiungere, d'accordo con le affermazioni ufficiali dell'Ordine dei Medici, che "occorre avere fiducia nei propri medici, nelle istituzioni sanitarie pubbliche per non indebolire quell'alleanza di valori e di interessi civili e sociali senza i quali un Paese che deve scegliere non può e non sa scegliere". Altresì d'accordo con il Prof. Umberto Veronesi e con l'Associazione Italiana di Epidemiologia, che "la valutazione delle poche osservazioni epidemiologiche disponibili non depone per un incremento di rischio per la salute umana del trattamento dei rifiuti mediante incenerimento in impianti basati sulle migliori tecnologie disponibili." Infine, "registro con soddisfazione come la recentissima Direttiva dell'U.E. (in linea con la volontà, pressoché unanime del Consiglio Provinciale) conferma il "recupero di energia" nella "gerarchia delle politiche di gestione dei rifiuti."

E' penoso constatare ancora una volta che le Istituzioni sono lontane dai veri problemi dei cittadini- la Salute innanzi tutto- sono acquiescenti nei confronti di grandi e piccole lobbies e che, nonostante i danni acclarati alla Salute umana, ascoltano solo ciò che vogliono sentire, riportando le prese di posizioni di una parte minoritaria della Comunità Scientifica, stravolgendo anche le prese di posizioni, tutt'altro che favorevoli agli inceneritori, come quella degli Ordini
dei Medici.
Ricordo che in un momento di crisi la giusta filiera dei rifiuti che ne preveda riciclaggio e riuso comporta occupazione e recupero di risorse. Il Centro di Vedelago che ha un bacino di utenza 1.150.000 abitanti, riceve i rifiuti urbani e i materiali post-consumo dalle attività produttive della Provincia di Treviso e nel 2008 ha trattato 27.062,730 tonnellate dando lavoro a 61 persone (45 operai, 12 impiegati, 4 autisti).
Se le 800.000 ton bruciate a Brescia ogni anni fossero trattate secondo questo metodo si darebbe lavoro a 1.800 persone!
Ah, ... dimenticavo, forse qualche disoccupato in più ci sarebbe fra gli "addetti" alla salute.

Patrizia Gentilini
(scienzaepace news)

IL CICLO DEI RIFIUTI SI PU’ CHIUDERE…DAVVERO!

Da un commento al post precedente...

Certe volte il destino riserva delle belle sorprese: a dicembre, mentre a Napoli (e in Italia) scoppiava l’ennesima emergenza rifiuti, io ero in Africa, in Burkina Faso, che spiegavo ai ragazzi del Centro Ghélawé come gestire la spazzatura senza trasformare il Centro in una discarica.
In Burkina Faso non esiste la raccolta differenziata dei rifiuti, non esiste nemmeno la raccolta. La spazzatura viene in parte bruciata e in parte gettata per strada.
Quello che una volta era il fiume che attraversava la citta’ di Bobodiulasso, oggi e’ una discarica a cielo aperto che spacca in due la citta’, provocando morti e malattie. Li’, per il momento, non ci sono altre possibilita’ e vedere che in Italia abbiamo una situazione simile, se non peggiore in alcune strade, e’ scandaloso.
Non fare la raccolta differenziata e non riciclare i rifiuti e’ un crimine! Contro noi stessi e i nostri figli, e contro la nostra terra. In Burkina Faso sarebbe possibile dividere la spazzatura trasformando l’organico in compost per l’agricoltura, riutilizzando le latte in alluminio per farne tubi, contenitori, semenzai, raccogliendo e riutilizzando la plastica. Al Centro Ghélawé dividiamo i rifiuti in carta, plastica, alluminio e organico e “promuoviamo” una continuativa campagna per la loro riduzione. Il rifiuto “latta del concentrato di pomodoro” si puo’ eliminare facendo la salsa con i pomodori freschi.
In Campania si deve fare lo stesso!!!
Possiamo riciclare tutto, anche ciò che non sarebbe riciclabile, ed è pure estremamente conveniente: i Comuni che attuano la raccolta differenziata porta a porta hanno incrementato le entrate, oltre ad aver assunto nuovo personale.
Abbiamo a disposizione tecnologie di riciclaggio straordinarie.
Un esempio ne e’ il Centro riciclo di Vedelago, che oltre alla differenziazione dei rifiuti, ha messo a punto una tecnica per riutilizzare il materiale plastico nell’edilizia.
Vi invitiamo a leggere la lettera che pubblichiamo di seguito (grazie a Nino della segnalazione!) e a visitare il sito internet dell’azienda.
“Il ciclo dei rifiuti si puo’ chiudere al 100%, recuperando tutta la materia, senza portare nulla ne’ in discarica ne’, tanto meno riducendolo… in fumo.
Domenica 20 gennaio ero a Pianura, invitata a fare un incontro con la popolazione nella scuola elementare, insieme alla imprenditrice Carla Poli del Centro Riciclo di Vedelago (www.centroriciclo.com) che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio peregrinare: davanti ai cumuli di spazzatura che in noi suscitano tanto orrore, lei si fermava incantata dicendo: “ma guarda quanta bela roba che ghe s’e’, me ne porteria via un pocheto”.
Questa ingegnosa signora, oltre a recuperare in modo ottimale carta, lattine, vetro ecc., ha brevettato un metodo per il 20% del “secco non riciclabile” (i pannolini ad es.). Tramite un processo di estrusione, ottiene da questo residuo (che io per prima non immaginavo potesse avere alcun riutilizzo), una sabbia sintetica grandemente utilizzata in edilizia, che esporta all’estero e che non arriva a produrre stante la grande richiesta che ha!
Nell’azienda sono in 64, gli operai ricevono 1.500 euro al mese con tredicesima e quattordicesima e tutto questo senza camini, senza filtri, senza veleni, ma dando lavoro, occupazione, serenita’ a tante famiglie.
Gli impianti non sono complessi, ne’ da costruire, ne’ da gestire, possono essere pronti in pochi mesi, relativamente basso il capitale di partenza.
Ma possibile che in questo paese e soprattutto in questa Romagna, dove ci si vanta di essere industriosi, attivi e pieni di iniziativa a nessun imprenditore venga anche solo la voglia di verificare di persona?
Possibile che sappiamo solo bruciare mandando in fumo preziose risorse e soprattutto la nostra salute?
Sono sempre piu’ convinta che il problema dei rifiuti non e’ affatto una grave malattia come vorrebbero farci credere, che la medicina che vorrebbero darci (inceneritori) e’ molto peggiore del male e che la cura semplice, immediata, economica, senza controindicazioni esiste ed e’: raccolta domiciliare porta a porta e riciclo totale.
Credo che sarebbe ora di smettere di fidarsi dei tanti esperti (televisivi e non) che fino ad ora hanno dimostrato di non avere a cuore ne’ l’ ambiente ne’ la salute e cominciare piuttosto a fidarsi del buon senso delle donne.
Sia ben chiaro a tutti: non ho alcun interesse personale in questa “promozione” del Centro di Vedelago e il biglietto per Napoli non me lo ha rimborsato nessuno.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Patrizia Gentilini, Oncoematologo, Associazione Medici per l’ Ambiente

domenica 5 aprile 2009

Lettera dal figlio di un operaio Ilva.

“Sono figlio di un ex operaio Ilva, non un operaio a caso, mio padre. L’ultimo del mondo. Sono figlio dell’ultimo del mondo. Io sono un traditore. Sono un reietto. Come Bruto ho ucciso mio padre. L’ho ucciso con il silenzio. Caino me. Mio padre aveva tre figli, io l’unico maschio, ultimo a nascere. Secondo Riva a me spettava un posto di diritto in fabbrica. Per me il destino era scritto. Me le ricordo tutte le chiacchierate con mio padre. Da buon operaio, padre di famiglia, voleva per il suo unico figlio maschio, il riscatto sociale, voleva una carriera all’avanguardia. Mi diceva: studia, impegnati, costruisci il tuo futuro perché nessuno qua ti da niente. Perché il futuro si costruisce sporcandosi le mani. Mi diceva di non arrendermi perché all’Ilva non c’era neanche il padre eterno a difenderti”.



“Dopo la morte di mio padre – dice Favino – quella macchina dell’Ilva che lo aveva stritolato era guidata da un altro operaio come lui, come se non fosse successo niente. Tutto doveva ricominciare come prima e meglio di prima”
"Mio padre è morto assassinato dalla sua odiata fabbrica. Per loro era solo un ingranaggio della catena, che poteva essere sostituito. Ma io quel giorno ho perso mio padre".


Così scriveva il 13 dicembre 2008, Roberto Romano, figlio di un ex operaio Ilva. Questa la lettera letta da Pierfrancesco Favino dal palco del Circo Massimo. “Sì, mio padre era cattolico, praticante – si legge nella lettera - Io prima ci credevo. A ventitre anni con una moglie e un diploma di perito industriale il suo futuro era segnato. Come era segnata la nascita, un anno dopo, della sua prima figlia. Lavorare all’Ilva era l’unica soluzione. Operaio. In fondo alla società per diritti e protezione ci sono gli operai. Lui aveva molti doveri ma pochi diritti. Aveva il dovere di proteggere la sua famiglia, sfamandola, educandola, aveva il dovere di non scioperare perché lo sciopero significava portare a casa meno soldi perché, dopo quasi tre anni mio padre volle assieme a mia madre concepire un figlio, la fortuna ne diede due: mia sorella e me. Perché avere due gemelli significava doppio lavoro, significava visite pediatriche doppie, ogni volta che ci si ammalava ci si ammalava in due, ogni volta significava andare in farmacia e lasciare una settimana di lavoro. Ma in famiglia non si era in due ma in cinque”.

Ecco come si opera quando si vuole tutelare i cittadini...


WWF NEL PROCEDIMENTO CONTRO LA COPERSALENTO

Il Wwf interviene nel procedimento penale a carico di Copersalento di Maglie. Nei prossimi giorni il legale Giuseppe Umberto Garrisi depositerà presso la Procura della Repubblica di Lecce, per conto dell’associazione Wwf Italia Ong-Onlus, un atto di significazione di parte offesa nel procedimento penale pendente a carico dell’azienda.

“Già la scorsa estate – si legge in una comunicato a firma congiunta, Antonio De Feo e Vittorio de Vitis, rispettivamente presidente Wwf Italia e presidente WWf Salento -, allorquando le analisi degli scarichi dell’impianto di coincenerimento di rifiuti fecero registrare valori di diossina 420 volte superiori al limite consentito dalla legge, il Wwf intervenne denunciando quanto i rischi per la salute della popolazione e dell’ambiente fossero estremamente elevati. A seguito di quei controlli la Copersalento ha abbandonato l’utilizzo del Cdr a favore delle sole biomasse vegetali. Nei mesi successivi – aggiungono - nonostante l’azienda abbia avuto la possibilità di presentare un piano di adeguamento degli impianti, non è stata in grado di metterli in condizione di funzionare secondo gli standard previsti dall’attuale normativa, molto probabilmente per problemi imputabili ai limiti tecnologici di una struttura che più che dell’ammodernamento necessita della dismissione”.
La nota continua soffermandosi poi sulla “gravità della situazione ambientale nell’area magliese deriva infatti dalle analisi eseguite dall’Arpa Puglia a gennaio, che hanno fatto registrare valori di diossina nei gas di combustione, ancora una volta, ben otto volte al di sopra dei limiti ammessi”.
“Soltanto pochi giorni fa, nonostante le preoccupazioni espresse dal Wwf già nell’ottobre scorso, è arrivata la conferma che nel territorio di Maglie la catena alimentare è stata contaminata. Il timore per una possibile contaminazione della popolazione è alto: un danno alla collettività ed all’ambiente, in cui si esplica l’ ‘essere’ di ognuno di noi, oltre che all’economia del territorio, di cui auspichiamo che la Magistratura stabilisca quanto prima le responsabilità”.
Con l’atto di significazione di parte offesa il Wwf intende quindi contribuire alle indagini in corso da parte delle autorità competenti e porre sin d’ora le condizioni per la costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento penale che dovesse seguire al completamento ed alla chiusura delle indagini.
“La questione della diossina – dichiara Antonio de Feo, Presidente del WWF Italia – Sezione Regione Puglia – è una parentesi aperta che, in assenza di assunzione di determinazioni preventive, potrà solo continuare nei prossimi anni a far registrare emergenze come quella del magliese e, della più nota, acciaieria Ilva di Taranto. La diossina non può essere – ancora oggi – un’emergenza! Le scelte, tecnologiche e di politica economica in materia ambientale, devono definire in via anticipata gli indirizzi di sviluppo e di cammino verso società ambientalmente elitarie”.
Sulla questione interviene questa mattina Loredana Capone, vice presidente della Provincia di Lecce: “Il caso Copersalento – dice - pone problemi gravi destinati a lasciare il segno sulla città di Maglie, sui comuni vicini e sul Salento. E altri potrebbero derivarne dall’idea, lanciata su manifesti apparsi in questi giorni, di trasformare un impianto vecchio e inquinante in un termovalorizzatore.
E aggiunge: “Il problema più serio riguarda infatti la salute dei cittadini. Le aziende che non rispettano le regole danneggiano la nostra salute e, pur essendo una risorsa economica, possono rappresentare anche un danno per il territorio. L’esperienza dell’Ilva di Taranto e della Centrale di Cerano sono i casi più eclatanti, ma non dobbiamo dimenticare che ogni fabbrica, ogni discarica, ogni stabilimento che non rispetta le regole danneggia l’ambiente e la salute. Ora più che mai è indispensabile dare continuità ai controlli e all’ottimo lavoro svolto da questa Amministrazione Provinciale con l’Assessore Gianni Scognamillo e la Commissione Ambiente presieduta da Nicolino Sticchi. Del resto, quando l’azienda non è sicura, i problemi si riversano immediatamente sui lavoratori. È proprio il caso della Copersalento. In conseguenza della chiusura dovuta all’eccessiva produzione di diossina, i lavoratori sono in stato di agitazione e, in mancanza di adeguate risposte, minacciano l’occupazione del municipio di Maglie”.
“Altra questione fondamentale – continua Capone - è rappresentata dall’indotto economico che rischia il tracollo. Qualora i dati della presenza di diossina nei capi di bestiame fossero confermati ci troveremmo di fronte ad una crisi ulteriore per l’economia di quegli allevatori che già in difficoltà verrebbero stritolati dall’abbattimento dei capi infetti. Senza considerare il danno d’immagine per tutta una zona che produce prodotti agricoli e derivati dal bestiame”.
Ed anche la vice presidente della Provincia parla di impianto obsoleto: “Questi gravi problemi sono causati principalmente dall’utilizzo di tecnologie ormai obsolete. Per questo motivo è indispensabile sfruttare le opportunità che l’innovazione tecnologica oggi ci offre. Occorre mettere in campo conoscenza e competenza anche stimolando la collaborazione tra Università, ricerca ed aziende salentine”. (Lecceprima)

Da Civitavecchia un esempio di azione per i propri diritti...

Pubblichiamo il riferimento ad un esposto-denuncia alla Procura fatto da due associazioni a Civitavecchia riguardo al mancato rilevamento di un inquinante importante come l'ozono:

Il Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l'Ambiente e la Salute (CNCMAS sez. Lazio) e l'Associazione Italiana dei Medici per l'Ambiente (ISDE - International Society of Doctors for the Environment - sez. Alto Lazio)

ESPONGONO quanto segue:

- il Comune di Civitavecchia, ..., risulta inserito tra le aree a rischio di inquinamento per la presenza di tre centrali elettriche situate complessivamente entro un raggio di circa 15 km dalla città, un porto sede di intenso traffico navale ed il traffico stradale
- nell'ottobre 2003 ... era stato contestato all'Italia di non misurare le concentrazioni di particelle PM10 nella zona di Civitavecchia e, conseguentemente, di non rendere disponibili al pubblico le informazioni relative alle concentrazioni di particelle PM10 nella stessa zona
- a distanza di circa 6 anni dobbiamo denunciare la stessa situazione per l'ozono
- ...presso il comune di Civitavecchia ubicata una centralina per il rilevamento della qualità dell'aria, non dotata però dell'analizzatore per la determinazione dell'Ozono.

CONSIDERATO

- l'ozono avrebbe dovuto e dovrebbe essere monitorizzato. I dati ottenuti sulle sue concentrazioni avrebbero dovuto e dovrebbero essere messi regolarmente a disposizione del pubblico.

CONSIDERATO INOLTRE

- che ... L'ozono sembra essere la chiave dell'aumento delle morti per cause cardiovascolari durante le ondate di calore (Occup. Environ Med 2007)
- che in Europa ogni anno l'ozono causa 21.000 decessi, circa un numero simile di ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie e un numero molto elevato di altri disturbi che non richiedono il ricovero in ospedale (CAFE CBA: Baseline Analysis 2.000 to 2020 AEAT/ED51014/Baseline Scenario. Issue 5).
- che il progetto CAFE della Commissione Europea (Amann et al., 2005) ha previsto in Italia circa 4.000 morti premature nel 2.010 e 3.500 nel 2.020, qualora non si prendessero misure adeguate di controllo delle emissioni degli inquinanti precursori dell'ozono, questi ultimi emessi il 26 % dall'industria, il 26 % dalla produzione di energia, il 34 % dal traffico stradale, il 10 % da altre forme di trasporto ed il 4 % dall'agricoltura e dal trattamento dei rifiuti (EEA - Europe Environment The Fourth Assessment)
- che uno studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità effettuato su 13 grandi città italiane (9 milioni di persone) ha messo in evidenza che, a concentrazioni di ozono superiori ai 70 microgr/m3 - media massima giornaliera di 8 ore, corrisponde un aumento della mortalità per tutte le cause dello 0.6 % ed un aumento della morbilità molto più grande (Health Impact of PM10 and Ozone in 13 Italian Cities)
- che il CNCMAS ha ripetutamente diffuso da giugno a settembre 2009, ai media locali e nazionali, le previsioni quasi quotidiane degli alti livelli di ozono nel nostro comprensorio e nella maggior parte dell'Italia, pubblicate dal Rhenish Institute for Environmental Research at the University of Cologne (The EURopean Air Pollution Dispersion [EURAD] Project)

VOLGONO ISTANZA

al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia di verificare se nei fatti esposti ricorrano ipotesi di reato ed in particolare se si sarebbero potute prevenire malattie o morti premature, soprattutto nelle persone più a rischio come bambini, donne in stato di gravidanza ed anziani, qualora nel comprensorio di Civitavecchia l'ozono fosse stato rilevato e la popolazione fosse stata informata. In caso affermativo, di procedere nei confronti dei responsabili anche con provvedimenti di natura cautelare a tutela della salute della popolazione e dell'ambiente e per ripristinare la legalità eventualmente violata.

Leggi il testo integrale

Proposta indecente

La Comunità Europea ci bacchetta da anni per il mancato recepimento, in termini procedurali, della Convenzione di Aarhus sulla partecipazione del pubblico interessato (i cittadini) ai processi decisionali in materia ambientale.
Ma il nostro governo, attraverso un manipolo di deputati della CdL, propone di più: condanniamo i cittadini se il ricorso contro gli ecomostri non va in porto!

"VA RICONOSCIUTO IL MERITO AI CITTADINI CHE SIN'ORA HANNO DIMOSTRATO DI AVERE RAGIONE COME NEL CASO DELL'INCENERITORE DI MODUGNO MESSO SOTTO SEQUESTRO PER OLTRE SEI MESI E DA POCO DISSEQUESTRATO CON UNA SERIE DI PRESCRIZIONI INSANABILI A NOSTRO AVVISO.
CON QUESTA LEGGE CERTAMENTE SI VUOLE LIMITARE LA SEZIONE DEDITA AI DIRITTI , CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AGLI ART. DELLA COSTITUZIONE ART. 9 E 32 , TUTELA DEL TERRITORIO E DELLA SALUTE." (COMITATO PRO AMBIENTE MODUGNO)

Prop Nimby1

Art. 96 del Codice di Procedura Civile (Responsabilita' aggravata)
Se risulta che la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza dell'altra parte, la condanna, oltre che alle spese, al risarcimento dei danni, che liquida, anche d'ufficio, nella sentenza.
Il giudice che accerta l'inesistenza del diritto per cui e' stato eseguito un provvedimento cautelare, o trascritta domanda giudiziale, o iscritta ipoteca giudiziale, oppure iniziata o compiuta l'esecuzione forzata, su istanza della parte danneggiata condanna al risarcimento dei danni l'attore o il creditore procedente, che ha agito senza la normale prudenza. La liquidazione dei danni e' fatta a norma del comma precedente.

venerdì 3 aprile 2009

Ambiente e lavoro: se ne parlerà oggi al salone degli Stemmi



Continuano le iniziative organizzate da Sinistra Democratica rivolte alle tematiche ambientali.
“Ambiente e lavoro per rilanciare lo sviluppo a Taranto” è questo il titolo del convegno che si terrà questa sera alle ore 17.00 al salone degli Stemmi in Provincia di Taranto.

"Ambiente e Lavoro, binomio inscindibile per rilanciare lo sviluppo e l’economia sul nostro territorio con una nuova proposta di legge regionale che cambierà definitivamente il nostro territorio recuperandolo a vocazioni naturali."

All'evento interverrà anche l'eurodeputato Claudio Fava. Ad introdurre e moderare, Alessandro Marescotti.

Il G8 Ambiente si farà a ..... Siracusa!

Il G8 Ambiente non si farà nè a Napoli, nè a Taranto, nemmeno a Brindisi.... nè a Venezia-Marghera, eppure in queste città industriali avrebbe avuto sicuramente più senso un dibattito, una riunione dei Grandi della Terra, coloro che detengono infondo il potere, sui cambiamenti climatici e la conservazione della biodiversità.

Il Governo, nella persona del Ministro dell'Ambiente ha deciso: il g8Ambiente si farà a Siracusa, città natale del Ministro Prestigiacomo. Un caso?

Comunque al G8 Di Siracusa si lavorerà soprattutto in materia di emissioni.
Si parlerà anche dell'Ilva e delle sue emissioni?

Se volete saperne di più, questo è il sito del G8 Ambiente di Siracusa.

Efficienza energetica nell’edilizia e soluzioni innovative per la Puglia

Dalla Regione Puglia

Si terrà il 7 aprile (h 9.30-12.30) a Bari, presso la Biblioteca Nazionale (Via Pietro Oreste), il convegno “Efficienza energetica nell’edilizia. Soluzioni innovative per la Puglia”, organizzato dall’ARTI, Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione, in collaborazione con ENEA, ITC-CNR e ANCE Puglia.

All’evento, introdotto e coordinato da Gianfranco Viesti (Presidente dell’ARTI), prendono parte Sandro Frisullo (Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia), Salvatore Matarrese, (Presidente di ANCE Puglia), Vincenzo Lattanzi (ENEA), Nicola Maiellaro (ITC - CNR), Luisella Guerrieri, (ARTI), Mario Motta (Politecnico di Milano), Pippo Ranci (ex Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas), Luca Limongelli (Direttore per l'Area Programmazione e Finanza della Regione Puglia).

Le conclusioni della giornata sono affidate ad Angela Barbanente, Assessore all’Assetto del Territorio e all’Urbanistica della Regione Puglia.

L’incontro ha come finalità quella di presentare e discutere gli studi di fattibilità realizzati dall’Agenzia in materia di efficienza energetica applicata all’edilizia ed è particolarmente destinato ad un pubblico di imprese edili e del settore energetico, di ingegneri, architetti e tecnici, di ricercatori e studenti universitari, di amministratori pubblici ed energy manager.