martedì 19 giugno 2007

Toh, la puzza è Sparita!

Dal Corriere del Giorno del 17/06/2007, a pag. 8 è stata pubblicata la lettera di un tarantino che vi riportiamo qui di seguito. Chi scrive si è accorto dell' anomalo cambiamento d'aria verificatosi a partire dall'11 giugno, data in cui è iniziato il monitoraggio della diossina all'Ilva da parte dell'Arpa e del Cnr. Effettivamente anche il Comitato per Taranto ha rilevato la enorme differenza, che si è avvertita non solo semplicemente "respirando", ma anche "osservando" lo stesso stabilimento siderurgico in attività. A questo proposito il Comitato ha pensato bene di fotografare per "testimoniare" . Questi i nostri risultati: per vedere, cliccare QUI

Gentile direttore,
Le scrivo per fare una segnalazione alquanto preoccupante. Stranamente in questi giorni, a partire proprio da lunedì 11 Giugno (giorno in cui sono iniziate le rilevazioni di diossina all’Ilva), la puzza velenosa che contraddistingue la nostra città sembra essere sparita...e non mi riferisco solo alla citatissima (per altro giustamente) zona Tamburi, ma a tutta la città. Considerando che nella zona di Piazza Lucania, fino alla sera del 10 Giugno era difficile tenere le finestre aperte per la puzza fortissima, e che stranamente dall’11 in poi la respirazione sembra non più riscontrare quel solito senso di pesantezza nei polmoni, sopraggiungono da più persone considerazioni sconfortanti sull’attendibilità delle rilevazioni di diossina in corso all’Ilva. Antonello Giovane

Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

sabato 16 giugno 2007

30 giugno a Carosino, in difesa dell'ambiente: un appuntamento di tutta la provincia di Taranto





















Il 30 giugno ci sarà un evento importante per mettere
assieme le varie realtà della provincia che si occupano di ambiente:
La Notte dei Briganti, a Carosino.
E' organizzata da Sud In Movimento.
Ci chiedono di partecipare come Comitato.
Il sito è http://www.sudinmovimento.com/index.php
Ciao a tutti
Alessandro

venerdì 15 giugno 2007

Rigassificatore a Taranto....






















Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

775 metri di follia

A soli 775 metri dalla Raffineria Agip il Governo intende realizzare un rigassificatore: quali effetti? quali conseguenze? Leggi il volantino informativo, cliccaci sopra!

Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

Gnl e rigassificatori


Clicca sull'immagine e Buona lettura!

Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

giovedì 14 giugno 2007

A proposito dei registi comunisti e degli eroi

Giuseppe Ferrara ha candidamente rivelato durante un intervista al programma Holliwood Party di Radio Rai 3 che Emilio Riva in persona gli ha "staccato un assegno di 750 mila euro" durante un incontro in cui il regista gli aveva presentato il progetto cinematografico per il film "Guido che sfidò le Brigate Rosse". L'incontro era stato organizzato da un dirigente del sindacato CGIL pugliese che lo aveva rassicurato della "grande volontà di collaborazione e generosità del signor Riva"!


DE BENEDITTIS: HO FATTO IL FILM CHE VOLEVA FARE CALOPRESTI

"Ho battuto sul tempo Mimmo Calopresti che aveva annunciato di voler fare un film sulla vicenda di Guido Rossa, sindacalista dell'Italsider ucciso dalle Brigate rosse, ma sono rimasto vittima del sistema". E' amareggiato Carmine De Benedittis, produttore di 'Guido che sfido' le Brigate Rosse', il film di Giuseppe Ferrara (regista di 'Il caso Moro', 'Cento giorni a Palermo' e 'Giovanni Falcone'), interpretato da Massimo Ghini, Gianmarco Tognazzi, Anna Galiena ed Elvira Giannini: la pellicola e' entrata nell'elenco dei migliori film italiani da selezionare per la cinquina dei David di Donatello 2008, ma che e' rimasta solo pochi giorni nelle sale italiane.
"Il film e' rimasto vittima del sistema, in cui i produttori devono sborsare fior di quattrini per avere una distribuzione", denuncia De Benedittis, che insieme all'Ilva Rivagroup di Emilio Riva e a Rai Cinema ha prodotto la pellicola costata circa 1,7 milioni di euro. "Per far uscire un film bello, di strettissima attualita', con un cast e una regia di prim'ordine - spiega il produttore - ho dovuto organizzare una grande serata il 7 giugno scorso al cinema Barberini di Roma, gestito dai miei amici Mario Fiorito e Leandro Pesci, dove ho finalmente trovato un circuito distributivo. E cosi' e' uscito in 25 copie in sette citta' importanti". La storia di Guido Rossa, operaio dell'Italsider di Genova e militante del partito comunista ucciso il 24 gennaio 1979 dalle Brigate Rosse, dopo che aveva denunciato un suo collega per aver diffuso volantini delle Br in fabbrica (poi arrestato e condannato a 4 anni), e' una vicenda emblematica che in molti avevano intenzione di portare sul grande schermo.
"Ho battuto sul tempo Mimmo Calopresti che aveva annunciato di voler fare un film su questa storia - racconta De Benedittis -. Quando ho accettato l'invito di Ferrara a produrre il film, infatti, ho contattato Sabina Rossa, figlia di Guido, oggi senatrice Ds, e in 15 giorni ho acquisito i diritti del suo libro sul padre. Ho creduto nel progetto al punto di ipotecare due appartamenti. Poi e' arrivata la famiglia Riva che ai miei 300mila euro ne ha aggiunti altri 750mila e siamo partiti. A noi si e' quindi aggiunta anche Rai Cinema".
Se il cammino del film nelle sale e' stato difficile e ricco di ostacoli, neppure la sua gestazione e' stata semplice. "Dopo tre settimane - rivela il produttore - Massimo Ghini ha abbandonato il set per incomprensioni col regista. Mi ha spiegato che non riusciva ad avere punti di incontro con Ferrara e non si trovava col suo modo di girare. L'ho convinto a ritornare, ma ho acconsentito che si assentasse per due settimane per recitare in 'Natale a Miami' prodotto da De Laurentiis. Per questo il mio film e' durato otto settimane invece delle sei previste con un'ulteriore esborso di denaro da parte mia". (Ilpittacino)


Film su Guido Rossa, le riprese anche negli stabilimenti dell'Ilva

Alcune riprese del film sul sindacalista Guido Rossa saranno girate all'interno degli stabilimenti dell'Ilva: lo ha detto stamani il segretario provinciale Fiom-Cgil, Francesco Grondona. Secondo quanto spiegato dal sindacalista, "Riva ha dato l'autorizzazione al regista Giuseppe Ferrara di entrare in fabbrica per due giorni nel mese di aprile".
Guido Rossa, ucciso dalle Br il 24 gennaio del '79 in via Fracchia, era sindacalista della Cgil nell'acciaieria che allora si chiamava Italsider. (Repubblica)
 

GLI OPERAI DELL’ILVA INSIEME A RIVA PRODUCONO UN FILM SU GUIDO ROSSA

28 agosto 2005
nova e in lavorazione in questi giorni in citt?. Durante la presentazione dell’iniziativa molto sentita e di alto valore simbolico, avvenuta ieri sera alle 19 allo Spazio Dibattiti “Guido Rossa” della Festa Provinciale dell’Unit? di Genova alla Fiera del Mare, il regista della pellicola Giuseppe Ferrara, insieme al produttore leccese Carmine De Benedictis, hanno?aperto la discussione sul film politico-sociale con l’annuncio fatto dal Portavoce delle Rsu-Cgil delle acciaierie di Cornigliano Armando Tiragallo. “Abbiamo chiesto 1 Euro a ogni operaio Ilva per contribuire simbolicamente al finanziamento del film – ha detto Tiragallo – e i lavoratori hanno risposto con slancio. Circa 1000 Euro andranno a impinguare cos? la cifra non sempre sufficiente per la lavorazione del film. Peraltro l’imprenditore Riva partecipa per il 45% del budget a finanziare il film. E’ un bel segnale di sinergia tra propriet? e forze lavoro”. Il titolo dell’opera cinematografica di Ferrara, suo undicesimo film, ? “Guido Rossa che sfid? le Brigate Rosse”. Il sindacalista che os? denunciare le infiltrazioni dei brigatisti rossi all’interno dello stabilimento industriale del Ponente genovese e che fu per questo ucciso a sangue freddo dai terroristi sotto casa a Oregina 27 anni fa, ? impersonato dall’attore romano Massimo Ghini. Si stanno predisponendo i set per una palpitante scena di inseguimento automobilistico sotto la Lanterna con l’utilizzo di auto dell’epoca fornite da cittadini genovesi. (ligurianotizie)
 

Puzza di bruciato... gli incidenti di cui nessuno parla


Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

lunedì 11 giugno 2007

il 12 giugno: giornata della memoria delle vittime del lavoro






Andrea D'Alessano
un giovane operaio di Oria che lavorava alla motomec ditta dell'appalto ILVA é morto ieri, dopo alcuni giorni di coma, per avere avuto il cranio fracassato da un martello cadutogli in testa da grande altezza.
L'associazione 12 giugno familiari delle vittime del lavoro, si chiama 12 giugno perché nel 12 giugno del 2003 per il crollo di una gru nell'ilva morirono due giovani operai, Paolo Franco e Pasquale D'Ettorre, che sono stati i primi morti della grande ondata di giovani entrati all'ilva negli ultimi anni.
L'associazione é stata proposta dallo Slai Cobas Taranto e ha subito raccolto l'adesione del padre di uno dei due giovani morti sulla gru PaoloFranco - Angelo Franco e poi di mogli, figli di altri operai morti. Il presidente é un ex-operaio dell'ilva oggi in pensione Cosimo Semeraro.
Facciamo del 12 giugno una giornata della memoria, dedicata agli operai morti sul lavoro all’ Ilva, reagendo con modalità collettive al dolore inestinguibile della perdita dei propri cari e tentando di contribuire agli sforzi affinché non ci siano più morti sul lavoro, affiancando chi da anni e in primis le OOSS lotta su queste problematiche.
Con un primo convegno l’associazione ha sviluppato proposte ai legislatori affinché modifichino e migliorino le leggi esistenti in materia di prevenzione e repressione, in materia di rappresentanza dei lavoratori, in materia di accelerazione dei processi, perché ci sia giustizia e sostegno ai
familiari.
A livello locale ci si rivolge ai lavoratori, cittadini, organizzazioni politiche e sociali affinché il 12 giugno sia istituito come giorno della memoria dedicato alle vittime sul lavoro.
L’associazione ha trovato ascolto ed attenzione nel sig. Prefetto e nell’attuale presidente della Provincia e si accinge a cercare ascolto e sostegno dal nuovo Sindaco e Consiglio Comunale.
Ma l’aspetto decisivo é la mobilitazione dei lavoratori, per questo si chiede alle OO.SS tutte, che in occasione del 12 giugno di quest’anno, considerando la lotta già in corso a causa del recente gravissimo infortunio mortale di Andrea D’Alessano, ci sia una fermata generale all’ilva e nell’appalto, nelle forme naturalmente che le OO.SS ritengano opportuno decidere.
L’associazione 12 giugno da parte sua, con la collaborazione dello slai cobas e altre energie di lavoratori, giuristi, avvocati, ecc stà organizzando per la sera di MARTEDI' 12 GIUGNO 2007 una manifestazione, in PIAZZA DELLA VITTORIA (Taranto), con il seguende svolgimento:
ore 18 mostra e azioni di informazione e denuncia con testimonianze dirette
di familiari, operai e chiunque ritenga di voler intervenire.
ore 20 rappresentazione teatrale con il ritorno a taranto della giovane attrice romana Alessandra Magrini - attrice contro – “se questo é un operaio, viaggio nell' inferno ILVA” spettacolo che prende a base giusto la vicenda del maledetto crollo della gru del 12 giugno 2003.
ore 22 concerto solidale dei due artisti tarantini FIDO GUIDO e SCIAMANO.
Chiediamo l’adesione e il sostegno per questa iniziativa.
Per l’occasione inviteremo e crediamo che avremo tra noi il nuovo Sindaco eletto due giorni prima.
Associazione 12 giugno, per info: associazione12giugno@libero. it - tel 329.4909753
- sede provvisoria - via rintone 22 - Taranto.
Per comunicazioni rapide in relazione alle iniziative del 12 giugno usare anche cobasta@libero. it


Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

lunedì 4 giugno 2007

Inserto Clima

Ciao, segnalo a tutti che domani, 5 giugno, uscirà con La Repubblica un inserto sull'emergenza clima.
Anticipazioni video

domenica 3 giugno 2007

Convegno Nazionale su rigassificatori e questione energetica

Ascolta gli interventi del Convegno sui rigassificatori

Per ascoltare gli interventi dei relatori che hanno partecipato al Convegno nazionale sui rigassificatori, tenutosi a Livorno sabato 19 maggio 2007, è necessario cliccare su
PRIMAPARTE
SECONDAPARTE
Il materiale contenuto nei file mp3 (prima e seconda parte) è rilasciato con licenza Creative Commons Attribution 2.5 Italy: Fonte: Radio Radicale



Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

L'asse del Male: incontro dibattito su Brindisi e Taranto





Medicina Democratica

organizza un incontro dibattito
sul tema

AMBIENTE E SALUTE:
BRINDISI-TARANTO
ASSE DEL MALE

Territori malati e
popolazioni a rischio

12 GIUGNO 2007 ore 18,00
Salone di Rappresentanza
”Mario Marino Guadalupi”
- Palazzo di Città








Interverrà anche Alessandro Marescotti,
Presidente di Peacelink e
membro del Comitato per Taranto


Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

sabato 2 giugno 2007

Dossier sul Mercurio











Nell’ultima conferenza stampa tenutasi il 31 maggio 2007 nella sede della Uil di Taranto, Giulio Farella membro del Comitato contro il rigassificatore, il presidente di PeaceLink Alessandro Marescotti, il segretario provinciale UIL Francesco Sorrentino, e l’avvocato Sergio Torsella, hanno diffuso al pubblico dati che non sono mai stati resi noti prima e che posizionano la città jonica al vertice nella classifica nazionale per un pericolosissimo inquinante come il mercurio, parola questa che non è contemplata nel Portale della Regione Puglia.

La presentazione del dossier dal titolo "Taranto, la 'bomba' al mercurio" mostra un quadro ambientale critico da non sottovalutare: “il database Ines stima infatti una dispersione in atmosfera per la grande industria per 2821 chilogrammi di mercurio di cui il 49 % provengono da Taranto. (….) tutti i 1385 chili di mercurio sono attribuibili proprio allo stabilimento Ilva di Taranto”. Ma dal database emerge un altro dato significativo rappresentato dall’aumento del mercurio nell’acqua di Taranto: “esso è passato dai 118 chili del 2002 ai 665 chili stimati per il 2005”.

Il dossier è possibile scaricarlo cliccando su MERCURIO

Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

mercoledì 30 maggio 2007

Ecosistema Urbano Legambiente 2007

Dal sito del SOLE 24 ORE


"Poche auto, efficiente monitoraggio dell'aria, abusivismo edilizio quasi inesistente, politiche che favoriscono il risparmio energetico: sono alcune delle voci grazie alle quali Bolzano si guadagna il titolo della più "ecosostenibile" fra i 103 capoluoghi di provincia.
A "incoronarla" con la migliore mediaè il risultato finale del rapporto Ecosistema urbano 2007 realizzato da Legambiente e Il Sole 24 Ore del lunedì, giunto alla 13 edizione e pubblicato oggi in allegato. Bolzano è seguita dalla vincitrice dello scorso anno (Mantova), in una top ten dove appaiono quasi esclusivamente città del Nord, mentre la parte bassa della classifica è occupata da rappresentanti del Sud e del Centro: ultime l'Aquila (penalizzata dalla carenza di informazioni fornite) e Taranto (area che soffre di una pressione ambientale fortissima). Ma più del voto complessivo, sono i singoli fotogrammi della "pellicola"della ricerca a raccontare lo stato di salute delle città: l'analisi ha infatti preso in considerazione oltre 125mila dati riconducibili a 25 indicatori, raggruppabili in sette grandi tematiche (circolazione, aria, rifiuti, energia, acqua, verde, politiche pubbliche e imprenditoriali). Così si scopre,per esempio,che Massa è prima per il verde pro capite fruibile, mentre Pisa vince per qualità dell'aria. In generale però — evidenzia il rapporto — le politiche messe in atto per migliorare la vivibilità urbana sono ancora insufficienti: smog, traffico e rifiuti restano un male comune".

Se desideri scaricare il Focus Ambiente-Sole 24 ore clicca QUIIII

Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda


sabato 19 maggio 2007

Convegno nazionale su rigassificatori e questione energetica


Energia e rigassificatori: ascoltiamo chi è contrario ai rigassificatori

Sabato 19 maggio 2007 - ore 9,30
Sala consiliare della Provincia - Piazza Civica - Livorno

Il mare sarà militarizzato per la sicurezza delle navi gasiere?
Quali conseguenze per il traffico marittimo?
Le popolazioni costiere sono a conoscenza dei pericoli?
Un convegno nazionale per dare voce a chi si oppone in Italia alla costruzione dei rigassificatori.

Interverranno fra gli altri:

- Edo Dominici Associazione A Sud - Osservatorio Eni
- Mario Martelli Comitato contro il rigassificatore offshore di Livorno
- Beatrice Bardelli Comitato contro il rigassificatore offshore di Pisa
- Giorgio Jercog Comitato per la salvaguardia del Golfo di Trieste
- Bridget Yorgure Mosop - Movimento per la sopravvivenza delle popolazioni Ogoni del Delta del Niger
- Alessandro Metz -Esecutivo nazionale dei Verdi
- Giulio Farella - Comitato contro il rigassificatore di Taranto

e molti altri...


Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

mercoledì 16 maggio 2007

Controdeduzioni sul rigassificatore

In conferenza stampa, il giorno 16 maggio 2007 sono state presentate alla cittadinanza le controdeduzioni sul rigassificatore. Il documento composto di ben 52 pagine è ora scaribile in formato pdf cliccando qui


Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

lunedì 14 maggio 2007

Presentazione delle controdeduzioni sul rigassificatore

Conferenza stampa
Mercoledì 16 maggio
ore 10.30
presso la UIL di Taranto
piazzale Dante - zona Bestat

Verrà illustrato ai giornalisti il nostro documento di risposta alle integrazioni della Gas Natural.
E' un documento di oltre 50 pagine, frutto di un lavoro di ricerca collettivo e della collaborazione con l'associazione Sviluppo Sostenibile.
Saranno evidenziate tutte le criticità permanenti e irrisolte nello studio di impatto ambientale nonostante le integrazioni fornite dalla Gas Natural al Ministero dell'Ambiente.
Il rigassificatore rimane un progetto pericoloso e inaccettabile dal punto di vista della Valutazione di Impatto Ambientale.
I giornalisti sono invitati a partecipare, grazie.


Comitato contro il rigassificatore
http://www.tarantosociale.org

Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

martedì 8 maggio 2007

DIOSSINA : il nemico invisibile. Ecco come scovarla

Da Taranto Sera del 07/05/2007
E’ arrivato finalmente il giorno dell’incontro per la verifica dell’inquinamento a Taranto. Oggi alle 15.00, alla direzione generale dell’Arpa Puglia, a Bari, si svolgerà il primo incontro operativo tra Arpa, Cnr, Regione Puglia, Provincia e Ilva, per definire le procedure operative finalizzate all’avvio dei campionamenti per la ricerca di tracce di diossina e relativa quantificazione. Un argomento oggi più che mai di attualità. E’ la prima volta che si avvia una procedura di questo tipo dall’insediamento del siderurgico fino ad oggi. Si tratta, oltretutto, di una delle prime ricerche del genere in Italia. Una questione scottante, quella della presenza di diossina in città, che nei giorni scorsi aveva sollevato molte polemiche e dure accuse. Tra le quali, quella tra il segretario della Uil, Aldo Pugliese e il Presidente della Regione, Nichi Vendola. “Il 23 ottobre 2006 è stata sottoscritta un’intesa Ilva-Regione, da lei definita “storica” - aveva scritto Pugliese nella sua lettera al Presidente Vendola - e firmata anche dallo scrivente, sia pure senza enfasi e senza entusiasmo. In totale isolamento nel sostenere determinate tesi, firmai perché capii che non si poteva ottenere di più. A distanza di quasi sei mesi mi chiedo: da quella data ad oggi, cosa è avvenuto? La Giunta regionale ha deliberato la costruzione di una nuova centrale termoelettrica da 600 megawatt; e rispetto a quei pochi impegni previsti nell’accordo, nulla è accaduto. “Tanto che nel frattempo il direttore generale dell’Arpa Puglia, professor Giorgio Assennato, ha denunciato che l’Ilva detiene il primato nazionale ed europeo della produzione di diossina. Lo stesso prof. Assennato ha detto che per l’Arpa le emissioni di molte altre sostanze velenose sono da accertare, in quanto la stessa Agenzia non è mai stata messa nelle condizioni, da parte dell’Ilva, di poter fare i necessari accertamenti. “Nello stesso tempo, l’Unione Europea ed il Governo nazionale hanno chiesto anche che l’Ilva riduca del 20% l’emissione di anidride carbonica. Nell’Intesa era programmato un incontro, da lei convocato per il primo di marzo, e a cui non ha partecipato. In sua vece l’incontro è stato presieduto dall’assessore regionale all’Ambiente, Michele Losappio. Ma l’assessore ha ignorato completamente questi dati che preoccupano non solo tutta l’Europa, ma anche l’intero pianeta per l’effetto serra. Inoltre a quello stesso incontro, come recita l’intesa, l’Ilva avrebbe dovuto comunicare la cantierizzazione delle opere per quanto attiene i parchi minerali. Ancora una volta, come è successo in passato, l’Ilva ha comunicato in quella sede che necessitava di un altro anno di tempo per studiare il fenomeno delle emissioni inquinanti. “Registrando l’assenso del rappresentante della giunta regionale, al sottoscritto non rimaneva altro che abbandonare quella riunione beffa. Oggi, veniamo a conoscenza di nuovi allarmanti dati, dalle indagini svolte dall’Ines (Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti) e integrati con i dati europei del registro Eper (European polluttant emission register). “Tutto questo, Signor Presidente, porta il sottoscritto e l’organizzazione sindacale che rappresento a dover ritirare la firma dall’Intesa del 23 ottobre scorso, avendone le parti contraenti fatto carta straccia della stessa. Auspico pertanto che i Ministri competenti, che leggono questa nostra missiva, prendano seriamente in considerazione quanto denunciato e conseguentemente assumano le decisioni del caso. “Infine, Le faccio presente che il prossimo 8 maggio il Sottosegretario alla Salute, Patta, ci ha convocato per discutere sulla questioni della salute e degli infortuni dell’Ilva di Taranto. Io sarò ovviamente presente, come lo sono stato la volta precedente, mi auguro che la Regione Puglia non sia assente, come avvenuto al primo incontro”. Così la risposta del Presidente della Regione: “Caro Aldo Pugliese - aveva scritto Vendola - vorrei rassicurare te e il sindacato che dirigi sul fatto che la Regione pone la più scrupolosa attenzione alle questioni delicatissime e scottanti dell’inquinamento ambientale e della sicurezza del lavoro relative agli stabilimenti ILVA di Taranto. “Sai bene che l’atto di intesa del 23 ottobre 2006 era “storico” per le modalità partecipative con cui era stato costruito e per i suoi contenuti rigorosi e prescrittivi. L’intesa non rappresentava in nessun modo una forma di “copertura” istituzionale di un modello produttivo così carico di ipoteche per la salute dei cittadini tarantini. E per la prima volta, con quell’intesa, si entrava nel merito di cose aspramente concrete: diossina, amianto, nastri trasportatori, parchi minerari. Una carta di impegni ed un crono-programma da rispettare. Bene, su questo piano noi non intendiamo compiere alcuna oscillazione. L’Arpa Puglia, che come sai è un’agenzia regionale, sta lavorando per portarci i risultati veri del monitoraggio sulla diossina. “Entro il 31 maggio l’Ilva è impegnata a portare il progetto di fattibilità delle barriere a copertura dei parchi. Tutti noi siamo più che allarmati dei dati che provengono da simulazioni e proiezioni effettuate da diverse istituzioni scientifiche. Guai se sottovalutassimo i rischi e se non ci accorgessimo delle gravi patologie ambientali che assediano l’area ionica. La fatica che dobbiamo condividere è quello di verificare continuamente il rispetto degli impegni assunti: non serve abbandonare un tavolo o denunziare un’intesa. Questo rende più debole il fronte di quanti vogliono che Taranto e la sua grande fabbrica siderurgica guadagnino in salute e in qualità della vita. Per questo nei prossimi giorni riconvocherò il tavolo Ilva, per aggiornare la nostra discussione e per monitorare lo stato di avanzamento del crono-programma: come ben capisci, sarebbe utile a tutti che a quel tavolo non mancasse la voce della Uil”.

domenica 6 maggio 2007

Allarme Diossina a Taranto

Viene da uno studio realizzato da Peacelink (www.tarantosociale.org) il dato allarmante della diossina a Taranto: per la prima volta a Taranto si è resa nota una stima di concentrazione locale di diossine pari al 90,3% del totale nazionale.
E' bene sottolineare come i dati della diossine - PCDD (policlorodibenzo- p-diossine) e PCDF (policlorodibenzo- p-furani) – non siano frutto di pure invenzioni o fantasie, portate all’attenzione del cittadino per creare allarmismo. Altroché! I dati sulla diossina sono stati tratti dal database Ines (Inventario Nazionale delle Emissioni e delle loro Sorgenti), collocato su un sito istituzionale autorevole come quello dell'Apat.
Per scaricare il dossier cliccare su DIOSSINA

Per maggiori approfondimenti vedere anche:

http://users.libero.it/ubik.ubik/dioxin.htm
(Questa pagina raccoglie una ricerca sugli aspetti anatomopatologici della intossicazione da diossine negli animali domestici, anche se in realtà molto materiale riguarda in generale l'impatto delle diossine sulla salute animale ed umana in generale").

Vi consiglio di vedere le immagini realizzate da Eduardo Castaldo sugli effetti della diossina:

http://www.eduardocastaldo.com/wasteland.htm#


Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda

martedì 1 maggio 2007

Rapporto APAT 2006


Dal Rapporto annuale sulla qualità dell’ambiente urbano Apat edizione 2006, scaricabile da internet dal sito Apat 2006

Dal comunicato stampa del 18 gennaio 2006:“Sintetizzando alcuni degli indicatori illustrati più dettagliatamente nel Rapporto: Qualità dell’aria & emissioni: per le concentrazioni di PM10, ozono e biossido di azoto nel periodo 1993-2005 nessuna chiara tendenza alla diminuzione. Già a fine giugno 2006 nel 77% dei punti di osservazione è stato superato il valore limite giornaliero della concentrazione di PM10. Per l’ozono, nel 2005, nel 75% degli agglomerati è stata superata almeno una volta la soglia di informazione al pubblico. Nel 2005 si sono registrati nel 95% degli agglomerati superamenti del limite annuale di concentrazione del biossido di azoto che andrà in vigore nel 2010. Il trasporto su strada costituisce la principale sorgente emissiva di PM10 per più della metà delle città considerate; per Roma il contributo stimato del trasporto su strada sul totale delle emissioni di PM10 è pari al 70%. Il contributo del settore industriale è consistente in particolar modo per icomuni in cui sono localizzati grandi poli industriali: Taranto (93%), Venezia (75%) e Genova (49%).


Se vuoi scaricare il comunicato stampa clicca QUI

Se desideri invece scaricare il rapporto clicca QUI



Dal Comitato per Taranto, Antonietta Podda